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CHARLES WILLEFORD Recensioni
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| Pier
Mario Fasanotti Il Giornale |
Carlo
Oliva Radio Popolare |
| Pier
Mario Fasanotti Il Giornale giugno 2004 È doveroso dirlo subito: il sergente
Hoke Moseley della polizia di Miami è uno che piace.
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famiglie
bianche che tendono a levar le tende, con club così esclusivi (e
razzisti) da escludere perentoriamente la presenza di ebrei, neri e
latinos, con i migliaia di profughi cubani (i marielitos) che
gongolano quando vedono il presidente Reagan in tv e pensano che Miami
sia, per eccellenza, la land of opportunity, dove coloro che hanno
successo pensano subito che quelli che nella vita deragliano, o stanno
costantemente al margine, non abbiano alcun alibi, a meno di cercarli
nelle "riviste femminili dove qualche psicologo dice la sua
stronzata". Il secondo tassello della trilogia ambientata a Miami scorre come un torrente fresco, facendo cardine su una formula collaudata e vincente: molta suspense per via di casi intricati anche psicologicamente, e ampi squarci di vita privata e metropolitana. Viene facile annusare gli odori degli uomini e delle donne, registrare gli scatti talvolta rabbiosi delle loro anime, perdersi nell'intrico delle tangenziali o vagabondare nei bar, entrare negli uffici di avvocati che fanno soldi difendendo i narcotrafficanti e hanno qualche Chagall alle pareti di mogano (divertente la reazione del sergente Moseley:"Che è , un disegno di suo figlio quando era piccolo?"). Willeford, l"autore, è uno di quei pochi che ti inchiodano sulla sedia. E' nato in Arkansas nel 1919. A 8 anni, rimasto orfano, va a Los Angeles, dalla nonna. A 12 pensa di esserle di peso e invece di salire sul pulmino scolastico segue i binari della ferrovia, salta su un vagone merci e inizia così il suo vagabondaggio nei marciapiedi della Grande Depressione. Molti americani sono randagi, lui non fa eccezione. A 16 anni mente sull' età e si arruola: occasione che gli farà dire: "Una buona parte degli uomini che circolano nell' esercito sono psicopatici..." In ogni caso, con la divisa ci sta 20 anni. Poi ricomincia da capo, imboccando una strada diversissima: legge, studia, insegna. Scrive romanzi duri, che però non hanno alcun successo. Non molla la presa, ma deve aspettare fino al 1984, anno di Miami Blues, quando la città umida e selvatica del sergente Moseley diventa mitico fondale. Il suo terzo romanzo noir, Sideswipe, viene considerato un capolavoro. L' editore gli dà un assegno "stellare" per il suo quarto capitolo della serie (The Way We Die Now), ma il vecchio Charles non fa a tempo a vedere le vetrine inondate dai suoi libri. Muore nell' autunno dell' 88. Ricorda sua moglie Betsy. "Il suo senso dell' umorismo spesso aveva del macabro. Per Charles, Miami era un posto perfetto dove vivere. E quando leggo sul giornale un titolo tipo "Cadaveri nascosti in un' auto attirano folla di curiosi" sento moltissimo la sua mancanza". Anche noi. Noi lettori. |
Carlo Oliva Radio Popolare giugno 2004
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burocrate da
commissariato, di mezze maniche delle indagini. Di fatto, lavora alla
sezione "casi freddi", quella che si occupa dei vecchi reati
restati impuniti. Ma i tempi sono quelli che sono e i suoi casi, freddi o
no, bastano a far venire achiunque i peggiori incubi. Anche in questo
Tempi d'oro, che, pure, è una specie di opera passaggio e non presenta
una figura centrale raccapricciante come il Junior di Miami Blues o una
situazione criminale paragonabile a quella di Morire oggi, ma si concentra
soprattutto sui problemi personali di un povero investigatore costretto,
nello stesso brevissimo lasso di giorni, a cambiare di casa, occuparsi
come meglio può di una collega nubile incinta e improvvisarsi padre
amorevole di due figlie adolescenti che hanno scelto proprio questo
momento per ricomparire nella sua vita, l'indifferenza per la vita umana,
l'impotenza della legge e il cinismo di fondo dell'America reaganiana
vengono esibiti con sconcertante sincerità e messi a frutto dal punto di
vista narrativo con un'abilità che pochi altri autori possono vantare. Willeford è un narratore "tranquillo", nel senso che non alza mai la voce e non calca i toni (salvo, un pochino, quelli del grottesco), ma della sua agghiacciante Florida piccolo borghese vi ricorderete per un bel pezzo. E siamo appena al secondo capitolo… |