|
ALFRED
ANDERSCH Recensioni
|
||
| La
Repubblica ottobre 2005 |
Café
letterario ottobre 2005 |
|
|
Marco
Lodoli TORTURA E SADISMO NELL’ORA DI GRECO Ci sono giornate di scuola che possono
cambiare la vita per sempre, nel bene e nel male. Basta una poesia letta
da un bravo insegnante e in un attimo si schiude per sempre una finestra
nel muro: e al contrario, per temere la vita basta un’ora di greco tra
le grinfie di un preside aguzzino, nientemeno che il padre di Himmler. E' la storia autobiografica raccontata da Alfred Andersch, autore che in
Germania è considerato un piccolo classico del Novecento, in Il
padre di un assassino. |
Tutto avviene in
un microcosmo reazionario, dove è permesso solo obbedire ai superiori,
amare la patria e rispondere senza esitare alle domande. "Ma la
cultura umanistica non ci difende da nulla?", si domanda Andersch: si
può addirittura torturare in nome del greco antico, aver letto Socrate e
Sofocle e diventare il padre del peggior criminale nazista? Purtroppo sì,
purtroppo, come insegna questo racconto esemplare, il Male si nutre anche
di buone letture.D’improvviso si alza il sipario su un teatro della
crudeltà. È un gioco diabolico tra il gatto e i topolini: se li gira tra
le zampe, li prende e li lascia, li tormenta. Il primo della classe viene
saggiato e subito abbandonato. Un giovane barone viene stuzzicato fino a
farlo ribellare, perché l’aristocrazia non sopporta umiliazioni da un
signor Himmler qualsiasi: e il ragazzino orgoglioso viene espulso
immediatamente dalla scuola. Ultimo a finire tra gli artigli del preside
è Franz Kien, studente pessimo ma anima sensibile, figlio di un eroe
della Grande Guerra caduto in miseria. |
| Grazia
Casagrande Café Letterario ottobre 2005 Un romanzo breve di carattere
autobiografico che descrive un’ora “esemplare” di lezione di un
ginnasio di Monaco di Baviera. Il protagonista si chiama Franz Kien,
l’alter ego dello scrittore, ma il personaggio centrale in realtà è il
preside, l’orrido Rex (così venivano chiamati in generale in città i
presidi dei licei abbreviando la parola Rektor) Himmler. |
nazionalsocialista
il figlio: entrambi però godevano nell’umiliare, nell’annientare gli
interlocutori più deboli di loro. Ma anche chi si oppone al terribile preside non appare una persona molto amabile. Il professore è un pavido, un meschino e un pessimo insegnate; il compagno di classe, stupidamente orgoglioso della sua nobiltà, un vanesio e uno sfrontato; le famiglie che si intuiscono dietro gli studenti sono tutt’altro che meritevoli di solidarietà. Solo la povertà del protagonista, sbeffeggiata dal preside ed esposta come fosse una colpa alla derisione dei compagni, appare degna di rispetto. Andersch ha sperimentato due anni di campo di concentramento, Dachau, per motivi politici (era iscritto da quando aveva 17 anni al partito comunista), ha disertato la Wermacht per essere preso come prigioniero dagli americani, insomma non è stato l’intellettuale che, tenendosi lontano dall’azione, ha condannato solo verbalmente abusi privati e dittatura nazista. Per questo la riflessione, a pochi mesi dalla morte, sulla sua adolescenza, periodo in cui ha aperto gli occhi sul mondo e ne ha viste le brutture, fa capire al lettore come ci siano momenti cruciali nella vita, anni in cui si forma la personalità e si compiono scelte fondamentali a cui tutta la vita dovrebbe coerentemente conformarsi. |