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Senza campo

Archivio rassegna stampa

  • 18Set2019

    Giovanni Canadè - Modulazioni Temporali

    “Senza campo” – Le storie di Garry Disher

    La polvere del deserto australiano rende arida la bocca e fa strizzare gli occhi. La siccità, nel Sud dell’Australia, ha seccato la vegetazione, e quella cicca di sigaretta gettata con noncuranza dal finestrino dell’auto da uno dei due killer, procura un vasto incendio che li farà vittime loro stessi. Si chiude così il bellissimo primo capitolo del romanzo, in cui le efferatezze dei due killer a pagamento introducono temi e situazioni che segnano l’intera storia.

     

    Senza campo” (pp. 352, euro 18) di Garry Disher, è il suo secondo romanzo pubblicato in Italia, anche questa volta da Marcos y Marcos, così come il primo “L’uomo Dragon” (2005) e, anche in questa avventura, si raccontano le indagini dei detective Hal Challis, Ellen Destry e Pam Murphy. L’ambiente e il periodo sono gli stessi de “L’uomo Dragon”: prima di Natale, col caldo soffocante, un territorio devastato dal sole cocente e dalla diffusione della metamfetamina. “Negli ultimi tre anni c’è stato un aumento del centosessantacinque per cento delle condanne legate al consumo di metamfetamine. In molte zone di provincia, dietro al novanta per cento degli arresti per droga c’è la meth. Circa la metà dei casi di violenza domestica registrati negli ultimi anni sono dovuti all’abuso di meth. E le morti in cui le metamfetamine hanno svolto un ruolo – accidentale o intenzionale – sono triplicate”, afferma il sergente Coolidge alla platea della squadra antidroga.

    La narrazione dello scrittore australiano procede per eventi ma, a differenza di una certa scuola letteraria americana, non eccede in brutalità fini a se stesse e nel grottesco (sempre pensando al primo capitolo, i due killer inefficienti non vengono però mai descritti con toni da burla, ne viene invece evidenziata la secchezza delle azioni), ma si dipana con lentezza e linearità. E la linearità e la chiarezza sono i due elementi che rendono spedita la lettura di questo romanzo. La trama, infatti, si sbroglia in più strade: dall’indagine che segue lo spaccio della meth, quella che si occupa di uno stupratore seriale che aspetta in casa le vittime, ne abusa e poi le “coccola”, e ovviamente la morte dei due killer.

    Ogni storia si intreccia, a volte con difficoltà, ma quando si arriva al termine tutto è al posto giusto. La maglia finale si mostra come un deprimente ritratto di una regione in preda alla povertà economica e morale, individui che sono facile preda della dipendenza da droghe, mamme che vendono le figlie per pagare gli spacciatori, solitudine e sfiducia nel prossimo e nelle autorità. La provincia, in fondo, è uguale dappertutto, e la droga miete vittime in chiunque ne venga a contatto. Così come il sole brucia la pelle e il fuoco e il fumo degli incendi soffocano ogni speranza nel futuro dei buoni e dei cattivi.

    https://www.modulazionitemporali.it/senza-campo-le-storie-di-garry-disher/?fbclid=IwAR1KQvnwNrxJRaRL3A9Xv2X1AJVJoQv87D_AztOie3ChqjXnWtMcobRDsT8

  • 08Ago2019

    Alessandro Vergari - gliamantideilibri.it

    Senza campo – Garry Disher

    Quando Challis aveva accettato il posto di ispettore della Western Port Region Crime Investigation Unit qualche anno prima, quell’area era ancora aperta campagna. Da allora, le dimensioni delle vecchie cittadine della Peninsula – Rosebud, Mornington e Waterloo – erano raddoppiate: indice, a detta dei politici, di un’economia frizzante. La polizia e i vari servizi sociali sapevano bene che quel processo aveva anche provocato un certo disagio sociale e un aumento della criminalità., mentre gli investimenti per le scuole, i trasporti pubblici, il personale di polizia e il Welfare languivano.

    Le opere di Garry Disher, settantenne scrittore originario di Burra, sperduto paesello a centocinquanta chilometri da Adelaide, sono pubblicate in Italia dalla casa editrice Marcos y Marcos. Ora anche i suoi libri “gialli”, con il detective Hal Challis nelle vesti di protagonista, sbarcano nel nostro Paese, dopo aver riscosso grande successo in Germania e altrove in Europa. Senza campo è un thriller corale. La storia si sviluppa in una bollente estate, nel pieno delle festività natalizie. Disher fotografa l’Australia contemporanea, siccitosa e assediata da ondate di calore, colpita con durezza dal cambiamento climatico. Oltre all’emergenza ambientale, in Senza campo è descritta una società sofferente, sprofondata nel degrado etico. La vicenda ruota attorno a un complicato groviglio di fatti criminosi: morti inspiegabili, traffici illegali, furti su larga scala, ricettazione di materiale rubato e stupri seriali. Come se non bastasse, la trama è attraversata da una tensione aggiuntiva. Una bambina, i cui vestiti affiorano, miseri resti, nel laboratorio di droga incendiato, sembra svanita nel nulla. Presto le indagini scoperchiano l’incredibile nefandezza: Clover, figlia di Owen Valentine, è in mano a dei cuochi di “meth”, offerta dal padre, in pegno, per ricevere un prestito.

    Hal Challis non è un cavaliere solitario. Due brillanti coprotagoniste lo affiancano, Ellen Destry, sua compagna nella vita e mente raffinata dell’unità crimini sessuali, e la di lei rivale, Serena Coolidge, bella, insofferente e risoluta, a capo della squadra speciale antidroga. Tre detective, tre modelli professionali, tre personalità forti solcate da gelosie e invidie. Garry Disher, al pari dei migliori romanzieri del genere poliziesco, utilizza gli strumenti narrativi per spalancare di fronte al lettore scenari di irrequietezza umana e sociale.

    Disher delinea con accuratezza la platea dei testimoni, dei sospettati e degli indagati, uomini e donne sfiancati dalle circostanze, angeli caduti da una qualche altezza, demoni mesti e disperati, perdenti incapaci di risollevarsi. La linea d’ombra tra ordinarietà e sotterfugio è labile, e lo scivolamento nella delinquenza è l’esito quasi matematico di un processo morale di imbarbarimento e declino. Prendiamo il ricettatore Colin Hauser, che, a detta della ex-moglie, amava vantarsi del titolo di aristocratico terriero solo per essere cresciuto in una ricca tenuta del Gippsland, salvo abbandonare la tradizione di famiglia e studiare da contabile. Hauser fallisce penosamente e termina i suoi giorni, crivellato da pallottole sconosciute, in una fattoria polverosa tra cenciose autorimesse, terreni infidi e i latrati di due cani da guardia. Altri sono accecati dal mito del denaro facile. Chloe Minchin, proprietaria di una redditizia agenzia viaggi, decide di diventare intermediaria dei traffici di droga per elevare il suo tenore di vita, salvo esaurire la sua scellerata parabola esistenziale in uno schianto fatale, complice un solitario eucalipto spuntato ai margini di una strada nella campagna pianeggiante di terra rossa.

    Una densa immoralità si raggruma in queste pagine. Emblematico il confronto tra Owen Valentine e Carl Bowie, fratellastri. Il primo è il classico loser, un buono a nulla disfatto dall’abuso di stupefacenti, fidanzato e poi sposato con la reginetta della scuola, il secondo è un rampante imprenditore, impegnato in una maniacale risalita finanziaria, finalizzata al riscatto dei panifici svenduti dal padre. Bowie, volgarmente ingordo, grazie al traffico di “meth” compie il suo salto di qualità, mentre il fratellastro precipita negli inferi della dipendenza. La droga chimica, cucinata in elementari baracche, in roulotte o nel retro di camion, assurge a divinità crudele degli ambiziosi e degli infelici, diviene legge e unità di misura, sanzione e regola. Il carnevale di follia non finisce qui. Nella paludosa coscienza di Bowie alberga un segreto, una scintilla repressa che scatena il caos. Non è forse vero che molti imperi economici sono nati sulle ceneri di un delitto? Eppure, la nemesi è dietro l’angolo. Bowie, impastato di spicciola logica capitalistica e di psicologismi orientati al business, controlla a distanza l’operato delle sue giovanissime dipendenti, bacchettandole al minimo segno di cedimento sul lavoro. La sua ossessione per la performance si rivela un boomerang.

    I poliziotti comprimari dei tre detective mostrano un variegato campionario di fissazioni e di debolezze umane. C’è Ian Judd, agente vecchio stampo con il fiuto da piedipiatti, ostile ai nuovi metodi investigativi esageratamente raffinati per i suoi gusti, c’è Pam Murphy, appassionata surfista, attanagliata dalla timidezza e tormentata dal bisogno di avere un uomo al suo fianco, c’è Scobie Sutton, specialista della scientifica, tanto utile alle indagini quanto parco di parole, c’è John Tankard, parcheggiato al banco dell’accettazione e accerchiato dalla noia, incaricato di postare video di rapine sulla pagina Facebook ufficiale del dipartimento. Lasciamo al lettore il piacere di imbattersi nelle molte maschere “minori” di questo thriller in salsa aussie, Christine Penford, Michael Traill, Janine Quine, Ray Loeb, Tony Slatter alias la Falena di Moonta, l’improbabile coppia formata da Allie e Clive, e le donne resilienti interrogate dall’unità di Ellen, sopravvissute agli assalti di un violentatore greve e impacciato.

    In definitiva, è la Peninsula a dominare le pagine e a restare impressa nella memoria con i suoi contrasti. Le belle spiagge e le scogliere spettacolari collidono con gli insediamenti anonimi composti da pacchiane casette, i cortili rosicchiati dall’incedere delle intemperie atmosferiche rovinano l’idillio artefatto dei campi da golf. La tecnologia, più fragile di quanto ci si potrebbe aspettare, pare inghiottita da potenze ancestrali. Provvisori magazzini si trasfigurano in templi pagani ove si consuma il rito dello scambio della merce trafugata, alberi arsi dal sole si atteggiano a cupi scheletri prosciugati dal riscaldamento globale, inevitabili canguri tagliano le carreggiate e promettono incidenti mortali alle esigue auto in circolazione. Mettiamo da parte le ridenti cartoline. Senza campo celebra il terrore della scomparsa e, al contempo, l’inquietudine suscitata dalla ricomparsa, un topos della letteratura degli spazi aperti, degli oceani e dei deserti. Il romanzo si allinea alla poetica nichilistica di un capolavoro cinematografico ‘made in Australia’, Wake in Fright, film maledetto del 1971, nera elegia innalzata alla forza centrifuga dell’Outback. Fulminante e psichedelico come un pezzo dei King Gizzard & the Lizard Wizard, il romanzo di Garry Disher è una piacevole lettura che disarma gli stereotipi su un luogo confinato, per noi europei, alla fine del mondo.

    Aveva una piccola Beretta registrata sul suo porto d’armi, la tirò fuori e la posò sulle ginocchia mentre rifletteva o almeno ci provava. Di tanto in tanto percorreva a grandi passi la casa, guardando la propria immagine riflessa negli specchi. Abbronzato, magro e con la pistola, aveva un certo fascino. Maniche arrotolate, Rolex luccicante al polso sinistro e camicia impeccabile: un aspetto che colpisce, con il brivido del pericolo. Doveva avere quello stesso fascino quando i detective erano andati al panificio per dirgli di Owen. Ma a quanto pareva, non l’avevano notato; dopotutto erano poliziotti.

  • 15Lug2019

    Leonardo Di Lascia - ThrillerNord

    Sinossi

    Metanfetamine, surf, baie assolate d’Australia: l’ispettore Hal Challis e l’ispettrice Hellen Destry seguono due piste brucianti, e negli interstizi hanno voglia di amarsi. Dallo scrittore di thriller più importante del continente rosso, tradotto in tutto il mondo, celebrato in Germania ben tre volte con il Deutscher Krimi Preis, lodato dal «Guardian» e dal «New York Times», un giallo trascinante, ironico, e profondamente umano. In una delle baie più belle nel Sud dell’Australia, prosperano i laboratori clandestini di metanfetamine. Per l’ispettore Hal Challis sono un incubo costante, ma non immagina di scovare una serie di queste cucine della morte grazie all’incendio provocato nel bush dalla sigaretta di un killer maldestro. Un aperitivo nel terrazzo di casa con vista sulla baia è una chimera, con l’epidemia criminale che questa droga induce; specialmente se la donna con cui vorresti bere è Hellen Destry, ispettore capo della squadra antistupro, alla caccia di uno stupratore seriale che non lascia tracce.

     

    Recensione

    La serie di Hal Challis.

    Non ci sono altri termini per definire questo libro, per cui non perdetevi in congetture, generi, parole…l’unica frase che sintetizza questo testo è: … La serie di Hal Challis!!

    Un libro con un stile scorrevole, ma con una trama intricate: tre sono i filoni di indagine, omicidio, droga, rapine con stupri.

    Un quadro dell’Australia molto complesso e forse difficile da digerire.

    Fatto è che non ci troviamo di fronte a spiagge dove si fa surf e festa tutta la notte, ma davanti a fatti criminali che fanno passare la voglia di uscire.

    Hal Challis, insieme all’ispettrice Hellen Destry, cerca di fare chiarezza su queste situazioni, aiutato da circostanze anche casuali che riescono a sbrogliare la matassa, come una sigaretta maldestra che ha scatenato un incendio…l’ispettrice Destry dal suo canto, è alla caccia di uno stupratore seriale imprendibile e invisibile …

    Un libro dove l’indagine e la voglia di fare chiarezza la fanno da padrone.

    Disher ci porta dentro i casi e ci fa vivere l’indagine molto da vicino, seguendo un iter preciso e realistico, senza lasciare nulla al caso e soprattutto nulla di approssimativo.

    I personaggi son ben delineati e attraverso i loro occhi e il loro modo di fare e di pensare ci viene descritta una Australia vera, non quella da cartolina, ma quella dove si vive 24 ore al giorno, dove si provano emozioni reali e quotidiane, dove ci sono situazioni belle ed altre difficili. Un’ Australia rurale dove si respira la polvere!

    Un libro interessante e da non sottovalutare!
    Garry Disher

    Garry Disher è nato nel 1949 a Burra, un borgo isolato e polveroso a tre ore di guida da Adelaide. La sua famiglia d’origine si dedica all’attività agricola da generazioni, in questa terra “del grano asciutto e della lana”. Il fascino e la durezza del mondo in cui è cresciuto lo segnano profondamente; per anni, il suo più grandedesiderio sarà riuscire a raccontare come ci si vive. Grazie a una borsa di studio alla Stanford Universitysi trasferisce in California e pubblica la prima raccolta di racconti. È l’inizio di un lungo periodo di vagabondaggi per il mondo: Stati Uniti, Israele, Sud Africa e infine l’Italia. Nonostante le suggestioni dei luoghi che ha visitato, l’Australia del Sud resta lo scenario privilegiato delle sue opere, e in Australia finisce per ritornare a vivere nel 1988. Considerato uno dei più rappresentativi autori australiani, ha ormai pubblicato più di quaranta libri, spaziando liberamente tra i generi: tra i più recenti, L’uomo Dragon e gli altri romanzi della serie dedicata all’ispettore Hal Challis. Vive vicino al mare, nella Mornington Peninsula, con la mogliee la figlia.

    http://thrillernord.it/senza-campo/

  • 12Lug2019

    Alberto Grandi - Wired

    Senza campo, a zonzo per l’Australia tra sbirri e laboratori di metanfetamina

    Marcos Y Marcos porta in Italia un thriller rapido nella lettura e pieno di colpi di scena, firmato da un autore australiano che merita tutta la nostra attenzione

    In Italia Garry Disher è un autore poco conosciuto. Australiano, viaggiatore, dopo aver vagabondato per Stati Uniti, Israele, Sudafrica e nel nostro paese è tornato nella sua patria dove è assai famoso. Ha alle spalle una vastissima bibliografia che spazia dalla crime fiction al young adult, passando per la letteratura per l’infanzia. Qui da noi sono stati tradotti per Marcos Y Marcos, due romanzi crime, L’uomo dragon e Senza campo nei quali compare la stessa squadra di investigatori, Hal Challis, Ellen Destry w Pam Murphy.

     

    Almeno a giudicare da Senza campo, Garry Disher ha qualcosa da spartire con una certa scuola di autori americani i cui romanzi sono calati tutti nell’azione e nei dialoghi e portati avanti da una prosa rapida, come il Victor Gishler de La gabbia delle scimmie o il Joe R. Lansdale della serie Hap & Leonard o Elmore Leonard. Soprattutto l’antefatto che dà il via alla vicenda, un susseguirsi di efferatezze portate avanti da due malviventi a bordo di un’auto. Poi però qualcosa cambia. Il lettore, senza rendersene conto, si ritrova calato in uno scenario inedito. Certo si parla sempre di droga, nello specifico metanfetamina, di consumatori e spacciatori, ma non siamo in Texas, anche se fa caldo e il paesaggio è spesso riarso. Non siamo nemmeno in California, anche se vicino  batte l’oceano. Siamo a Waterloo, Sydney, e per le strade dell’Australia del sud.

    Quello che di americano si respira nel romanzo viene gradualmente a mancare ed entriamo in una vicenda complessa, piena di svolte e personaggi, a volte così tanti che fatichiamo a collocarli in un primo momento, ma Disher ha dalla sua uno stile scorrevole che non fa avvertire minimamente il peso della parola scritta, Anzi, sembra quasi che con la complessità della vicenda egli voglia controbilanciare il tocco sovrano della sua penne. E così questo romanzo si legge senza fatica, venendo sballottati dalla trama da un posto all’altro, da un interrogatorio all’altro, percorrendo vari filoni di indagine, prendendosi delle pause in quei passaggi in cui si approfondisce un personaggio, ma senza digressioni psicologiche, piuttosto pennellando scorci biografici, esperienze di vita che lo hanno segnato, e senza rendersene conto si arriva alla fine.

    Se un thriller come Senza campo, però, si basasse unicamente sui fatti e sui dialoghi finirebbe col diventare didascalico, come didascalici e noiosi sono i romanzi di James Ellroy successivi al suo ultimo capolavoro, American Tabloid (Sei pezzi da mille e Il sangue è randagio sono tentativi di replicare una magia che non c’è più e la scrittura smette di essere incalzante per risultare ridondante). Invece l’autore è bravo a tenere alta la suspense e il romanzo instaura col lettore quello speciale rapporto in cui si legge presi dalla vicenda, poi si ripone il libro in un angolo per riprenderlo senza fretta ma certi che alla prima riga si ristabilirà la stessa intesa.

    Se volete un romanzo thriller che parli di spiagge e surfisti senza essere ambientato a Los Angeles, di laboratori di metanfetamina senza chiamare in causa il Nuovo Messico oppure se semplicemente siete alla ricerca di un buon thriller, Senza campo è la scelta giusta.

    https://www.wired.it/play/libri/2019/07/12/garry-disher-senza-campo-recensione/

  • 12Lug2019

    Glenn Harper - Internazionale

    I romanzi di Garry Disher sono ambientati nelle piccole città rurali in una parte dell’Australia dove ricchi in cerca di case al mare si dividono lo spazio con laboratori di mentanfetamina e famiglie povere.

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  • 11Lug2019

    Francesca Cingoli - Il Libraio

    Garry Disher racconta l’Australia del disagio e della criminalità

    Non è un’Australia di giovani abbronzati e spiagge assolate quella di Garry Disher, che nel noir “Senza campo” mette in scena un cast di delinquenti, truffatori, assassini e stupratori. In una terra abitata da persone diffidenti, che hanno lottato e perso.

    Tutt’intorno l’erba era secca. A est si vedeva un fazzoletto di campi bruciati. Le tende di tela chiudevano gli occhi delle case vicine alla strada per combattere il caldo. Si respirava aria di morte e degrado.

     

    E’ un’Australia rurale, abitata da persone diffidenti, che hanno lottato e perso: a sud di Melbourne la Mornington Peninsula è la location di Senza campo di Garry Disher (Marcos y Marcos, traduzione di Silvia Mercurio). Si annaspa nella polvere e nel fango: tra fattorie in rovina, roulotte e vecchie case sporche e trascurate. Si sopravvive grazie a furti, a piccolo spaccio, che poi si fa grande, e diventa una morsa; si comincia con una pipetta e si va avanti fino a ridursi magri come spettri, i denti marci, e poi porta ancora oltre, capaci di fare qualunque cosa, perché ci si trova in trappola. Al punto da vendere la propria bimba di sei anni come garanzia agli spacciatori.

    La metanfetamina è un’epidemia, cristalli di meth che diventano oro che scotta nei laboratori improvvisati in cucina, nelle mani dei trafficanti, e di ragazzi insospettabili: studenti che fanno da corrieri, pensando di poter smettere, e non possono mai.

    Non è un’Australia di giovani abbronzati e spiagge assolate quella di Disher, che in Senza campo mette in scena un cast di delinquenti, truffatori, assassini e stupratori: il risultato è un noir che mette pressione, che accelera continuamente, che passa da un personaggio all’altro, e disegna una mappa di disagio e di criminalità. Lontano dai grandi centri urbani, nelle cittadine descritte, le più importanti attività sono rappresentate dalla centrale di polizia e da un McDonald’s.

    Un quadro realistico e sgradevole nel suo insieme, un vortice di povertà e pericolo nel quale perdersi, e dove la vita di un essere umano ha poco valore.

    La stanza era un forno chiuso e soffocante in mezzo alla centrale di polizia e aveva sempre e solo accolto bugie e disperazione.

    Ci sono tre percorsi di indagine che corrono paralleli, intersecandosi in continuazione. C’è il protagonista Hal Challis che è ispettore del nucleo investigativo della regione di Western Port. È scoppiato un incendio, l’erba ha preso fuoco facilmente, e sono stati trovati due morti carbonizzati in una macchina, insieme a un fucile. E troppi sono i legami da ricostruire per trovare un nesso con quelle rimesse piene di merce rubata.

    Accanto a Challis, non solo nel lavoro, c’è Ellen Destry: un compito arduo il suo, nella sezione che si occupa di reati sessuali, con uno stupratore seriale senza volto, senza tracce, una violenza dietro l’altra, tutte uguali, vittime lasciate con un trauma non cancellabile.

    Infine c’è il sergente dell’unità antidroga, Serena Coolidge, “Serena Scollatura”, provocante e aggressiva, incurante delle critiche, impaziente nelle indagini, combattiva e competitiva.

    Tre detective completamente diversi, con le loro storie a fare da sfondo a una quotidianità faticosa, ansiogena e cupa, costretta a sacrificare le piccole cose della vita, e resa ancor più problematica dalla burocrazia.

    Le frustrazioni degli uomini e delle donne della polizia sono un tema importante in Senza campo, e sono trattate senza pudori e con qualche nota ironica che allenta la presa e concede fiato a chi legge.

    È un mondo di gente ordinaria quello che Disher mette in scena, sia tra i buoni sia tra i cattivi, un mondo di solitudini e di vite che si sentono inutili, e vanno avanti in un senso di totale precarietà e sfiducia nel prossimo e nel domani. Un insieme di caratteri ognuno con la sua identità, con la sua storia, narrazioni minori che affiorano sulla vicenda principale e vengono assorbite dall’incedere del racconto: il risultato è un noir collettivo e complesso di grande umanità.

     “Qui non c’è campo, basta una foglia che cade per far saltare la corrente, e quando non si patisce la siccità, si annaspa nel fango”.

     

    https://www.illibraio.it/garry-disher-1098837/

  • 05Lug2019

    Giuliano Aluffi - Il Venerdì

    Australia: indagine con canguri

    «Affondò il piede sul pedale, quando un enorme canguro maschio gli piombò davanti».

    Una scena inconsueta nel mondo dei polizieschi, che basta già di per sé a dare un’idea del fascino esotico di questo thriller di Garry Disher – uno degli scrittori di genre più apprezzati in Australia – ambientato […]

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  • 29Giu2019

    Giuseppe Culicchia - Tuttolibri

    Altro che paradiso del surf: l’Australia è un inferno di spaccio e stupri seriali

    Garry Disher, autore per Marcos y Marcos di Senza campo, stando all’anagrafe è australiano: ma la percentuale di hard-boyled rintracciabile in questo suo romanzo riporta alla mente la migliore narrativa americana. In questo settimo capitolo della serie che vede come protagonisti il detective Hall Challis con la sua partner Ellen Destry, a capo dell’unità che indaga sui crimini a sfondo sessuale, Disher decide di giocare fin da subito a carte apparentemente scoperte […]

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  • 19Giu2019

    Azzurra Sichera - Silenzio sto leggendo!

    “Senza campo” di Garry Disher: un poliziesco ben scritto
    “Senza campo” di Garry Disher (Marcos y Marcos) è stata una lettura davvero molto piacevole. Un autore sicuramente da scoprire, mi sa che presto recupererò il primo della serie dedicata all’ispettore Hal Challis!

    TRAMA – Brace di sigaretta vola via dal finestrino e un incendio divampa nel bush: due cadaveri carbonizzati in un’auto, e tra le case lambite dalle fiamme, un laboratorio di metamfetamina. Dal laboratorio sono fuggiti tutti in fretta, ma lasciando i vestiti di una bambina: saranno della piccola Clover, scomparsa da giorni, come scomparso è il suo patrigno, Owen Valentine? Se lo chiedono uscendo dal letto, mangiando mirtilli in terrazzo, i detective Hal Challis e Ellen Destry, nei rari momenti strappati alle indagini sulle loro piste brucianti. E sempre più veloce deve correre anche Serena Coolidge, detective bella e nervosa, sulle tracce dei cuochi e dei corrieri della terribile meth. Nella baia più bella del Sud dell’Australia, tra scorci di paesaggi e di vita, tre piste si incrociano febbrili in un thriller magistrale.

    Non conoscevo Garry Disher e ho letto il suo “Senza campo” in un paio di giorni, aiutata da una scrittura scorrevole e da un intreccio sempre più interessante. Non sono d’accordo con quanto scritto nella trama perché non lo definirei un thriller, almeno non nel senso più classico del termine.

     

    Mancano del tutto quella suspense adrenalinica, e quell’escalation di tensione che àncora il lettore, specie nelle ultime pagine. Non è nemmeno possibile considerarlo un giallo in senso stretto, probabilmente sarebbe corretto definirlo come “poliziesco”, ma mi sento più vicina alla definizione che trovate nell’aletta, “serie dedicata all’ispettore Hal Challis”, che non incasella il romanzo in un definizione forzata che non gli rende giustizia.

    Vi dico quali sono stati, a mio parere, i punti di forza di “Senza campo“. Il primo è senza dubbio la struttura narrativa. Abbiamo tre filoni di indagine seguiti da tre nuclei investigativi diversi. C’è un omicidio, una maxi operazione antidroga, ci sono dei furti in appartamento che sono sfociati in stupri. Ma non solo.

    Come a tessere una ragnatela, Garry Disher inserisce sempre nuovi elementi: una persona scomparsa, una bambina che non si trova più, debiti da saldare, avidità. E la maglia si allarga, i collegamenti via via si fanno più evidenti, alcuni saranno sorprendenti, e non mancheranno dei piccoli tranelli lasciati appositamente per il lettore.

    Se all’inizio, vi confesso, stare dietro a tutti i nomi e inserirmi in una narrazione così fitta non è stato facile, una volta inquadrati i personaggi e i loro ruoli, la lettura è volata via in modo molto scorrevole. Merito anche dei capitoli brevi, del continuo cambio di prospettiva, del muoversi tra i vari personaggi coinvolti.

    Un’altra cosa che mi è piaciuta molto è stata la sincerità con cui viene delineato il lavoro di indagine dei protagonisti di “Senza campo“, senza però mai scadere nel ripetitivo o nel noioso. Ci sono procedure da tenere in giusta considerazione, appostamenti da fare, scartoffie da firmare. Ho apprezzato che non ci fosse nessun colpo di genio di quelli poco realistici, ma un serio lavoro di confronto tra gli elementi di una squadra, soprattutto quella guidata da Ellen (caro Garry, non so se hai scritto una serie su di lei, ma ci sarebbe da farci un pensierino…), intuizioni e magari anche un piccolo colpo di fortuna.

    Per quanto riguarda i personaggi, l’autore non si sofferma troppo su di loro, ma con brevi e sporadiche pennellate, ci fornisce i loro tratti più significativi, entrando nel vivo delle loro relazioni ma senza dare a queste troppo peso. Ho trovato un giusto equilibrio tra le varie componenti del romanzo, anche se non sono riuscita a identificare Hal Challis con protagonista principale. Non spicca in modo particolare, spesso Ellen gli ruba la scena o Pam (anche lei un personaggio tutto da scoprire!).

    In “Senza campo” ci sono diverse figure femminili che fanno mangiare un po’ di polvere al povero Hal, ma alla fine poco importa. Il romanzo è ben scritto e ha una struttura molto intelligente quindi è davvero così importante etichettarlo? Meglio leggerlo!

     

    https://www.silenziostoleggendo.com/2019/06/19/recensione-senza-campo/

  • 09Giu2019

    Luca Crovi - Il Giornale

    Anche il crimine ha le sue regole. Ma in Australia…

    L’Australia è un paese in cui non valgono le regole degli altri continenti. Non valgono per i caratteri umani, per i paesaggi […]

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