Pinna morsicata

Archivio rassegna stampa

  • 09Giu2017

    Stefania Liverini - lacodadeilibri.com

    Verso un non lo so

    Pinna Morsicata è la storia di un incontro tra due abitanti del mare. A pensarci bene già questo è un fatto incredibile: dentro l’enormità  di quel blu, tra migliaia di migliaia di bolle, pinne e squame, quei  due si incrociano, proprio in quel momento, in un luogo così dabbasso, dove non ci sono rotte per un fratello.

    Ci sono delle circostanze nella vita di un uomo, di un bambino o di un pesce che accadono quasi per caso, piccoli dettagli di una giornata che finiscono col diventare radici di un cambiamento.

    Il dettaglio della giornata di Pinna Morsicata è un pesce fatto ad angoli retti, che sembrava trapuntato come una coperta. Il dettaglio della giornata di Spigolo è uno spuntino smangiucchiato che sta colando a picco.

    Intuisci da subito che le vicende alla base del loro incontro portano addosso i segni di una grande tristezza ma non ne senti il peso; merito dei dialoghi scanzonati, dei gamberetti che finiscono, loro malgrado, nella bocca di Spigolo, delle strane essenziali e, a volte poetiche, lingue degli abissi. Cristiano Cavina ha molta cura delle parole che usa nel libro; le usa per toccare corde intime e profonde senza mai inciampare nella retorica o nel melodramma. I suoi testi, con parsimonia, semplicità e pudore, si conquistano la libertà di poter dire delle ferite di Pinna Morsicata e di Spigolo, senza che questi possano mai sentirsi traditi o sviliti nei loro sentimenti.

    I due si trovano a condividere un pezzo di strada insieme. Sono tipi diversi, loro: uno taciturno che non vede l’ora di potersi dedicare completamente alla sua tristezza e uno che a navigare era un disastro, però la lingua gli funzionava benissimo. Due modi differenti di attraversare il mare, di abitarlo e persino di vedere quello che hanno intorno (Gli Squali potevano essere tante cose, e quasi tutte spiacevoli: affamati, spietati, implacabili e via dicendo…che potessero essere interessanti, proprio non gli era mai venuto in mente.  Eppure per Spigolo“la volgata squalese è forse la lingua più complicata e bella di tutti i mari”…Hanno centinaia di modi per dirsi morso, ad esempio)

    Il loro nuotare insieme sarà motivo di scoperta, in fondo stanno andando verso un “Non lo so!…che è sempre una sorpresa e non assomiglia mai al Non lo so della prima volta”. I non lo so sono spesso luoghi dove puoi permetterti il lusso di allentare le tue certezze, imparare ad essere un po’ più indulgente con i tuoi errori e i tuoi segreti. I non lo so sono i luoghi ideali per ricominciare. Pinna Morsicata e Spigolo, ora, lo sanno.

  • 18Dic2016

    Enza Campino - Il Sole 24 Ore

    PINNA MORSICATA

    Cristiano Cavina, Marcos y Marcos, Milano

    pagg.170, ill., 15€ dai 9 anni: «Un delfino e un pesce con difficoltà che li rendono speciali ritrovano insieme la rotta»

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  • 08Dic2016

    Redazione - www.ravennanotizie.it

    Domenica alla Classense la presentazione del libro di Cristiano Cavina “Pinna morsicata”

    Domenica 11 dicembre, l’Istituzione Biblioteca Classense osserverà un orario di apertura straordinario dalle ore 15.00 alle ore di 18.00, in cui proporrà, presso la Sezione Lettura della sua sede centrale, il servizio di prestito e alle ore 16.00, presso la Sala Muratori, ospiterà lo scrittore di Casola Valsenio Cristiano Cavina nell’ambito dell’iniziativa Parole Classensi, curata da Matteo Cavezzali – Associazione Onnivoro.

    L’autore, con la sua fantasia e sensibilità, racconterà di Pinna morsicata (Marcos y marcos, 2016), il primo dei suoi romanzi ad essere pensato per i lettori più giovani ma anche per chi già grande, si sente ancora bambino. Protagonista di questa fiaba dal sapore di un tempo andato, è un delfino che, unico sopravvissuto all’attacco di uno squalo, si distingue per la sua pinna mangiucchiata.

    Creatura complicata alla stregua di un umano qualsiasi, ha perso la gioia di vivere e così ha perso tutto: il suo Clan, la sua storia, le sue radici e sé stesso. Arrabbiato e abbattuto, decide di inabissarsi nelle profondità marine dove finisce per scontrarsi con un pesce giallo, maldestro e goffo, che necessita di aiuto perché non riesce più a risalire in superficie. É così che nasce l’avventura di Pinna Morsicata che, nel viaggio che lo porta a confrontarsi col suo esatto opposto Spigolo, simpatico e curioso, affronta le sue zone d’ombra e impara a conoscere meglio sé stesso. Un’avventura tra le onde tenera, divertente e profonda, che parla di amicizia e solitudine, in cui emozioni vere e profonde prendono vita anche grazie alle illustrazioni gialle e blu di Laura Fanelli.

    Cristiano Cavina nasce nel maggio del 1974 a Casola Valsenio dove vive tutt’ora. Si nutre di storie fin da piccolo, ascoltando i racconti dei vecchi al bar; quando poi scopre i libri, la sua strada è tracciata. Scrive di cose che conosce bene: la sua infanzia in Alla grande (premio Tondelli) e Un’ultima stagione da esordienti; l’epopea di Nonna Cristina in Nel paese di Tolintesàc; la sua storia di figlio senza padre e di padre fuori dagli schemi nei Frutti dimenticati (premio Castiglioncello, premio Vigevano, premio Serantini, Selezione premio Strega); il lavoro nell’immensa cava di gesso alle porte di Casola Valsenio in Scavare una buca; i suoi anni di scuola superiore in Inutile Tentare Imprigionare Sogni. In La pizza per autodidatti trasmette la sua esperienza di ‘pizzaiolo quando c’è’ nella Pizzeria Il Farro di Casola Valsenio: tra impasti, temperature e ricette, ci svela l’importanza del forno per un narratore come lui.

  • 26Lug2016

    Giuseppe Fantasia - L'Huffington Post

    Pinna Morsicata

     

    Quando un delfino perde la gioia, perde tutto. Pinna Morsicata, questo è il suo nome, è una creatura complicata come gli umani o forse anche di più. Non vuole parlare con nessuno e passa le sue giornate in fondo al mare facendosi trasportare dalla corrente, senza una rotta precisa. Dove è finito l’avventuroso membro del Clan di Muso Lungo che saltava sulle onde a perdifiato assieme ai suoi amici? Da tempo si è spezzato il cuore da solo e non riesce a rimediare a questo errore. Una speranza c’è e compare da un momento all’altro sotto forma di amicizia o forse di più, perché ogni creatura vivente ha un cuore.

    Se le più fortunate, però, “riescono a prendersene cura senza farci caso, con la facilità con cui respirano”, le altre “sono più impacciate, come se del cuore che è toccato loro in sorte sentissero il peso e dovessero impegnarsi un po’ di più, per farlo funzionare come si deve”. Unire le rotte, dunque, è necessario e nuotando pinna a pinna, si sorride, si litiga, si scambiano i segreti e ci si supporta, perché i pericoli sono sempre dietro l’angolo, ma – soprattutto – perché così facendo, si vive. Come tutti i libri di Cavina, il pizzaiolo/scrittore di Casola Valsenio (sull’Appennino romagnolo) che ogni volta ama stupirci con la sua fantasia e sensibilità, anche questa fiaba (impreziosita dalle illustrazioni di Laura Fanelli) ha un sapore di un tempo che non c’è più. Impossibile non affezionarsi ai suoi personaggi, umani e non, perché arrivano dritti al cuore. Da regalare ai grandi che si sentono ancora bambini.

  • 19Lug2016

    Marina Grillo - Internostorie.it

    Pinna Morsicata di Cristiano Cavina

    Marcos y Marcos apre all’estate con un bel titolo, Pinna Morsicata, per la collana dedicata ai bambini e ragazzi, Gli scarabocchi, – dopo averla inaugurata a suon di musica da Carlo Boccadoro -, ora punta ad osservare il mare. Si salpa sulla prima barca per seguire le rocambolesche rotte di un delfino.
    Cristiano Cavina ha gettato la sua rete in questo lieve romanzo di formazione illustrato di blu e giallo di Laura Fanelli a tutta a pagina e nei dettagli; una favola marina per i giorni d’estate da leggere in riva al mare.

     

    C’era una sola rotta in tutto il mare che avrebbe potuto condurlo finalmente lontano da ogni cosa.
    Un posto dove nemmeno i brutti ricordi avrebbero potuto inseguirlo.
    Non era a est, dove nasce la Grande Luce dei Giorno, e nemmeno a ovest, dove scompare.
    Non era a sud, dove migrano alcune Sette delle Orche, e nemmeno a Nord, dove quelle ficcamuso di Focene sostengono esista una grande isola fatta di un’acqua che non si può attraversare, dura come le pietre delle Terreferme. L’unica rotta per scomparire era quella che portava sotto di lui.

    Pinna Morsicata un bel giorno decide che non gli basta più il mare, quel mare che il Clan di Muso Lungo ha imposto di non varcare, disubbidisce al divieto e raggiunge la parte più profonda delle acque, quella esplorata dai Capodogli. Non si accontenta di vivere in novanta pinnate d’acqua, troppo poco per un mammifero che soffre di una grave malattia: la curiosità.
    Non ha smarrito la via di casa, si è volontariamente allontanato dai suoi compagni di sempre quando il senso di colpa si è fatto insopportabile. «Vivere a metà non serve a nulla».
    Gli mancano moltissimo i racconti del suo Clan e le tante mamme che si sono prese cure di lui quando è rimasto un orfano, unico sopravvissuto all’attacco di uno squalo, per questo la pinna mangiucchiata è il suo tratto distintivo. Cose che pensa abbia perduto per sempre.
    Durante questo suo peregrinare incontra Spigolo uno strano pesce a forma di baule ad angoli retti, è il nome che gli affibbia Pinna Morsicata visto che non ha uno. Mastica un po’ di delfinese, l’intricato cefalese, insomma buona parte delle lingue oceaniche. Il popolo del mare non è anonimo, ha una precisa identità distinguibile fin dal nome in lettera maiuscola: Sardine, Coralli, Balene, Sogliole, Granchi, Meduse. Questo libro è un piccolo atlante per conoscere gli abitanti dei fondali.
    Spigolo diventa il suo compagno d’avventura. È chiacchierone, forse un pochino fanfarone, mentre il delfino vorrebbe pace e silenzio. Però «se non dici mai niente, finisci per ritrovarti con troppi cieli addosso», è il monito che lo accompagna durante la traversata senza una precisa meta.
    Entrambi nascondono un segreto, un calare a picco, una cicatrice: abbiamo tutti il nostro morso, dice Spigolo; sono restii a confessare il peso che li attanaglia, non si fidano fino in fondo l’uno dell’altro, spesso entrano in conflitto per motivi anche futili. Ma in questo caso, Pinna Morsicata avrà prova del sincero e disinteressato legame, imparerà a riconciliarsi con i propri errori e a vederli sotto una nuova luce. Perché quel buffo pesce gli ha impartito la lezione più grande: l’amicizia ha un valore inimmaginabile.
    L’avventuroso delfino ha vissuto sulle propria pelle il pericolo del percorso esistenziale, i limiti possono essere superati a patto di essere consapevoli delle conseguenze.
    Quella di Pinna Morsicata è una storia capovolta, che trova nel mare un suo corrispettivo umano: può essere paragonato ad un Ulisse dei fondali per quel desiderio di il desiderio di libertà e di conoscenza lo spinge ad allontanarsi dal gruppo e a intraprendere un viaggio di solitudine e illusioni.

     

    Titolo: Pinna Morsicata
    Autore: Cristiano Cavina
    Editore: Marcos y Marcos
    Pagine: 160
    Anno di pubblicazione: 2016
    EAN: 9788871687209
    Prezzo di copertina: € 15,00
    Età di lettura: dai 6 anni

  • 08Lug2016

    Enzo D'Andrea - meloleggo.it

    Una storia blu mare, di Cristiano Cavina

    (Attenzione! Non leggere fino alla fine perchè viene rivelato il finale)

    Il mare è affascinante, denso di sostanza, di tutto quel fluido che ti scorre attorno, sopra e sotto, e ti riporta agli albori della tua esistenza, a quando ancora non avevi gli occhi aperti al mondo terreno.

    Quel fluido era rassicurante, perché limitato nello spazio.

    Il mare vero – o l’oceano, se preferite – non lo è. In realtà è uno spazio sconfinato, dove puoi trovare pericoli a bizzeffe, scoprire l’inimmaginabile e anche trovare amici.

    E in quel fluido sconfinato, diventa difficile sparire alla vista degli altri esseri, anche se fai di tutto per isolarti.

    Pinna morsicata, protagonista del romanzo di Cristiano Cavina edito da Marcos y Marcosy, è un curioso e avventuroso delfino appartenente al Clan di Muso Lungo che sta cercando in tutti i modi di fuggire ai propri simili e agli altri milioni di esseri che popolano le acque profonde.

    Ha perso la gioia e non è felice, per qualcosa che lo ha costretto ad allontanarsi dal clan. Forse quella pinna morsicata, o forse altro, non lo rendono più speciale come credeva un tempo.

    Nel girovagare per gli abissi, Pinna morsicata si imbatte in un curioso pesce giallo a forma di valigia, che visto di fronte sembra piuttosto una busta per la spesa. Spigolo – questo il nome che inventa Pinna per definire quel pesce tutto angoli retti e spigoli – è un animale curioso che mangia con voracità, conosce tutti i dialetti delle specie marine ed è così chiacchierone da risultare fastidioso, pedante.

    Eppure, nonostante quell’epidermico fastidio, Pinna morsicata non riesce a liberarsene. Scopre anzi che, in fondo, Spigolo gli sta simpatico.

    I due viaggiano così per le profondità dei mari, scoprendo cose nuove e imparando a conoscersi a vicenda, perché “…insieme si nuota più veloci, più leggeri, e si può affrontare tutto…”.

    Manca qualcosa, tuttavia.

    Manca quella rivelazione finale che fa sì che due individui possano dire di conoscersi davvero.

    Pinna morsicata rivela il suo segreto, la sua vicenda, il motivo per cui è così infelice. Tutto il creato sembra gravargli sopra, e nulla appare poter migliorare il suo stato d’animo.

    L’incontro con uno squalo mako mette fine a tutte le domande, ai dubbi, e a tante altre sciocchezze.

    C’è in gioco la sopravvivenza dei due amici, e in questa occasione accade una cosa incredibile. Spigolo si gonfia a dismisura, mettendo in fuga lo squalo;  resta però ferito a morte. E così, agonizzando, svela a Pinna morsicata il suo segreto, il motivo per cui anche lui è costretto a vivere da solo.

    Al contrario di Pinna, Spigolo vive in solitudine senza averne colpa, perché è la sua natura a rendere le cose così difficili.

    Pinna comprende di colpo “…come dovesse essere perdere tutto pur avendo ragione. Pensò ai mugugni e ai silenzi che aveva sbattuto sul muso a Spigolo, senza sapere di non essere quello che soffriva di più…”.

    Cristiano Cavina sciorina una bella storia di amicizia, un racconto maiuscolo e di facile lettura, adatto però non solo ai piccoli lettori.

    Tutti noi dobbiamo comprendere la vera morale della storia, quel saper ascoltare anche gli altri, senza riversargli sopra i nostri problemi.

    Le nostre ambasce, spesso, divengono puerili questioni di fronte a chi, probabilmente, ha sofferto di più.

    Cavina, con Pinna Morsicata, affida questo insegnamento a una storia in cui affiorano il profumo del mare, l’azzurro del cielo e l’immensità del creato.

    Si lascia la lettura con un senso di pace, e anche con un piccolo magone.

    Si guardarono negli occhi un’ultima volta.

    «Giù i testoni e code a manetta, fratello mio» mormorò Spigolo.

    Se ne andò così, guardando in alto, con un innocente sorriso di meraviglia. Salì in superficie leggero, pronto a salpare per il grande mare d’aria che avvolgeva tutto il mondo.

  • 05Lug2016

    Federica Pizzi - libriemarmellata.wordpress.com

    Pinna Morsicata

    La vastità del mare da sempre è fonte di potenti suggestioni. Navigare, andare alla deriva, tenersi a galla, colare a picco, sono espressioni che, oltre al loro significato letterale, si usano sovente riferite alla sfera psicologica, perché evocano immagini, sensazioni, che ben calzano all’intensità di certi movimenti interiori.
    Sono metafore che l’uomo ha scelto per esplorare e raccontare campi intimi e complessi. Usandole ha prodotto libri che, se da un lato raccontano storie, in apparenza perfino semplici, dall’altro scavano in fondo, entrando in risonanza con i moti dell’anima.

     

    Fortemente metaforico è il romanzo di Cristiano Cavina, recentemente pubblicato dalla casa editrice Marcos y Marcos, “Pinna morsicata”. Delicato, lieve, anche divertente, si rivela ad una lettura sensibile e aperta profondo e toccante, capace di muovere corde emotive di adulti e ragazzi.
    Sono corde che rispondono al suono di parole come tristezza, solitudine, sconforto, perfino più radicalmente depressione, ma possono allo stesso modo vibrare se si parla di incontro, vicinanza, ascolto, amicizia.

    Sono tante le emozioni che riescono ad essere toccate dalle parole e dalle immagini di questo racconto, alcune perfino difficili da richiamare alla mente e al cuore, se provate. Ma l’effetto della lettura è benefico, catartico perché, senza offrire risposte ma solo la generosità di un momento empatico, permette al lettore di ritrovarsi, ripensarsi, aprendo le porte ad un momento di vicinanza con se stesso.

    Quando incontriamo Pinna Morsicataun delfino giovane, con la pinna dorsale che porta il segno di un incontro ravvicinato, avvenuto durante l’infanzia, con uno squalo – di lui sappiamo poco. Veniamo subito a conoscenza della sua tristezza, del suo desiderio di lasciarsi andare alla deriva nel mare, da solo e senza alcuna destinazione. E’ un delfino rimasto senza il suo clan, per un avvenimento accaduto che non ci viene raccontato, ma del quale avvertiamo il grande peso.

    Qualcosa è successo a Pinna Morsicata che gli ha tolto la voglia di vivere e lo ha fatto sentire indegno di accompagnarsi ai suoi simili e amici, al gruppo che lo ha sempre protetto e accudito.
    Ma dietro la desolazione del pinnato protagonista conosciamo la sua indole, almeno quella che era. Pinna Morsicata era un giovane delfino vivace e intraprendente, curioso e assetato di vita e d’avventura. Non si accontentava dei suoi limiti, non amava le regole. Come tanti coetanei, soprattutto umani, desiderava spingersi oltre, mettersi alla prova, poco fidandosi dei divieti imposti da saggi e adulti.

    Cosa ha portato Pinna Morsicata a perdere la speranza?

    Per scoprirlo bisogna arrivare alle ultime pagine del libro, ma il percorso non è solo del lettore ma anche del delfino, che deve affrontare un cammino di crescita e acquisizione di consapevolezza. In questo risulta fondamentale l’incontro con Spigolo, un pesce dalla forma stramba – che assomiglia di profilo ad una valigia e di fronte a una busta della spesa.

    Spigolo ha un problema: un difetto alle pinne caudali lo porta a colare a picco ogni volta che si addormenta. Cadere in profondità può essere rischioso anche per un abitante del mare, per via della pressione che pesa sui fondali, e così il pesce ha bisogno di un compagno di navigazione che, quando sprofonda, lo possa “nasare su”, cioè spingere in superficie con il naso.

    Così inizia la navigazione in compagnia dei due, apparentemente per un bisogno fisico, ma sotto la superficie per motivi emotivi che nessuno dei due ha ancora la forza e il coraggio di esprimere. Entrambi custodiscono segreti dolorosi che non possono svelare, sebbene il viaggio condiviso, tra sbuffi, discussioni, bisticci e silenzi, correndo anche veri pericoli, piano piano inizi a scalfire le corazze.

    Spigolo ha tante storie da raccontare, perché ha viaggiato. Conosce le lingue di tantissime specie marine, pare un po’ invadente ma è anche saggio, sincero. Pinna Morsicata è insofferente come i giovani, spesso ha un atteggiamento sostenuto, preferisce mostrarsi inaccessibile, difendere la sua solitudine.

    Ci vorrà del tempo per portare entrambi a confidarsi, incontrarsi davvero nelle loro fragilità, ma anche nella loro forza. E quel momento sarà per Pinna Morsicata fondamentale per un confronto con se stesso, per una conquistata consapevolezza, per un importante gradino di crescita.

    I dialoghi tra i due, così come il racconto della loro navigazione, sono deliziosi. Divertenti ma allo stesso tempo illuminanti. Cavina usa una prosa originale, curata, ma anche fresca e spassosa che ben lega la narrazione all’ambiente marino, pur trattandosi di un racconto metaforico. Cita nomi di specie di pesci e abitanti del mare, adatta modi di dire, crea un gergo che caratterizza i suoi personaggi, rendendoli vivi, simpatici, divertenti.

    Il risultato è un romanzo che, pur echeggiando con temi interiori, non perde di vista il suo essere (anche) una storia bella di per sé, permettendole ancora di più di entrare nel cuore del lettore ad esercitare il suo potere catartico ed empatico. Terapeutico nel buon senso della parola.

    Ho deciso che, seppure di solito alla fine delle mie recensioni indico un’età di riferimento per la destinazione del libro, per questo non lo farò. Perché la sua natura lo rende un racconto per tutti, per chi ne ha bisogno direi. Allo stesso tempo non lo consiglierei a bambini troppo piccoli, prima dell’ingresso alla scuola secondaria, proprio perché, pur nella lettura condivisa ad alta voce (cui questo libro si presta) non riuscirebbe probabilmente ad essere colta tutta la forza della storia. Una forza che è stratificata, che può parlare diverse lingue a diversi lettori, ma proprio per non svilire l’essenza di un bel libro, è giusto che incontri chi ha un terreno emotivo già avviato verso la giusta maturazione per coglierla.

    Belle e degne di nota, infine, le illustrazioni tricromatiche di Laura Fanelli. In azzurro, bianco e giallo a disegnare con tratti morbidi e sporchi, riempiti con colori farinosi, i fondali marini, percorsi da figure semplici ed essenziali. L’effetto è armonico e aggraziato, intonato con il font azzurro del testo, che regala anche rilassatezza alla lettura.

    “Pinna Morsicata” di Cristiano Cavina, Marcos y Marcos, 2016, 170 pag., 15 euro

  • 26Giu2016

    Francesca Tamberlani - milkbook.it

    Pinna morsicata è la prima prova  “per ragazzi” di Cristiano Cavina, scrittore  romagnolo conosciuto, oltre che per i suoi libri  ispirati  alla sua vita e alla sua infanzia, anche per le sue pizze.

    Mi è piaciuto molto il suo tono  equilibrato e ironico, riflessivo, ricco di metafore. Il suo romanzo, pur essendo di fantasia, contiene un numero impressionante  di  massime e pillole di verità  che rappresentano la condizione umana.

     

    Pinna Morsicata aveva perso la gioia, e quando un delfino perde la gioia, perde tutto.

    I cuori possono spezzarsi in così tanti modi!
A Pinna Morsicata era capitato uno dei peggiori: se l’era spezzato da solo.

    Non c’era bisogno di conoscere la loro lingua per capire cosa si stessero dicendo; la delusione in uno sguardo è uguale in ogni parte del mondo.

    Le cose belle sono quelle che fanno più male, quando ci si ritrova a essere soli. Ti cadono addosso quando meno te lo aspetti, come se fossero brutte.

    Pinna Morsicata  è un  delfino speciale, eroico, un orfano sopravvissuto all’attacco di uno squalo quando era piccolo. Il  morso del predatore lo ha però segnato per sempre, e la sua  pinna malconcia  sta lì a dichiararlo.

    Il racconto prende il via  e ci è subito chiaro che a Pinna Morsicata deve  essere capitato qualcosa di  terribile  (cosa sia lo scopriremo solo alla fine) perché si ritrova  solo, senza più rotta né compagnia,  in balia dei  capricci del mare. È un delfino  depresso, afflitto, che rimugina continuamente sui suoi  errori. È anche un delfino irrequieto, avventuroso ecurioso  (ce lo confida lui stesso, aprendosi a poco a poco con noi lettori), la cui curiosità gli ha procurato  solo guai.

    Durante la sua navigazione sconclusionata e apatica,  decide di farla finita, di abbandonare le resistenze e sprofondare  nella parte oscura del mare, dove la notte non finisce  mai.

    Ma ecco che mentre cola a picco, a poche pinnate dagli abissi, una voce lo scuote scombinandogli i piani: <<Non è così che dovrebbe navigare un fratello>>, gli dice una sagoma buffa,  uno strano esemplare di pesce a forma di baule, una creatura loquace che ha un guasto alle code e non riesce a nuotare per  risalire la marea.

    È difficile scomparire come si deve, quando ci si ritrova qualcuno tra le pinne,
scrive Cavina, introducendo il  rapporto conflittuale tra questi due personaggi  dalla personalità opposta. Tanto  Pinna Morsicata  è schivo, reticente, diffidente, quanto il pesce giallo a forma di valigia (Spigolo) è estroverso, ficcanaso e linguacciuto.

    I battibecchi tra i due sono comici… volano insulti e offese spicciole: <<Vaffancoda!>> sbotta  Pinna Morsicata. <<Magari>> risponde l’altro pronto <<ma non mi funzionano più!>>.

    Non se le mandano a dire, si provocano a vicenda, si stuzzicano. E tra uno scontro e l’altro, cominciano a conoscersi meglio, a raccontarsi  qualcosa del loro passato, a capire i motivi che li hanno fatti incontrare.

    Descrivendoci i due simpatici pesci  e le loro esperienze, l’autore ha la possibilità di dare voce a  un ricco repertorio di emozioni e stati d’animo universali: ci parla di  tristezza, sensi di colpa,  paura,  amicizia,  diversità, crescita. Lambisce tanti territori, anche quello della  morte, mantenendo  un tono misurato, evocativo e leggero, strappandoci sorrisi e momenti di riflessione.

    Le considerazioni e le preoccupazioni  di  Pinna Morsicata  sono così autentiche  e condivisibili! Ricordano i  tanti ragionamenti che appartengono alla nostra natura di  essere umani fragili, imperfetti, emotivi, impulsivi.
Spigolo, con le sue obiezioni  puntuali e incalzanti, con il suo vivace piglio, è una sorta di grillo parlante che smuove la sua coscienza, mette a nudo i suoi sentimenti, smaschera le sue contraddizioni.

    E mentre i due, nel corso del romanzo, si scopriranno  affiatati  e  inseparabili,  noi avremo il tempo di affezionarci a entrambi, di provare tenerezza per le loro disavventure, di meravigliarci  del loro  coraggio. E terminata la lettura, commossi, scossi, con un po’ di magone, avremo la sensazione che doveva andare proprio così, che il cerchio si sia chiuso alla perfezione. Perché la fine è anche un nuovo inizio. Ed è così che va la vita.

  • 23Giu2016

    Ilaria Cairoli - Panorama.it

    Pinna morsicata, edito da Marcos y Marcos, è il primo romanzo di Cristiano Cavina scritto e pensato per i lettori più giovani. L’autore di I frutti dimenticatiUna stagione da esordienti e Alla grande, nell’affacciarsi alla letteratura per ragazzi, si confronta con temi difficili come tristezza e solitudine. Insolito protagonista di questo romanzo: un delfino.

     

    Come gli umani che popolano le Terreferme, anche i Delfini sono creature complicate, fatte di tante cose speciali; a volte basta che ne perdano una, una soltanto, e finiscono per perderle tutte quante.

    Pinna Morsicata è un delfino allo sbando, che naviga senza rotta. Ha perso la gioia e con la gioia ha perso tutto: il suo Clan, la sua storia, le sue radici e sé stesso. È arrabbiato, sfiduciato, abbattuto: non ha più voglia di giocare, di saltare, di ricordare il suo passato e gli errori che lo hanno portato a scappare e a navigare in solitaria.

    Ogni creatura vivente ha un cuore. Le più fortunate riescono a prendersene cura senza farci caso, con la facilità con cui respirano; altre invece sono più impacciate, come se del cuore che è toccato loro in sorte sentissero il peso, e dovessero impegnarsi un po’ di più per farlo funzionare come si deve.

    È così che inizia a pensare sia quasi meglio scomparire del tutto, ma quando decide di inabissarsi nel mare più profondo, trova a qualche pinnata di profondità un motivo per risalire: un pesce maldestro e goffo, che assomiglia più a una valigia che a una creatura acquatica. Un pesce che ha bisogno di aiuto perché non riesce più a tornare in superficie e lentamente sprofonda nel mare.

    È da questo intoppo nella sua discesa solitaria verso l’ignoto, che nasce la vera avventura di Pinna Morsicata, che si troverà a dover assistere il simpatico Spigolo, accompagnandolo in acque più basse, dove non rischia di inabissarsi a ogni pisolino. Spigolo è vitale, spiritoso ed estremamente curioso. È l’esatto opposto di Pinna Morsicata, ma forse proprio per questo, nonostante i mugugni, nascerà un legame fortissimo tra i due, che tra chiacchierate assurde, segreti svelati, incontri, litigi e risate trovano un modo leggero per affrontare il viaggio e, insieme al viaggio, sé stessi e le proprie zone d’ombra.

    Pinna Morsicata è un libro intenso, emozionante, profondo, come il mare in cui vuole perdersi il protagonista. È un romanzo di formazione in cui affiorano temi come la tristezza, la ricerca di sé stessi, la rabbia e la frustrazione, ma anche la bellezza della condivisione, la forza dell’amicizia e l’importanza della memoria e del racconto del proprio passato.
    Pinna Morsicata regala ai lettori, grandi e piccoli, emozioni vere e profonde, che prendono vita anche grazie alle illustrazioni di Laura Fanelli. Le immagini, che fanno l’effetto di una serigrafia, accompagnano piacevolmente la lettura, giocando graficamente sul contrasto tra il bianco della pagina, il giallo e le diverse sfumature del blu.

  • 21Giu2016

    Arianna Bordignon - ariadnesdiary.blogspot.it

    E’ il primo giorno d’estate e finalmente oggi c’è il sole! Non si vede che mi piace l’estate, vero?

    Per festeggiare la giornata, oggi vi propongo la recensione di un libricino che ho adorato follemente. Si tratta di Pinna morsicata di Cristiano Cavina, edito da Marcos y Marcos nella carinissima collana Gli scarabocchi. Una collana nuova e dedicata a bambini e ragazzi tra i sette e i tredici anni. Ma credetemi, questo libro è perfetto anche per i più grandi. Soprattutto se state attraversando un periodo di sconforto, questa lettura può tirarvi su di morale e farvi sorridere di tenerezza.

    Nuotando pinna a pinna, si sorride, si litiga e si scambiano i segreti. Si diventa molto di più che semplici compagni di rotta. Era l’avventuroso Pinna Morsicata del Clan di Muso Lungo, saltava sulle onde a perdifiato. La cicatrice sulla pinna lo rendeva unico, speciale. Adesso invece si lascia trasportare dalla corrente, lontano dal suo Clan, senza rotta né compagnia. Pinna Morsicata ha perso la gioia, e quando un delfino perde la gioia, perde tutto. Si è spezzato il cuore con le sue pinne e non vuole parlarne con nessuno: pensa solo a scomparire in fondo al mare. Che buio, laggiù. Tutto quel mare che ti schiaccia, nemmeno una creatura intorno. Poi, di colpo, una voce. C’è un pesce giallo a forma di valigia. “Ho un guasto alle code, continuo a colare a picco, potresti nasarmi in su?” Unire le rotte è necessario. “Porto al sicuro questo pesce a spigoli e poi sparisco di nuovo con la mia tristezza” pensa Pinna Morsicata. Ma è difficile scomparire come si deve, quando ci si ritrova qualcuno tra le pinne. Spigolo conosce tutte le lingue del mondo d’acqua. Ha navigato in molti mari. Anche lui ha perso qualcosa. Nuotando pinna a pinna, si sorride, si litiga e si scambiano i segreti. Si diventa molto di più che semplici compagni di rotta. Insieme si nuota più veloci, più leggeri, e si può affrontare tutto: anche il ghigno beffardo di uno squalo.

    Pinna morsicata è un delfino solitario e scontroso, ma anche un delfino speciale: la cicatrice sulla sua pinna lo rende unico. Ma ora si sta lasciando trasportare dalle onde, lontano dal suo Clan, lontano dagli amici, lontano da tutto. Ha perso la gioia e ha il cuore spezzato, l’unica cosa che desidera è scomparire nelle profondità del mare, in quel buio misterioso e solitario.

    Perché non è affatto facile trovare il proprio posto nel mondo e Pinna morsicata lo sa bene.

    Finché sulla sua via non trova un curioso pesce giallo a forma di valigia, Spigolo. con un problema tecnico alle code. E’ necessario unire le forze, in mare non si lascia indietro nessuno. Diventa complicato sparire e allontanarsi da tutto e tutti, quando si ha qualcuno di così stravagante e chiacchierone che naviga vicino.

    Nuotando insieme, ci si conosce poco per volta, tra una risata e una litigata ci si scambia anche i propri segreti e tutto cambia.

    In questo piccolo libro si parla di molte cose: di solitudine, di amicizia, di paura e coraggio, di solidarietà e diversità, di partenze e ritorni, ma soprattutto si parla di quella grande avventura chiamata crescita.

    Cristiano Cavina adotta la forma della favola per trasportarci nelle profondità e vastità dell’oceano, ma soprattutto per far scoprire al lettore, piccolo o grande che sia, la forza dei sentimenti.

    Quando Pinna morsicata incontra Spigolo, i suoi silenzi cupi e pieni di pensieri vengono interrotti dalle stravaganze di questo strano pesce con un guasto alle code. E se all’inizio sembra solo essere un intralcio momentaneo alla sua fuga dal mondo e da se stesso, l’amicizia si fa sempre più forte e nemmeno un litigio o uno squalo che affiora del fondale, possono più farla vacillare. Perché ormai non si è più soli e insieme si può affrontare tutto.

    Una storia dolce, che fa riflettere il lettore su chi siamo e su cosa vogliamo. Per tutti i piccoli e grandi esploratori del mondo che non vedo l’ora di partire per la grande avventura della crescita, e perché non ci si dimentichi mai che il ritorno a casa è sempre l’avventura migliore.

    Merita una menzione speciale anche la cura adottata dalla casa editrice nella veste grafica dell’intero libro. Non troviamo solo le bellissime tavole illustrate di Laura Fanelli, ma anche una grandissima attenzione a tutti i minimi dettagli: dalla scelta del blu come colore del testo, al dettaglio della pinna morsicata per indicare la numerazione dei capitoli.

    Pinna morsicata è un piccolo gioiellino che brilla tra le onde, da regalare e regalarsi per ritrovare il sorriso e la forza per affrontare il tortuoso viaggio verso la crescita e il proprio posto nel mondo.

  • 21Mag2016

    Francesca Nava - mileggiunastoria.com

    “Pinna Morsicata” è un libro che parla di tante cose: parla di solitudine e amicizia, di paura e di coraggio, di viaggi e di ritorni. Ma soprattutto, dell’avventura più grande che esista: crescere.

     

    Non è facile trovare il proprio posto nel mondo, lo sa bene Pinna Morsicata, un delfino che ha perso la rotta, e la fiducia in se stesso e negli altri.

    Per fortuna, il destino gli mette fra le pinne un pesciolino chiacchierone e stravagante: Spigolo, che sembra una valigia gialla con gli occhi. Spigolo ha bisogno di Pinna Morsicata per non sprofondare negli abissi e il delfino, sebbene a malincuore, lo accontenta, abbandonando la solitudine tanto desiderata.

    Così inizia per questi due strani personaggi un viaggio attraverso il mondo dell’acqua, fra incontri divertenti, risate, litigi e confidenze. Quello che Pinna Morsicata non sa è che anche lui ha bisogno di Spigolo, per ritrovare se stesso.

    Una storia dolce e divertente, che fa riflettere su chi siamo e su cosa vogliamo. Per tutti i pesciolini che non vedono l’ora di esplorare il mondo, perché non dimentichino che l’avventura più bella, alla fine, è far ritorno a casa.

  • 10Mag2016

    Carla Ghisalberti - letturacandita.blogspot.it

    LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

    TESTONI E CODE A MANETTA

    Pinna Morsicata, Cristiano Cavina, Laura Fanelli

    Marcos y Marcos 2016

    NARRATIVA PER GRANDI (dai 12 anni)

    “‘Non sei felice? gli chiese a un certo punto.’Di cosa?’ disse Pinna Morsicata, sorpreso. Spigolo era una di quelle creature che avevano un modo tutto loro di fare domande capaci di prenderti alla sprovvista.

    E le domande fatte all’improvviso sono le più difficili da ignorare, anche per un delfino che vorrebbe starsene per i fatti suoi.”

    E Pinna Morsicata è un delfino che vuole starsene per i fatti suoi. È un delfino restio alle regole del branco. Ma è soprattutto un delfino che sta scappando dalle proprie malinconie. Ma il giorno che decide di farla finita inabissandosi ben oltre il limite concesso ai delfini – le novanta pinnate – in un’acqua oscura e pesante sui suoi polmoni, incontra Spigolo.

    Spigolo non è il suo vero nome, ma è difficile chiamarlo diversamente questo strano pesce che di fianco pare una valigia tutta angoli e di fronte una sottile busta di plastica.

    Spigolo, in fondo al mare, ci precipita invece perché ha un guasto alle code e appena si appisola, va a fondo, piomba dabbasso.

    Negli abissi, anche in quelli della disperazione, i due si incontrano. Ma a un delfino che si sta crogiolando nella propria tristezza, che ha solo occhi per se stesso nella sua vena depressiva, non puoi chiedere un aiuto, un aiuto per tornare verso la superficie. Questo lo coglie alla sprovvista, scombussola i suoi piani, le sue prospettive. Ma tant’è. Quell’incontro inaspettato sul fondo del mare lo distoglie dai suoi pensieri funesti e ribelli e lo costringe a tornare a galla, in tutti i sensi.

    Quello che sembrava un breve diversivo nel suo originario programma di farla finita con il mare, con il branco e con i suoi simili diventa invece una quotidiana abitudine. Spigolo, con il suo problema di inabissamento, ha bisogno di un sostegno costante. E Pinna Morsicata, suo malgrado, lo diventa. A tutti gli effetti.

    Diversi per carattere e distanti anche nel modo di ‘leggere’ il mondo marino, i due inevitabilmente e inesorabilmente divengono amici. Un’amicizia fatta di diversità: l’uno scontroso, l’altro solare; l’uno silenzioso, l’altro ciarliero; l’uno egocentrico, l’altro altruista; l’uno corroso dai sensi di colpa, l’altro torturato dai rimpianti; l’uno senza meta, l’altro con una destinazione precisa, l’uno mammifero, l’altro pesce; l’uno amante della profondità; l’altro terrorizzato dall’abisso. Insomma due perfetti amici con una cosa sola che li accomuna: entrambi serbano per sé un grande e pesante segreto.

    Mi fermo qui.

    Come in uno specchio, il mondo di sopra si riverbera in quello di sotto. Metafora acquatica per raccontare un bel po’ di cose intorno all’amicizia, ai rimpianti, alla lealtà, alle bugie, alla solitudine. Tutte cose che hanno parecchio a che fare con il diventare grandi. Insomma, nella leggerezza che sostiene chi nuota, sul pelo dell’acqua dove è visibile il mondo di sopra e quello di sotto, Cavina, uomo di collina, ci convince una volta di più in questo romanzo a metà ittico e a metà di formazione.

    Sono una sostenitrice di Cavina fin dalla prima ora. Alla grande! letto e riletto anche ad alta voce in una estate a due ragazzette che avevo sotto mano.

    Di Cavina scrittore convincono varie cose che si ritrovano anche in Pinna Morsicata. In primo luogo la capacità di saper leggere aspetti anche complessi dell’animo umano e di saperli tradurre in un lessico quotidiano. E ancora la leggerezza nel mescolare mondi distanti, anche attraverso una buona dose di ironia. Partiamo da questo secondo aspetto: la vena di sottile sarcasmo che si ritrova per esempio nella complessa nomenclatura del libro, vero atlante del mondo marino, fa da spina dorsale (o dovrei dire da lisca) all’intero racconto e ne stempera talvolta gli aspetti più introspettivi e profondi. Così si mescola il sorriso e il divertimento con il flusso di coscienza. E da un lato è proprio l’introspezione profonda che racconta le intemperanze di un adolescente e il suo rammarico tardivo per aver perso tutto, così come dall’altro la saggezza di chi ha visto un po’ di mondo, la serenità interiore di chi ha fatto la cosa giusta che confermano il fatto che Cavina sia un attento narratore della vita, quella vera.

  • 06Mag2016

    Fulvio Panzeri - Avvenire

    Molti narratori italiani, negli ultimi mesi, hanno adottato il linguaggio della favola. Si vedano, a proposito, i recenti libri di Guido Conti e di Paola Mastrocola, cui ora si aggiunge quello di Cristiano Cavina, narratore di razza, autore che ha sempre messo al centro dei suoi libri il tema dell’infanzia, della paternità, della figliolanza, in una variazione continua di quel suo mondo tra l’Appennino e la Romagna.

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  • 01Mag2016

    Cristina Taglietti - ilCorriere

    Il delfino triste trova un amico negli abissi

    Un delfino depresso, che ha perso la gioia perché ha il cuore spezzato. Senza più rotta né compagnia si lascia trasportare dal mare desiderando soltanto di scomparire. Eppure una volta è stato l’avventuroso Pinna Morsicata (da uno squalo) del Clan di Muso Lungo.

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