AA.VV (a cura di MARCO belpoliti e Maria NAdotti)

John Berger

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Giacomo Giossi, Blow Up, marzo 2012
Tratto da Riga su John Berger, anticipato da La Repubblica, gennaio 2012
Marco Denti, rootshighway.it, gennaio 2012
Giancarlo Mancini, Il Riformista, gennaio 2012
Sebastiano Triulzi, La Repubblica, gennaio 2012  

 

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  Il Punto, RSI Rete due, intervista di Moira Bubola a Maria Nadotti, 1a parte
Il Punto, RSI Rete due, intervista di Moira Bubola a Maria Nadotti, 2a parte

Marco Denti
rootshighway.it
gennaio 2012

Era un omaggio dovuto, ma non ovvio: John Berger è uno dei più grandi scrittori viventi (almeno per quanto riguarda la qualità, lo stile, la classe e le idee; il mercato è quello che è, e lo riguarda davvero poco) e non poteva esserci occasione migliore che la concomitanza con la ristampa di G. (Neri Pozza) per dedicargli questa splendida monografia. Maria Nadotti, da tempo sua traduttrice, cura a tutti gli effetti un'opera corale dove John Berger ha il ruolo di tessitore, di punto di riferimento, di maestro e di amico. La sua vita privata, il suo studio, le sue prese di posizione, la pittura e le storie, soprattutto le storie ("Quando una storia ci colpisce e ci commuove, essa genera qualcosa che diventa, o può diventare, una parte essenziale di noi, e questa parte, piccola o ampia che sia, è, per così dire la sua discendenza o prole. 





Quel che sto cercando di definire è più idiosincratico e personale di una semplice eredità culturale: è come se il flusso sanguigno del racconto letto si congiungesse al flusso sanguigno della nostra storia di vita. Contribuisce a farci diventare quel che diventiamo e continueremo a diventare") sono gli elementi in cui in realtà si ritrova una ricca e variopinta moltitudine di scrittori e di lettori che in John Berger sembra ritrovarsi in modo spontaneo e naturale e questa monografia lo rende evidente pagina dopo pagina. Tra gli altri (e sono infiniti) scrive Colum McCann: "Se dovessi prendere con me un solo scrittore, sceglierei lui. Semplicemente perché porterebbe con sé anche tutti gli altri". Non si poteva dire meglio.

Scheda del libro

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