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DALE FURUTANI Recensioni
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voceditalia.it marzo 2008 |
D - la Repubblica delle
donne marzo 2008 |
sherlockmagazine.it marzo 2008 |
puralanadivetro.com marzo 2008 |
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Diego Gabutti Capital marzo 2008 Dale Furutani, Vendetta al palazzo di giada, Marcos y Marcos, pp. 288, € 14,50. Avventura giapponese, con Shogun e I sette samurai a piè di lista, Vendetta al palazzo di giada è un intrattenimento per palati fini. Come le storie cinesi del Giudice Dee di Robert van Gulik, le storie giapponesi del samurai Matsuyama Kaze di Dale Furutani riescono a raccontare, in maniera perfettamente accessibile, non soltanto l’immediato intreccio del romanzo ma anche, più in grande, la cornice storica che lo sorregge. Si legge e intanto si viaggia comodamente nel tempo. |
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Arianna Marini voceditalia.it marzo 2008 Il gusto esotico del Giappone Originario del Giappone, ma vissuto in California, Furutani scrive di una terra nobile, di altri tempi, dove sapori di luoghi lontani si mischiano a leggenda e tradizione. Samurai, templi e banditi… Furutani descrive un Giappone dell’era degli Shogun, una terra ricca di natura, ma anche di creature insolite e misteriose. “Vendetta al Palazzo di Giada” è il secondo volume dell’insolita trilogia dedicata al samurai Matsuyama Kaze che ha avuto inizio con il fortunato “Agguato all’incrocio”. |
Con cura e con grande precisione, l’autore
attraverso capitoli brevi ed efficaci, introdotti da un haiku, conduce il
lettore alla scoperta di un mondo avvolto dal mistero. Con humour riesce a
creare un prezioso e coinvolgente intrigo che non lascia spazio a momenti
di disattenzione. Matsuyama Kaze è un samurai leale e brillante che vaga per il Giappone in cerca di una bambina, figlia dei suoi Signori uccisi dagli emissari del nuovo Shogun. Egli rimane involontariamente coinvolto in un agguato per mano di banditi ad un ricco commerciante. Morti tutti gli uomini della scorta, sarà proprio Kaze, dopo aver fatto allontanare i banditi, a scortare l’uomo fino al suo palazzo. Giunto a destinazione, però, l’abile samurai scoprirà che su tutti coloro che si trovano nel Palazzo di Giada incombe il pericolo di una terribile vendetta. |
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Stefania D'Ammicco puralanadivetro.com marzo 2008 L’onore, il coraggio, la generosità, la correttezza. Sono questi i temi sui quali si sviluppa l’avvincente trama del romanzo dello scrittore hawaiano di orgine giapponese Dale Furutani “Vendetta al palazzo di giada”. L’opera, edita da Marcos y Marcos,
narra le vicissitudini del samurai Matsuyama Kaze il quale,
intraprendendo la strada che unisce Kyoto con Edo (l’antica Tokio) ,
allo scopo di ritrovare la figlia dei suoi padroni, incontra
Hishigawa un mercante in difficoltà, il quale invoca l’aiuto del
valoroso combattente per evitare di essere ucciso da un apparente gruppo
di banditi che gli tende un agguato. |
Per un certo periodo il percorso del samurai
e del mercante sarà lo stesso e Kaze si ritroverà a soggiornare nella
sontuosa magione di Hishigawa, abitata non soltanto dall’ambiguo uomo di
commercio ma da uno stuolo di servitori, ragazze bellissime e guardie
reticenti che instilleranno nella mente del guerriero il dubbio circa la
veridicità delle affermazioni del mercante. Svelare il seguito sarebbe uno sgarbo al lettore, poiché gli toglierebbe l’emozione di leggere in prima persona questo coinvolgente romanzo, il cui stile, scorrevole ma raffinato, corredato da filosofici spunti di riflessione zen, consente non soltanto di rendere molto piacevole la lettura ma anche di immedesimarsi con i personaggi al punto di attendere con impazienza il prossimo capitolo di questa trilogia iniziata con l’opera “Agguato all’incrocio”.
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Pino Cottogni sherlockmagazine.it marzo 2008 La famiglia di Dale Furutani sono
originari di Oshima, a sud di Hiroshima, emigrarono e si stabilirono alle
Hawai quando Dale era ancora in fasce. Durante la guerra al nonno viene
confiscato il suo peschereccio dalle autorità americane e quando Dale
aveva cinque anni, fu adottato da una famiglia americana e va a vivere in
California. Nonostante i forti pregiudizi razziali di cui è vittima il
ragazzo va molto bene negli studi e si laurea brillantemente, fonda una
propria società di consulenza, poi entra nella grande industri e
attualmente è direttore della divisione IT della Nissan Motors. |
Nel 1993 pubblica Death in Little Tokio,
della serie Ken Tanaka, ottenendo un buon successo e vince l’Anthony
Award. Come abbiamo scritto il presente romanzo è il secondo della serie che ha come protagonista Matsuyama Kaze un samurai che vive nel Giappone medioevale del 1600 e gira per il paese in cerca della figlia del suo ex padrone che è stata rapita. L’autore forse per la sua mescolanza di culture, di sensibilità, lo hanno portato a scrivere e a descrivere un Giappone in maniera veramente interessante, mescolando azione e contemplazione, umorismo e colpi di scena che portano il lettore a simpatizzare al massimo con la buffa filosofia estrema di Matsuyama Kaze. |
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Antonella Fiori La legge della spada Un samurai abilissimo nelle arti marziali, ma anche un antieroe romantico con un profondo senso dello humour. È Kaze, protagonista dei gialli ambientati nel Giappone del 1600 di Dale Furutani, ultimo (e secondo della serie) Vendetta al palazzo di giada. Romanzi ognuno con una storia a sé stante anche se c’è una trama che li collega: la ricerca di una ragazzina, figlia dei signori di Kaze, che il samurai ha promesso alla madre in fin di vita di ritrovare. Nippo-americano (lavora alla Nissan Motors), Furutani ha preso lezioni di meditazione zen da un monaco buddista e ha un grande maestro: il regista Akira Kurosawa. Per rendergli omaggio, in ogni suo libro c’è una scena ispirata a un suo film. Che cosa condivide con Kaze? Una tradizione. Mia madre è giapponese, sebbene la nostra famiglia abbia vissuto alle Hawaii dal 1896. Quando avevo cinque anni, sposò un americano di origini irlandesi che mi adottò e mi trattò come un figlio. Tuttavia sono vissuto con una sensazione di sradicamento simile a quella di Kaze. Condividiamo anche il senso dell’umorismo: la tendenza a cogliere le assurdità della vita.
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Il samurai senza macchia e senza paura è pura invenzione? Ho pensato a mio zio, nato in America ma cresciuto in Giappone. La sua casa alle Hawaii aveva un dojo, sala riservata alla pratica e alla concentrazione, e lui si alzava di primo mattino per esercitarsi nel kendo. Con la stessa devozione di Kaze con la spada. Anche in questo libro Kaze uccide, svela inganni, è molto più di un samurai: che valori lo ispirano? Quelli del bushido, del buddismo zen e del confucianesimo. Il bushido è il codice del guerriero e può essere spietato: la regola è uccidere o essere ucciso. Questa ferocia, che distrugge l’armonia, è temperata dal buddismo zen, che induce Kaze a essere generoso con chi è più debole di lui. Infine, il confucianesimo esorta a battersi per diventare “uomini superiori”, persone attive, colte e dotate di sensibilità artistica. La differenza con gli altri detective? Gli altri detective agiscono in nome della giustizia o della legge; Kaze vuole restituire l’equilibrio al suo mondo. E poi Kaze non consegna un assassino alle autorità, fa giustizia con la spada. Ma per lui c’è grande differenza tra uccidere e assassinare.
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