Succulente

Archivio rassegna stampa

  • 03Feb2008

    Claudia Furgeri Caramaschi - MilanoNera

    Per prima cosa, potete raccontarci qualcosa di voi?

    Due Leoni, almeno come segno zodiacale. Una casalinga e un insegnante, cioè, secondo i luoghi comuni, persone dedite all’ozio, che è sempre creativo. Scriviamo da dieci anni, quest’anno celebreremo, e ancora non si avverte la stanchezza. Anche i lettori lo possono percepire leggendo le nostre storie.

    Come è nata l’idea di questo romanzo?

    Da un viaggio in Portogallo, da un carrello tenda che si staccava ogni cento chilometri, dalla visione dell’oceano, dalla cortesia dei portoghesi e dall’amore per le piante
    Come lavorate ai romanzi scritti a 4 mani? 
Ci raccontiamo delle suggestioni, scriviamo quasi le stesse cose, poi leggiamo, si scelgono le cose meglio riuscite e infine molta lima, colla e pazienza

    Pare che abbiate due personalità molto differenti, come si integrano nella scrittura?

    Come in ogni relazione di coppia: avanzando ciascuno delle pretese, litigando, mediando, arrendendosi, aspettando la rivincita nel successivo romanzo.
    Perché avete scelto come ambientazione il Portogallo? 
Ci sono dei vini niente male e il bacalhau alla brace è buono. Poi c’è il fascino di Lisbona, il mito della rivoluzione dei garofani, le donne di colore, bellissime. Ma, forse, il vero motivo è il bisogno di evasione dal piatto orizzonte di capannoni e macchine che ci soffoca, qui, nel Nord-est.

    Quanto i Vostri personaggi vi assomigliano e perché?

    Non molto, per la verità. Un po’ Britto e un po’ Estrela. Vorremmo farli tutti più simili a noi, ma immancabilmente si prendono una libertà propria, come è successo con il tremendo Max Pierini, gestore di discarica in Commesse di Treviso, il romanzo precedente.

  • 13Ott2007

    Giulia Borgese - Io Donna

    Gli autori sono «veneti, fratelli» al loro terzo romanzo. Il titolo ce lo spiegano solo nell’ultima pagina. “Succulente” è il nome corretto delle piante grasse.

    La vicenda ruota intorno alle “stufe”, cioè le serre del giardino botanico di Lisbona, dove il medico delle piante scopre un paio di cadaveri. E altri ne seguiranno. Il bello del libro, prima della storia, è il ritratto di un Portogallo magico, tra le spiagge dell’oceano, le folle dei penitenti di Fatima e una Lisbona che nasconde segreti inquietanti. A ritmo di fado

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  • 06Ott2007

    Redazione - D (la Repubblica)

    Non i soliti Lui e Lei, ma due fratelli. Luisa e Fulvio Ervas raccontano come lo stesso sentimento possa assumere valenze differenti…

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  • 04Ott2007

    Redazione - Glamour

    Nelle strade di Lisbona, durante la notte, compaiono misteriose scritte. Chi le mette? E qual è il loro messaggio?

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  • 29Set2007

    Lara Crinò - D (la Repubblica)

    Un Portogallo lucido del riverbero dell’oceano, lento come lo sguardo che si perde sul mare. I luoghi descritti da Luisa e Fulvio Ervas hanno la consistenza lattiginosa dai sogni…

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