Natalie, giovane veterinaria in carriera, ha bisogno di cambiare aria.
A Columbus, la sua storia d’amore è a pezzi: Kenny la tradisce.
A Port Ariel, sulle rive del Lago Erie, c’è invece un padre premuroso pronto ad accoglierla.
Ci sono rilassanti passeggiate nei boschi. E le vecchie amiche con cui far
mattina a suon di pettegolezzi.
Natalie non fa in tempo a godersi neppure un giorno di quel paradiso. La sorella
gemella di Lily, la sua migliore amica, viene sgozzata. Accanto al suo corpo,
Natalie trova un biglietto molto inquietante.
Dalle prime indagini e dalle chiacchiere di paese emerge una rete di gelosie,
risentimenti, odi manifesti. Il marito della vittima, un seducente psicologo, non sembra molto
colpito dalla disgrazia. Il babbo di Natalie, ma anche quello di Lily, hanno più di un motivo per evitare che si indaghi troppo nel loro passato.
Intanto, l’assassino colpisce di nuovo, e Natalie inizia a ricevere minacce molto
pesanti...
Non chiudere gli occhi è un thriller psicologico fatto di nebbie, fiducia tradita, amabili animali
domestici, e una protagonista solida e coraggiosa: Natalie.
L’assassino, come sempre nei libri di Carlene Thompson, è vicinissimo alle vittime.
Quindi, e incredibilmente, molto ben nascosto.
Carlene Thompson ha iniziato a scrivere a otto anni. Pare che la scintilla sia
scoccata dopo la visione di La carica dei 101.
Suo padre era un bravo medico condotto, grande amante degli animali domestici.
Non a caso, soprattutto i cani hanno una parte significativa nei romanzi di
Carlene.
Che oggi vive a Point Pleasant, in West Virginia, in una splendida fattoria
definita da più di un ospite un “grande albergo per animali”.
I suoi romanzi sono tradotti con particolare successo in Germania dall’editore Fischer e in Francia dall’editore Gallimard.
«Fischiettando assorta, attraversò il prato e imboccò Hyacinth Lane, la strada sterrata che si addentrava nel bosco... Amava le
quercie svettanti e i meli selvatici... L’aria pura, mista al profumo della pioggia imminente e dell’acqua del lago, le riempì le narici delicate... Qualcosa produsse un fruscìo nel sottobosco... Il fruscìo crebbe d’intensità. Tamara si irrigidì. Si voltò e mosse qualche passo affrettato lungo Hyacinth Lane. I rami degli alberi si
curvavano e scricchiolavano per il vento. Un fulmine squarciò il cielo grigio... Qualcosa la stava osservando. Tamara gridò terrorizzata... Le sembrava che il collo le si dovesse spezzare da un momento
all’altro... Un lungo rasoio d’acciaio si aprì schioccando... Il sangue zampillò con forza»
«Un biglietto:‘La loro gola è un sepolcro spalancato’.