30
MAR
2017

Un complicato atto d’amore di Miriam Toews in libreria

Notizie, idee, curiosità

“Ho sentito Tash che diceva: Nomi, fai pietà. Impara a controllarti. Vai via. Cosa ti ho insegnato? E io ho pensato: mi hai insegnato che certe persone se ne vanno e altre no e quelle che se ne vanno sono sempre più fiche di quelle che rimangono e io sono una di quelle che rimangono perché tu sei una di quelle che se ne sono andate e c’è un vecchio seduto in una casa vuota in giacca e cravatta che non ha più nessuno tranne me, grazie tante eh, grazie davvero”.

Miriam Toews

UN COMPLICATO ATTO D’AMORE

traduzione di Monica Pareschi

 

Dopo I miei piccoli dispiaceri, In fuga con la zia, Mi chiamo Irma Voth e Un tipo a posto, con Un complicato atto d’amore entra nel catalogo Marcos y Marcos anche lo splendido romanzo che ha portato Miriam Toews al successo internazionale; il primo in cui lei affronta il mondo ristretto e opprimente della setta mennonita in cui è cresciuta, e da cui è fuggita.

Con la sua scrittura inconfondibile, piena di lucidità e dolcezza, e di un personalissimo umorismo anche nelle situazioni più difficili, Miriam Toews racconta la storia di Nomi, sedici anni, rimasta sola con il padre in una comunità mennonita dove hai “soltanto tre possibilità: essere buonissima, essere cattivissima o essere bravissima nel fingerti buonissima”.
La madre e la sorella se ne sono andate, e Nomi sa perfettamente perché; ma vuole troppo bene a suo padre per abbandonarlo a sua volta, e affronta la sua realtà in bianco e nero sognando un amore possibile, New York, una vita diversa.
Solo un complicato atto d’amore potrà donarle la libertà.


Un complicato atto d’amore è pieno di dolori e tenerezze, una specie di Giovane Holden mennonita, in larga parte autobiografico se non fosse che la vera vita di Miriam Toews di cicatrici ne ha avute ben altre.”
dall’intervista alla scrittrice canadese di Laura Pezzino pubblicata su «Vanity Fair» in edicola da mercoledì 29 marzo


“Leggendo Un complicato atto d’amore di Miriam Toews, si capisce bene che una delle questioni di cui si occupa la buona letteratura sono i confini. Un buon romanzo definisce gli spazi, individua i margini, ci costeruisce villaggi, e subito dopo indica la strada per superarli, abbatterli.”


da Prigioniera di una scelta di Elena Stancanelli, pubblicato su «Robinson – La Repubblica» del 19 marzo 2017


“Intenso, impertinente, tenero e intelligente, questo romanzo è una lucidissima esplorazione della fede e dell’appartenenza, e dell’impulso irresistibile di sfuggire a entrambe”.
«Publishers Weekly»

Buone letture!
Marcos y Marcos