Charles Willeford
Tiro mancino
Traduzione di Luca Conti
320 pagine 14 euro
Charles Willeford nasce in Arkansas
nel 1919. A otto anni, rimasto orfano, si trasferisce a Los Angeles, dalla
nonna. Trascorre l'adolescenza
vagabondando per l'America sui treni merci, e finisce per arruolarsi nell'esercito.
Ne esce dopo vent'anni: un'esperienza durissima, che riverserà nei suoi
libri. A trentasei anni, infatti, comincia a scrivere. Il successo arriva
molto più tardi, nel 1984. L'anno di Miami
Blues.
Il detective Hoke Moseley, la sua Miami umida e selvatica, diventano
subito un mito. Il pubblico aspetta il seguito. Dopo due anni, ecco il
secondo episodio, Tempi d'oro per
i morti. Un anno dopo, il terzo: Tiro mancino.
Salutato come un capolavoro assoluto. L'anticipo pagato dall'editore
americano per il quarto romanzo della saga di Moseley è stellare. La
prima edizione di Come si muore oggi è pronta nell'autunno del
1988. Willeford fa
in tempo a vederla, a firmarne qualche copia. Muore il giorno in cui il
suo più grande successo esce in libreria.
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Dopo trent'anni di catena di
montaggio alla Ford, Stanley si è ritirato in Florida.
Un pomeriggio, mentre schiaccia un pisolino in veranda, una ragazzina di
dieci anni lo sveglia ficcandogli la lingua in bocca, per scucirgli
qualche centesimo in cambio.
Stanley non fa in tempo ad alzarsi, che lei si è già tolta le mutandine.
Vallo a spiegare, alla moglie rientrata in quel momento e ai
genitori della bambina, come sono andate veramente le cose.
Nel giro di due ore il vecchio Sinkiewicz si trova in gattabuia. Divide la
cella con un criminale psicopatico.
Carismatico, tutt'altro che ignorante, Troy Louden scaglia invettive
contro l'umanità e il fango in cui razzola. Uno di quegli uomini cui
basta una manata sul bancone del bar per zittire tutti. Stanley, mollato
in tronco dalla moglie, ci mette poco ad "affidarsi". Stretto fra la paura
di
contrariare un siffatto personaggio e il desiderio di una sana boccata di
trasgressione, lo segue trotterellante a settant'anni suonati! sulla
grande scena di un formidabile colpo a Miami.
Affiancato, per l'occasione, da altre due vittime del poderoso Troy: un
artista non rappresentativo incapace di tenere in mano un pennello, e una
porno star con il volto ridotto in polpette da un "manager" troppo geloso...
Tiro mancino è il capolavoro di Charles Willeford.
Sfodera un Hoke Moseley il sergente della Omicidi di Miami che abbiamo
già incontrato in Miami Blues e Tempi
d'oro per i morti in condizioni piuttosto sorprendenti, mentre
Troy Louden il protagonista è una delle figure criminali più
magnetiche e dirompenti nate dalla penna di uno scrittore.
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