| LEllo
GURRADO Assassinio in libreria |
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ascolta |
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Federica
Marchetti
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È un giallo nel giallo: ambientato tra giallisti e giallofili, pur rendendo omaggio al genere e ai suoi estimatori, prende anche un po’ in giro gli stessi scrittori e allo stesso tempo l’immaginario collettivo dei lettori, celebrando il tutto nel tempio milanese del giallo. Anche sulla polizia viene steso un sottile un velo di ironia che talvolta raddolcisce i toni mentre altre volte li indurisce. Le indagini diventano serrate quando una giornalista, all’inizio quasi anonima presenza, viene soggiogata dall’assassino che, pur di giungere al suo scopo finale, si spinge oltre ogni limite. Il coinvolgimento della ragazza si rivela fatale fino alle ultime pagine in cui il ritmo, man mano, si fa sempre più serrato. Così un giallo ironico e quasi grottesco, dove tra tutti i personaggi gli scrittori sono quelli che ne escono un po’ più ammaccati degli altri soprattutto nell’orgoglio, si rivela un concentrato di suspense degno di un maestro del genere. Coprotagonisti della storia e guest-star d’eccezione: Biondillo, Camilleri, Canciani Carlotto, Carofiglio, Colaprico, Faletti, Fois, Lucarelli, Oliva, Pinketts, Roversi, Vallorani,. E ancora Connelly, Crais, Deaver, George, Lansdale, Mankell, Perry, Rendell, Taibo II, Vargas. E Stefano Bartezzaghi. Una lettera di Tecla Dozio apre il libro, una nota di Gurrado lo chiude. Uscito alla chetichella nel 2009, il romanzo è un felice tentativo di rendere più ironica la scelta di Tecla di chiudersi una porta alle spalle per concedersi un po’ di meritato riposo anche dalle grane che un’attività come la sua ha dovuto superare in quasi ventiquattro anni di laboriosa vita.
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Mariella
Radaelli Chi
ha ucciso la Libreria del Giallo? La Libreria del Giallo ha chiuso definitivamente i battenti, come sappiamo, lo scorso 31 marzo. Dopo molte traversie, per un canone d’affitto insostenibile. E dopo ventiquattro anni di fervente attività guidata dalla combattiva Tecla Dozio, la sua anima, che negli anni ha coltivato l’amicizia dei maggiori giallisti italiani e stranieri. La sua libreria di via Peschiera è diventata il centro di riferimento a livello nazionale per gli amanti del genere. Quasi presagisse la sua chiusura, Lello Gurrado (nato a Bari nel ’43, cresciuto a Milano), che ha alle spalle oltre quarant’anni di giornalismo (e numerosi libri più legati alla cronaca, tra cui «Nomination», un atto d’accusa contro i reality), ha ambientato il suo primo thriller proprio nel regno della Dozio, che nel libro «Assassinio in libreria» (Marcos y Marcos) diventa anche la vittima: viene uccisa, avvelenata tra quelle mura con una dose letale di cianuro. L’omicidio avviene durante la festa per il decimo compleanno della libreria, alla presenza di Camilleri, il nostro Pinketts, Lucarelli, Carofiglio, Carlotto, e così via, insomma il gotha del giallo made in Italy. La morte di Tecla è immediata. Che fare? In libreria dal 30, il libro di Gurrado inaugura una nuova collana della Marcos y Marcos. Gurrado,
la Dozio ha definito il suo thriller «delizioso». Quindi non se l’è
presa?
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Ma
c’è anche una componente simbolica innegabile: Tecla muore mentre sta
servendo il risotto. Beve da un bicchiere e cade a terra. E la Libreria,
secondo alcuni, è stata assassinata. La
reazione dei giallisti italiani? Ma
saranno proprio i giallisti italiani a risolvere il caso, non il suo
agente di polizia, Luca Cassano, un omaggio al calciatore del Bari, la
sua squadra del cuore. Tra
di loro, chi è il più provato per la morte di Tecla? Nel
libro c’è anche molta Milano. Sappiamo che l’assassino lavora come
bibliotecario alla Sormani. La sua storia è molto interessante. |
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Igor
Traboni Può
un libro parlare… dei libri? Certo, e non scopriamo mica l'acqua calda.
Basta riandare ai successi della scorsa stagione di Firmino e de La
sovrana lettrice. Perfino Georges Simenon nel 1956 "sconfinò"
rispetto ai gialli puri, mettendo l'amore per i libri (e anche per la
filatelia) nel suo Il piccolo libraio di Archangelsk, ripubblicato da
Adelphi tre anni fa. Ma sugli scaffali arrivano ora due libri che
affrontano l'argomento in maniera assai diversa tra loro, eppure
complementare: Assassinio in libreria di Lello Gurrado (Marcos y marcos
editore, euro 12) e I fantasmi delle biblioteche di Jacques Bonnet
(Sellerio, euro 12). Provate a leggerli uno dietro l'altro, ma soprattutto
contemporaneamente, e vi renderete conto che la bibliomania può anche
condurre nell'inferno del bibliofilo, secondo il titolo di un delizioso
volumetto di Charles Asselineau pubblicato nel 1993 dalla Biblioteca del
Vascello.
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Ma Tecla ha previsto anche l'arrivo di
un "trenino" umano, urlante e festante, la vera sorpresa della
serata: i migliori giallisti internazionali, da Deaver a Vargas, da
Connely a Lanndale, che però piombano sulla scena con il cadavere della
signora del giallo già a terra, stecchita dal cianuro. Proveranno anche
loro a trovare l'assassino, muovendosi tra le lentezze della
magistratura di casa nostra (qui l'atto d'accusa non è dei più teneri)
e i colleghi italiani che invece, più sornioni, arriveranno a dipanare
la matassa, grazie a un'intuizione di Camilleri e a un colpo di genio di
un altro personaggio letterario, che naturalmente non sveliamo,
altrimenti che giallo sarebbe? L'amore per i libri e per quello che
rappresentano per tante persone, traspare da ogni pagina. In particolare
nella figura dell'assassino (altra identità che dobbiamo per forza di
cose celare), il meno noto dei personaggi della storia eppure il più
sorprendente. Come quando scova sulle bancarelle quei libri che nessuno
ha mai aperto, con le pagine non ancora tagliate, e allora «chiudeva un
attimo gli occhi, e poi, con forza calibrata, né troppo lieve né
eccessivamente forte, lacerava la carta separando le pagine».
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Nino
Mastrototaro Che bel team d’indagine Le investigazioni
possono contare sulle superstar della letteratura poliziesca: Fred Vargas,
Lucarelli, Faletti e altri ancora aiuteranno un giudice a risolvere il
caso dell’omicidio di una libraia in Assassinio
in libreria di Lello Gurrado (Marcos y Marcos). Un’idea brillante
che propone anche nuovi spunti di conoscenza del mondo dei giallisti, le
loro vanità, paure e intelligenze.
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Assassinio in libreria Siamo nel bel mezzo di una festa nella libreria Sherlockiana. Dopo un brindisi la padrona di casa cade a terra, sotto gli occhi stupefatti degli amici scrittori venuti a festeggiarla. Chi ha ucciso Tecla Dozio con un prosecco al cianuro? Lello Gurrado, giornalista di cronaca nato a Bari, e autore di Assassinio in Libreria, chiama in causa i suoi colleghi di "genere" per risolvere il caso: Pinketts, Biondillo, Faletti, Lucarelli, Camilleri vorrebbero contribuire alle indagini. Ma Fred Vargas, Jeffery Deaver e gli altri divi internazionali dubitano dei metodi della polizia italiana e si intromettono a più non posso. L'assassino, intanto, trama nell'ombra, deciso a pubblicare i suoi romanzi che tutti, a partire da Tecla, hanno sempre respinto. Cosa si inventeranno i più grandi giallisti del mondo a per stanare il colpevole? Questo libro inaugura la MARCOSultra, la nuova collana della casa editrice milanese Marcos y Marcos, che tratta di narrativa italiana estrema, paradossale, sovversiva. Un altro modo di dire giallo.
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Dario
Goffredo Chi
ha ucciso Tecla Dozio? Lello
Gurrado, barese, giornalista di lunga esperienza, ha pubblicato libri di
cronaca, cultura e storia (Mamma eroina, Se ho smesso io, Don Mazzi, un
prete da marciapiede, Gli sdrogati, San Siro, la scala del calcio).
Con il tempo è scivolato verso la
narrativa, e questo romanzo ne è, per ora, la conseguenza più estrema.
Una storia divertente, ambientata nella Libreria del giallo di Milano, la
mitica Sherlockiana che ora purtroppo ha chiuso i battenti, dove un
assassino si aggira tra gli scaffali di libri e tra i migliori giallisti
italiani e del mondo. Questo libro inaugura la collana marcosultra,
narrativa italiana estrema, paradossale, sovversiva abbinata a una nuova
grafica d’artista. Ogni anno le copertine ultra saranno firmate da un
diverso artista italiano emergente, che verrà promosso insieme ai libri.
Il 2009 è l’anno di David Dalla Venezia, pittore veneziano. Come
nasce l’idea di un romanzo con personaggi reali e peraltro famosissimi
come quelli che popolano il tuo libro? Non avevi paura di confrontarti con
dei mostri sacri della letteratura gialla mondiale? Sembra
che tu ti sia divertito molto a giocare a prevedere le reazioni degli
scrittori, come in una sorta di ricerca di plausibilità e verosimiglian-
za di ciò che accade. È stato un po’ come giocare a scac- chi provando
a immaginare le mosse dell’avversiario, o hai trattato i tuoi personaggi
come normali personaggi di un racconto giallo? Seppur
con tutto ciò che comporta la trama insolita che hai scelto di dipanare,
il tuo romanzo rispetta molte delle regole del giallo classico, non ultima
la trovata, molto simpatica ed efficace, di coinvolgere nella storia un
enigmista...
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Come
hai effettuato la scelta dei giallisti che entrano nel tuo romanzo?
Credo di aver capito che per quanto riguarda gli ita- liani sono
effettivamente i migliori amici della Libreria del giallo. È così
anche per gli stranieri o hai seguito un po’ il tuo gusto personale
nello stilare la classifica dei dieci più grandi scrittori di crime
stories del mondo? E se è così non pensi che uno come Ellroy
avrebbe potuto dare un po’ di verve a tutta la situazione? Si
assiste alla rivincita degli autori di casa nostra di fronte alle star
internazionali. Credi che il giallo e il noir italiani abbiano qualcosa
da invidiare a quello per esempio americano o ormai anche i nostri
autori hanno raggiunto una consapevolezza e una maturità tali da non
aver paura dei colleghi stranieri? Il
Daily telegraph nelle sua classifica dei “cinquanta scrittori gialli
da leggere prima di morire” ha incluso Andrea Camilleri, unico tra gli
italiani. Non credi che forse anche qualcun altro avrebbe meritato di
entrare in quella classifica? Ultima
domanda. Un romanzo giallo italiano e uno straniero di cui assolutamente
non si può fare a meno.
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Panorama 7 maggio 2009 Tecla è viva, ma non nel romanzo Si intitola Assassinio in libreria, di Lello Gurrado, il romanzo che inaugura la nuova collana Marcosultra della Marcos y Marcos. L’autore immagina l’assassinio di Tecla Dozio, titolare (viva e vegeta) della Sherlockiana di Milano, libreria che da poco ha chiuso. Esperta di gialli, Dozio ha abbozzato, anche perché a condurre le indagini nel romanzo sono alcuni noti scrittori, fra i quali Andrea Camilleri.
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Dino
Messina Occhio allo scrittore, può essere il colpevole Assassinio in libreria
(Marcos y Marcos) è il secondo romanzo e nono libro di Lello Gurrado,
che nella vita ha sempre fatto il giornalista, anche se per versatilità
e capacità di invenzione è entrato a pieno titolo nella categoria
degli scrittori. Dopo Nomination, provocatoria e cruenta satira
della società dello spettacolo, uscita nel 2006 da Fanucci, Gurrado si
misura con il genere giallo. Una sfida affrontata sul campo che conosce
meglio, Milano, e mettendo in scena in carne ed ossa gli autori del
genere letterario che più ama, chiamati a risolvere il misterioso
assassinio di Tecla Dozio, fondatrice e animatrice della storica
Libreria del giallo che firma una spiritosa e autoironica prefazione, in
cui afferma tra l'altro che questo libro sancisce la sua uscita di scena
da protagonista e non da lettrice. Infatti la sua libreria milanese ha
chiuso i battenti dopo una vita trentennale.
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Mario
Baudino Delitto perfetto Assassinio in
libreria di Lello Gurrado è un delizioso noir, di quelli, rari ma non
rarissimi, ambientati nel mondo dei libri, per l’appunto. Un mondo che
nella realtà è a bassissimo tasso di crimine, anche se forse ad
altissimo livello di pensieri assassini. Dino Messina lo recensisce sul
Corriere della Sera con molto favore, e giustamente. Ma questo libro è
stato anche il protagonista di una curiosa, e non piacevole, coincidenza:
è uscito proprio mentre la Libreria del giallo, quella in cui è
ambientato (la protagonista-vittima del romanzo è Tecla Dozio, anima
della libreria di via Peschiera a Milano, da sempre punto d’incontro
degli amanti del genere) chiudeva i battenti. Anzi, la presentazione del
romanzo (in anteprima qualche tempo fa) è stata anche l’occasione per
la festa d’addio. A pensarci, un delitto perfetto. |
Valerio
Calzolaio Milano. 2008. Alla festa per il decimo anniversario della libreria del giallo di via Peschiera partecipano tutti i grandi autori del genere (notevoli scrittori in assoluto), italiani come Camilleri, Carlotto, Carofiglio, Faletti, Fois, Lucarelli, milanesi come Biondillo, Canciani, Colaprico, Oliva, Pinketts, Roversi, Vallorani,… e dieci immensi stranieri: Connelly, Crais, Deaver, George, Lansdale, Mankell, Perry, Rendell, Taibo II, Vargas. In un attimo Tecla Dozio viene avvelenata e muore. Costernazione. Era cara, vera amica di tanti, mamma zia suocera sorella nonna, editor distributore consigliere correttore presentatore; era brava, l’aveva fondata e gestita (dopo otto anni di esperienza a piazza San Nazaro), resa un palco multimediale unico; era famosa, girovaga per ogni evento noir della penisola; era amata, una figlia, una nipotina, schiere di clienti conoscenti richiedenti; è una mia cara brava famosa amica. L’ha ammazzata Luigi Cerri, uno inventato, come Luca e Angela. Spero che lo prendano. Lo auspica anche il pugliese giornalista Lello Gurrado (“Assassinio in libreria”, Marcos y marcos 2009, pag. 204, euro 12), autore di un delizioso volumetto, introduzione ai nostri tic, in terza varia, con dialoghi competenti ed interludi romanzeschi. I soliti piatti forti: risotto giallo, polpettine al sugo, bonarda. Segnalo la scrittura a pag. 168. Musica d’addio: Milano 2009, Tecla è con noi, la libreria ci manca. Però: www.gialloandco.it.
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Paolo
Gualandris Gurrado e Dozio. Morto che parla Per una volta i
giallisti sono i protagonisti e non gli autori di un noir vestendo i panni
di detective. E la loro mentore, la milanese Tecla Dozio (ben viva e
vegeta) è la vittima. A concepire tutto ciò è stato Lello Gurrado nel
godibilissimo Assassinio in libreria. Lo scrittore questa sera è
l'ospite del 'Giovedì d'autore' che si tiene al gazebo dei Giardini
pubblici di piazza Roma con inizio alle 21.30 ed è organizzato da
giornale, Caffè Letterario di Crema, Ascom, Botteghe del centro e Comune
nell'ambito dei 'Giovedì d'estate'. Con lui sarà presente anche la
vittima: la milanese scopritrice dei più importanti giallisti italiani
che nella 'fiction' libraria viene avvelenata con il cianuro:l'incontro è
uno dei rari casi in cui... è possibile sentire parlare il morto. Quella
di Gurrado è una storia divertente, ambientata nella Libreria del giallo
di Milano, la mitica Sherlockiana che ora purtoppo ha chiuso i battenti,
dove un assassino si aggira tra gli scaffali di libri e tra i migliori
giallisti italiani e del mondo. Questo libro inaugura la collana 'Marcos-ultra',
narrativa italiana estrema, paradossale, sovversiva abbinata a una nuova
grafica d'artista. Ogni anno le copertine ultra saranno firmate da un
diverso artista italiano emergente, che verrà promosso insieme ai libri.
Il 2009 è l'anno di David Dalla Venezia, pittore veneziano.
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Il romanzo comincia con la festa in cui
si compie il delitto. Un party in libreria cui sono invitati i maggiori
giallista italiani, da Andrea Camilleri e Giorgio Faletti, da Gianrico
Carofiglio a Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Andrea G. Pinketts,
Piero Colaprico e Gianni Biondillo. Ma ci sono anche alcuni nomi del
brivido internazionale come Jeffrey Deaver, Michael Connely, Fred Vargas,
Joe R. Lansdale, Paco Ignacio Taibo II. Tutti sono chiamati a una caccia
all'assassino in cui non voglioni sfigurare. Ne nasce una competizione
che non vedrà vincenti né gli uni né gli altri (ci dovrà pensare
l'enigmista Stefano Bartezzaghi) ma in cui rappresentati con humor nei
loro tic da prime donne. |
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Se la chiusura della storica
Libreria del giallo di Milano fosse un romanzo, e non la triste realtà,
sarebbe questo romanzo. Tecla Dozio, da trent’anni anima e cuore della
libreria, è stata avvelenata. Chi è stato? Gli amici indagano. E gli
amici si chiamano Camilleri, Lansdale, Colaprico, Pinketts, Lucarelli. Ma
tra scrivere un giallo e risolverne uno c’è differenza... Paura, eh? Nella storica Libreria del Giallo
c’è una festa in corso. Gli astanti stanno omaggiando il compleanno del
negozio: un ritrovo felice per gli appassionati di libri e per gli amici
storici, tra i quali molti scrittori specializzati in storie nere. Il
fattaccio avviene subito. Una mano ignota colpisce Tecla Dozio, la
proprietaria della libreria. Sgomento generale. |
Riccardo
Sedini Genovanera agosto 2009 Piccolo formato, corporatura snella, copertina accattivante con un signore occhialuto tirato su per un piede a mezz’aria che vuole leggere per forza il librone che sta sfogliando. Visto e preso. Perfetto per gustarmelo tranquillamente nel mio solito posto. In seconda di copertina il nocciolo della questione con la Tecla Dozio (a cui va un saluto riconoscente) della mitica libreria Sherlockiana di Milano a tirare il calzino per un prosecco al cianuro, circondata dal fior fiore della intellighenzia giallistica italiana: Camilleri, Faletti, Lucarelli e via e via e via. I migliori dieci giallisti del mondo, di cui non vi dico il nome, arriveranno dopo. Non è la prima volta che qualcuno spicca il volo contro la sua volontà dal globo terracqueo in una libreria ma insomma vediamo cosa ti inventa il nostro Lello. Intanto l’assassino è uno che scrive gialli. Una caterva di gialli (ventitré) che porta avanti tutti insieme con amore filiale. Per un verso o l’altro non vengono pubblicati e dunque ce l’ha con il mondo intero. Più specificamente con gli editori, gli agenti letterari e i librai. Suo piano divenire famoso per l’uccisione di Tecla, trovare uno pseudonimo, farsi pubblicare e pagare senza uscire allo scoperto (mica semplice…). Classico incontro con la bella giornalista di turno (in un giallo che si rispetti c’è sempre), pedina importante per la soluzione finale. Chi lo deve beccare il sostituto procuratore Luca Cassano (non male) e il commissario Antonio Spadavecchia. Ma i nostri eroi (leggi scrittori italiani, quelli stranieri lo vorrebbero fare ma ne sono impediti) mica stanno con le mani in mano. Indagano prendendo le sembianze dei loro personaggi. Camilleri intuisce ma a risolvere il problema l’enigmista scrittore Stefano Bartezzaghi con grave scorno dei giallisti. Inizio interessante, e poi… e poi viene fuori una certa ingenuità narrativa. Sia nella struttura che in qualche aspetto psicologico magari forzato per osservazioni forzate. Pure scontate come il solito discorso sulla giustizia o il paragone fra la polizia italiana e quella americana. Buona intenzione, tante promesse non tutte mantenute. Prosa agile, ironica, vogliosa di convincere. Un libro in cui trovo una grande passione, praticamente un omaggio a Tecla e a tanti illustri scrittori che l’autore ha amato e ama tutt’ora. |
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Emiliano
Bezzon L'ottagono ottobre 2009 È sicuramente il più giallo dei gialli ed è il
più milanese di quelli ambientati a Milano, se fosse un piatto non
potrebbe che essere un risotto allo zafferano. La location è via
Peschiera, una piccola e poco frequentata strada ai margini dell'Arco
della Pace, dove, fino a qualche mese fa, era aperta la libreria del
Giallo. |