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La mano di Saroyan è piena di rabbia, una
rabbia armena eppure americana: e soprattutto, la sua scrittura è fantastica,
lirica fino all’ultimo punto, all’ultima virgola.
John Fante
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WILLIAM
SAROYAN
Il trapezio volante
Traduzione di Claudia Tarolo e Marco Zapparoli
Gli alianti, pagine 224,
euro 12,39
William Saroyan è nato nel 1908 in California, ed è stato il più celebre
scrittore armeno di tutti i tempi. Ha scritto romanzi, racconti, sceneggiature
cinematografiche e testi teatrali. Nel 1940 rifiutò il premio Pulitzer, perché
non riteneva all’altezza dei suoi migliori il testo prescelto. Fu grande amico
di John Fante, che lo considerò fra i propri maestri. Tra i suoi romanzi,
ricordiamo La commedia umana, riproposto da marcos y marcos nel 1999 e
In
bicicletta a Beverly Hills, di prossima pubblicazione. |
Armeni, ebrei, polacchi, irlandesi, italiani: tutto il mondo si incontra a
San Francisco.
Tutto il mondo scorre nelle pagine di Saroyan: sulle ali di una bicicletta, di
una macchina per scrivere, di una formidabile capacità di vedere.
Un ritornello jazz in otto ottavi scandisce il sogno di mettere su casa con una
ragazza conosciuta sul filo del telegrafo.
La magia di un volo sul trapezio evoca il delirio che precede la morte per fame
di un ventiduenne scrittore.
Il vento fra i vigneti soffia fino in biblioteca, le lotte fra bande scivolano
in notti, nebbie e scommesse ai cavalli, mille volte perse.
Saroyan rende epici e trasparenti terre, desideri nascenti, o una semplice
passeggiata sull’oceano: rende più vita la vita.
Il trapezio volante segnò un esordio folgorante, fu il libro più venduto in
America nel 1934, rendendo ricco e famoso un giovane armeno di 27 anni.
Il premio Pulitzer e William Saroyan
Un assaggio dal libro

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