Stanotte sei mia

Archivio rassegna stampa

  • 04Lug2014

    Redazione - Almanacco dei libri - La Repubblica

    L’incipit

    Le candele tremolavano nella grande stanza. Le fiammelle gettavano ombre sulla parete, e il loro intenso profumo di vaniglia riempiva l’aria.

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  • 28Ago2009

    Giampiero Cinque - Il Giornale di Sicilia

    “C’è un nodo tra passato e presente? Se lo chiede Nicole quindici anni dopo il calvario di uno stupro e l’uccisione per mano ignota dei suoi assalitori. Scomparso il suo fidanzato, che qualcuno aveva ritenuto il giustiziere dei due supratori, Nicole si è rifatta una vita, ma anche stavolta dovrà fare i conti con la paura. Stile sobrio a presa rapida, personaggi definiti senza complicazioni, impianto solido. La Thompson gioca nel campo tradizionale del poliziesco e vince anche stavolta la sua partita.”

  • 22Lug2009

    Redazione - Future magazine

    Stanotte sei mia di Carlene Thompson, Marcos y Marcos, 14,5 euro

    Carlene Thompson, eccellente giallista, è la regina delle trame del passato. In questo, come nei suoi precedenti libri, relazioni irrisolte, vendette e segreti fanno immancabilmente capolino alla porta del presente; irrompono sulla scena senza bussare.

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  • 20Lug2009

    Redazione - Grazia

    Specializzata in thriller psicologici, la Thompson è stata paragonata a Fred Vargas per la capacità di rivelare il lato più misterioso d ognuno di noi.

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  • 04Lug2009

    Giuliano Aluffi - D La Reppublica

    NICOLE E IL FANTASMA DEL PRIMO AMORE

    Quindici anni dopo una serie di tragici eventi, Nicole torna a essere perseguitata dall’ombra letale di un passato che sembrava dimenticato. Il suo amatissimo Paul, dato per morto in un incidente d’auto, pare tornato a perseguitarla. Ma perché? La risposta è nella penna di Carlene Thompson, scrittrice americana versata nei mystery psicologico-sentimentali.

    Come imposta la sfida al lettore sull’identità dell’assassino?
    «Conosco autori che scrivono i nomi dei personaggi su pezzetti di carta, li mettono in un sacchetto e ne estraggono uno a caso: quello sarà l’assassino. Io non posso fare così perché parto dal movente».
    I personaggi nei thriller si trovano spesso in situazioni pericolose. E gli scrittori?
    «È curioso che me lo chieda, perché l’unica situazione davvero rischiosa che ho vissuto somiglia a ciò che accade a Nicole all’inizio del libro. Successe quando frequentavo l’università a Columbus, Ohio: durante un trasloco, stavo trasportando scatoloni e per praticità non avevo chiuso la porta di casa. Al ventesimo viaggio su per le scale mi sono seduta sul divano per riposarmi. All’improvviso un uomo ha spalancato la porta e si è gettato su di me. Urlando e scalciando l’ho messo in fuga e nonostante tutto ho continuato ad abitare lì fino al dottorato, quasi per sfida. Ma quelo spavento l’ho messo in questo romanzo».