LUKE RHINEHART
L’uomo dei dadi

512 pagine, € 16,00

Dopo la laurea in psicologia alla Columbia University, Luke Rhinehart ­ nome d’arte di George Cockroft ­ si è dedicato all’insegnamento, prima presso rispettabili università americane, poi in comunità hippy sparse per il mondo. Il successo straordinario dell’Uomo dei dadi gli ha permesso di tirar su tre figli, trascorrere la vita a bordo di un trimarano, e dedicarsi a studi di filosofia orientale.

 

 


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A pochi mesi dalla pubblicazione, è in libreria la seconda edizione dell’uomo dei dadi. Se non conoscete ancora questo romanzo, dopo aver letto la scheda, potete leggerne un assaggio.
Se poi siete curiosi di conoscere il parere di qualcuno che l’ha già letto, cliccate qui

 

"Sono stato un marito devoto, un adultero multiplo e un omosessuale sperimentale".

Un assaggio dal libro

Psicanalista affermato, ex studente modello, lucido, prestante, Luke Rhinehart conduce una vita "impegnata o, meglio, banale, intricata, in stato di libertà congelata". Stufo di blaterare di psicanalisi, borsa e orgasmi, di "far passare i propri pazienti da uno stato di stagnazione tormentata a uno stato di stagnazione compiaciuta", Luke è in crisi. La moglie è splendida, i figli adorabili, ma la famiglia gli appare "una specie di nodo scorsoio teso con infallibile precisione attorno alla gola". E la psicanalisi, "un lussuoso tranquillante a effetto più che ritardato, soprattutto dubbio".
Al termine di un’ennesima, paludosa serata di poker, Luke tenta un rimedio alla noia: scorge fra le carte da gioco un dado, e gli "affida" una prima, formidabile decisione a "luci rosse", che coinvolge la moglie del suo socio e… migliore amico. Ingolosito dagli esiti a dir poco sconvolgenti, Luke non resiste alla tentazione di proseguire il gioco nei giorni successivi. Anche perché il dado reagisce bene, benissimo, si rivela anzi un mezzo oracolo: risponde a ogni domanda, dalla più banale alla più estrema… lanciando, letteralmente, Luke, e con lui uno stuolo sempre più nutrito di "cultori", in situazioni splendide quanto assurde, allucinanti ma illuminanti, comunque straordinarie.
Capitoli roventi (di sesso) ed esplosioni comiche (da lacrime), animati da una pungente satira di luoghi comuni e cliché della nostra bigia Società del Tardo Impero, hanno fatto dell’Uomo dei dadi un successo clamoroso e duraturo in mezzo mondo.