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gli alianti
160 pagine, 14,00 euro

Carta_Nori


isbn 978.88.7168.543.4


 

 

FELICE CIMATTI
Senza colpa

Nel Centro per lo studio della coscienza animale fanno strani esperimenti sugli scimpanzé.
Gli animali ne escono sconvolti, a volte gravemente feriti. Il dottor Sauvage, scienziato senza scrupoli, vuole capire se in certe condizioni anche gli animali possono diventare crudeli come gli uomini. Un giorno Sauvage scompare.
La sua auto è nel parcheggio del centro, ma di lui non c'è traccia. L'ispettore Mark Soul varca i cancelli di quello strano carcere per animali.
Incrocia sguardi avviliti, vede zampe, così simili a mani, stringere le sbarre delle gabbie, sente le urla di uno scimpanzé ferito.
Ma cosa fate a queste povere bestie?, chiede a tutti, d'impulso.
Il silenzio che lo circonda è omertoso, risentito, nessuno sembra veramente interessato a parlare, soprattutto a far luce sulla scomparsa di Sauvage. Poi, inaspettatamente, salta fuori un testimone. Anzi, all'improvviso i testimoni sono tanti, tantissimi. Bastava cercarli, ma Soul è impaziente, e non è il suo unico difetto.
Soul dovrà imparare che prima di fare una domanda bisogna essere capaci di ascoltare, anche chi non ha niente da dire.

Senza colpa è un noir etologico che smaschera tutti e non assolve nessuno.

De_Winter_Moschea

Felice Cimatti è nato a Roma, nel 1959, anno che si apre con la fine della dittatura di Batista a Cuba, ma anche l'anno in cui viene venduta la prima bambola Barbie. Insegna filosofia del linguaggio all'Università della Calabria, a Cosenza, una città la cui bellezza pochi conoscono. Qualcuno, forse, ricorderà la sua voce romanesca dai microfoni del programma radiofonico di libri di Radio3, Fahrenheit. Ha pubblicato Mente e linguaggio negli animali. Introduzione alla zoosemiotica cognitiva (Carocci 2002), La scimmia che si parla. Linguaggio, autocoscienza e libertà nell'animale umano (Bollati Boringhieri 2000), Il senso della mente. Per una critica del cognitivismo (Bollati Boringhieri 2004) e altri saggi filosofici.
Senza colpa è il suo primo romanzo.



" Entrai in quello che, da fuori, sembrava un normale capannone industriale e immediatamente mi aveva colpito l'odore – Ma come fanno a lavorare qua dentro era stato il primo pensiero, che poi sarebbe tornato spesso nei giorni successivi – una puzza forte e pungente, come di stalla, ma molto, molto più penetrante. E poi le strida, i rumori di sbarre sbattute, come in un carcere, di quelli duri. "