Albrecht goes
Notte inquieta

 
“– Ho voluto vivere come un essere umano per qualche settimana, ecco; e ora la pago cos ì.
Questo era l’inizio, anzi il tema.
Il titolo e la firma”.


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È una sera di ottobre del 1942.
La locanda di Proskurov è gremita di militari in trasferta.
Il pastore venuto ad assistere un condannato a morte deve dividere la stanza con un giovane capitano in partenza per il fronte di Stalingrado.
È la guerra, la guerra di Hitler.
La notte è nera e tempestosa, la follia nazista e la morte ammorbano l’aria, eppure in quella stanza trionfa la vita.
La bella Melanie sale le scale di nascosto e viene ad abbracciare per l’ultima volta il suo capitano.
In tre dividono pane e miele, un sorso di caffè vero.
Poi, mentre gli amanti si appartano in un angolo, il pastore si immerge nella storia dell ’uomo che verrà fucilato per diserzione. Negli atti del processo trova la strada per giungere al suo cuore.
E in carcere, più tardi, pastore e condannato si dicono addio come fratelli.
All’alba il plotone d’esecuzione si metterà in marcia, l’aereo del capitano decollerà per Stalingrado.
Ma in quella notte inquieta sguardi, abbracci, voci e parole uniscono per sempre, e rendono giustizia assoluta.





Albrecht Goes è nato nel 1908 a Langenbeutingen, ha studiato teologia ed è stato ordinato pastore protestante nel 1930. Ha prestato servizio come cappellano militare durante la Seconda guerra mondiale, e nel 1953 ha deciso di lasciare il sacerdozio e dedicarsi in piena autonomia alla scrittura. È morto a Stoccarda nel 2000.
Figura eclettica di teologo e libero pensatore, ha pubblicato opere poetiche e in prosa. Da Notte inquieta, la più famosa, tradotta in diciotto lingue, è stato tratto un film.
 marchietto