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02
LUG
2018

Voci d’estate

Questo mese

Voci d’estate: voci che corrono sui nostri libri.
Consigliano quattro libri per luglio, un classicone dal catalogo e tre novità di questi mesi.

C’è chi dice che per seguire il viaggio dei migranti, per immaginare un bambino che suo malgrado diventa un assassino, e poi per espiare, e per capire, fa il viaggio a ritroso, verso l’origine, il danno della partenza, bisogna leggere un libro potente e perturbante: Ancóra di Hakan Günday.
Su Hakan si può aggiungere questo: è venuto spesso in Italia, ha fatto amicizia con tutti. Bere una birra, molte birre, con lui, che è dolce e radicale, crea vincoli di sangue. (La voce è di Francesca Giannetto, lettrice. Eh, sì: lei ha conosciuto Hakan Günday)

Di Penelope Poirot e l’ora blu, di Becky Sharp, è stato detto: “È il libro più bello che ho letto quest’anno”. Detto da una persona che legge molto. Dev’essere la scrittura, così piena di corpo e sapore, di certo anche i personaggi, brillanti o fragili o dolcemente rassegnati. È un mystery, c’è un’indagine e un morto ammazzato, piacerà agli amanti del genere, ma c’è molto di più. Scendendo le scale, lo ripeteva deciso: questo è un romanzo che piacerà a tutti. (Questo è Manuel Figliolini, della Bottega de giallo)

“Storia di formazione incompleta, magicamente sgangherata, struggente, piena di grazia”: è una delle definizioni più belle di Beautiful Music di Michael Zadoorian. E appunto, dice la stessa lettrice (qui vorremmo abbracciarla): compito della letteratura è “indugiare su questo verissimo avanzare e retrocedere tra musica e silenzio”. (Sono parole di Teresa Ciabatti che ama Zadoorian dai tempi di In viaggio contromano, molto prima che Virzì ne facesse un film)

Demenziale, scanzonato, “non senza momenti di riflessività in personaggi che si trovano spesso a dialogare con la propria sorte”. È il romanzo in accelerata spinta di Giuliano Pesce, L’inferno è vuoto. “Costruito con materiali narrativi e non, di varia provenienza: tra citazioni dirette o variate della proverbialità popolare, così come della narrazione di consumo o dal cinema, ora accentuando la componente splatter ora piegandola a una sorridente parodia”. Lo apri, aggiungiamo noi, ti muore il papa tra le braccia, dopo essersi gettato dal balcone… e basta, non lo molli più fino alla fine, ed è una corsa intensa e travolgente. (La voce è di Ermanno Paccagnini, e Giuliano, che non ha ancora trent’anni, è fierissimo che un italianista severo di questo calibro lo legga e lo segua così)

Giuliano Pesce parla del suo libro in vari angoli della penisola: per seguire i suoi incontri, e gli altri incontri di luglio, guardate qui.

E mentre noi lavoriamo ai libri di settembre, e ci commuoviamo, e ruotiamo rondini e trecce bionde in copertina… Buone letture di prima estate a voi!