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Piero
Camporesi è stato uno dei maestri segreti della cultura
italiana contemporanea.
Quando
nel 1970 curò l’edizione dell’Artusi, il grande
libro della cucina italiana, di
colpo si scoprì quale tesoro antropologico e letterario s’annidava
in quel volume.
Poi
venne Il libro dei vagabondi, che influenzò
notevolmente il Movimento del ’77
a Bologna e non solo.
Camporesi divenne uno degli autori più letti tra la seconda
metà degli anni Settanta e l’inizio
degli anni Ottanta. Elzevirista eccelso sul
«Corriere»,
il curioso professore romagnolo fu seguito su quelle colonne da
almeno una generazione di
lettori, dove smontò
con ironia, paradossi e sarcasmo molte mitologie alimentari
italiane. La sua
influenza è stata così profonda che il ritorno ai cibi locali,
alle osterie tradizionali di “SlowFood” con ogni
probabilità viene proprio dal suo lavoro
di scavo e di scrittura.
Camporesi
non è stato infatti solo uno storico
dell’alimentazione e del costume corporale
dei secoli passati, ma
un grandissimo scrittore.
Il
volume di Riga curato da Marco Belpoliti, ricorda in modo attivo
il lavoro letterario, antropologico
e culturale di Camporesi a dieci anni dalla morte. Raccoglie
numerosi suoi testi
dispersi e inediti, dal
1951 al 1993: due racconti, prefazioni, un
divertente saggio sullo
“stereotipo del romagnolo”,
sul mondo ebraico e sul carnevale, e altro
ancora. Nelle interviste, oltre una decina, apparse su
giornali e periodici dell’epoca, si
apprezza il tono divertente e sarcastico di Camporesi, la
sua viva voce che giudica e
descrive le nostre manie culinarie. Nei testi si parla di corpo,
balsami, profumi, del carnevale
e della morte, della politica e della società, dei tabù
collettivi. Nella rassegna storica,
una serie di recensioni apparse in Italia, Francia, Giappone,
alcuni dei maggiori
saggisti analizzano e discutono i singoli libri di Camporesi: Maria
Corti, Manganelli,
Ariès, Alfredo Giuliani, Di Nola, Cardini, Almansi, Eco,
ecc.
Il
volume, corredato da un ritratto inedito di Tullio Pericoli,
e da disegni di
Giuliano Della Casa,
uno dei più famosi illustratori italiani, autore delle
illustrazioni dell’Artusi
presso Einaudi, comprende anche una serie di nuovi saggi sull’opera
di Camporesi di giovani studiosi
italiani e stranieri.
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