Charle Willeford
Tempi d'oro per i morti
13,50 euro 288 pagine


Charles Willeford (Little Rock, Arkansas, 1919, Miami, 1988) scappa di casa a dodici anni, e si arruola nell'esercito a sedici, mentendo sull'età. Dopo aver combattuto in varie parti del mondo, decide di dedicarsi alla letteratura. Nel 1984, con la pubblicazione di Miami Blues (Marcos y Marcos, 2003), diventa celebre. Questo romanzo è la seconda "puntata" di quello che viene definito il "romanzo definitivo su Miami". Seguiranno Tiro mancino (forse il capolavoro di Willeford) e The Way We Die Now.

Pulp Fiction non è un film noir, io non faccio del neo-noir.
Penso che
Pulp Fiction sia molto vicino alla crime fiction di
questi ultimi anni, in particolare a Charles Willeford.

Quentin Tarantino

 

Comincia così..



Playboy a Miami


Come si muore oggi


Miami Blues


Tiro mancino


Charles Willeford


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Una buona metà degli uomini che circolano nell'esercito americano sono psicopatici.
Fra chi sta dietro le sbarre e chi serve il nostro glorioso esercito non c'è una gran differenza. Personaggi come Junior in Miami Blues e Troy in Sideswipe li ho incontrati davvero.
E continuavo a chiedermi, Cosa succederà a questi ragazzi una volta tornati alla vita di tutti i giorni? Come si comporteranno? Non si può certo cancellare tutto e cercarsi un lavoro da Seven Eleven.
Se sei bravo con le armi nell'esercito, sarai portato per forza a fare qualcosa che abbia a che fare con le armi una volta fuori, che sia entrare in polizia o darsi al crimine.
Questi ragazzi hanno imparato a fare cose di ogni tipo nell'esercito, cose che per gli standard della società civile sono molto distanti dalla normalità.

Charles Willeford
 

Non c'è mai tempo, per la squadra Omicidi della polizia di Miami.
Mentre incombono cinquanta vecchi casi da risolvere entro due mesi.
E ogni cazzo di giorno spunta un cadavere da un bagagliaio, da un campo di pomodori, un appartamento.
Un tossico è appena morto di overdose a casa della matrigna ­ una donna che odora di buono ­ e occorre dare un'occhiata.
Torna in scena Hoke Moseley, sergente della Omicidi, che di una donna avrebbe un gran bisogno. Uno che non spreca parole, ha la spiazzante lucidità dei selvatici, arriva all'essenziale per le spicce. Si tratti di fare il culo a un collega, prendere per il culo un patito di arte contemporanea... o imbastire alle figlie adolescenti, appena spedite a Miami dalla ex moglie, una folgorante lezione sul sesso.
Affianca Hoke una bella cubana, Ellita Sanchez. Compagna di ferro sul lavoro, straordinaria nel dargli una mano con le figlie, questa ragazza fragile e concreta fiuta quando gira storta, aiuta Hoke a intuire dove parte la pista giusta... anche se le indagini prenderanno una piega "estrema". Che né Ellita, né Hoke, men che meno noi, avremmo mai osato immaginare.

 


Nessuno ti fa sentire il sapore di caffè e di sporco, l'aria tesa e unta che aleggia in una stanza della centrale di polizia, come Charles Willeford.
Le folate di vento umido dall'Atlantico, gli acquazzoni di Miami.
Scene madri che ti saltano al collo come una scarica di mitra in mezzo a un concerto rock.