Libri di Boris Vian pubblicati da 
Marcos y marcos

Raymond Queneau su Boris Vian

La schiuma dei giorni

Sputerò sulle vostre tombe

Boris Vian e il jazz

Sedici pensieri sul jazz

Daniel Pennac e
 La schiuma dei giorni 

Boris Vian su Boris Vian

Mamma Schiaccia

 

Boris Vian 

nasce nel 1920 a Ville d’Avray, e nasce piuttosto con la camicia.
La sua è una famiglia decisamente benestante. Il babbo, Paul, formalmente sarebbe rappresentante di medicinali omeopatici, ma di fatto vive di rendita. Diciamo che fino al 1933 le cose vanno benissimo.
Boris ha due fratelli e una sorella, impara presto a suonare la chitarra, legge già a cinque anni, a otto ha già fatto fuori mezza biblioteca della letteratura francese.
A dieci anni mette su una prima orchestrina, per gioco, con i due fratelli, Lelio e Alain.
E’ il primo segnale di una folgorante carriera di musicista e di organizzatore di manifestazioni, bande, happening notturni. A tredici anni inizia a suonare la tromba, e non molto tempo dopo scopre la musica che diventerà la sua preferita: il jazz.

A scuola va benino, ma neppure benissimo. Prende il diploma superiore con una votazione media, ma decide di iscriversi all’esame della scuola superiore per le arti e i mestieri, che in realtà equivale alla nostra facoltà di ingegneria meccanica.
Ed è così che si reca, poco più che diciottenne, a Parigi.
Ed è qui che esplodono nel giro di poco tempo tutti i suoi vari talenti.
Tutti sbocciano contemporaneamente, in tutte le cose a cui si applica, Vian si tuffa con tutto se stesso.
Raymond Queneau, che incontrerà di lì a non molto, ce ne fornisce un ritratto divertente.
Dopo il diploma di ingegnere, Vian si impiega presso L’istituto Francese di Normalizzazione, e successivamente presso l’ufficio per la promozione della carta e cartoni.

Ma questa, appunto, non è che una parte della sua vita, forse poco più di un terzo.
Boris è rimasto legato al fratello Alain, che suona in una banda di jazz piuttosto importante, ed è assieme a lui che si occupa della programmazione musicale del Tabou.
Il Tabou è un locale notturno dove si suona, ovviamente musica jazz, ma dove Vian inventa spettacoli di cabaret, serate a tema, e ben presto diventa un punto di incontro di alcuni esponenti dell’esistenzialismo francese.
Vian conosce Sartre, la De Beauvoir, e pur diventandone amico si prende beffe dei loro atteggiamenti nella Schiuma dei giorni, il romanzo che viene ancora oggi considerato il suo più importante.
Vian lo scrive tra il 1944 e il 1945; il dattiloscritto finisce nelle mani, appunto di Queneau.
Questi lo candida alla pubblicazione presso Gallimard, che però rifiuta.
Che razza di libro è, la Schiuma dei giorni? Rifacendoci a Queneau, è una straziante storia d’amore.
Dotata però di una carica di surrealismo, piena di gioia di vivere, e di musica.
Lo si vede fin dalla breve premessa, in cui Vian enuncia una specie di canone estetico ed esistenziale.

L’essenziale, nella vita, è dare giudizi a priori su tutto. In effetti, sembra che le masse stiano sempre dalla parte del torto, e che gli individui abbiano sempre ragione. Bisogna tuttavia stare attenti a non dedurre nessuna regola di condotta da questa constatazione: certe regole non hanno bisogno di essere formulate per essere eseguite. Solo due cose contano: l’amore, in tutte le sue forme, con ragazze carine, e la musica di New Orleans o di Duke Ellington...


La storia parte da questa Parigi in cui Vian si muove con grande disinvoltura, una Parigi che sente magica e contribuisce a far sentire, attraverso l’amore anche più magica.
Il protagonista è un certo Colin, un giovane riccastro, dotato di tanto di cuoco, un cuoco dall’aria nobile, molto colto e aggiornato su tutta la linea, che si innamora perdutamente di una ragazza esile e tenera, di nome Chloé. La incontra a una festa, e le dà un appuntamento per il giorno dopo, ma non sa bene che raccontarle.
Colin ha un amico carissimo, cui presta un pozzo di soldi, o meglio un pozzo di dobloncioni, che l’amico sperpera per tener dietro alla propria maniacale passione; collezionare tutte le opere, in tutte le varianti, rilegature e allestimenti, di Jean-Sol Partre.
Colin decide di sposare Chloe, e investe un capitale per la cerimonia. Con l’aiuto di Chick, del cuoco Nicolas e di una banda di prezzolati, tinteggiano con colori piuttosto chiassosi l’interno di una chiesa, ed ingaggia una banda di jazzisti per celebrare al suono delle musiche di Duke Ellington il proprio matrimonio. Ma ingaggia pure una serie di comparse che fanno spanciare dal ridere, tra cui brilla una coppia di omosessuali vestiti in modo sfarzoso. La cerimonia viene celebrata da un arcivettovo, a assistito dallo fiffero e dallo spancino.
La storia d’amore fra Colin e Chloe prende quota, e i due partono per il viaggio di nozze. Alla coopia, si unisce l’immancabile cuoco Nicolas…
Intanto, a Parigi Jean Sol Partre tiene una conferenza, a cui sembra voglia partecipare il mondo intero.
Poi, la esile Chloè si ammala, e le cose si mettono piuttosto sul triste…
La schiuma dei giorni, anche se sostenuta a spada tratta da Raymond Queneau, che lo candida al prestigioso premio della Pleiade, non riesce a vendere più di 1.500 copie.
Pochi mesi dopo, Vian incontra Jean D’Hallouin, un piccolo editore squattrinato, titolare delle Edition du Scorpion, che gli racconta del proprio progetto di aprire una collana dedicata alla letteratura noir americana, ma non sa come fare per pagare gli anticipi dei diritti di quei grandi nomi.
A Vian viene la brillante idea di inventarsi un falso nome, di travestirsi lui in uno scrittore di noir americani.
Il suo pseudonimo sarà Vernon Sullivan, e avrà un successo clamoroso perché si inventerà una storia a tinte forti, piena di sesso e di violenza.
Sotto pseudonimo, Vian "sfonda".
Si inventa un libro che si legge tutto d’un fiato, che miscela molto bene un elemento di critica sociale, perché il protagonista è un povero negro albino cui la polizia ha fatto fuori il fratellastro, con un’atmosfera alla <belli e dannati>. Molto più esplosivo di uno hard boiled all’americana.
Il libro suscita uno scandalo immediato e si vende a pacchi.
Protagonista è Lee Anderson, un giovanotto che grazie a una lettera di presentazione riesce a conquistarsi un posto di garzone libraio presso una catena paragonabile al club del libro.
Si dimostra un ottimo lavoratore, la libreria è frequentata fra l’altro da signorini e signorine di buona famiglia, che accolgono nella propria cerchia questo personaggio rozzo e che tuttavia di mostra una certa cultura, ha una bellissima voce, sa suonare la chitarra ed è parecchio prestante.
Anderson si ambienta fin troppo bene, e sfila di mano con facilità le pollastrelle ai ricchi compagni di ventura delle scorribande serali, notturne e di sempre.
Lee si fa prendere un po’ troppo la mano, e, forse anche un po’ abbrutito dall’alcol, provocato dall’ostilità strisciante nei confronti delle persone di colore, decide di vendicare l’assassinio del fratello, ed elabora un progetto efferato. Riesce a introdursi in una delle famiglie più snob della città, e si accattiva le grazie di entrambe le bellissime e normalmente gelide sorelle Asquith.
Le provoca, le ammalia, le possiede ripetutamente, le mette in competizione, e, una sera in cui è decisamente fuori di testa, decide di farle fuori.
Dopo quel successo, Vian si concentra su un romanzo molto diverso e più difficile, più raffinato, che si intitola "Lo strappacuore", ma che pure non vende molto, nonostante ogni possibile sostegno da parte di Raymond Queneau e di altri critici.
Vian decide di smettere di scrivere, e da quel momento si dedicherà prevalentemente alle canzoni, e all’attività musicale in genere.
Diventa direttore della Philips, della Fontana e della Barclay, si occuperà fra l’altro della colonna sonora di alcuni film di successo, collaborerà alle riviste musicali più importanti, fra cui Jazz Hot.
Cede i diritti cinematografici di Sputerò sulle vostre tombe, ma viene estromesso dalla sceneggiatura del film. Scrive anche diverse opere per il teatro, (fra tutti ricordiamo almeno Generali a merenda, rimesso in scena anche da noi in italia nell’autunno 2004 dalla compagnia stabile del Teatro Metastasio di Prato, con la regia di Massimo Luconi) si inventa una serie di oggetti, viene eletto membro dell’accademia francese di patafisica, conduce parecchie trasmissioni a carattere musicale, ma la sua via si è ormai definitivamente separata dalla letteratura.
L’epilogo della sua vita è drammatico, e ha un risvolto che somiglia alla fine di un romanzo drammatico.
Muore la mattina in cui viene proiettata l’anteprima di Sputerò sulle vostre tombe, stroncato da un attacco cardiaco, il 23 giugno 1959.

 

Chi è Boris Vian?
Boris Vian è una persona istruita ed educata, viene fuori dal Politecnico, hai detto niente, ma non è tutto:
Boris Vian ha suonato la cornetta come nessun altro, e ha contribuito a rinnovare le Caves di Francia; ha difeso lo stile New Orleans, ma non è tutto:
Boris Vian ha difeso anche il bebop, ma non è tutto:
Boris Vian ha affrontato la giustizia degli umani per aver scritto Sputerò sulle vostre tombe
La storia di questo romanzo atroce e straordinario è la storia di uno scandalo.
Nell’estate del 1946, Jean D’Halluin, titolare della casa editrice Le Scorpion, era a caccia di un romanzo americano, visto il successo ottenuto in Francia, in quel momento, dagli autori d’oltreoceano.
Boris Vian propose di scriverglielo lui, in quindici giorni, e meglio di un americano, un libro scabroso, dalle tinte davvero forti.
Nacque così Vernon Sullivan, scrittore negro censurato in America a causa del razzismo. E nacque il libro
Lee Anderson, negro dalla pelle bianca, vuol vendicare l’assassinio del fratello.
Ottenuto un posto di gestore di una libreria, entra a far parte di una cerchia “bene” di bianchi.
Assieme a Dex, amico rivale, dopo varie scorrerie dentro e fuori Buckton, progetta di far perdere completamente la testa e sedurre le splendide, gelide e inavvicinabili sorelle Asquith...
é l’avvio di una storia crudissima che miscela, quasi con fredda sapienza, i tratti salienti dell’epoca dei “belli e dannati” degli anni Cinquanta: automobile a velocità sfrenata, tempo e spazi polverizzati dal brivido dell’avventura, alcol fino alla nausea e all’annientamento, violenza come sfida spudorata, e senza limite, sesso facile e musica di chitarre, musica ormai giunta alle soglie del rock...
Nel giro di pochi giorni, Sputerò sulle vostre tombe divenne un best seller, fu censurato e suscitò uno scandalo senza precedenti, mentre Vian fu condannato per offesa alla morale e distrutto dalla critica., con il nome di Vernon Sullivan, ma non è tutto:
Boris Vian ha scritto altre tre pseudoepigrafi, ma non è tutto:
Boris Vian ha tradotto dei veri scritti americani assolutamente autentici, e anche con certe difficoltà linguistiche da non credersi, ma non è tutto:
Boris Vian ha scritto un dramma teatrale, Lo squartamento per tutti, che è stato recitato da attori veri su un palcoscenico vero, però questo non gli ha impedito di darci dentro di brutto, ma non è tutto:
Boris Vian è tra i fondatori di una delle società più segrete di Parigi, il Club dei Sapienturieri, ma non è tutto:
Boris Vian ha scritto alcuni bei libri, strani e patetici,
La schiuma dei giorni, il più straziante fra i romanzi d’amore contemporanei: Le formiche, il più termitante fra i racconti di guerra; L’autunno a Pechino, opera difficile e sconosciuta, ma non è tutto:
Perché tutto questo non è ancora niente: Boris Vian si prepara a diventare Boris Vian.

Raymond Queneau

 

La schiuma dei giorni
Sputerò sulle vostre tombe

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