Kurt Crüwell si preparava a fare il sarto, sposare Rachel e suonare l’organo in chiesa.
Peccato che un suo connazionale di nome Hitler avesse altri programmi per lui.
Spedito al seguito della Sesta armata, Kurt subisce un ardore guerresco che non
gli appartiene.
Per resistere, rammenda divise, cuce taschini e contempla le bellezze di Parigi.
Finché, una gelida mattina d’inverno, non vede in faccia l’orrore: davanti a lui, per ordine del suo capitano, novantun civili francesi
bruciano vivi in una chiesa di pietra.
Annientato dalla brutalità di questo rito criminale, il corpo di Kurt si distacca dal mondo, perdendo
completamente la sensibilità.
Kurt non avverte più il freddo, il caldo, il dolore.
Anestetizzato e vulnerabile, inabile alla vita, trascorre le sue giornate in un
ospedale a picco sul mare, nella Francia occupata.
In questa solitudine lo trova Ermelinde.
Con passione e infinita pazienza lo restituisce alla bellezza, alla musica, alle
carezze dell’amore.
Ma il viaggio di Kurt verso il cuore delle tenebre non è finito.
Quattro uomini e una splendida donna vengono a cercarlo, diabolica seduzione.
Kurt sa bene di entrare in un gioco pericoloso.
Eppure si sente trascinare da una forza straordinaria, come la risacca su una
spiaggia.
Ci sono autori che osano sfidare le convenzioni.
Ricardo Menéndez Salmón è certamente tra questi.
Originale è il suo punto di vista sul Male, il corpo e la memoria, originale è soprattutto lo stile della narrazione, tutto immagini e musica.
Nell’Offesa si ammira una scrittura che con poche parole ben scelte allarga gli orizzonti
della percezione, e ci fa chiedere, alla fine del libro, con quale magia Salmón sia riuscito a raccontare una vicenda così ricca e lunga in poche pagine, facendoci quasi toccare il treno che porta i
soldati al fronte, le conchiglie sulle spiagge normanne, il vino con cui Kurt
si appresta a festeggiare la nascita del suo bambino.
Ricardo Menéndez Salmón è nato a Gijón, gioiello liberty nel cuore delle Asturie, nel 1971.
Ha studiato filosofia, scrive su quotidiani e riviste.
Con i suoi romanzi e racconti precedenti ha conquistato numerosi premi, tra cui
il Premio Juan Rulfo, uno dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali riservati alla letteratura in lingua
spagnola.
L’offesa ha suscitato grande clamore in Spagna, tanto da essere definito il
fenomeno letterario del 2007.
“L’uomo convive con il suo corpo, ma non lo conosce. Almeno non del tutto. Un uomo
e il suo corpo sono realtà distinte. Sicuramente è questo che permette di comprendere la radice più profonda del dolore, che altro non è che lo strappo prodotto dall’Indifferenza del corpo verso se stesso. Un mal di denti, ostinato e sordo ai
nostri desideri, dà già l’idea di questo dramma. Ed è questo che permette a un essere umano di conservare il proprio nome, la propria
dignità.
Per capire che cos’è un uomo non basta tener conto delle parti che lo compongono”.