A
scuola va benino, ma neppure benissimo. Prende il diploma superiore con
una votazione media, ma decide di iscriversi all’esame della scuola
superiore per le arti e i mestieri, che in realtà equivale alla nostra
facoltà di ingegneria meccanica.
Ed è così che si reca, poco più che diciottenne, a Parigi.
Ed è qui che esplodono nel giro di poco tempo tutti i suoi vari talenti.
Tutti sbocciano contemporaneamente, in tutte le cose a cui si applica,
Vian si tuffa con tutto se stesso.
Raymond Queneau, che incontrerà di lì a non molto, ce ne fornisce un
ritratto divertente.
Dopo il diploma di ingegnere, Vian si impiega presso L’istituto Francese
di Normalizzazione, e successivamente presso l’ufficio per la promozione
della carta e cartoni.
Ma questa, appunto, non è che una parte della sua vita, forse poco più
di un terzo.
Boris è rimasto legato al fratello Alain, che suona in una banda di jazz
piuttosto importante, ed è assieme a lui che si occupa della
programmazione musicale del Tabou.
Il Tabou è un locale notturno dove si suona, ovviamente musica jazz, ma
dove Vian inventa spettacoli di cabaret, serate a tema, e ben presto
diventa un punto di incontro di alcuni esponenti dell’esistenzialismo
francese.
Vian conosce Sartre, la De Beauvoir, e pur diventandone amico si prende
beffe dei loro atteggiamenti nella Schiuma dei giorni, il romanzo che
viene ancora oggi considerato il suo più importante.
Vian lo scrive tra il 1944 e il 1945; il dattiloscritto finisce nelle
mani, appunto di Queneau.
Questi lo candida alla pubblicazione presso Gallimard, che però rifiuta.
Che razza di libro è, la Schiuma dei giorni? Rifacendoci a Queneau, è
una straziante storia d’amore.
Dotata però di una carica di surrealismo, piena di gioia di vivere, e di
musica.
Lo si vede fin dalla breve premessa, in cui Vian enuncia una specie di
canone estetico ed esistenziale.
L’essenziale, nella vita, è dare
giudizi a priori su tutto. In effetti, sembra che le masse stiano sempre dalla
parte del torto, e che gli individui abbiano sempre ragione. Bisogna tuttavia
stare attenti a non dedurre nessuna regola di condotta da questa constatazione:
certe regole non hanno bisogno di essere formulate per essere eseguite. Solo due
cose contano: l’amore, in tutte le sue forme, con ragazze carine, e la musica
di New Orleans o di Duke Ellington...
La storia parte da questa Parigi in cui Vian si muove con grande
disinvoltura, una Parigi che sente magica e contribuisce a far sentire,
attraverso l’amore anche più magica.
Il protagonista è un certo Colin, un giovane riccastro, dotato di tanto
di cuoco, un cuoco dall’aria nobile, molto colto e aggiornato su tutta
la linea, che si innamora perdutamente di una ragazza esile e tenera, di
nome Chloé. La incontra a una festa, e le dà un appuntamento per il
giorno dopo, ma non sa bene che raccontarle.
Colin ha un amico carissimo, cui presta un pozzo di soldi, o meglio un
pozzo di dobloncioni, che l’amico sperpera per tener dietro alla propria
maniacale passione; collezionare tutte le opere, in tutte le varianti,
rilegature e allestimenti, di Jean-Sol Partre.
Colin decide di sposare Chloe, e investe un capitale per la cerimonia. Con
l’aiuto di Chick, del cuoco Nicolas e di una banda di prezzolati,
tinteggiano con colori piuttosto chiassosi l’interno di una chiesa, ed
ingaggia una banda di jazzisti per celebrare al suono delle musiche di
Duke Ellington il proprio matrimonio. Ma ingaggia pure una serie di
comparse che fanno spanciare dal ridere, tra cui brilla una coppia di
omosessuali vestiti in modo sfarzoso. La cerimonia viene celebrata da un
arcivettovo, a assistito dallo fiffero e dallo spancino.
La storia d’amore fra Colin e Chloe prende quota, e i due partono per il
viaggio di nozze. Alla coopia, si unisce l’immancabile cuoco Nicolas…
Intanto, a Parigi Jean Sol Partre tiene una conferenza, a cui sembra
voglia partecipare il mondo intero.
Poi, la esile Chloè si ammala, e le cose si mettono piuttosto sul triste…
La schiuma dei giorni, anche se sostenuta a spada tratta da Raymond
Queneau, che lo candida al prestigioso premio della Pleiade, non riesce a
vendere più di 1.500 copie.
Pochi mesi dopo, Vian incontra Jean D’Hallouin, un piccolo editore
squattrinato, titolare delle Edition du Scorpion, che gli racconta del
proprio progetto di aprire una collana dedicata alla letteratura noir
americana, ma non sa come fare per pagare gli anticipi dei diritti di quei
grandi nomi.
A Vian viene la brillante idea di inventarsi un falso nome, di travestirsi
lui in uno scrittore di noir americani.
Il suo pseudonimo sarà Vernon Sullivan, e avrà un successo clamoroso
perché si inventerà una storia a tinte forti, piena di sesso e di
violenza.
Sotto pseudonimo, Vian "sfonda".
Si inventa un libro che si legge tutto d’un fiato, che miscela molto
bene un elemento di critica sociale, perché il protagonista è un povero
negro albino cui la polizia ha fatto fuori il fratellastro, con un’atmosfera
alla <belli e dannati>. Molto più esplosivo di uno hard boiled all’americana.
Il libro suscita uno scandalo immediato e si vende a pacchi.
Protagonista è Lee Anderson, un giovanotto che grazie a una lettera di
presentazione riesce a conquistarsi un posto di garzone libraio presso una
catena paragonabile al club del libro.
Si dimostra un ottimo lavoratore, la libreria è frequentata fra l’altro
da signorini e signorine di buona famiglia, che accolgono nella propria
cerchia questo personaggio rozzo e che tuttavia di mostra una certa
cultura, ha una bellissima voce, sa suonare la chitarra ed è parecchio
prestante.
Anderson si ambienta fin troppo bene, e sfila di mano con facilità le
pollastrelle ai ricchi compagni di ventura delle scorribande serali,
notturne e di sempre.
Lee si fa prendere un po’ troppo la mano, e, forse anche un po’
abbrutito dall’alcol, provocato dall’ostilità strisciante nei
confronti delle persone di colore, decide di vendicare l’assassinio del
fratello, ed elabora un progetto efferato. Riesce a introdursi in una
delle famiglie più snob della città, e si accattiva le grazie di
entrambe le bellissime e normalmente gelide sorelle Asquith.
Le provoca, le ammalia, le possiede ripetutamente, le mette in
competizione, e, una sera in cui è decisamente fuori di testa, decide di
farle fuori.
Dopo quel successo, Vian si concentra su un romanzo molto diverso e più
difficile, più raffinato, che si intitola "Lo strappacuore", ma
che pure non vende molto, nonostante ogni possibile sostegno da parte di
Raymond Queneau e di altri critici.
Vian decide di smettere di scrivere, e da quel momento si dedicherà
prevalentemente alle canzoni, e all’attività musicale in genere.
Diventa direttore della Philips, della Fontana e della Barclay, si
occuperà fra l’altro della colonna sonora di alcuni film di successo,
collaborerà alle riviste musicali più importanti, fra cui Jazz Hot.
Cede i diritti cinematografici di Sputerò sulle vostre tombe, ma
viene estromesso dalla sceneggiatura del film. Scrive anche diverse opere
per il teatro, (fra tutti ricordiamo almeno Generali a merenda, rimesso in
scena anche da noi in italia nell’autunno 2004 dalla compagnia stabile
del Teatro Metastasio di Prato, con la regia di Massimo Luconi) si inventa una
serie di oggetti, viene eletto membro dell’accademia francese di
patafisica, conduce parecchie trasmissioni a carattere musicale, ma la sua
via si è ormai definitivamente separata dalla letteratura.
L’epilogo della sua vita è drammatico, e ha un risvolto che somiglia
alla fine di un romanzo drammatico.
Muore la mattina in cui viene proiettata l’anteprima di Sputerò
sulle vostre tombe, stroncato da un attacco cardiaco, il 23 giugno
1959.
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Chi è Boris Vian?
Boris Vian è una persona istruita ed educata, viene fuori dal Politecnico, hai
detto niente, ma non è tutto:
Boris Vian ha suonato la cornetta come nessun altro, e ha contribuito a
rinnovare le Caves di Francia; ha difeso lo stile New Orleans, ma non è tutto:
Boris Vian ha difeso anche il bebop, ma non è tutto:
Boris Vian ha affrontato la giustizia degli umani per aver scritto Sputerò
sulle vostre tombe
La storia di questo romanzo atroce e straordinario è la storia di uno scandalo.
Nell’estate del 1946, Jean D’Halluin, titolare della casa editrice Le
Scorpion, era a caccia di un romanzo americano, visto il successo ottenuto in
Francia, in quel momento, dagli autori d’oltreoceano.
Boris Vian propose di scriverglielo lui, in quindici giorni, e meglio di un
americano, un libro scabroso, dalle tinte davvero forti.
Nacque così Vernon Sullivan, scrittore negro censurato in America a causa del
razzismo. E nacque il libro
Lee Anderson, negro dalla pelle bianca, vuol vendicare l’assassinio del
fratello.
Ottenuto un posto di gestore di una libreria, entra a far parte di una cerchia
“bene” di bianchi.
Assieme a Dex, amico rivale, dopo varie scorrerie dentro e fuori Buckton,
progetta di far perdere completamente la testa e sedurre le splendide, gelide e
inavvicinabili sorelle Asquith...
é l’avvio di una storia crudissima che miscela, quasi con fredda sapienza, i
tratti salienti dell’epoca dei “belli e dannati” degli anni Cinquanta:
automobile a velocità sfrenata, tempo e spazi polverizzati dal brivido
dell’avventura, alcol fino alla nausea e all’annientamento, violenza come
sfida spudorata, e senza limite, sesso facile e musica di chitarre, musica ormai
giunta alle soglie del rock...
Nel giro di pochi giorni, Sputerò sulle vostre tombe divenne un best seller, fu
censurato e suscitò uno scandalo senza precedenti, mentre Vian fu condannato
per offesa alla morale e distrutto dalla critica., con il nome di Vernon Sullivan, ma non è tutto:
Boris Vian ha scritto altre tre pseudoepigrafi, ma non è tutto:
Boris Vian ha tradotto dei veri scritti americani assolutamente autentici, e
anche con certe difficoltà linguistiche da non credersi, ma non è tutto:
Boris Vian ha scritto un dramma teatrale, Lo squartamento per tutti, che
è stato recitato da attori veri su un palcoscenico vero, però questo non gli
ha impedito di darci dentro di brutto, ma non è tutto:
Boris Vian è tra i fondatori di una delle società più segrete di Parigi, il
Club dei Sapienturieri, ma non è tutto:
Boris Vian ha scritto alcuni bei libri, strani e patetici, La schiuma dei
giorni, il più straziante fra i romanzi d’amore contemporanei: Le
formiche, il più termitante fra i racconti di guerra; L’autunno a
Pechino, opera difficile e sconosciuta, ma non è tutto:
Perché tutto questo non è ancora niente: Boris Vian si prepara a diventare
Boris Vian.
Raymond Queneau
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