| Gabriela
mistral Canto che amavi |
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Bianca
Garavelli
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Da qui si intuiscono le due anime della poetessa: sensuale e fantasiosa, ma anche mistica, capace di trasfigurare i luoghi amati e la loro realtà faticosa, nutrita di una natura tanto avara quanto solenne e abbagliante. La vita la mise di fronte a una tragica perdita, con il suicidio nel 1909 di Romeo Ureta, forse l’unico uomo che amò. Colpisce infatti che una donna meno che trentenne fosse così ossessionata dal tema della morte, fin dalla prima sequenza di testi, intitolata appunto Sonetti della morte, confluiti poi in Desolazione: le parole «lutto» e «morte» rincorrono con tale insistenza da rendere spesso ritmo funebre la musicalità squillante di partenza. Infatti, come osserva il traduttore, molte componenti culturali si fondono nella metrica di questi testi: il Sudamerica rivive in versi della tradizione romanza, come il sonetto, mescolati agli ottonari ereditati dalla grande letteratura ispanica, con aperture a versi lunghi come l’alessandrino. Il tutto rielaborato con maestria tale da risultare leggerezza, partitura fiabesca, filastrocca infantile. L’oralità popolare ritrova così spazio in poesie che trasudano cultura letteraria, e una vena di autobiografismo colora miti e leggende cileni rivisitati alla luce di una passione indomita per la vita e di una fede che affida il senso di ogni dolore e ogni perdita a una dimensione divina, eppure vicina, quasi a portata di mano. Soprattutto, un amore per il Cile che appare sempre, dalle poesie dedicate ai suoi paesaggi grandiosi, come Cordigliera in cui l’autrice canta le Ande con sentimento filiale, fino al poemetto Patagonia al centro del volume postumo. |
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Tina Venturi Satisfiction dicembre 2010 Gabriela Mistral è la prima donna latinoamericana a essere insignita del premio Nobel per la letteratura nel 1945. Femminista “ante litteram”, si è impegnata a favore delle donne, affinché potessero godere degli stessi diritti dell’uomo. Donna di fede, coraggiosa e concreta, si è battuta per i più deboli, portando avanti battaglie politiche importanti. La casa editrice Marcos y Marcos ha appena pubblicato l’11 novembre scorso una raccolta di sue poesie scelte Canto che amavi, consentendo a Satisfiction di pubblicare alcuni poemi non inclusi nell’edizione. Tra questi Todas íbamos a ser reinas, uno dei suoi componimenti più apprezzati, in cui si narra di sogni infranti, come quello di essere sposa e madre. Gabriela Mistral, al secolo Lucila Godoy Alcayaga, di origina india, nasce nel 1889 a Vicuña (Cile). L’abbandono sarà una tematica presente nei suoi scritti a causa del padre che lascia ben presto la famiglia. A quindici anni compone i primi poemi usando molti pseudonimi, tra i quali Gabriela Mistral, che deriva dal nome di D’Annunzio e dal cognome di Frédéric Mistral (Nobel per la letteratura 1904). |
Ha solo 19 anni quando compone I sonetti della morte con i quali partecipa successivamente ad un concorso letterario nazionale vincendolo. Insegnante, tra i suoi allievi anche Pablo Neruda, futuro premio Nobel per la letteratura 1971. Nobel genera Nobel. Gabriela è amante della natura, racconta di paesaggi andini e colori australi. Ma anche di camomille che “spuntano come in segreto appena va don Inverno” o margherite “le cui testoline giocano”. Godibili e dal suono argentino le sue filastrocche come La pagliuzza, Girotondo della pace, Il topo. Ma la ricordiamo anche per i suoi sonetti e canti velati di tristezza, attraversati dall’amore senza via di scampo, soffocati dal pianto. Come quando compone versi all’amato nipote Miguel, suicidatosi con l’arsenico. “Tuttavia mi sembra strano di non mettere da parte le tue arance né di mangiare il tuo pane avanzato”. Tutto in lei ci commuove. Pluripremiata, non si limita a elucubrare su questioni importanti: agisce. Insegna con passione, riforma la scuola e, per il suo percorso pedagogico, chiede a qualcuno più in alto di lei di aiutarla a essere “più madre di una madre”. Si batte per l’istruzione femminile, stabilisce la scuola notturna per gli adulti, favorisce la creazione di biblioteche… Gabriela ha sempre avuto speranza in un mondo meno egoista e più attento agli ultimi della terra. La fondazione da lei creata è tuttora attiva nel territorio cileno e opera a favore dei bambini e di anziani indigenti. |
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Désirée
Paola Capozzo Appuntamento con la poesia domani11 novembre, a
Milano: in occasione della prima pubblicazione di Canto
che amavi, la raccolta di poesie scelte (mai
pubblicata in Italia) di Gabriela
Mistral, la casa editrice Marcos
y Marcos in collaborazione con l’Ambasciata del Cile,
dedica un incontro tra musica e parole alla poetessa cilena. |
Francesca
Magni |