Un miliardo di anni prima della fine del mondo

Archivio rassegna stampa

  • 01Lug2017

    Claudio Marinaccio - Il Mucchio

    Ogni volta che ci approcciamo a iniziare un lavoro nuovo abbiamo sempre un rischio che potrebbe incombere da un momento all’altro: la distrazione. Immaginatevi una torrida Leningrado, dove c’è pochissima gente in giro e dentro un condominio c’è qualcuno che è vicinissimo a fare una delle più importanti ricerche scientifiche del secolo.

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  • 23Mag2017

    Daniele Barbieri - labottegadelbarbieri.org

    L’UNIVERSO OMEOSTATICO MA ANCHE…

    … un reggiseno censurato e «una razza antica e non umana»: gode per «Un miliardo di anni prima della fine del mondo» dei fratelli Strugatzki o se preferite Strugackij

    «Sono fatti stupefacenti?».

    «Ammettiamolo, sono stupefacenti».

    «E tu, caro mio, come fai a spiegare dei fatti stupefacenti senza fare ipotesi stupefacenti?».

    … (*) Quasi a metà del romanzo «Un miliardo di anni prima della fine del mondo» – appena pubblicato da Marcos y Marcos: 224 pagine per 16 euri – i fatti e le ipotesi si stanno ancora cazzotteggiando. Fa caldo a Leningrado: il via vai di scienziati, di uomini dei servizi con facce da Tonton-Macoute e di una donna misteriosa dal collo sexy distrae, a dir poco, Dmitrij Alekseevic Maljanov dalle sue ricerche sullo spazio interstellare, quando è proprio a un passo dalla meta.

    Succede anche ad alcuni colleghi, in tutt’altri campi del sapere, di Maljanov di essere “disturbati” nelle loro ricerche. Forse non è un caso. A certe persone appassionate di fantascienza (a esempio db di Imola) ronza nella testa un vecchio, delizioso racconto – forse di Frederik Pohl? Chi mi dà conferma del ricordo? – dove i grandi convegni sono organizzati per allontanare i ricercatori da indagini pericolose per “i veri padroni della Terra”.

    … Però nel palazzo di Maljanov c’è anche un morto «per ferita di arma da fuoco alla tempia destra, a bruciapelo». E potrebbe essere il primo di una lista. Così a certe persone appassionate di fantascienza (a esempio db di Imola ma forse una cosa simile l’ho già scritta) nella testa ronza e ri-ronza fortissimo il ricordo del famoso “ronzante” romanzo «Schiavi degli invisibili» di Eric Frank Russell. Sapete quando avete la certezza che qualcuna/o sia entrato nella stanza e stia per colpirvi? Con un gesto fulmineo vi girate… e vi sbagliate. Così le assonanze fra «Un miliardo di anni (eccetera)» – della trama al solito pochissimo vi dirò – e altri libri sono illusorie. A&B, cioè Arkadi e Boris Strugatzki, del resto non assomigliano, tanto meno attingono, alla fantascienza classica. In effetti sarebbe “facile” fare i conti con «extraterrestri bellicosi se questa fosse un’orribile, violenta aggressione dal cosmo, dai fondali oceanici, dalla quarta dimensione». Qui invece c’è «un delirio, una porcheria senza senso». Un sogno, «un racconto eccentrico». Anzi no: ci sono l’universo omeostatico, «una forza», la trascrittasi inversa, l’elettronica applicata… «I simili si curino con quel che è simile: il fantastico si curi con quel che è fantastico». Ove ci fosse un nemico extraumano da combattere, finalmente i popoli si uniranno? Forse, «ma all’inizio ci daremmo, l’un l’altro, tanti di quei pugni due alla volta finché non diventano dispari».

    … A ogni modo, come il titolo annuncia, «abbiamo davanti» un miliardo di anni per agire «ma bisogna cominciare e bisogna farlo adesso».

    … Se avete amato altri libri di A&B Strugatzki – le parole per completare questa frase classica sarebbero «non perdetevi questo» oppure «rimarrete delusi»; ma invece una persona appassionata di fantascienza (deja vu?) completerebbe così – qui non troverete qualcosa di familiare. Penso al bellissimo «Picnic sul ciglio della strada» che generò il film «Stalker», che generò giochi, che generarono un movimento artistico (che al mercato mio padre comprò, se volete cantarvela). Penso anche al poco noto ma assai bello «E’ difficile essere un dio», pure ripubblicato – evviva – da Marcos Y Marcos. Penso anora a «Lo scarabeo nel formicaio» o al divertente «La seconda invasione dei marziani» e a certi racconti dei fratelli A&B subito tradotti in italiano ma ormai introvabili.

    … In definitiva «Un miliardo di anni» dei fratelli Strugatzki va letto: con un occhio alla fantascienza, un altro a Samuel Beckett o al duo Bulgakov-Durrenmatt e se vi restassero altri occhi guardando al grottesco intreccio tra l’ottimismo di Stato in Urss e il socialismo “reale” che si allarma per tutto: come racconta BN cioè Boris Strugatzki (però il cognome è trascritto così solamente in copertina, altrove troviamo il più accreditato Strugackij: è il bello del cirillico?) nella postfazione, a terrorizzare «le autorità» è l’Universo Omeostatico non meno di un certo reggiseno. L’idea di partenza – ci spiega il fratello B – era del fratello A: in un appunto si parla anche di un «Faust del Ventesimo secolo: inferno e paradiso tentano di impedire lo sviluppo della scienza». Nel giro di tre anni però «il Miliardo era diventato per BN (e naturalmente, per il principio dei vasi comunicanti, anche per AN) un romanzo sulla battaglia tormentosa e, di fatto, priva di prospettive che l’uomo conduce per mantenere la supremazia nei confronti della ottusa, cieca, violenta forza»… forza che però lì per là non capiamo bene cos’è.

    … Questo strano/gran libro ci arriva dal lontanissimo 1976 – un miliardo di anni prima che cadesse un certo muro omeostaticissimo – nella traduzione e cura di Paolo Nori:sia lode a lui.

    NOTARELLA SULLA COPERTINA

    L’editore Marcos y Marcos da anni spicca negli scaffali per i colori e lo stile pop delle copertine ma, se posso dire la mia, stavolta il disegno non c’azzecca. Io preferivo di molto l’originale – l’ho recuperato dal sito di Paolo Nori, o almeno così’ credo visto che non capisco il cirillico – dove tutto è suggerito senza nulla chiarire. Bisogna adattarsi a tutto, come direbbe Maljanov: «dio svizzero»

    (*) Tutti i paragrafi cominciano con …  cioè con tre puntini di sospensione in omaggio allo stile di «Un miliardo».

  • 06Mag2017

    Francesca Frediani - D la Repubblica

    Autori cult e prolifici del passato amati dal cinema (al loro Picnic sul ciglio della strada era ispirato Stalker di Tarkovskij), in procinto di rilancio con una serie tv del produttore del Trono di spade, gli Strugatzki erano i fratelli terribili della fantascienza russa.

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  • 04Mag2017

    Marcus Broadbeen - fantascienza.com

    Un miliardo di anni prima della fine del mondo, ritorno ai fratelli Strugatzki

    Dagli autori di Stalker, un’altra opera dei guru della fantascienza russa dal dopoguerra ad oggi

    La fantascienza russa di inizio novecento ha vissuto momenti di altissimo livello letterario, così dedicata a immaginare una possibile società del futuro. E i suoi autori non erano solo abili artigiani della parola, ma anche praticanti sul campo di scienza, medicina, economia e filosofia.

    Quello che raccontavano non era un modo virtuale e inventato, ma una vera e propria possibilità di futuro.

     

    Senza l’influenza dei vari Aelita di Tolstoj, La Stella Rossa di Bogdanov, Treni cosmici di Ciolkovskij, Noi di Zamjatin, non ci sarebbero probabilmente state molte delle opere che hanno fatto la storia della fantascienza mondiale.

    Ma da metà del secolo in poi, non vi è alcun dubbio che i fratelli Arkadi e Boris Strugatzki siano gli scrittori in assoluto più rappresentativi della narrativa fantastica del paese.

    Anche per questo la loro (ri)proposta da parte di Marcos Y Marcos è particolarmente da apprezzare e dopo Picnic sul ciglio della strada  (da cui nel 1979 fu tratto il film di Andrej Tarkovskij, Stalker) arriva infatti in libreria anche questo Un miliardo di anni prima della fine del mondo (anche in questo caso nel 1988 era stato tratto un film dall’opera letteraria, intitolato I giorni dell’eclisse).

    Il libro

    Fa un caldo feroce a Leningrado, e Maljanov non è al mare con moglie e figlio, è rimasto a casa, immerso nella sua ricerca sullo spazio interstellare. È a un passo, lo sente, da una grande scoperta. Basta un ultimo sforzo, concentrarsi, lasciare i piatti sporchi nell’acquaio, far la spesa solo quando il gatto implora da mangiare.

    Concentrarsi: è una parola.

    Squilla ininterrottamente il telefono, suonano alla porta.

    Arriva un pacco dono pieno di vini e leccornie. Passa a trovarlo una donna con il collo fatto per essere baciato. Poi è la volta di un vicino che ha il bisogno impellente di prestargli un libro.

    Combattere la distrazione quando si deve lavorare, certo, è un problema di tutti. Ma qui c’è qualcosa di strano, pensa Maljanov. Ne discute con gli amici scienziati e scopre ben presto… che capita anche a loro la stessa cosa. Continue interruzioni perverse, proprio quando la ricerca è sul più bello, vicina alla svolta. Si parla addirittura di minacce.

    Qualcuno vuole ostacolarli, fermare il progresso della conoscenza. Qualcuno, sì, ma chi? E soprattutto, che fare, adesso?

    Prendersi il rischio, la responsabilità di andare sino in fondo, o arrendersi, appiattirsi, “diventare meduse”?

    È la scelta cruciale che tocca a Maljanov.

    Nel nostro tempo di stimoli schiaccianti, di totalitarismi vecchi e nuovi, ciechi e insinuanti, un romanzo straordinariamente attuale sulla necessità di essere se stessi, liberi e indipendenti, per cambiare il mondo.

    Ci vuole tempo, ma ancora un po’ ne resta: un miliardo di anni.

    “Ma saremo costretti, saremo costretti a imparare. Perché voi siete messi in un modo che non solo non avete amici. Voi siete talmente soli che non avete nemmeno nemici.”

    Gli autori

    Da quando, nel 1958, si sono affacciati sulla scena letteraria, i fratelli Arkadi e Boris Strugatzki sono i guru incontrastati della narrativa del fantastico russa. Insieme, questi due grandi stalker – spesso messi al bando dal Sistema – hanno ‘visto’ e descritto scenari del presente proiettandoli in un futuro prossimo e lontano. Nel 1972 ci hanno regalato un capolavoro, Picnic sul ciglio della strada; un romanzo epico, scritto in tono quasi fiabesco, in cui un ‘cercatore’ – lo stalker, appunto – viene posto di fronte a sfide assolute; Tarkovskij ne ha tratto un film meraviglioso, Stalker, ed è persino diventato un celebre videogioco (S.T.A.L.K.E.R., Shadow of Chernobyl). Anche da È difficile essere un dio, romanzo visionario, sempre pubblicato da Marcos y Marcos, sono stati tratti ben due film: nel 1989, da Peter Fleischmann (Scene di caccia in bassa Baviera) e nel 2013 da Aleksej German.

     

  • 23Apr2017

    Wlodek Goldkorn - L'Espresso

    In Russia i fratelli Arkadi e Boris Strugatzki, scomparsi rispettivamente nel 1991 e nel 2012, sono autori di culto, amati anche dalla Nobel Svetlana Aleksevic. Scritori, in apparenza, di romanzi di fantasia e science fiction, hanno firmato “Picnic sul ciglio” che ha ispirato Tarkosvkij nel suo “Stalker”; nonché “E’ difficile essere Dio”, da cui il capolavoro cinematografico omonimo di Aleksej German.

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  • 22Apr2017

    Paolo Nori - La Stampa

    I primi scrittori a cui penso quando penso a Arkadij e Boris Strugackij, gli autori di Un miliardo di anni prima della fine del mondo, che, tradotto da me, è appena uscito per Marcos y Marcos, sono Il’f e Petrov e Fruttero & Lucentini.

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