LEllo GURRADO

Assassinio in libreria

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Federica Marchetti,
ilgattonero.it, aprile 2010
Igor Traboni,
Secolo d'Italia, gennaio 2010

Emiliano Bezzon,
L'ottagono, ottobre 2009

Matteo Di Giulio,
Insolito.net, ottobre 2009
Riccardo Sedini, Genovanera, agosto 2009

QuiTouring, agosto 2009
Paolo Gualandris,
La provincia, luglio 2009
Valerio Calzolaio,
Il salvagente, giugno 2009
Mario Baudino, La stampa, giugno 2009
Dino Messina, Corriere della sera, giugno 2009
Panorama, maggio 2009
Dario Goffredo, coolclub.it, maggio 2009
donnaD.it, maggio 2009
Nino Mastrototaro, Flair, maggio 2009
DNews Milano, maggio 2009
Il giornale, aprile 2009
Mariella Redaelli, Il Giorno, aprile 2009

 

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Radio Onda d'urto, doppia intervista
a Lello Gurrado e Tecla Dozio
 

Federica Marchetti
ilgattonero.it

aprile 2010

Nel suo romanzo Assassinio in libreria, l’autore Lello Gurrado ci ha raccontato una storia immaginaria con persone, però, non solo realmente esistenti ma tuttora vive e vegete. Alla vigilia della chiusura della storica Libreria del Giallo di Milano, Gurrado ha deciso di regalare a Tecla Dozio, la proprietaria, sua amica, un ruolo da protagonista facendole vestire i panni della vittima. Proprio così, anche perché il vero protagonista di ogni romanzo poliziesco è, in fin dei conti, l’assassinato. Tutti parlano di lui, dalla prima all’ultima pagina: si scava nella sua vita, si studiano le sue abitudini, si analizzano le amicizie e le frequentazioni, vengono messi a setaccio l’abitazione, l’ufficio (se ne ha uno), si fanno ipotesi, congetture, ogni indizio viene osservato al microscopio, per non parlare del corpo sul quale viene effettuato l’esame autoptico. Chi è più protagonista del povero soggetto ammazzato? Così Tecla viene trasformata in vittima proprio nel suo regno, nella libreria milanese storico centro di incontri e discussioni sul giallo e dintorni.
Fin dall’inizio il lettore sa chi è l’assassino che spiega come e perché commette l’omicidio; vede i movimenti degli inquirenti e, in questo caso, segue le indagini che coinvolgono, fin dall’inizio, i maggiori giallisti italiani e anche alcuni dei più famosi scrittori di romanzi polizieschi del mondo.

 





È un giallo nel giallo: ambientato tra giallisti e giallofili, pur rendendo omaggio al genere e ai suoi estimatori, prende anche un po’ in giro gli stessi scrittori e allo stesso tempo l’immaginario collettivo dei lettori, celebrando il tutto nel tempio milanese del giallo. Anche sulla polizia viene steso un sottile un velo di ironia che talvolta raddolcisce i toni mentre altre volte li indurisce.
Le indagini diventano serrate quando una giornalista, all’inizio quasi anonima presenza, viene soggiogata dall’assassino che, pur di giungere al suo scopo finale, si spinge oltre ogni limite. Il coinvolgimento della ragazza si rivela fatale fino alle ultime pagine in cui il ritmo, man mano, si fa sempre più serrato. Così un giallo ironico e quasi grottesco, dove tra tutti i
personaggi gli scrittori sono quelli che ne escono un po’ più ammaccati degli altri soprattutto nell’orgoglio, si rivela un concentrato di suspense degno di un maestro del genere. 
Coprotagonisti della storia e guest-star d’eccezione: Biondillo, Camilleri, Canciani Carlotto, Carofiglio, Colaprico, Faletti, Fois, Lucarelli, Oliva, Pinketts, Roversi, Vallorani,. E ancora Connelly, Crais, Deaver, George, Lansdale, Mankell, Perry, Rendell, Taibo II, Vargas. E Stefano Bartezzaghi. Una lettera di Tecla Dozio apre il libro, una nota di Gurrado lo chiude.
Uscito alla chetichella nel 2009, il romanzo è un felice tentativo di rendere più ironica la scelta di Tecla di chiudersi una porta alle spalle per concedersi un po’ di meritato riposo anche dalle grane che un’attività come la sua ha dovuto superare in quasi ventiquattro anni di laboriosa vita.

 

 

Mariella Radaelli
Il Giorno
10 aprile 2009

Chi ha ucciso la Libreria del Giallo?
Nel primo thriller di Gurrado la proprietaria Tecla Dozio avvelenata col cianuro

La Libreria del Giallo ha chiuso definitivamente i battenti, come sappiamo, lo scorso 31 marzo. Dopo molte traversie, per un canone d’affitto insostenibile. E dopo ventiquattro anni di fervente attività guidata dalla combattiva Tecla Dozio, la sua anima, che negli anni ha coltivato l’amicizia dei maggiori giallisti italiani e stranieri. La sua libreria di via Peschiera è diventata il centro di riferimento a livello nazionale per gli amanti del genere. Quasi presagisse la sua chiusura, Lello Gurrado (nato a Bari nel ’43, cresciuto a Milano), che ha alle spalle oltre quarant’anni di giornalismo (e numerosi libri più legati alla cronaca, tra cui «Nomination», un atto d’accusa contro i reality), ha ambientato il suo primo thriller proprio nel regno della Dozio, che nel libro «Assassinio in libreria» (Marcos y Marcos) diventa anche la vittima: viene uccisa, avvelenata tra quelle mura con una dose letale di cianuro. L’omicidio avviene durante la festa per il decimo compleanno della libreria, alla presenza di Camilleri, il nostro Pinketts, Lucarelli, Carofiglio, Carlotto, e così via, insomma il gotha del giallo made in Italy. La morte di Tecla è immediata. Che fare? In libreria dal 30, il libro di Gurrado inaugura una nuova collana della Marcos y Marcos.

Gurrado, la Dozio ha definito il suo thriller «delizioso». Quindi non se l’è presa?
Assolutamente no. Mi ha solo detto: ma perché mi fai uccidere? Io le ho risposto che era per allungarle la vita. La sua libreria ha chiuso, ma la sua attività di grande talent-scout di giallisti continua alla grande, in quanto dirige un’importante collana editoriale interamente improntata al genere, edita da Todaro.

 



 

Ma c’è anche una componente simbolica innegabile: Tecla muore mentre sta servendo il risotto. Beve da un bicchiere e cade a terra. E la Libreria, secondo alcuni, è stata assassinata.
Il risotto è il suo piatto preferito. Ho cercato di ricreare le atmosfere che si respiravano durante i party della libreria. I giallisti italiani e gli aficionados stanno aspettando l’arrivo dei grandi giallisti stranieri: Deaver, Lansdale, la Vargas, la Rendell, la George. Ma quando i “miti” arrivano, subiscono uno shock. E verrà fuori che non si fidano del modo di investigare all’italiana, perché dicono che noi abbiamo ancora molti casi irrisolti, e citano il caso di Garlasco e quello di Perugia.

La reazione dei giallisti italiani?
Si crea una sorta di battaglia. I nostri dicono a Deaver: andatevene a casa vostra, voi che avete serial killer e sterminatori di massa dappertutto.

Ma saranno proprio i giallisti italiani a risolvere il caso, non il suo agente di polizia, Luca Cassano, un omaggio al calciatore del Bari, la sua squadra del cuore.
È così. Il mio detective è poco dinamico. Appassionato d’arte, nel suo mestiere non è una cima. È lui che chiama in aiuto Camilleri, che avrà l’intuizione giusta. Si seguirà la pista del Grande Vecchio. È come se, in questo thriller, avessi voluto sfidare i giallisti milanesi, metterli alla prova. In generale, si sentono un po’ delle menti superiori, onnipotenti.

Tra di loro, chi è il più provato per la morte di Tecla?
Pinketts, il più generoso. È lui che partecipa di più alla sua morte, emotivamente parlando.

Nel libro c’è anche molta Milano. Sappiamo che l’assassino lavora come bibliotecario alla Sormani. La sua storia è molto interessante.
Sì, la Milano sempre più spenta che conosciamo. E che non ha fatto nulla per salvare la libreria di Tecla, e di tutti noi.

Igor Traboni
Secolo d'Italia
10 gennaio
2010

L'amore per i libri (dentro i libri...) non tramonta mai

Può un libro parlare… dei libri? Certo, e non scopriamo mica l'acqua calda. Basta riandare ai successi della scorsa stagione di Firmino e de La sovrana lettrice. Perfino Georges Simenon nel 1956 "sconfinò" rispetto ai gialli puri, mettendo l'amore per i libri (e anche per la filatelia) nel suo Il piccolo libraio di Archangelsk, ripubblicato da Adelphi tre anni fa. Ma sugli scaffali arrivano ora due libri che affrontano l'argomento in maniera assai diversa tra loro, eppure complementare: Assassinio in libreria di Lello Gurrado (Marcos y marcos editore, euro 12) e I fantasmi delle biblioteche di Jacques Bonnet (Sellerio, euro 12). Provate a leggerli uno dietro l'altro, ma soprattutto contemporaneamente, e vi renderete conto che la bibliomania può anche condurre nell'inferno del bibliofilo, secondo il titolo di un delizioso volumetto di Charles Asselineau pubblicato nel 1993 dalla Biblioteca del Vascello.
Quello di Gurrado è un giallo, in piena regola, con tanto di suspence non solo finale, e non ha nulla da invidiare a molti dei più conclamati e venduti successi del genere. Solo che Gurrado, giornalista barese che a febbraio uscirà con un nuovo libro sempre da Marcos y marcos, ha dalla sua una voce narrativa fluida, per niente leziosa. E una bella storia, "vera" nel senso dei personaggi che la sua penna tratteggia: siamo a Milano e, durante la serata conviviale per dare l'addio nella maniera meno triste possibile alla Libreria del giallo che chiude i battenti, viene avvelenata Tecla Dozio, la simpatica proprietaria di questo tempio del giallo. Un po' di cianuro nel bicchiere, mentre attorno si muovono i vari Camilleri, Carlotto, Faletti, Lucarelli, Carofiglio… insomma, il gotha del giallo italico. 

 




Ma Tecla ha previsto anche l'arrivo di un "trenino" umano, urlante e festante, la vera sorpresa della serata: i migliori giallisti internazionali, da Deaver a Vargas, da Connely a Lanndale, che però piombano sulla scena con il cadavere della signora del giallo già a terra, stecchita dal cianuro. Proveranno anche loro a trovare l'assassino, muovendosi tra le lentezze della magistratura di casa nostra (qui l'atto d'accusa non è dei più teneri) e i colleghi italiani che invece, più sornioni, arriveranno a dipanare la matassa, grazie a un'intuizione di Camilleri e a un colpo di genio di un altro personaggio letterario, che naturalmente non sveliamo, altrimenti che giallo sarebbe? L'amore per i libri e per quello che rappresentano per tante persone, traspare da ogni pagina. In particolare nella figura dell'assassino (altra identità che dobbiamo per forza di cose celare), il meno noto dei personaggi della storia eppure il più sorprendente. Come quando scova sulle bancarelle quei libri che nessuno ha mai aperto, con le pagine non ancora tagliate, e allora «chiudeva un attimo gli occhi, e poi, con forza calibrata, né troppo lieve né eccessivamente forte, lacerava la carta separando le pagine».
Libri che lo fanno innamorare più di una donna perché, rispetto a queste, «erano generosi e docili, si concedevano senza chiedere nulla in cambio se non una generica cura». Il thriller di Gurrado ha l'altro merito di scoperchiare un po' il vaso delle piccole gelosie tra i giallisti, italiani e no, nonché di certi meccanismi della macchina editoriale a tutte le latitudini, ma la vera cifra sta proprio nell'amore per i libri. Che può portare anche a uccidere, anche se per fortuna la signora Tecla sta benissimo, come lei stessa amabilmente racconta nella prefazione e come Gurrado rimarca nella postfazione, in un ping-pong di poche paginette che da sole valgono più di altre mille di certi gialli-polpettoni…

 

Nino Mastrototaro
Flair
maggio 2009

Che bel team d’indagine

Le investigazioni possono contare sulle superstar della letteratura poliziesca: Fred Vargas, Lucarelli, Faletti e altri ancora aiuteranno un giudice a risolvere il caso dell’omicidio di una libraia in Assassinio in libreria di Lello Gurrado (Marcos y Marcos). Un’idea brillante che propone anche nuovi spunti di conoscenza del mondo dei giallisti, le loro vanità, paure e intelligenze.
Questo romanzo si distingue anche per la copertina: è la prima di una serie che la Marcos y Marcos affiderà di anno in anno ad artisti diversi. Il 2009 spetta a David Dalla Venezia.

 


donnaD.it
maggio 2009

Assassinio in libreria
Nel bel mezzo di una festa Sherlockiana, la padrona di casa viene uccisa con un brindisi di prosecco al cianuro. Chi è stato ad ucciderla?

Siamo nel bel mezzo di una festa nella libreria Sherlockiana. Dopo un brindisi la padrona di casa cade a terra, sotto gli occhi stupefatti degli amici scrittori venuti a festeggiarla. Chi ha ucciso Tecla Dozio con un prosecco al cianuro? Lello Gurrado, giornalista di cronaca nato a Bari, e autore di Assassinio in Libreria, chiama in causa i suoi colleghi di "genere" per risolvere il caso: Pinketts, Biondillo, Faletti, Lucarelli, Camilleri vorrebbero contribuire alle indagini. Ma Fred Vargas, Jeffery Deaver e gli altri divi internazionali dubitano dei metodi della polizia italiana e si intromettono a più non posso. L'assassino, intanto, trama nell'ombra, deciso a pubblicare i suoi romanzi che tutti, a partire da Tecla, hanno sempre respinto. Cosa si inventeranno i più grandi giallisti del mondo a per stanare il colpevole? Questo libro inaugura la MARCOSultra, la nuova collana della casa editrice milanese Marcos y Marcos, che tratta di narrativa italiana estrema, paradossale, sovversiva. Un altro modo di dire giallo.

 

Dario Goffredo
Coolclub.it
maggio 2009

Chi ha ucciso Tecla Dozio?
L’autore di Assassinio in libreria, atipica crime story italiana, ci racconta come è nato il suo libro

Lello Gurrado, barese, giornalista di lunga esperienza, ha pubblicato libri di cronaca, cultura e storia (Mamma eroina, Se ho smesso io, Don Mazzi, un prete da marciapiede, Gli sdrogati, San Siro, la scala del calcio). Con il tempo è scivolato verso la narrativa, e questo romanzo ne è, per ora, la conseguenza più estrema. Una storia divertente, ambientata nella Libreria del giallo di Milano, la mitica Sherlockiana che ora purtroppo ha chiuso i battenti, dove un assassino si aggira tra gli scaffali di libri e tra i migliori giallisti italiani e del mondo. Questo libro inaugura la collana marcosultra, narrativa italiana estrema, paradossale, sovversiva abbinata a una nuova grafica d’artista. Ogni anno le copertine ultra saranno firmate da un diverso artista italiano emergente, che verrà promosso insieme ai libri. Il 2009 è l’anno di David Dalla Venezia, pittore veneziano.
Con Gurrado abbiamo scambiato due chiacchiere divagando sul mondo del giallo.

Come nasce l’idea di un romanzo con personaggi reali e peraltro famosissimi come quelli che popolano il tuo libro? Non avevi paura di confrontarti con dei mostri sacri della letteratura gialla mondiale?
Ho voluto scrivere una storia credibile, con luoghi reali e personaggi veri. Non ho scelto gli scrittori famosi per confrontarmi con loro, ma
semplicemente per rendere più plausibile la vicenda. Per capirci, se avessi scritto un romanzo sul calcio avrei messo tra i protagonisti Buffon, Totti, Del Piero, Cassano, Mourinho... Se l’avessi fatto sul cinema avrei scomodato la Bellucci, Scamarcio, Brad Pitt, Angelina Jolie.

Sembra che tu ti sia divertito molto a giocare a prevedere le reazioni degli scrittori, come in una sorta di ricerca di plausibilità e verosimiglian- za di ciò che accade. È stato un po’ come giocare a scac- chi provando a immaginare le mosse dell’avversiario, o hai trattato i tuoi personaggi come normali personaggi di un racconto giallo?
Il mio intento iniziale era quello di trattare Camilleri e compagni come normali personaggi all’interno della storia, ma è vero che, nell’evol-versi della storia, ho subito la loro personalità e mi sono sforzato di intuire quali sarebbero state le loro mosse se la vicenda fosse stata vera. È comunque vero che mi sono divertito.

Seppur con tutto ciò che comporta la trama insolita che hai scelto di dipanare, il tuo romanzo rispetta molte delle regole del giallo classico, non ultima la trovata, molto simpatica ed efficace, di coinvolgere nella storia un enigmista...
Il giallista ha l’obbligo di rispettare certe regole, ovviamente non scritte, ma essenziali. Tra queste concedere al lettore la possibilità di risolvere il caso. Altrimenti la sfida scritttore-lettore sarebbe impari. L’ho fatto anch’io, anche se in modo “enigmatico”.

 


 
 

Come hai effettuato la scelta dei giallisti che entrano nel tuo romanzo? Credo di aver capito che per quanto riguarda gli ita- liani sono effettivamente i migliori amici della Libreria del giallo. È così anche per gli stranieri o hai seguito un po’ il tuo gusto personale nello stilare la classifica dei dieci più grandi scrittori di crime stories del mondo? E se è così non pensi che uno come Ellroy avrebbe potuto dare un po’ di verve a tutta la situazione?
Hai capito bene. I giallisti italiani sono effettivamente quelli più legati alla Libreria del giallo e a Tecla Dozio. Per quanto riguarda gli stra
nieri, anche per loro ho fatto un’operazione “pro veritate”. Tutti quelli citati sono realmente stati nella libreria di Tecla Dozio e sono suoi amici. Per capirci meglio: avrei voluto inse- rire anche Patrizia Cornwell, ma Tecla Dozio mi ha chiesto di non farlo perché non la conosceva per- sonalmente (e non la ama, come scrittrice...). Ellroy? Avrebbe dato verve, eccome, ma anche tanti altri, se è per questo.

Si assiste alla rivincita degli autori di casa nostra di fronte alle star internazionali. Credi che il giallo e il noir italiani abbiano qualcosa da invidiare a quello per esempio americano o ormai anche i nostri autori hanno raggiunto una consapevolezza e una maturità tali da non aver paura dei colleghi stranieri?
A mio parere siamo ancora indietro. Non soltanto agli americani e agli inglesi, tradizionali leader del genere, ma anche agli spagnoli, ai francesi, ai nordici, vedi la trilogia di “Millennium”, che hanno più inventiva, forse più coraggio di noi.
E attenzione perché si stanno imponendo anche i greci, i turchi, i sudamericani... Credo che dovremmo darci una mossa lasciando indietro gli stereotipi del giallo tradizionale e inventando qualcosa di diverso. Ovviamente in questa operazione è indispensabile la collaborazione degli editori che, invece, spesso hanno meno coraggio degli stessi scrittori.

Il Daily telegraph nelle sua classifica dei “cinquanta scrittori gialli da leggere prima di morire” ha incluso Andrea Camilleri, unico tra gli italiani. Non credi che forse anche qualcun altro avrebbe meritato di entrare in quella classifica?
Beh, se prima di morire un lettore del Daily Telegraph leggesse Il nome della rosa di Eco o Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Gadda potrebbe forse morire più contento.

Ultima domanda. Un romanzo giallo italiano e uno straniero di cui assolutamente non si può fare a meno.
Quelli italiani li ho appena citati. Per gli stranieri: tra i classici l’inarrivabile Dieci piccoli indiani di Agatha Cristie, tra i contemporanei uno qualsiasi di Fred Vargas, forse L’uomo a rovescio.

 


Panorama
7 maggio 2009

Tecla è viva, ma non nel romanzo

Si intitola Assassinio in libreria, di Lello Gurrado, il romanzo che inaugura la nuova collana Marcosultra della Marcos y Marcos. L’autore immagina l’assassinio di Tecla Dozio, titolare (viva e vegeta) della Sherlockiana di Milano, libreria che da poco ha chiuso. Esperta di gialli, Dozio ha abbozzato, anche perché a condurre le indagini nel romanzo sono alcuni noti scrittori, fra i quali Andrea Camilleri.

 

Dino Messina
Corriere della sera
4 giugno 2009

Occhio allo scrittore, può essere il colpevole

Assassinio in libreria (Marcos y Marcos) è il secondo romanzo e nono libro di Lello Gurrado, che nella vita ha sempre fatto il giornalista, anche se per versatilità e capacità di invenzione è entrato a pieno titolo nella categoria degli scrittori. Dopo Nomination, provocatoria e cruenta satira della società dello spettacolo, uscita nel 2006 da Fanucci, Gurrado si misura con il genere giallo. Una sfida affrontata sul campo che conosce meglio, Milano, e mettendo in scena in carne ed ossa gli autori del genere letterario che più ama, chiamati a risolvere il misterioso assassinio di Tecla Dozio, fondatrice e animatrice della storica Libreria del giallo che firma una spiritosa e autoironica prefazione, in cui afferma tra l'altro che questo libro sancisce la sua uscita di scena da protagonista e non da lettrice. Infatti la sua libreria milanese ha chiuso i battenti dopo una vita trentennale.
Il romanzo comincia con la festa in cui si compie il delitto. Un party in libreria cui sono invitati i maggiori giallisti italiani, da Andrea Camilleri e Giorgio Faletti, da Gianrico Carofiglio a Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Andrea Pinketts, Piero Colaprico e Gianni Biondillo. Ma ci cono anche alcuni nomi del brivido internazionale come Jeffrey Deaver, Michael Connely, Fred Vargas, Joe R. Lansdale, Paco Ignacio Taibo II. Chiamati tutti a una caccia all'assassino in cui non vogliono sfigurare. Qui possiamo dire che non saranno i giallisti, rappresentati con humor nei loro tic da prime donne, a risolvere il caso, lo farà un altro specialista esperto di parole, Stefano Bartezzaghi. Possiamo inoltre svelare che anche l'assassino vive nell'illusorio ambiente letterario, da cui ha assorbito la sua peggiore qualità: l'invidia.

 

Mario Baudino
La stampa
5 giugno 2009

Delitto perfetto

Assassinio in libreria di Lello Gurrado è un delizioso noir, di quelli, rari ma non rarissimi, ambientati nel mondo dei libri, per l’appunto. Un mondo che nella realtà è a bassissimo tasso di crimine, anche se forse ad altissimo livello di pensieri assassini. Dino Messina lo recensisce sul Corriere della Sera con molto favore, e giustamente. Ma questo libro è stato anche il protagonista di una curiosa, e non piacevole, coincidenza: è uscito proprio mentre la Libreria del giallo, quella in cui è ambientato (la protagonista-vittima del romanzo è Tecla Dozio, anima della libreria di via Peschiera a Milano, da sempre punto d’incontro degli amanti del genere) chiudeva i battenti. Anzi, la presentazione del romanzo (in anteprima qualche tempo fa) è stata anche l’occasione per la festa d’addio. A pensarci, un delitto perfetto.
Troppo perfetto.

Valerio Calzolaio
Il salvagente
giugno 2009

Milano. 2008. Alla festa per il decimo anniversario della libreria del giallo di via Peschiera partecipano tutti i grandi autori del genere (notevoli scrittori in assoluto), italiani come Camilleri, Carlotto, Carofiglio, Faletti, Fois, Lucarelli, milanesi come Biondillo, Canciani, Colaprico, Oliva, Pinketts, Roversi, Vallorani,… e dieci immensi stranieri: Connelly, Crais, Deaver, George, Lansdale, Mankell, Perry, Rendell, Taibo II, Vargas. In un attimo Tecla Dozio viene avvelenata e muore. Costernazione. Era cara, vera amica di tanti, mamma zia suocera sorella nonna, editor distributore consigliere correttore presentatore; era brava, l’aveva fondata e gestita (dopo otto anni di esperienza a piazza San Nazaro), resa un palco multimediale unico; era famosa, girovaga per ogni evento noir della penisola; era amata, una figlia, una nipotina, schiere di clienti conoscenti richiedenti; è una mia cara brava famosa amica. L’ha ammazzata Luigi Cerri, uno inventato, come Luca e Angela. Spero che lo prendano. Lo auspica anche il pugliese giornalista Lello Gurrado (“Assassinio in libreria”, Marcos y marcos 2009, pag. 204, euro 12), autore di un delizioso volumetto, introduzione ai nostri tic, in terza varia, con dialoghi competenti ed interludi romanzeschi. I soliti piatti forti: risotto giallo, polpettine al sugo, bonarda. Segnalo la scrittura a pag. 168. Musica d’addio: Milano 2009, Tecla è con noi, la libreria ci manca. Però: www.gialloandco.it.

 

Paolo Gualandris
La provincia
16 luglio 2009

Gurrado e Dozio. Morto che parla

Per una volta i giallisti sono i protagonisti e non gli autori di un noir vestendo i panni di detective. E la loro mentore, la milanese Tecla Dozio (ben viva e vegeta) è la vittima. A concepire tutto ciò è stato Lello Gurrado nel godibilissimo Assassinio in libreria. Lo scrittore questa sera è l'ospite del 'Giovedì d'autore' che si tiene al gazebo dei Giardini pubblici di piazza Roma con inizio alle 21.30 ed è organizzato da giornale, Caffè Letterario di Crema, Ascom, Botteghe del centro e Comune nell'ambito dei 'Giovedì d'estate'. Con lui sarà presente anche la vittima: la milanese scopritrice dei più importanti giallisti italiani che nella 'fiction' libraria viene avvelenata con il cianuro:l'incontro è uno dei rari casi in cui... è possibile sentire parlare il morto. Quella di Gurrado è una storia divertente, ambientata nella Libreria del giallo di Milano, la mitica Sherlockiana che ora purtoppo ha chiuso i battenti, dove un assassino si aggira tra gli scaffali di libri e tra i migliori giallisti italiani e del mondo. Questo libro inaugura la collana 'Marcos-ultra', narrativa italiana estrema, paradossale, sovversiva abbinata a una nuova grafica d'artista. Ogni anno le copertine ultra saranno firmate da un diverso artista italiano emergente, che verrà promosso insieme ai libri. Il 2009 è l'anno di David Dalla Venezia, pittore veneziano.
Tecla Dozio ha definito il thriller «delizioso». Quindi non se l'è presa. Spiega ridendo Gurrado:«Assolutamente no. Mi ha solo detto: ma perché mi fai uccidere? Io le ho risposto che era per allungarle la vita. La sua libreria ha chiuso, ma la sua attività di grande talent-scout di giallisti continua alla grande, in quanto dirige un'importante collana editoriale interamente improntata al genere, edita da Todaro»

 

 
 
 

Il romanzo comincia con la festa in cui si compie il delitto. Un party in libreria cui sono invitati i maggiori giallista italiani, da Andrea Camilleri e Giorgio Faletti, da Gianrico Carofiglio a Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Andrea G. Pinketts, Piero Colaprico e Gianni Biondillo. Ma ci sono anche alcuni nomi del brivido internazionale come Jeffrey Deaver, Michael Connely, Fred Vargas, Joe R. Lansdale, Paco Ignacio Taibo II. Tutti sono chiamati a una caccia all'assassino in cui non voglioni sfigurare. Ne nasce una competizione che non vedrà vincenti né gli uni né gli altri (ci dovrà pensare l'enigmista Stefano Bartezzaghi) ma in cui rappresentati con humor nei loro tic da prime donne.
Naturalmente non manca l'investigatore ufficiale che Gurrado ha voluto così: «Luca Cassano, un omaggio al calciatore di Bari, la mia squadra del cuore. Il mio detective è poco dinamico. Appassionato d'arte, nel suo mestiere non è una cima. È lui che chiama in aiuto Camilleri, l'uomo che avrà l'intuizione giusta. Si seguirà la pista del Grande Vecchio. È come se, in questo thriller, avessi voluto sfidare i giallisti milanesi, metterli alla prova. In generale, si sentono un po' delle menti superiori, onnipotenti».
Gurrado è nato a Bari. Forte della sua esperienza di giornalista di lungo corso, ha pubblicato libri di cronaca, cultura e storia ('Mamma eroina', 'Se ho smesso io', 'Don Mazzi, un prete da marciapiede', 'Gli sdrogati', 'San Siro, la scala del calcio'). Con il tempo - come dice di sè -, è «scivolato verso la narrativa, e questo romanzo ne è, per ora, la conseguenza più estrema».

 
QuiTouring
agosto 2009

Se la chiusura della storica Libreria del giallo di Milano fosse un romanzo, e non la triste realtà, sarebbe questo romanzo. Tecla Dozio, da trent’anni anima e cuore della libreria, è stata avvelenata. Chi è stato? Gli amici indagano. E gli amici si chiamano Camilleri, Lansdale, Colaprico, Pinketts, Lucarelli. Ma tra scrivere un giallo e risolverne uno c’è differenza... Paura, eh?


Matteo Di Giulio

Insolito.net
agosto 2009

Nella storica Libreria del Giallo c’è una festa in corso. Gli astanti stanno omaggiando il compleanno del negozio: un ritrovo felice per gli appassionati di libri e per gli amici storici, tra i quali molti scrittori specializzati in storie nere. Il fattaccio avviene subito. Una mano ignota colpisce Tecla Dozio, la proprietaria della libreria. Sgomento generale.
Perché mai qualcuno avrebbe dovuto volerla morta? Interviene un commissario e gli scrittori, italiani e stranieri, si offrono di aiutarlo nelle indagini.
"Assassinio in libreria" è un instant book più che un giallo. Un libro di costume che, malaugaratamente, cade nel periodo in cui, paradossalmente, la morte ha davvero toccato un luogo magico per gli amanti milanesi del giallo. La storica libreria di via Peschiera, dietro l’Arco della Pace, ha infatti chiuso i battenti poco dopo l’uscita del libro, presentato guarda caso proprio il giorno della festa d’addio alle danze del luogo culto.
Lello Gurrado è un autore attento alle tendenze e al sociale. Lo dimostrano i suoi precedenti lavori, a metà tra fiction e giornalismo, e il suo curriculum. L’arma da taglio in suo possesso è, anche questa volta, l’ironia. Se con "Nomination" (Fanucci) sbeffeggiava l’irrealtà dei reality show, con questo nuovo romanzo breve si insinua in un sentimento diffuso, prendendo di mira l’ottusità di chi non sappia coniugare la cultura con il senso tutto moderno di una città asettica come Milano. Il suo operato finisce per essere apologia, agiografia e insieme anche epitaffio. La Libreria del Giallo è ormai chiusa, la sua ispiratrice si è momentaneamente ritirata a vita privata, c’è un vuoto incolmabile e poche speranze di riempirlo.
Ma è anche prosa graffiante, satirica, saporita di odori e umori differenti. Chi abbia mai vissuto anche solo un’ora nel luogo celebrato potrà ritrovare in "Assassinio in libreria" alcune delle emozioni che realmente erano di casa. Chi voglia ricordarne, per traslazione altrui, la grandezza, potrà assaggiarne un vago gusto malinconico. Gli scrittori amici, da Camilleri a Lansdale, da Pinketts a Biondillo, rideranno leggendo i loro ritratti, non sempre per forza favorevoli.
Rimane la domanda chiave: perché un’operazione del genere? Atto d’amore o furbata che specula su un fenomeno che, per quanto di nicchia, ha un suo seguito fedele? La superficialità di alcune pagine rischia di oscurare con un dubbio maligno quanto di buono la penna di Gurrado riesce a distillare. E allora, alla fine, a tarallucci e vino, è giusto festeggiare la leggerezza di chi è sotto i riflettori, non l’idea. In questo senso l’operazione può sicuramente dirsi riuscita.

Riccardo Sedini
Genovanera
agosto 2009

Piccolo formato, corporatura snella, copertina accattivante con un signore occhialuto tirato su per un piede a mezz’aria che vuole leggere per forza il librone che sta sfogliando. Visto e preso. Perfetto per gustarmelo tranquillamente nel mio solito posto. In seconda di copertina il nocciolo della questione con la Tecla Dozio (a cui va un saluto riconoscente) della mitica libreria Sherlockiana di Milano a tirare il calzino per un prosecco al cianuro, circondata dal fior fiore della intellighenzia giallistica italiana: Camilleri, Faletti, Lucarelli e via e via e via. I migliori dieci giallisti del mondo, di cui non vi dico il nome, arriveranno dopo. Non è la prima volta che qualcuno spicca il volo contro la sua volontà dal globo terracqueo in una libreria ma insomma vediamo cosa ti inventa il nostro Lello. Intanto l’assassino è uno che scrive gialli. Una caterva di gialli (ventitré) che porta avanti tutti insieme con amore filiale. Per un verso o l’altro non vengono pubblicati e dunque ce l’ha con il mondo intero. Più specificamente con gli editori, gli agenti letterari e i librai. Suo piano divenire famoso per l’uccisione di Tecla, trovare uno pseudonimo, farsi pubblicare e pagare senza uscire allo scoperto (mica semplice…). Classico incontro con la bella giornalista di turno (in un giallo che si rispetti c’è sempre), pedina importante per la soluzione finale. Chi lo deve beccare il sostituto procuratore Luca Cassano (non male) e il commissario Antonio Spadavecchia. Ma i nostri eroi (leggi scrittori italiani, quelli stranieri lo vorrebbero fare ma ne sono impediti) mica stanno con le mani in mano. Indagano prendendo le sembianze dei loro personaggi. Camilleri intuisce ma a risolvere il problema l’enigmista scrittore Stefano Bartezzaghi con grave scorno dei giallisti. Inizio interessante, e poi… e poi viene fuori una certa ingenuità narrativa. Sia nella struttura che in qualche aspetto psicologico magari forzato per osservazioni forzate. Pure scontate come il solito discorso sulla giustizia o il paragone fra la polizia italiana e quella americana. Buona intenzione, tante promesse non tutte mantenute. Prosa agile, ironica, vogliosa di convincere. Un libro in cui trovo una grande passione, praticamente un omaggio a Tecla e a tanti illustri scrittori che l’autore ha amato e ama tutt’ora.

Emiliano Bezzon
L'ottagono
ottobre 2009

È sicuramente il più giallo dei gialli ed è il più milanese di quelli ambientati a Milano, se fosse un piatto non potrebbe che essere un risotto allo zafferano. La location è via Peschiera, una piccola e poco frequentata strada ai margini dell'Arco della Pace, dove, fino a qualche mese fa, era aperta la libreria del Giallo.
La vittima è Tecla Dozio, curatrice di diverse collane editoriali e titolare della libreria. Gli investigatori sono i migliori giallisti milanesi e non: Colaprico, Lucarelli, Faletti, Canciani, Camilleri per citarne alcuni, che, a modo loro, cercano di dare una mano al commissario di via Fatebenefratelli incaricato dell'immagine davvero paradossale. Il delitto avviene proprio durante un party nella libreria e l'assassino è un aspirante scrittore un po' sfigato. Niente paura, possiamo dire da subito chi è l'assassino perché da subito viene svelato anche nel libro, mentre il romanzo è il racconto degli espedienti, delle intuizioni e degli stratagemmi messi in atto dalla particolarissima squadra di detectives per arrivare alla soluzione del delitto. Anche gli appassionati del giallo d'Oltralpe non resteranno delusi, perché della partita faranno parte anche Jeffry Deaver, Fred Vargas, Michael Connely e altri ancora.
Da leggere d'un fiato, come si fa con un giallo, gustandosi anche la sottile ironia che lo percorre e la nostalgia vera per la perdita di un riferimento importante per gli amanti del giallo a Milano; l'assassino di Tecla Dozio diventa così la metafora dell'uccisione della Sherlockiana, libreria del giallo milanese, strangolata da regole di mercato che non lasciano molto spazio a che cerca qualcosa in più del profitto nel vendere libri.

Scheda del libro

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