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marcos y marcos
Riga 26
384 pagine, 26,00 euro
isbn 978-88-7168-472-7
piero camporesi
a cura di Marco Belpoliti
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“Piero Camporesi non ha mai abbandonato il ‘vagabondaggio’, morbo che attanaglia, tra la fine dell’età antica e gli inizi di quella moderna, ciarlatani, gentiluomini, guerrieri, mendicanti, cantastorie, veri e falsi studenti.
Ma chi sono i ‘vagabondi’ che attraggono Camporesi?
Sono i ‘cerretani’ la cui solida arte dell’imbroglio li aveva profondamente integrati nella multiforme società medievale e che invece, con l’inizio dell’età moderna, ‘non trovano più le condizioni sociali, religiose, economiche e politiche che in passato avevano reso tanto florida la vecchia arte’ (Il libro dei vagabondi)”.
Marco Belpoliti - Il vagabondare anticlassico di Piero Camporesi.

Piero Camporesi è stato uno dei maestri segreti della cultura italiana contemporanea.
Quando nel 1970 curò l’edizione dell’Artusi, il grande libro della cucina italiana, di colpo si scoprì quale tesoro antropologico e letterario s’annidava in quel volume.
Poi venne Il libro dei vagabondi, che influenzò notevolmente il Movimento del ’77 a Bologna e non solo.
Camporesi divenne uno degli autori più letti tra la seconda metà degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Elzevirista eccelso sul «Corriere», il curioso professore romagnolo fu seguito su quelle colonne da almeno una generazione di lettori, dove smontò con ironia, paradossi e sarcasmo molte mitologie alimentari italiane.
La sua influenza è stata così profonda che il ritorno ai cibi locali, alle osterie tradizionali di “SlowFood” con ogni probabilità viene proprio dal suo lavoro di scavo e di scrittura.
Camporesi non è stato infatti solo uno storico dell’alimentazione e del costume corporale dei secoli passati, ma un grandissimo scrittore.



Il volume di Riga curato da Marco Belpoliti, ricorda in modo attivo il lavoro letterario, antropologico e culturale di Camporesi a dieci anni dalla morte.
Raccoglie numerosi suoi testi dispersi e inediti, dal 1951 al 1993: due racconti, prefazioni, un divertente saggio sullo “stereotipo del romagnolo”, sul mondo ebraico e sul carnevale, e altro ancora. Nelle interviste, oltre una decina, apparse su giornali e periodici dell’epoca, si apprezza il tono divertente e sarcastico di Camporesi, la sua viva voce che giudica e descrive le nostre manie culinarie. Nei testi si parla di corpo, balsami, profumi, del carnevale e della morte, della politica e della società, dei tabù collettivi.
Nella rassegna storica, una serie di recensioni apparse in Italia, Francia, Giappone, alcuni dei maggiori saggisti analizzano e discutono i singoli libri di Camporesi: Maria Corti, Manganelli, Ariès, Alfredo Giuliani, Di Nola, Cardini, Almansi, Eco, ecc.

Il volume, corredato da un ritratto inedito di Tullio Pericoli, e da disegni di Giuliano Della Casa, uno dei più famosi illustratori italiani, autore delle illustrazioni dell’Artusi presso Einaudi, comprende anche una serie di nuovi saggi sull’opera di Camporesi di giovani studiosi italiani e stranieri.
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