
LAVANYA SANKARAN
Il tappeto rosso
Storie di Bangalore
224 pagine, € 14,00
Traduzione di Gioia Guerzoni
In uscita il 4 maggio
Lavanya Sankaran è nata
nell’India del Sud, a Bangalore.
Ha studiato economia negli Stati Uniti, dove ha intrapreso la sua carriera
di consulente in una banca d’affari. Poi è tornata a Bangalore e
all'attività di consulente ha affiancato la scrittura.
Cinque agenti americani
se la sono contesa quando ha inviato i suoi primi due racconti. Ha vinto
Lane Zachary, che annovera tra i suoi clienti la famiglia Kennedy.
Nove editori americani si sono sfidati
all’asta quando ha consegnato la sua raccolta di otto racconti.
Se li è aggiudicata Random House, con un’offerta a sei cifre.
Il tappeto rosso ha ricevuto un’accoglienza
eccezionale da parte della critica e dei lettori occidentali, ed
è subito balzata al quinto posto della classifica dei best
seller in India.
Lavanya Sankaran vive a Bangalore, dove sta
lavorando al prossimo romanzo.
Ambientato a Bangalore, naturalmente.

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Bangalore
Radici e futuro
di una straordinaria città
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Lavanya
Sankaran
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l'intervista su RADIO 24
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“Era un
comportamento inaccettabile,
lo sapeva.
Immorale.
Qualcuno doveva fermarla.
E lui non avrebbe mai dovuto, mai e poi
mai, amarla e
rispettarla così.
Ma non poteva farci niente”.
Otto racconti
ambientati in India; un’India nuova, ancora sconosciuta.
L’India che offre occasioni d’avanguardia, accanto a una cultura
straordinaria e millenaria.
L’India di Bangalore, dove gli estremi convivono, si incrociano, si
scontrano.
Otto personaggi in bilico tra vecchio e nuovo, futuro e tradizione,
passaggi generazionali, ricchezza e povertà.
Appesi ai fili universali dell’esistenza. Scelte, casi, svolte: drammi
che si sciolgono in un attimo e piccoli lampi che
cambiano una vita.
Una scrittura precisa, dolce, femminile. Intelligente, musicale, dal ritmo
a tratti avvolgente, a tratti sincopato.
Piena di umorismo. L’arte del racconto al suo meglio.
Due racconti per tutti:
Il tappeto rosso
Raju è stato assunto
da poco come autista, al servizio di una giovane signora.
Una signora gentile, ma troppo spregiudicata. Il suo abbigliamento,
talvolta, è imbarazzante.
Raju vive in una casa povera e dignitosa, con la sua famiglia e i vecchi
genitori. Ha un’unica figlia. Una figlia femmina su cui Raju ripone
tutte le sue speranze. Vuole che studi, che si possa aprire una strada.
Nonostante sia femmina.
Raju fa bene il suo lavoro, la signora lo tratta umanamente e vive la sua
vita distante.
Ma una sera, una sera in cui hanno fatto tardi, accade qualcosa.
La signora, di colpo, si interessa a lui. Si informa sulla sua vita…
Caffè di Mysore
Sita è una bravissima
analista finanziaria. Adora l’incantesimo dei numeri, dei conti che
tornano sullo schermo del computer, rivelando altre
verità. La sua vita privata è più triste. Niente amore, una madre
sentimentalmente tirannica, l’ombra del suicidio
del padre.
Un pomeriggio, in ufficio, è felice di aver concluso una lunga analisi
per un’importante consulenza internazionale.
Ne parla con un collega, gli spiega ogni cosa.
La sera, c’è una cena aziendale. Il capo le chiede notizie del suo
lavoro. Lei ha un momento di imbarazzo, era sovrappensiero.
Il collega illustra i risultati del lavoro di Sita, e ottiene la
consulenza al posto di lei.
Sita è distrutta. Ritorna malinconica sulla terrazza da cui suo padre si
è gettato anni prima. Ora c’è un bar. Sita si
concede una bella tazza di caffè di Mysore. E non si getterà di sotto
anche lei.
Tornerà in ufficio, cancellerà tutti i file dal computer, e riderà di
loro, badando a nascondere le lacrime.
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