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Barbara
Caffi
La Provincia di Cremona
settembre 2008
C’è Amleto
all’ora di colazione
Jasper
Fforde al Caffè letterario con l’ultima storia di Thursday Next
Prendete una buona
dose di fantascienza, qualcosa che assomiglia a una macchina del tempo
anche se di fatto non lo è, personaggi che vanno e vengono dai libri ma
anche dalla memoria, un’eroina dal nome improbabile che spara, cade e
si rialza come se fosse in un cartoon o in un videogioco. E, ancora,
citazioni letterarie spruzzate qua e là, giochi di parole, capriole
semantiche, tuffi carpiati con la lingua, nonché – addirittura –
giravolte bizzarre con le note a piè di pagina. Uno scrittore così può
piacere ai ragazzini delle medie come ai loro nonni, e soprattutto ai
suoi editori, che possono vendere quintalate di libri in tutto il mondo.
Uno scrittore così è Jasper Fforde (la doppia “f” iniziale non è
un refuso), che lunedì sera sarà ospite del Caffè letterario.
L’appuntamento sarà alle 20.45 al ristorante Rumi di piazza Trento e
Trieste, 13 ed è come da tradizione a ingresso libero. A condurre
l’intervista sarà Tecla Dozio, titolare della Libreria del giallo di
Milano e fin dagli esordi vicina alle iniziative del Caffè letterario.
Fforde sarà a Crema
con una chicca, ovvero con la presentazione in anteprima della nuova
avventura di Thursday Next: C’è
del marcio sarà nelle librerie solo dai primi di ottobre, ma lunedì
sera saranno disponibili le copie, edite in Italia da Marcos y Marcos
nella traduzione di Daniele A. Gewurz.
Il titolo del nuovo
romanzo di Fforde non può non richiamare Amleto, tormentato e dubbioso
come non mai, che un giorno piomba nella cucina della detective
letteraria Thursday all’ora di colazione. Lui deve prendere qualche
decisione delle sue, lei ha ben altro da fare che star dietro alle
paturnie del principe danese: deve ritrovare il marito Landen,
“sradicato” dal tempo, e trovare una baby sitter adatta per il
figlioletto Friday nato nel frattempo. E naturalmente la questione si
complica e la grintosa detective si troverà ad affrontare nemici
implacabili una pagina dopo l’altra.
Insomma, una di
quelle avventure che tengono i lettori con il fiato sospeso
dall’inizio alla fine. Perchè Fforde – che ha a lungo lavorato per
il cinema e che ha l’hobby del volo – sa come catturare
l’attenzione e soprattutto tenerla avvinghiata. Curiosamente, il suo
primo romanzo – tradotto in italiano Il
caso Jane Eyre – ha ricevuto ben 76 rifiuti prima di essere
pubblicato. Ora invece Fforde è tra gli autori più venduti e amati dai
lettori ed è riuscito a trasformare Swindon – la cittadina in cui
abita Thursday Next e in cui è ambientato anche l’imperdibile Lo
strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon – in una
meta turistica.
La ricetta del suo
successo è tanto semplice quanto sublime: Fforde riesce a giocare con
stili e generi e ha l’ineffabile capacità di essere trasversale e di
piacere a lettori di differenti età e livelli culturali. I piani di
lettura sono tanti: ci si può fermare alla trama fumettistica oppure
apprezzare le trovate linguistiche (tanto di cappello ai traduttori
della Marcos y Marcos) o divertirsi a cogliere le citazioni colte.
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Mario
Baudino
La Stampa
settembre 2008
Fforde,
che spasso i classici
L’autore
britannico a Torino per «Portici di carta»: la sua detective tra
Amleto e Jane Eyre
La
cioccolata di Jasper Fforde era calda, com’è ovvio, ma lo scrittore
ci è rimasto di stucco, visto che l’ultima volta, in Spagna,
gliel’avevano servita gelata. In ogni caso, non si è perso d’animo.«Amo
troppo il cioccolato», ha commentato seduto al Caffè Torino, davanti
ai gazebo di «Portici di carta», proprio mentre si teneva un incontro
sui Festival letterari, con un tavolo affollatissimo di organizzatori e
editori. Lui, che è un autore internazionale, in qualche Paese
bestseller in qualche altro «di culto», ed è popolarissimo in Gran
Bretagna, ama il cioccolato quanto i festival, e i festival quanto i
classici.
Ha
inventato un personaggio, Thursday Next (prossimo giovedì: è un modo
di dire abituale, in Inghilterra, un gioco di parole con buone ragioni
fonetiche): è una detective letteraria, che vive nei libri.
All’interno di essi. Esiste e non esiste, anche perché di suo farebbe
parte di un romanzo inedito. Se la vede con Amleto e Lewis Carroll, dopo
essere entrata in scena la prima volta, anni fa, per salvare Jane Eyre,
sottratta da un malvagio cospiratore al romanzo di Charlotte Brontë. Da
allora risolve intrighi letterari al servizio di un corpo di polizia che
opera dentro i volumi, e ha come fine appunto la stabilità letteraria.
Nel quarto romanzo della serie, in uscita da Marcos y Marcos (titolo C’è
del marcio, ovviamente in Danimarca: anzi, una specie di dittatore
di carta sta proprio cercando di creare un moto d’odio razzista contro
i danesi), l’intrepida detective insegue un Minotauro fuggito in un
romanzo western di pessima qualità, dove oltre a mangiarsi qualche
cowboy ne combina di tutti i colori.
Jasper
Fforde è uno scrittore divertente, e sembra vistosamente divertirsi a
scrivere. A «Portici di carta» - la festa di libri organizzata a
Torino con centinaia di bancarelle per tutto l’asse centrale di via
Roma, incontri, degustazioni e la folla del sabato tra muri di volumi -
si è scelto un ruolo defilato. Come altri, ha fatto il «libraio» per
un giorno, consigliando i lettori e cercando di trasformarli in
acquirenti. L’attività sembra congeniale: dopo vari mestieri nel
cinema, ora vive nel Galles – ma è originario dell’Irlanda del Nord
– e vola sui cieli celtici col suo aeroplano da turismo. Per il resto,
scrive con uno scopo:«Mi diverto con i classici, che in genere sono
considerati orribilmente noiosi. E cerco di dimostrare che invece ci si
può giocare all’infinito».
Il
curioso è che i suoi libri, molto britannici, hanno successo anche
all’estero. «Ma in fondo basta una nozione anche vaga di certi testi
importanti – spiega -, basta sapere che esistono e si può apprezzare
il mio modo di affrontarli. Io sono rispettosissimo con i classici.
Scherzo sulla loro ricezione». E scherza di gusto: tra i personaggi di C’è
del marcio compare Nonna Next, che a 110 anni «non può morire
finchè non ha letto i dieci classici più noiosi di tutti i tempi». Se
la nonnina se la prende con calma, Fforde va più di fretta. Oggi sarà
in Lombardia per il suo «tour d’autore», e si perderà così
Eric-Emmanuel Schmitt, ospite per la giornata di chiusura, scrittore
lirico, tendente al sublime, che presenta La
sognatrice di Ostenda, uscito per e/o. Sarebbe bello vederli
insieme. Magari l’irlandese volante avrebbe potuto tentare, a titolo
di dimostrazione, di sequestrargli Monsieur Ibrahim; lasciandogli, da
ladro gentiluomo, un mazzo di fiori del Corano.
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Giampaolo
Serino
il Giornale
settembre 2008
«Sono
il coltellino svizzero della narrativa: faccio tutto»
«I miei libri
sono il coltellino svizzero della narrativa, c’è qualcosa per tutti i
gusti. Mi piace pensare che ho attinto a piene mani al grande banchetto
delle storie e che ho sgraffignato gli avanzi».
Così definisce i suoi libri Jasper Fforde, autore di besteller di
indiscutibile spessore narrativo che hanno conquistato migliaia di
lettori in tutto il mondo. Lo scrittore inglese che due anni fa stupì
il mondo letterario con la pubblicazione de Il caso Jane Eyre, rifiutato
da 76 editori prima di entrare nella classifica dei più venduti di
quell’anno del New York Times, è in Italia per presentare in
anteprima il suo nuovo C’è del marcio (in libreria dal 2 ottobre per
Marcos y Marcos).
Solitamente
restio a incontrare i giornalisti, tanto da concedere rarissime
interviste, ci ha confidato i segreti del suo successo portandoci dietro
il palcoscenico dei suoi romanzi. Libri che giocano con la letteratura
di sempre in una commistione tra giallo, fantascienza e mistery: un
cross over di generi capace di portare il lettore in un universo
fantastico dove la lettura è al centro del mondo.
Nei suoi libri,
dal già citato Il caso Jane Eyre (Marcos y Marcos, pagg. 378, euro 16)
a Il pozzo delle trame perdute (Marcos y Marcos, pagg. 400. euro 17)al
nuovo C’è del marcio, si fanno gli incontri più strani: come la
protagonista di tutti i suoi romanzi, Thursday Next, che di professione
fa la detective letteraria. Sempre in viaggio tra universi paralleli -
dirigibili di linea, scontri di piazza tra surrealisti e impressionisti,
rapimenti di Shakespeare e una polizia che si occupa quasi soltanto di
reati letterari- Thursday Next si muove in un futuro presente dove tutto
sembra voler rimuovere la memoria non solo letteraria dei suoi abitanti.
Jasper Fforde, come spiega l’enorme successo dei suoi libri?
«Non saprei. Forse a tanta gente piace qualcosa di nuovo e diverso da
leggere e la mia contaminazione di generi letterari ha molti elementi di
interesse che attraggono il lettore. Se ami la commedia o la satira, ci
sono; se sei un appassionato di science fiction o del genere fantasy o
delle trame romantiche c’è un po’ anche di quelli, così come il
giallo o il thriller. Ma anche gli appassionati dei classici saranno
soddisfatti. I miei libri sono il coltellino svizzero della narrativa,
c’è qualcosa per tutti i gusti. Mi piace pensare che ho attinto a
piene mani al grande banchetto delle storie e che ho sgraffignato gli
avanzi».
Oltre
alla commistione dei generi un altro segreto del suo successo è
l’umorismo che si nasconde quasi in ogni pagina...
«Mi diverte usare la satira per molte ragioni. Prima di tutto, offre
l’opportunità di fare battute leggere e osservazioni pungenti. In
secondo luogo, è un modo per commentare il mondo assurdo e banale in
cui viviamo. Terzo, rende familiare un mondo di fantasia: i problemi che
affrontano i miei personaggi sono simili a quelli in cui ci imbattiamo
nel nostro viaggio dalla culla alla tomba: politici bugiardi,
multinazionali rapaci, la cultura popolare imperante, tutto può essere
un bersaglio».
Non le
sembra che il nostro mondo tenda a rimuovere i classici che, invece, nei
suoi libri tornano ad essere eroi del presente?
I reality show, i quiz, gli show dietro le quinte, i programmi di
cucina estorcono il dramma fuori dai palinsesti televisivi. |
« La tragedia
e il dramma, sin dai Greci, è sempre stato un elemento distintivo dei
grandi classici. Ora si assiste ad uno spostamento: dalla scrittura alla
rappresentazione. Ma credo che la gente cominci ad essere sfiancata
dalla spazzatura in TV e nel mondo in generale e si rifugi in una
riserva di dramma di buona qualità, come solo i libri possono essere».
Non è
troppo ottimista? Ci sono pochi classici tra i libri più venduti...
«I classici sono a volte buoni e meravigliosi, altre volte robaccia -
esattamente come la letteratura contemporanea. Quello su cui preferisco
riflettere è come i classici siano stati tolti alla normale dimensione
della lettura, trasformati in testi di studio, sezionati parola per
parola e analizzati: viene fatto loro qualcosa che non va mai fatto, con
nessun libro. Come per la gallina dalle uova d’oro, se la smonti per
vedere come funziona, si perde qualcosa e smette di funzionare. Sono
anche contro i libri messi su un piedistallo e preservati in un
“territorio sacro”. Shakespeare resterebbe sconvolto se sapesse che,
nella maggior parte dei casi, le sue opere teatrali sono rappresentate
per un pubblico troppo raffinato. Questo è il motivo per cui faccio
quello che faccio - forzare e forare l’alone di pomposità che aleggia
attorno i classici come una nuvola scura carica di pioggia, lampi e
tuoni - è come ridere seduti agli ultimi banchi della classe di
letteratura e porsi le domande giuste, ad esempio come quello sciocco di
Romeo possa essere così innamorato di Rosaline, e poi due pagine dopo
aver perso letteralmente la testa per Giulietta».
Qual è,
invece, il suo rapporto con la letteratura contemporanea?
«Cerco di non confrontarmi con la narrativa contemporanea, e credo che
nessuno scrittore dovrebbe farlo. Ci si deve assolutamente confrontare
con quanto accade nel mondo, che può fornire spunti satirici e un tocco
contemporaneo. È fondamentale non pontificare su alti ideali, perché
è terribilmente presuntuoso ed egocentrico. Però è importante
introdurre nei propri libri temi che offrano quanto meno spunti
costruttivi rispetto ad aree che l’autore percepisce carenti nel mondo
contemporaneo - l’accettazione della diversità, per esempio, o
l’inserimento sociale. Gli scrittori non dovrebbero declamare le loro
opinioni, ma indirizzare visioni positive nella giusta direzione».
Pochi
giorni fa l’Indipendent ha raccontato del proliferare a Londra di
“bookshop” dove la letteratura viene usata come terapia. Secondo lei
i libri possono aiutarci davvero a guarire? Possono cambiarci davvero la
vita?
«Assolutamente sì e l’avvento della “Book Therapy” va
applaudito. In un mondo in cui le persone sembrano allontanarsi sempre
più le une dalle altre, i libri e le emozioni che suscitano possono
essere un’ottima occasione per farle tornare sui loro passi. Sono
profondi e ricompensano una lettura concentrata con grande profitto. I
libri offrono buone occasioni di discussione - un altro modo eccellente
per promuovere conversazioni e per strappare le persone dalla spazzatura
che molto spesso si vede in tv». |
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Severino
Colombo
Corriere
della Sera
settembre
2008
«Il
mondo è un delitto nascosto nella letteratura»
L’autore
del best seller «Il caso Jane Eyre» pubblica la nuova avventura della
detective Next Thursday che entra ed esce dalle trame dei romanzi.
Gli
piace la parola «linoleum» per come suona, odia il termine «maestoso»
ma senza un perché; ama il suono della pioggia («Quando picchia su un
tetto d’acciaio», precisa) non sopporta il rumore delle unghie che
battono su una lavagna. La sua parolaccia preferita è «palle» e se
mai un giorno si trovasse faccia a faccia con Dio gli chiederebbe: «perché
hai lasciato che Mozart morisse a 35 anni?».
Non
ci vuole molto a capire che Jasper Fforde, 47 anni, scrittore inglese,
autore del best seller «Il caso Jane Eyre», è un tipo davvero strano.
E ancora più strane sono le storie che racconta. Protagonista è
Thursday Next (alla lettera significa Giovedì Prossimo):«Mi pareva un
nome – spiega Fforde – che suonasse abbastanza strambo ed enigmatico
per un personaggio da romanzo»). Di lavoro fa la detective letteraria
cioè, in un mondo rovesciato (e ideale?) dove la letteratura appassiona
più del calcio, Thursday Next entra ed esce dalle trame dei romanzi per
garantire «la stabilità della parola scritta» messa a rischio dai
cattivi di turno.
Oggi
in Inghilterra – ma non solo – i libri di Fforde sono considerati di
culto:«Non so bene che cosa significhi: è qualcosa che ha a che fare
con il postmoderno o col trascendente?». Ma non è sempre stato così:
quello di romanziere è solo l’ultimo dei volti di Fforde.«Ho
cominciato come galoppino negli studi cinematografici – racconta –
per diciannove anni ho fatto il tecnico e il cameraman». In film anche
celebri come «007 Goldeneye», «The Entrapment», «La maschera di
Zorro».
A
sfondare come scrittore Fforde ci ha provato eccome:«In dieci anni ho
accumulato settantasei rifiuti dalle case editrici». Quando finalmente,
nel 2001, un editore con più fiuto degli altri pubblica «Il caso Jane
Eyre», Fforde ha già altri sei romanzi pronti nel cassetto.
Appassionato
di aviazione e pilota, Fforde «atterra» in Italia. L’occasione è
l’uscita di «C’è del marcio» (Marcos y Marcos, pp.495 € 17).
Oggi (alle ore 15.15, incontro a ingresso libero), lo scrittore sarà in
anteprima a Monticello Brianza (in
provincia di Lecco) ospite d’apertura del festival «La passione per
il delitto» (che va avanti fino al 12 ottobre, il programma completo si
trova sul sito www.lapassioneperildelitto.it).
Al
suo fianco i colleghi italiani Tullio Avoledo
e Gianni Biondillo (che
dicono: «La prosa di Fforde è una continua meraviglia»). Domani,
dalle 16 alle 19.30, sarà, invece a Milano, alla Libreria
del Giallo di Tecla Dozio (via Peschiera 1, tel. 02 36503460) per
chiacchierare con i suoi numerosi fan. «Sono stato a Milano una sola
volta, amo fare il turista – ci anticipa lo scrittore – mi
piacerebbe vedere bene le ricchezze artistiche della città, a
cominciare dal Duomo, ma temo che stavolta non avrò tempo». Poi
aggiunge:«Per fortuna mi rifarò presto, in gennaio con mia moglie
abbiamo programmato una luna di miele (tardiva) nel Nord Italia, e
voglio riuscire a vedere “L’ultima cena” di Leonardo a Milano».Infine
una curiosità, in una della sue indagini, Thusday Next finisce anche
dentro le pagine di «Pinocchio». Ai lettori il gusto di trovarlo.
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Monica
Capuani
D -
la Repubblica delle Donne
settembre 2008
Metti Amleto nel West
Sparatorie
all’impazzata, occhiate truci al saloon, uno sceriffo inconcludente e
un paesaggio arido campionato al computer. Jasper Fforde ha scelto
l’ambientazione di un libro western del 1905 come esilarante esordio
di C’è del marcio, quarto episodio della seria dedicata alla
detective letteraria Thursday Next. Stufa di rincorrere il Minotauro,
Thursday torna nella nativa Swindon dove la grande azienda multimediale
Goliath è divenuta oggetto di culto. L’economia è dominata dal
contrabbando del formaggio e Amleto, con una banda di personaggi
shakespeariani, vive beatamente da squatter in casa di sua madre…
Come
mai l’omaggio al western?
«Amo
prendere in giro educatamente generi diversi. Finora il western mi era
sfuggito, così ho deciso di dedicargli un capitolo intwero. Ho chiesto
a un amico di compilare la lista di tutti i possibili cliché del genere
e ho cercato di includerli diligentemente, tutti. Ma c’è un’altra
ragione: quale nascondiglio migliore di un gregge di vacche poteva
scovare, il Minotauro?».
A
Swindon,
la Goliath
ha assunto un potere quasi
religioso. Perché la gente si lascia turlupinare dalla retorica delle
corporation?
«Perché
sono un’estensione della nostra avidità personale e dei nostri
fallimenti, e anche un’incarnazione di una legge che gli umani
conoscono particolarmente bene, quella della domanda e dell’offerta.
Le grandi corporation, che sono ovunque ed esibiscono un cinismo senza
limiti, ci danno quello che vogliamo in forma di merci a buon mercato e
servizi omogeneizzati. Ci vuole grande forza di volontà per non cadere
nel gioco».
Perché
Amleto come guest star?
«L’idea
era di farlo entrare nel mondo reale con la scusa che nel dramma era
stato frainteso, passando per un individuo titubante che parla parla ma
ha difficoltà ad agire. Ho pensato che invece avrebbe potuto iniziare
la guerra tedesco-danese per una lite su una fetta di torta con Bismarck.
E che avrebbe potuto darsi alla pazza gioia con Lady Hamilton. Hanno
parecchio in comune, compreso un amico di nome Orazio. E ciò potrebbe
spiegare lo strano comportamento dell’ammiraglio Nelson a Trafalgar.
Forse tentava di suicidarsi coi mezzi che aveva a portata di mano: le
flotte francese e spagnola».
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Pino
Cottogni
fantascienza.com
settembre 2008
Questo è il
quarto romanzo con le avventure della simpatica protagonista Thursday
Next (letteralmente Giovedi Prossimo) che svolge la professione
di detective letteraria in una Terra alternativa dovo molte cose sono
diverse da quelle che noi conosciamo e tutta l’umanità invece di
appassionarsi alle vicende di attori, calciatori e veline varie, si
appassiona, è addirittura stregata, dalla grande letteratura e grandi
masse di lettori seguono con passione le vicende delle eroine e degli
eroi creati da scrittori come Dickens, Charlotte Brontë e tanti altri.
Altre diversità è il perdurare al 1985 della Guerra di Crimea, in
Russia governano ancora i Romanov e così via. La nostra protagonista, che ha la
possibilità di entrare e uscire come vuole dalle trame dei vari
romanzi, è un agente di primo livello dell’OPS-27, il reparto
Detective Letterari della Divisione Operazioni Speciali. I crimini
letterari sono un reato diffuso e temuto, in questa strana Inghilterra
alternativa in cui anziché assaltare i furgoni portavalori si rubano e
ricettano prime edizioni di libri rari, o si spacciano versioni apocrife
dei drammi di Shakespeare.In questo romanzo la nostra eroina, dopo
essere stata lungamente nascosta nella trama di un romanzo e aver
partorito il figlio avuto da Landen, suo marito dalla esistenza
intermittente, rientra nel mondo reale. Vorrebbe starsene tranquilla e
crescere il suo pargoletto, ma viene subito travolta da mille problemi,
uno più grave dell’altro e allora, trovata una baby sitter per suo
figlio, ecco che parte verso nuove e divertenti (per noi) avventure.
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Luigi Brasili
lettera.com
ottobre 2008
Thursday Next è una giovane donna, incinta di un uomo che non esiste più perché fatto sparire, nel vero senso della parola, nel nulla. L'organizzazione contro cui Next combatte nel mondo reale lo ha cancellato dalla storia e dalla letteratura. E la povera donna si ritrova a fuggire nel mondo dei libri, dentro un romanzo mai pubblicato, sostituendo la protagonista del libro, per far nascere in tranquillità il bambino che porta in grembo. Ma anche nell'universo della narrativa il pericolo la minaccia. Qualcuno continua a tramare affinché Next perda anche quel poco che le resta di suo marito, i ricordi. E poi ci sono quelli, giunti come lei dall'esterno, che cercano di attentare alla sua vita in accordo con personaggi letterari vendutisi per brama di potere. E così Next si muoverà di libro in libro, saltando da una trama all'altra, aiutando o combattendo di volta in volta personaggi letterari famosi o meno. Ma il tempo incalza, come dice il
Bianconiglio, bisogna fare presto, prima che la narrativa venga trasformata in una catena di montaggio, efficiente ma priva di fantasia...
Questo è un romanzo molto particolare; fatto di allegorie, tanta ironia, citazioni letterarie a cascata e originalità. Una cosa abbastanza rara da trovare in un solo libro. Ma la lettura non è semplicissima; per seguire al meglio la trama sarebbe consigliabile aver letto i romanzi precedenti della saga. E allo stesso modo, chi non ha una buona formazione di base sui classici della narrativa anglosassone potrebbe faticare ad apprezzare appieno le trovate del libro. Così come i tantissimi consigli sulle tecniche di scrittura, spesso nascosti tra le righe, risultano apprezzabili solo dai lettori più smaliziati, da chi ha una certa dimestichezza con questi aspetti. In ogni caso, sempre meglio leggere un libro come questo apprezzandolo a metà, che leggere la sterminata paccottiglia scritta in serie che ci viene propinata ovunque e spacciata per vera narrativa d'autore. |
booksblog.it
ottobre 2008
“C’e del marcio” , ma questa volta a pronunciare la fatidica frase non è Amleto.
Arriva oggi in Italia, per i tipi della Marcos Y Marcos, il quarto libro della serie Thursday Next, dello scrittore londinese Jasper Fforde. Per chi non avesse letto i precedenti libri della stessa serie (Il caso Jane Eyre, Persi in un buon libro e Il pozzo delle Trame Perdute) precisiamo che Thursday Next è un detective letterario.
I romanzi di Fforde sono infatti ambientati in un presente sensibilmente diverso da quello che conosciamo, in cui i dodo sono geneticamente replicati come animali da compagnia e il mondo è sulla buona strada di essere asservito alla malvagia Goliath Corporation . Ma soprattutto, e questo è il tratto più originale interessante e divertente dei libri di Fforde, è un presente estremamente attento alle questioni letterarie, tanto da creare un corpo di detective dedicato solo ai reati letterari.
Ma non basta. Il detective Next infatti, per una serie di casi fortuiti, si scopre capace di entrare letteralmente nei libri. E qui comincia il vero divertimento. I libri di Fforde sono non solo spassosi ma anche estremamente intelligenti e particolarmente godibili se si possiede, perlomeno, una infarinatura di letteratura classica inglese.
Si sprecano infatti le citazioni dai romanzi delle sorelle Bronte ( citiamo un caso per tutti: le sedute di gruppo sul controllo dell’aggressività cui partecipano i personaggi di Cime Tempestose),
Dickens, Withman e così via, il tutto letto nella chiave del “dietro le quinte”.
In “C’è del Marcio” la storia riprende dalla fine del precedente libro e pur non avendolo ancora letto, si preannuncia interessante. La detective Thursday Next si troverà infatti ad affrontare, in compagnia di un indeciso Amleto (si proprio quello di
Shakespeare), un mondo che “ rischia di andare in tilt: la Goliath Corporation si prepara a diventare una religione, mostruose chimere seminano il terrore nei centri commerciali e impazza la persecuzione xenofoba contro i danesi” (fonte il sito ufficiale Marcos Y
Marcos)
Consiglio vivamente a tutti coloro che non lo avessero ancora fatto di leggere i libri di
Fforde, partendo dal primo possibilmente, ed in particolare agli amanti di Dickens che vi troveranno una Miss Havisham (da “Grandi Speranze”) come non l’hanno mai vista.
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Claudia Spadoni
Marieclaire.it
ottobre 2008
Meglio la vita reale o il Mondo dei Libri?
Nome: Thursday Next. Professione: Detective Letteraria.
Segni particolari: ha la capacità di entrare e uscire dai libri.
È l’eroina creata dall’inglese Jasper Fforde e ha il compito di mantenere l’ordine nell’universo letterario. Nel suo curriculum, imprese di tutti i tipi: ha salvato Jane Eyre da un rapimento, si è infilata nel Pozzo delle trame perdute (l’affollata bottega dove si possono trovare antefatti su misura e finali di capitoli), ha avuto a che fare con i
PageRunner, personaggi in fuga da un ruolo ingrato. Ora, in C’è del marcio, quarto episodio della serie
(Marcos y Marcos, 17 euro), Thursday decide di tornare per un po’ alla
vita reale: ha un figlio dacrescere e un marito da recuperare (fatto sparire dal cattivo di turno).
Ma è meglio vivere dentro un buon romanzo o nella vita reale? Nei libri non si sbaglia mai numero di telefono, si sa sempre chi è il cattivo, non servono soldi. Ma anche i tramonti meglio descritti non reggono il paragone con quelli veri. E bisogna fare i conti con la mancanza di cinema e odori.
Anche nel Mondo dei Libri c’è del marcio, suggerisce Jasper FFord. Divertitevi a scoprire i riferimenti all’attualità che l’autore semina nella storia. Il più evidente è il talk show Schiva la domanda, nel quale importanti personaggi pubblici evitano di rispondere alle domande del pubblico e si attengono alle direttive del loro partito. Un punto a chi dà la colpa al governo precedente. Vi ricorda qualcosa?
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grazia.blog.it
novembre 2008
Posso solo immaginare quante volte l’avete sognato. Ad esempio, siete dentro “Via Col Vento”, della
Mitchell. Siete di fianco a Scarlett O’Hara e Rhett Butler le ha appena voltato le spalle, chiarendole che di lei non gliene frega più un accidente. A quel punto, con un arco deciso, l’attizzatoio nella vostra mano lo colpisce al ginocchio, con forza. Rhett cade a terra, ululando, menisco in pezzi. E voi: “E adesso ti frega, brutto bastardo?”. Beh, spiacente, voi non potete farlo. Ma Thursday Next sì.
Thursday è un Detective Letterario, in una realtà alternativa, dove i Dodo sono geneticamente replicati come animali da compagnia, dove le gente invece di appassionarsi al gossip su attori, calciatori e veline, va pazza per la letteratura classica e masse di lettori seguono con ansia le vicende delle eroine e degli eroi creati da scrittori come Dickens, Charlotte
Brontë, Shakespeare. In un mondo dove la Guerra di Crimea continua anche nel 1985, mentre in Russia governano ancora i Romanov, in cui anziché assaltare banche si rubano e ricettano prime edizioni di libri rari, o si spacciano versioni apocrife dei drammi di
Shakespeare, la Next può entrare ed uscire a piacimento dai libri, interagendo con personaggi e trame e cambiando anche i finali pur di assicurare i criminali alla giustizia, anzi alla
Giurisfiction.A continuare la serie delle avventure dei quella che è una vera Harry “Plotter” per letterati, arriva quindi ora C’è del Marcio, in cui Thursday affronta la Goliath
Corporation, che prima era “solo” la più grande azienda multimediale del mondo, e ora è oggetto di culto religioso e di fatto governa le menti dei cittadini. Non sarà per niente facile, come non lo è abbandonarsi a un momento di intimità con un marito dall’esistenza intermittente, convincere Amleto a prendere una decisione e soprattutto trovare una babysitter sostenibile per il figlio
Friday.
Introdotto nel geniale Il Caso Jane Eyre, questo mondo al limite dell’assurdo è invenzione di Jasper
Fforde, a cui il – meritatissimo - successo arriva dopo settantasei (76) lettere di rifiuto, finché Hodder & Stoughton non scommette sulle aventure di Thursday
Next. Che, essendo decisamente collegate tra loro, consigliamo di leggere proprio a partire dal primo volume, alle 29esima edizione in Inghilterra, la 13esima in USA. E chi ha creduto davvero che la saga finisse qui, come annunciato, sappia che è in arrivo il quinto: First among
sequels. The next Thursday Next, insomma.
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Giuseppe
Praino
cut-up.net
20 aprile 2009
Avvicinarsi ad un libro di
Jasper Fforde è ogni volta come prepararsi ad un grande salto oltre i
limiti della fantasia umana.
Ed ogni volta si finisce per rimanere a bocca aperta.
C'e' del marcio è il quarto libro della saga di Thursday Next e
nelle intenzioni dell'autore sarebbe stato anche l'ultimo, se non si
fosse mosso l'esercito dei fans a chiedere a gran voce un seguito alle
avventure della nostra detective letteraria preferita.
Dopo aver vissuto per qualche tempo in un romanzetto di serie B dal nome
Cime di Caversham, Thursday ha deciso di ritornare nel mondo reale per
allevare il piccolo Friday e per cercare di riavere indietro Landen, il
marito sradicato alla tenera età di due anni.
Le cose sono drasticamente cambiate dall'ultima volta.
La Goliath è sempre una spietata multinazionale pronta a calpestare
tutto e tutti, con la differenza che per riuscire meglio nel proprio
intento, è decisa a tramutarsi in una religione accettata
universalmente. Per fare ciò viene aiutata dall'enigmatico Yorrick
Kaine, un personaggio ambiguo e dall'inesistente passato, leader del
partito nazionale e grandioso manipolatore della volontà altrui.
Intanto c'e' chi non attendeva altro che un ritorno della povera
Thursday, ma solo per un caloroso bentornato a base di piombo...
Di sicuro
la Next
non si lascia intimorire da certe bazzecole e farà di tutto per dare
scacco alla Goliath, oltre ad aiutare Amleto a prendere finalmente una
decisione e a bloccare una inquietante ondata xenofoba contro i danesi!Sì lo so...
Non guardatemi con quella faccia attonita che riesco ad intravedere
attraverso il monitor...
Vi avevo avvertiti che ogni volta è un salto nel vuoto!
Jasper Ffforde ha questa grandiosa abilità nel rendere possibile ciò
che all'apparenza non lo è, a dare coerenza a situazioni così distanti
tra loro, a buttare nella mischia personaggi letterari e storici,
dandogli una caratterizzazione diversa dall'originale ma talmente ben
riuscita da sembrare quella autentica.
Tanto per dirne una, in casa della signora Wednesday Next ( che altro
nome poteva avere la madre di Thursday...) si trovano a convivere
Amleto, in esilio dalla sua opera, la signora Emma Hamilton, amante
dell'ammiraglio Nelson, e il cancelliere tedesco Otto Von Bismarck!
C'è del marcio” è un libro piuttosto atipico rispetto all'intera
serie, in quanto poco presenti i classici viaggi all'interno delle opere
letterarie da parte della protagonista, ma che riesce a divertire ed
intrattenere grazie ad altre interessanti trovate narrative e a
situazioni paradossali dal sapore dantesco...
Ritroverete tanti personaggi visti nei tre libri precedenti: il padre di
Thursday, il geniale zio Mycroft, l'imperatore Zhark e finalmente
scoprirete chi è il tanto citato Millon De Floss!
Tra le cose più divertenti c'è senza dubbio il figlio di Thursday, che
per esprimersi utilizza solo il Lorem Ipsum, il testo in latino
storpiato utilizzato dai tipografi per le prove di impaginazione e che
la madre riesce ogni volta, incredibilmente, a comprendere!
Ma oltre al pungente umorismo di sempre, ci sarà spazio anche per un
commovente finale che porterà a riconsiderare tantissimi altri
eventi succedutisi nei libri precedenti.
Ci sarebbero molte altre cose da dire su questa ultima opera di Jasper
Fforde, ma se iniziassimo a parlare di tutto non basterebbero cinquanta
pagine!
Quindi per ora accontentavi di questo!
Per saperne di più basta recarsi in libreria e una volta inizata la
lettura non sarete più in grado di smettere!
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