riga25_manganelli.gif
Riga 25
544 pagine, 18,00 euro
isbn 978-88-7168-437-6
foto-5_c.gif
giorgio manganelli
a cura di Marco Belpoliti e Andrea Cortellessa
A partire dal suo debutto nel 1964, Giorgio Manganelli è stato considerato un funambolo della letteratura, autore di opere manieriste e saggi controcorrente, amante della retorica e del paradosso, dedito al culto della “letteratura come menzogna”. Oggi a questa immagine si aggiunge quella di Manganelli scrittore attento alla società e alla politica, autore di corsivi, recensioni, articoli di cronaca. Manganelli giornalista e viaggiatore che coglie in modo immediato e rapido il senso dell’epoca, e nel medesimo tempo scandaglia in profondità la psiche italiana, il suo paesaggio mentale. Manganelli si presenta come uno degli scrittori più attivi nel definire, anche post-mortem, il carattere degli italiani. Egli è considerato uno degli autori più importanti del secondo dopoguerra, un modello letterario, e non solo, per le giovani generazioni. Nella letteratura italiana esiste, come aveva compreso nel 1965 Italo Calvino, una funzione-Manganelli. Questo numero di “Riga” presenta una serie importante di inediti, dagli appunti degli anni Cinquanta, vero e proprio laboratorio dello scrittore, ai primi racconti del 1952, a un diario di viaggio a Taiwan del 1988. In due sezioni, “Letteratura” e “Società”, sono raccolti numerosi testi dispersi che rendono conto dell’originale approccio di Manganelli a entrambi i temi, e il loro reciproco legame. Completano il numero, aperto da testi narrativi di scrittori italiani contemporanei, l’antologia delle recensioni e dei saggi che hanno accompagnato, dal 1964 agli anni successivi alla morte, la pubblicazione dei libri di Manganelli, e una copiosa serie di saggi inediti dedicati da giovani studiosi all’opera dello scrittore: piccolo lemmario tascabile.
Appunti, racconti e diari di Giorgio Manganelli.
Testi, saggi, racconti e interventi di: Cordelli, Mari, Scarpa, Guglielmi, Calvino, Giuliani, Gramigna, Pedullà, Milano, Tagliaferri, Sanguineti, Wilcock, Raboni, Citati, Corti, Bompiani, Arbasino, Mengaldo, Anceschi, Sandri, Koch, Papetti, Pampaloni, Andreotti, Nigro, Giardina, Francucci, Manica, Alfano, Trevi, Bricchi, Policastro, Cortellessa, Barenghi, Scarpa, Maiello, Baldacci, Belpoliti, Scarlini, Pulce, Barucchello, Benassi.
“Sull’aereo che da Hong Kong ci porta verso Taiwan distribuiscono giornali taiwanwsi in lingua inglese. Li sfoglio con blanda curiosità; ma subito mi viene incontro una notizia stravagante. Un tecnico nucleare - nucleare? - è scomparso dalla centrale dove lavorava.
L’articolo è elusivo, ma mica tanto. Secondo ogni ragionevole ipotesi il tecnico è partito per l’America, con l’aiuto della CIA. La CIA?
I tecnici che vanno in America magari con un po’ di segreti nella valigia?
Questa Taiwan, che cosa è?
Non ne sappiamo molto, ma l’immagine della CIA che acchiappa al volo un ingegnere nucleare taiwanese è sorprendente.
E se questa isola anonima fosse una grande potenza tecnologica?”

“In altra pagina del giornale leggo un occhiello in grande evidenza.
Dice: è ora di far luce sul massacro del febbraio 1947.
Quale massacro?
Perchè far luce ora?
Di Taiwan ho in mente una data: 1949, quando Chian Kai Shek si ritira sull’isola, definitivamente, mentre Mao si insedia a Pechino”.

“Nucleari e massacri: di Taiwan non sappiamo niente.
L’isola è ‘anomala’.
Molto ‘anomala’”.
Giorgio Manganelli - Taiwan: l’isola cinese
13 maggio 1988 - «Viaggi»