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gli alianti
224 pagine, 14,00 euro
isbn 978-88-7168-447-5
cristiano cavina
Un’ultima stagione da esordienti
Erano tredicenni d’assalto: mettevano il calcio sopra ogni cosa.
Il Dio del Calcio era il loro dio.
E il Mister il suo profeta.
L’estate macinavano polvere nel campetto di ghiaia.
Appuntamento alle sette del mattino per la prima partita, e avanti fino a sera.
Stava per cominciare la terza media, ma è solo un dettaglio.
Era il calendario delle partite a scandire le tappe di un’avventura.
Sprofondavano nella Bassa, sotto un cielo esagerato, circondati da milioni di peschi.
Si inerpicavano tra i monti, su campetti gelati, in fondo a tornanti interminabili.
Per scardinare squadre di geometri ben pettinati, che li disorientavano con finte, passaggi di prima e triangoli di perfezione assoluta.
Per sopravvivere agli attacchi di Elliot il Drago, che aveva le cosce di Rummenigge, e quando cambiava passo staccava le zolle di terra dal campo.
Scortati dalla Regina dello Sterrato, il furgoncino di George Balducci e una testa di cinghiale imbalsamata.
Un tunnel che porta dritto a Borgo Ghibellino, una filiale dell’inferno. In una finale epica, dove ci si gioca il campionato e molto di più.
Era il calcio che giocavano allora.
Bruciava nel loro sguardo, e li faceva uscire dagli spogliatoi con i borsoni in spalla, fieri come i paracadutisti. 
“Più il campionato avanzava contro l’inverno, più la scuola pretendeva, non si sa a quale diritto, tempo e impegno”.
Eravamo una squadra che suscitava un sacco di allegria, in trasferta. Almeno prima del fischio d’inizio”.
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Cristiano Cavina è nato a Casola Valsenio, in provincia di Ravenna, nel 1974. Cresce con la mamma e i nonni materni in “un appartamento striminzito” delle case popolari: traboccante di energia “catastrofica”, si sfianca sul campo di calcio, macina chilometri in bicicletta. Ascoltando i racconti nei bar, sviluppa una passione viscerale per le storie: i libri diventano presto la sua seconda casa. Senza esagerare con gli studi e lavorando dove capita, comincia a sua volta a raccontare. Vince qualche concorso letterario; nel 2002 pubblica il primo romanzo, Alla grande, Premio Tondelli 2006, amato al punto da essere letto e messo in scena nei teatri e nelle scuole di tutta Italia e adottato da un intero paese del Piemonte nell’ambito dell’iniziativa “Volvera legge Alla grande: un libro in comune”. Dopo Nel paese di Tolintesàc (2005) piccolo grande bestseller felliniano, e Un’ultima stagione da esordienti, epica comica e commovente dell’adolescenza, possiamo dirlo forte: a Casola Valsenio c’è uno scrittore vero, una delle rivelazioni più sorprendenti della nuova narrativa italiana .

“I professori tenevano meravigliosi discorsi su quello che ci sarebbe servito per intrapendere il giusto cammino nel mondo. Me li gustavo con l’acquolina in bocca. Parlavano di sbocchi professionali in cui ci saremmo immessi in un futuro prossimo, come modernissimi trafori autostradali. A sentir loro, serviva solo un briciolo di attenzione in più in classe. Dovevamo crederci sulla parola”.