| CAMILLA
TRINCHIERI Cercando Alice |
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Valeria
Merlini BOL.it giugno 2010 "Non aver paura. Sarò proprio dietro di te". Questa le parole incise nella mente di Susie, la voce narrante del romanzo. In realtà la forza di Cercando Alice di Camilla Trinchieri è data dalla doppia voce, quella della madre e quella della figlia. Alice che racconta la sua guerra nella Praga del fascismo, negli anni che vanno dal 1941 alla fine della guerra, cambiando città, spostandosi a Roma, poi sul lago di Como, ma come scenografia alle spalle sempre lei, sempre la guerra. Dove nulla valeva più del detto che "Il tempo di guerra è il tempo delle donne" . Accanto alle parole di Alinka (l'Alice del fascismo), quelle di sua figlia Susie, al caldo riparo della sua nuova città, Cambridge, nel 1956. Susie aspetta una bambina, ma non sa darsi pace perché pensa di essere la sola e l'unica responsabile per la perdita della mamma. O la misteriosa scomparsa sul Monte Bisbino, al confine tra Italia e Svizzera, mentre tenta di fuggire con i figli. |
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Barbara
Ferraro Quanto
c’è di Camilla Trinchieri in Alice, la donna protagonista che
ingannata, abbandonata, tradita e colpita dagli eventi ingiusti della
guerra riesce a mantenersi salda e coerente a se stessa, e quanto in
Susan, la figlia alla ricerca di un’identità familiare?
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Com’è nata la storia? Lei scrive in inglese ma le protagoniste sono italiane e alcuni scorci del testo ritraggono contesti popolari in cui la lingua (penso al mercato a Roma e alla saggezza di “più ne sa, più sta in campana” o a “l’amiche tue scicchettone”) riveste un ruolo cardine nella resa delle immagini. Come ha ovviato alla difficoltà di rendere la lingua fedele a ciascun personaggio e a ciascun contesto? Cercando Alice è una storia molto personale, basata su certi fatti accaduti alla mia famiglia durante la seconda guerra mondiale. È stato il commento di uno psicologo a farmi venire l’idea di scrivere. Disse: “Certo, deve essere stato molto difficile per tua madre americana vivere in Europa durante la guerra”. Non ci avevo mai pensato. Mia madre si ammalò di mente poco dopo la mia nascita e io e una sorella siamo cresciuti con mio padre. In casa non si parlava mai di mamma o di quegli anni. Mi venne voglia di saperne qualcosa, ma non mi interessava scrivere una biografia. Mio padre era già morto e le verità di mia madre non erano affidabili e per di più volevo possederla questa storia, dargli una vita tutta sua. Lo scheletro di Cercando Alice è basato sul vero, la carne è frutto della mia immaginazione e tanta tanta ricerca. In inglese naturalmente non potevo rendere Ersilia in romanesco, Gina in napoletano, ma scrivevo con i dialetti in mente, dando all’inglese dei ritmi diversi e una povertà di linguaggio per far capire al lettore che queste donne erano delle popolane. È stata la bravura della traduttrice, Erika Bianchi, a trovare il linguaggio giusto per la versione italiana, una versione che è più ricca di quella inglese. Tutta la storia è pervasa da una forte tensione emotiva che coinvolge il lettore ma a renderlo davvero parte del testo sono gli eventi resi con accuratezza e puntualità. Quanto conta nella redazione di un libro l’ispirazione e il coinvolgimento dell’autore e quanto la ricerca storica? Si può pensare al romanzo come a un quadro. La ricerca storica mi ha dato la tela su cui ho potuto dipingerlo. Senza la tela non potevo fare nulla. È bello quando durante le ricerche vedi o leggi un fatto che ti induce a crearci attorno tutta una scena. La scena di Alice e Susie a San Lorenzo dopo il bombardamento nel ‘43 è nata grazie ad una foto di una donna morta fra le macerie “che sembrava una statua caduta dal piedistallo nella cappella di una chiesa, la mano alzata a benedire. |
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Santo
Piazzese Un romanzo intenso, coinvolgente: Cercando Alice, di Camilla Trinchieri. Una figlia e la fine misteriosa di sua madre. Cercando Alice, dell’italo-americana Camilla Trinchieri (Marcos y Marcos), è uno di quei libri felici che fanno venire al recensore la voglia di astenersi da un commento puntuale, per riesumare le categorie più primitive ma più istintive dell’estetica, quelle associate agli anni dell’adolescenza, quelle della condivisione. L’impulso forte di limitarsi a dire: bello, leggetelo. Vinceremo la tentazione per correttezza verso i lettori di cooperazione. Alice è una trentenne americana e rossochiomata, dal temperamento ribelle, sposata con Marco Alessandrini, diplomatico italiano a Praga, occupata dai nazisti. È una delle due voci narranti del romanzo. La sua storia inizia nel ’41 quando la coppia ha due figli adolescenti e un terzo in arrivo. Tutto sembra funzionare bene, finché Alice prende consapevolezza che il marito ha una relazione con un’altra donna. La crisi è inevitabile e sembra seguire l’andamento disastroso della guerra. Lei e i ragazzi si spostano a Roma, martoriata dai bombardamenti, mentre il marito viene trasferito in Iugoslavia.
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Valentina
Marsella Una buona dose di capacità nel selezionare le novità editoriali da parte degli agenti letterari, veri 'cacciatori di teste' dei nuovi talenti. Un pizzico di originalità a colpire la casa editrice che dovrà pubblicarle. Ma anche una manciata di attenzione da parte dell'editor nel limare il testo, rendendolo perfetto per il lettore, selettivo e severo. E ancora, la bravura del traduttore se il libro è scritto in lingua straniera, la capacità di sintesi dell'illustratore nel trasformare in immagini il contenuto dell'opera, dalla copertina ad altre figure impresse tra le pagine, e qualche grammo di 'estetica' da parte del grafico, che terminerà la confezione del volume. Sono tutti gli ingredienti necessari per far sì che la ricetta di un buon libro riesca senza sbavature. Ingrediente base, però, deve essere il contenuto. E lì entra in gioco lo scrittore, con la sua ispirazione, le suggestioni e le pause di riflessione nel creare un capolavoro. Senza dimenticare la figura del libraio, sempre attento alle novità editoriali e ultimo, severo giudice, delle opere che deciderà di mettere sugli scaffali della propria libreria. "Come viene scritto, stampato, pubblicato, venduto e letto un libro?". A questa domanda hanno risposto i personaggi dell'incontro 'Come si fa un libro', all'interno della Fiera dedicata alla lettura che si tiene fino al 28 marzo all'Auditorium Parco della Musica a Roma. Personaggi che rappresentato la filiera del libro, dallo scrittore, all'editore, fino al momento della vendita. Per spiegare come funziona si è scelto il romanzo 'Cercando Alice' di Camilla Trinchieri, scrittrice italo-americana (il titolo originale del libro è 'Finding Alice'), già molto amata tra i lettori italiani per il primo successo, 'Il prezzo del silenzio'. Sul nuovo lavoro della Trinchieri ha preso le mosse il laboratorio editoriale, un racconto a più voci su come nasce la storia di un romanzo. A muovere le fila della discussione, Marco Zapparoli, editore di Marcos y Marcos (la casa editrice del testo 'in esame'), che ha iniziato la storia partendo da coloro che individuano le novità editoriali: gli agenti letterari che, spiega Zapparoli, "sono i cacciatori di teste di nuovi scrittori e nuovi racconti. E gli agenti sanno che non possono bombardare gli editori di proposte, e compiono una prima scrematura". Nel
caso di 'Cercando Alice', il libro, racconta l'editore, è arrivato
sulla scrivania di Marcos Y Marcos nell'estate del 2007. "Sulla mia
scrivania – dice – c'era un pacchetto con tre libri, e uno era
quello di Camilla Trinchieri, che conoscevamo già per 'Il prezzo del
silenzio', un romanzo Noir fìricco di personaggi esemplari. Dopo un
anno, nell'estate del 2008, 'Cercando Alice' è stato pubblicato, ma
prima di lanciarlo abbiamo distribuito un primo capitolo nelle librerie,
raccogliendo commenti di librai e giornalisti". Ecco che allora,
dietro il lavoro dell'editore, c'è anche una sorta di 'prova' prima
dell’esordio, per testare i gusti del lettore. Ed ecco perché
Zapparoli afferma che un editore, "deve tessere il filo tra
scrittori e lettori, appendendo sul filo stesso una serie di
suggestioni".
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Dopo la traduzione la bozza passa tra le mani del grafico e dell'illustratore. In quest'ultimo caso, il protagonista del laboratorio editoriale è Marco Petrella, illustratore e fumettista che collabora come vignettista per alcuni quotidiani, che spiega: "Leggendo un libro ti vengono i primi flash sulle immagini che si ritengono importanti. È un lavoro artigianale, ma che si avvale anche della tecnologia: scansiono l'immagine stampata con Photoshop e poi la coloro. E in sede grafica si aggiunge il titolo". Obiettivo, nella scelta di un'illustrazione, spiega Petrella, è "la sintesi: né troppe immagini, né una sola. Non è semplice raccogliere in un'immagine tutto il libro, come nel caso della copertina, ma deve avere i simboli che lo rappresentano". Una volta confezionato e pubblicato, il libro è pronto per la vendita: e la palla passa al librario, in questo caso Alessandro Alessandroni della libreria AltroQuando di via del Governo Vecchio: "Ad attirarmi molto spesso sono la copertina e il titolo. Questi elementi mi danno il primo input – spiega – e qualcosa a livello inconscio si muove. Il nostro è un lavoro in cui occorre saper cogliere le opere giuste tra migliaia di novità, scambiarsi consigli con i colleghi, leggere le varie recensioni. Ogni settimana vado dal distributore o nei grandi magazzini per aggiornarmi sulle uscite importanti, comportandomi come un normale cliente". Tra l'editore e il libraio, fa notare Alessandroni, c'è il distributore: "raramente i due si parlano, mentre se si supera questa distanza è tutto più facile. Vendiamo ciò che ci piace, ma è importante anche il posizionamento dei libri. Per venderli, occorre spostarli spesso da una parte all'altra degli scaffali, perché se stanno fermi per mesi restano in libreria". Non è il caso di 'Cercando Alice', che ha ricevuto ottime recensioni ed è molto amato dai severi lettori italiani.
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Claudia
Spadoni marieclaire.it gennaio 2010 1956: Susan vive a Cambridge, è in attesa di una bambina e non si arrende alla versione ufficiale secondo la quale sua madre Alice sarebbe stata uccisa dai tedeschi nel ’44. In Cercando Alice, appena uscito per Marcos y Marcos, la scrittrice di origine italiana Camilla Trinchieri cede la narrazione, a capitoli alterni, ad Alice (tradita dal marito, dalla guerra, dalla vita) e alla figlia Susan, prima ragazzina che non comprende bene le scelte della madre e poi donna determinata a scoprire la verità. Una storia di donne che non hanno paura di scegliere (né di pagarne il prezzo) dentro alle vicende dell’Europa in guerra: tra sopralluoghi, ricerche e revisioni, Camilla ci ha messo dieci anni per affidare alla carta un pezzo della storia della sua famiglia e della sua movimentata biografia. Nata a Praga da un padre italiano che con il suo lavoro di diplomatico le ha fatto girare il mondo e da una madre americana finita (in parte) nel romanzo, Camilla Trinchieri si è spostata negli Usa a dodici anni, ha lavorato nel cinema italiano come assistente al doppiaggio per diciassettenne anni, ha scoperto il suo lato creativo a New York negli anni Ottanta. Ora si è fermata nel Greenwich Village, dove scrive, dipinge e si considera «fortunata a passare i miei giorni facendo quello che mi piace e a trascorrere le serate con l’uomo che amo». Lei è nata a Praga, ha vissuto negli Stati
Uniti e in Italia. Quando ha iniziato a scrivere che lingua ha scelto? La determinata Alice, la ribelle Susan, la
piccola Claire. A quale delle tre assomiglia di più?
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Come assistente al doppiaggio, lei ha lavorato con Fellini e Visconti. Cosa ricorda di quel periodo? Che gioia stare nella stessa stanza con il genio di Fellini e Visconti, per otto o a volte dodici ore e aiutarli a dar voce alle loro storie. Si lavorava duro ma sempre bene perché c'era tanta passione in quello che facevamo. Entrambi sono stati molto importanti nella mia formazione creativa. Da Fellini imparai l'importanza di lasciare volare la propria immaginazione, Visconti mi insegnò che sono i dettagli a impiantare una storia nel vero. Cercando Alice è il frutto dei loro insegnamenti. Nel suo trasferimento a New York ci sono di mezzo Fellini e una cartomante… Alla fine degli anni Settanta la mia vita privata andò in tilt e decisi di lasciare Roma e il mio lavoro a Cinecittà. Giravamo La città delle donne e all'inizio Fellini cercò di dissuadermi a partire, ma poi mi mandò dalla sua cartomante che mi predisse un futuro americano in cui avrei potuto dare libero sfogo alla mia creatività. E così è stato. Scrivo e dipingo. Uno dei suoi personaggi dice che «il tempo
di guerra è il tempo delle donne». Le giro la domanda che c'è nella quarta di
copertina dell'edizione italiana: quanti tradimenti può sopportare una
donna?
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Silvia
Bergero Camilla, padre italiano e madre americana, assistente al doppiaggio di Fellini e Visconti, negli Anni 80 abbandona l’Italia per New York dove incomincia una nuova vita, dapprima come venditrice di pasta, poi come scrittrice. Scrive in inglese: «Ho studiato nelle scuole americane o inglesi, seguendo mio padre diplomatico e non padroneggio bene la lingua, non so la grammatica. Ma dentro sono italiana e quando vedo il mio libro tradotto (da Erika Bianchi), mi sento finalmente completa», spiega in un ottimo italiano. In compenso, è bravissima in plot e dialoghi - le sue storie trascinano - ma in questo caso la suspence è anche e soprattutto psicologica. «I libri devono prenderti per mano, sussurrarti: “Dammi retta, ora ti racconto una storia”» C’è una tensione emotiva
fortissima che percorre la narrazione da cima a fondo, contagiando anche
chi legge...
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L’intreccio
tra realtà e invenzione è strettissimo. Ha fatto altre ricerche, è
tornata sui luoghi della narrazione? Camilla, lei
è sposata, vive a New York al Greenwich Village e, oltre a scrivere,
dipinge. Altre passioni artistiche?
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Carlotta
Vissani
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Ha detto di aver impiegato
dieci anni per scrivere questo libro...
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Isabella
Borghese Memorimese.it maggio 2010 Isabella Borghese incontra Camilla Trinchieri Camilla
Trinchieri. Dopo Il prezzo del silenzio ha rinnovato l’appuntamento
nelle librerie italiane con Cercando Alice (marcos y marcos). Quanti
tradimenti può davvero sopportare una donna, Camilla? Quanto
tempo c’è voluto, quando e perché Camilla Trinchieri ha deciso di
allontanarsi da Camilla Crespi?
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Fuggire
e scegliere. Quanto
hanno influenzato i dieci anni di lavorazione nella storia? Ricercare
le proprie radici per ricercare una figura materna. Assenza e ricerca…
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Antonio
Prudenzano In piena Seconda Guerra Mondiale, tra Praga e Roma, la storia di Alice, che lascia gli Usa per amore del marito, un diplomatico italiano che la tradisce, e della figlia Susan, che a 12 anni di distanza,rivive quei giorni tragici nella speranza di risolvere un mistero che l'assilla. Camilla Trinchieri è una cittadina del mondo oltre che un'autrice d'altri tempi: "Cercando Alice" (traduzione di Erika Bianchi), in uscita il 21 gennaio per Marcos y Marcos e che Affaritaliani.it ha letto in anteprima, è un romanzo classico, linguisticamente e non solo, di quelli in cui ormai è sempre più difficile imbattersi nella letteratura contemporanea post-Anni Zero, troppo ossessionata dalla smania di 'andare oltre' nella trama e nello stile da dimenticarsi che esiste una via 'tradizionale', maestra, che può ancora oggi regalare piccole grandi narrazioni. E che può ancora oggi avere senso, essere rivoluzionaria nella sua apparente assenza di discontinuità. Due voci, quella della madre e quella della figlia (che scrive a più di dieci anni dai 'fatti', rivivendoli), si alternano nell'ultimo romanzo della Trinchieri, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. Tutto però comincia nel 1956, quando la figlia (Susan), che aspetta un bambino, torna con la mente alla guerra ma soprattutto alla madre (Alice), scomparsa misteriosamente sul Monte Bisbino, al confine tra Italia e Svizzera, mentre tenta di fuggire con i figli. Susan non crede alla versione 'ufficiale': non ricorda che la madre sia stata uccisa da una guardia di confine. Vuole andare a fondo: e non ha altra via che rivivere nella memoria quei mesi traumatici, in cui però non mancano episodi felici, indimenticabili. Alice, che ha lasciato gli Usa per amore del marito, un diplomatico italiano a Praga, si è poi ritrovata 'prigioniera' nella Roma fascista nel momento più cruento della guerra. Non è stata un'esistenza facile, quella della donna, come lei stessa racconta in prima persona: nel momento di massima espansione del nazismo si è infatti ritrovata da 'nemica americana' a convivere con i 'nemici' tedeschi nella capitale cecoslovacca. Senza dimenticare tradimenti che Alice è costretta a sopportare...
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L'AUTRICE - Camilla Trinchieri nasce a Praga, figlia di un diplomatico italiano e di un’americana. Gira il mondo, studia a New York e va a vivere a Roma. Per diciassette anni lavora nel cinema come assistente al doppiaggio; è fiera di aver lavorato con Fellini e Visconti. Poi la sua vita privata va in tilt e lei lascia l’Italia. Un lettore di tarocchi le rivela che a New York si sarebbe ricongiunta con il lato più creativo di sé. Nell’attesa si guadagna da vivere vendendo pasta De Cecco a Little Italy. Scrivendo lunghe lettere agli amici romani, scopre il piacere di narrare. Storie di donne, sentimenti, misteri, con il punto di vista peculiare di una newyorkese nata a Praga che si sente molto italiana. I primi libri li firma Camilla Crespi: Trinchieri è difficile da pronunciare. Con Il prezzo del silenzio comincia a usare il suo vero nome perché ci mette tutta se stessa. In Cercando Alice ha trapiantato tasselli fondamentali della sua storia personale e della storia dell’Europa negli ultimi anni di guerra: tra primi abbozzi, ricerche, sopralluoghi, interruzioni per altri libri, ci ha lavorato per più di dieci anni. E ora che è venuto alla luce, si sente più leggera: promette di tornare a dipingere. Nuove storie, però, minacciano già di rapirla. Camilla vive e lavora nel Greenwich Village. |
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Mimma
Marongiu
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UN ROMANZO AL FEMMINILE - Cercando Alice è il nuovo romanzo di Camilla Trinchieri, già autrice dell’apprezzato Il prezzo del silenzio (Marcos y Marcos). E’ un romanzo profondamente al femminile, che vede l’alternarsi delle voci delle due protagoniste, la cui trama ha come scheletro la reale storia familiare dell’autrice: la Trinchieri nasce a Praga, figlia di un diplomatico italiano e di un’americana, così come la Claire del libro. Gira il mondo, studia a New York e va a vivere a Roma. Per diciassette anni lavora nel cinema come assistente al doppiaggio; è fiera di aver lavorato con Fellini e Visconti. Poi la sua vita privata conosce il disfacimento di un amore, come per l’Alice del libro, e lei lascia l’Italia. Un lettore di tarocchi le rivela che a New York si sarebbe ricongiunta con il lato più creativo di sé. Scrivendo lunghe lettere agli amici romani, scopre il piacere di narrare. Storie di donne, sentimenti, misteri, con il punto di vista peculiare di una newyorkese nata a Praga che si sente molto italiana. I primi libri li firma Camilla Crespi: Trinchieri è difficile da pronunciare. Con Il prezzo del silenzio comincia a usare il suo vero nome perché ci mette tutta se stessa. In Cercando Alice ha trapiantato tasselli fondamentali della sua storia personale e della storia dell’Europa negli ultimi anni di guerra: tra primi abbozzi, ricerche, sopralluoghi, interruzioni per altri libri, ci ha lavorato per più di dieci anni, ricercando le proprie radici, tastando e scavando per ritrovare una figura materna forte, ma allo stesso tempo assente. Il romanzo è un giallo che si tinge di rosa, uno splendido e trascinante tributo alla forza dell’amore che lega una madre ad una figlia: perché, come dice un personaggio del libro alla Susan che aspetta la sua bambina, “Vedrai che meraviglie ti aspettano. Pensi di conoscere l’amore, ma aspetta, aspetta che arrivi tua figlia”. |
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Rachele
Maggiolini 1943, monte Brisbino, confine italo-svizzero: Alice tenta di fuggire dall'Italia fascista insieme alle figlie, che passano la frontiera mentre lei scompare nel nulla. che fine ha fatto Alice? È morta o è scappata, ferita dai tradimenti del marito? Dodici anni dopo, Susan - una delle due figlie - si scopre incinta e decide di fare chiarezza una volte per tutte sul passato della sua famiglia e sulla scomparsa misteriosa di sua madre. Romanzo a due voci, Cercando Alice racconta la storia della protagonista, arrivata in Europa per seguire l'amore della sua vita, e della figlia Susan, determinata a scoprire la verità sulla madre. Cercando Alice è un giallo che si tinge di rosa, in cui le protagoniste lottano contro la guerra: quella interna alla loro famiglia e quella che negli Anni 40 travolse il mondo intero. |
Marta
Cervino 1956: Susan vive a Cambridge, sta per avere una figlia e vuole scoprire la verità su sua madre che, secondo la versione ufficiale, è stata uccisa dai tedeschi nel '44. Da lì si dipanano due vicende parallele. Ma è Alice, la madre americana che sposa un diplomatico italiano e si confronta col nazismo, la guerra, il tradimento del marito, a tenere la scena. In breve: donne che amano, vivono, lottano. E che hanno (vivaddio!) la forza di scegliere.
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Nerugiada lalbadentrolimbrunire.wordpress.com marzo 2010 Se cercando Alice trovo tutte le donne Se fossi nella casa editrice, ho pensato, questo libro lo promuoverei ovunque. invece la Marcos y Marcos ha deciso alcune date italiane quasi nascoste per Camilla Trinchieri. Un teatro comunale a Valperga (Torino), una villa a Monticello Brianza (Lecco), tre librerie in Sardegna, una a Palermo, una a Firenze e dentro un evento dedicato all’editoria a Roma. Secondo me le ha scelte più per le location e per le vacanze annesse. Comunque. Camilla Trinchieri ha scritto due libri, quello a cui mi riferisco è appena uscito e si chiama Cercando Alice. Camilla Trinchieri è una tizia nata a Praga, vissuta negli stati uniti e a Roma, è figlia di un diplomatico italiano e un’americana. Gli stessi ingredienti che si trovano nel libro. E allora ho pensato che la casa editrice ha fatto bene a scegliere posti così, come dire, di nicchia. Perché la prima cosa che faresti incontrando Camilla è chiederle della sua vita, quanto c’è di vero e di suo in quella storia che ha scritto; allora sì che perderesti la storia e i personaggi, ti scivolerebbero dalle mani in una banalità disarmante. Ed è facile che le faranno quelle domande dementi. Peccato. Deve essere una roba terribile rispondere a certi interrogativi. Proprio quando hai lasciato il libro che a quel punto non ne puoi più e ti viene anche un po’ di vomitillo a riprenderlo in mano e sembra magari di parlare di un morto appena dopo il funerale per spiegare perché e come è morto, quando lo vorresti lasciare riposare in pace. Qualcosa che se non sei un medico legale nell’anima non ce la fai. Insomma fare domande inopportune a un autore appena ha pubblicato un libro è qualcosa di aberrante, bisognerebbe farle al libro. Tipo com’è ad essere sfogliato? Che faccia ha fatto la massaia Gina quando è arrivata a pagina 195? E il signor Achille che ha pensato di Alice? Ha detto tutte uguali ’ste donne? E di Aldo? Credi che non si sia sentito toccato da un uomo così? Credi che abbia detto d’un fiato no io mai? Che effetto fa quando ti prendono in mano e ti ripongono? Ti piace la tua copertina? Preferisci una biblioteca o una libreria? Quando ti hanno tagliato hai pianto o hai provato un senso di libertà?
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Perché il libro è bello ma bello bello. Non è un’opera narrativa di quelle che dici “caspita!”. Tipo che se leggeste il primo paragrafo dell’airone di Giorgio Bassani mi capireste. ma è una storia bellissima. Si svolge durante la seconda guerra mondiale, è raccontato a due voci: quella della figlia e quella della madre a dodici anni di distanza. Si parla di disfatte, di bene e male, di morte, di buoni e cattivi. Se ne parla per mettere tutto questo da parte perché nella storia non ci sono né vincitori né vinti, non c’è bene e male, non c’è solo bianco e nero, tutto si mescola per mettere in luce l’umanità per quello che è. Ci sono profili di donna bellissimi. Ne senti il profumo. Ci sono luci e ombre e ci sono colori, ci sono odori. Tutte le donne del racconto potrebbero essere una donna sola. Ci sono le persone, vere, vive. Se ho naso, il lavoro di editing è stato determinante. C’è un filo rosso che segue tutto il profilo del libro. Un filo dolce e delicato che dona dignità alle ombre che alitano lungo le righe. È un rosso bordeaux. Se vi piace il rosso bordeaux e non lo trovate fuori moda, leggetevi il libro. Se avete voglia di conoscere le donne, leggetelo; se vi siete detti almeno una volta nella vita che a volte la guerra è inevitabile, leggetelo. Non c’è scampo per chi ha certezze. Non c’è scampo dalla guerra. Come non c’è scampo dalla vita, soprattutto se la si vuole vivere fino in fondo. Alice per me è una donna bellissima. E per questo senza scampo. Ma verrà un giorno in cui sarà possibile essere donne bellissime con una via di fuga per tornare a casa. |
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Elettra
Caporello
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Valeria violablanca.wordpress.com “Non aver paura. Sarò proprio dietro di te”. Questa le parole incise nella mente di Susie, la voce narrante del romanzo. In realtà la forza di Cercando Alice di Camilla Trinchieri è data dalla doppia voce, quella della madre e quella della figlia. Alice che racconta la sua guerra nella Praga del fascismo, negli anni che vanno dal 1941 alla fine della guerra, cambiando città, spostandosi a Roma, poi sul lago di Como, ma come scenografia alle spalle sempre lei, sempre la guerra. Dove nulla valeva più del detto che “Il tempo di guerra è il tempo delle donne” . Accanto alle parole di Alinka (l’Alice del fascismo), quelle di sua figlia Susie, al caldo riparo della sua nuova città, Cambridge, nel 1956. Susie aspetta una bambina, ma non sa darsi pace perché pensa di essere la sola e l’unica responsabile per la perdita della mamma. O la misteriosa scomparsa sul Monte Bisbino, al confine tra Italia e Svizzera, mentre tenta di fuggire con i figli. |
Ripercorre con la sua memoria fedele ogni gesto, ogni parola di quegli anni dolorosi in cui il padre, Marco Alessandrini, diplomatico italiano e la madre, cittadina americana, poco incline alla diplomazia, lottavano per proteggere la famiglia e il loro amore. Quello stesso uomo verso cui Alice pensa che “Non avrei potuto amare nessun altro quanto amo Marco. Nessuno mi avrebbe amata come lui”. L’istinto di sopravvivenza però può far prendere decisioni difficili. Camilla Trinchieri è una cittadina del mondo, una donna che riporta con la sua scrittura ad una pace, ad una serenità che da tempo mancavano. Lontano dalle letture pop, dalla velocità di un tempo che segue troppo fedelmente i ritmi odierni, l’autrice narra di tempi bui, fortunatamente lontani, rendendo la sua lettura lieve, piacevole, conciliante, desiderosa di accompagnare una figlia alla ricerca della madre. |