Picnic sul ciglio della strada – Stalker

Archivio rassegna stampa

  • 09Ago2017

    Emanuele Ferrari - imprenditori.it

    Tre altrove

    Iniziamo da New Orleans, seguendo Ignatius Reilly, eroe perseguitato da Una banda di idioti (Marcos y marcos) di John Kennedy Toole, pachiderma che si muove per le strade vestito da pirata vendendo hot dog di cui è il solo acquirente, mentre a casa scrive improbabili diari, lettere minatorie all’ex fidanzata e progetti di rivoluzioni destinate al fallimento, una madre che gioca a bowling e si ubriaca di moscato.

    Poi ci trasferiamo nell’est Europa, dove un proiettile sparato da una pistola cosmica ha creato la Zona, luogo onirico che vede muoversi Roscio Schouart, alla ricerca di reperti abbandonati dagli alieni durante una Visita: trappole magnetiche, sfere che avverano i desideri, gelatina di streghe in Picnic sul ciglio della strada (Marcos y marcos) dei fratelli Arkadi e Boris Strugatzki.
    Infine un posto davvero tranquillo: Ligonchio, Appennino Reggiano. Il mondo che racconta Silvano Scaruffi, nel suo romanzo capolavoro Le pecore si contano a maggio (Abao Aqu) è fatto di gente di paese, ognuno con il suo bel soprannome: c’è chi incanta i rospi, chi si cala in tuta da sci nei bocàri, groppi inestricabili di bosco, e scompare. Chi invece trova un varco dimensionale tra l’attaccapanni e il cesto delle calze, chi stana i cinghiali, chi studia i lumaconi che infestano gli orti, chi gioca a carte tutto il giorno, chi dice non ha senso guardare il panorama, perché il panorama siamo noi.

  • 27Giu2016

    Marcello Lembo - geekshow.it


    Roadside Picnic, Matthew Goode sarà il protagonista.

    Dal mondo dei Watchmen al mondo alieno della Zona. Sarà Matthew Goode, attore del film di Zack Snyder ma anche di The Good Wife, il protagonista di Roadside Picnic, episodio pilota di una potenziale serie tv tratta dal romanzo di Boris e Arkady Strugatzky.

     

    Pubblicato nel 1971 Picnic sul ciglio della strada è considerato a ragione l’esempio più fulgido della fantascienza sovietica e vanta un celebre adattamento cinematografico, Stalker di Andrej Tarkovskij, definita anche la risposta russa a 2001 Odissea nello Spazio. Il romanzo racconta di un mondo sconvolto da una visita degli alieni, che trasforma letteralmente alcune zone del nostro pianeta, dove non sembrano più valere le leggi della fisica. Goode interpreterà il ruolo di Red, che nella potenziale serie sarà uno Stalker, ovvero uno dei pochi temerari che si avventurano nelle “Zone” aliene. Descritto come un enigmatico colletto blu che può essere spassionato e intelligente un attimo prima e avventato e incosciente quello dopo, Red è il padre di Marie, una bimba temuta ed evitata perché “figlia della Zona”, e per vivere esplora il territorio alieno e ne vende i tesori sul mercato nero.

    Goode è il primo attore scelto per il pilota che era stato ordinato lo scorso marzo da Wgn Network, il canale che trasmette serie come Outsiders e il fantahorror Salem. L’attore inglese, che ha recitato nel ruolo di Ozymandias nell’adattamento della celebre graphic novel di Alan Moore, ha avuto ruoli anche in film come The Imitation Game e Self/Less e nella più elogiata serie inglese, Downton Abbey.

    Roadside Picnic è un progetto personale sviluppato da Jack Paglen, sceneggiatore diTranscendence e del prossimo Alien: Covenant. Saranno Sony Pictures e il produttore Neal Moritz a trasformare l’adattamento di Paglen in un pilota diretto da Alan Taylor, regista di Terminator: Genisys, di Thor – The Dark World e di molti episodi di Game of Thrones. Picnic sul ciglio della strada è stato pubblicato in varie edizioni nel nostro paese. La più recente è quella di Marcos y Marcos.

  • 20Set2015

    Andrea Pennywise - Unantidotocontrolasolitudine.blogspot.it

    Il “Picnic sul ciglio della strada” è un libro pubblicato nel lontano 1972, scritto a quattro mani dai fratelli Arkadi e Boris Strugatzki, da sempre considerato uno dei grandi libri della fantascienza del Novecento.

    La sua fama è cresciuta in maniera esponenziale grazie al film “Stalker” di Andrej Tarkovskij (1979) che ha consolidato definitivamente la produzione di matrice russa legata al genere fantascientifico.

     

    Dopo la ripubblicazione del titolo da parte di Marcos y Marcos, nella collana economica miniMARCOS, ho deciso di andare oltre la classica formazione asimoviana e capire cosa centrasse un picnic così atipico con gli alieni.

    Gli stessi alieni che dopo una breve sosta sulla terra creeranno sei diverse Zone, nelle quali ogni forma di vita scomparirà e muterà, in seguito al loro rovinoso passaggio.
    Queste Zone saranno la meta degli Stalker, abili cercatori di materiale contaminato (e pericoloso), da immettere nel mercato nero di collezionisti e scienziati. Red Schouart è forse il più abile di tutti, per denaro è disposto a rischiare la vita e attraversare ogni tipo di pericolo. Al tutto ci aggiungiamo una difficile condizione familiare, una nebbiosa (e alienante) ricerca scientifica e intrighi politici non trascurabili. Le carte per tenere il lettore incollato ci sono tutte.

    Lo Stalker è il Sommo Sacerdote, colui che può aggirarsi –senza incorrere nell’ira divina– nella zona più sacra del Tempio: quella del banchetto.

    Ci troviamo di fronte a un capolavoro? Credo di no. Qualche difetto durante la lettura si percepisce. Ci troviamo però, di fronte a un libro che riesce a usare con intelligenza il genere, mandando un messaggio forte con semplicità e potenza.
    Andiamo quindi con ordine.
    La prefazione di Paolo Nori, ci viene in aiuto, approfondendo il concetto di Zona. Cosa mai saranno questi spazi? Forse i campi di lavoro sovietico, i campi di concentramento di Birkenau o i più recenti centri di permanenza temporanea, prova a ipotizzare Nori. Il lavoro simbolico, quasi nascosto dalle idee originali degli Arkadi è più complesso di quanto possa sembrare.
    Tutto questo si sposa con uno stile semplice, dialoghi brillanti e colpi di scena (palesi) ma più che mai attesi, i quali riescono a strizzare l’occhio al romanzo hard boiled tanto di moda durante gli anni 70.

    Red sarà sommerso da un sistema marcio, dentro il quale sopravvivere, dentro il quale cercar di far emergere la propria voce che il più delle volte è soppressa dal Dio denaro, dal ricavo e le aspirazioni personali.
    La fantascienza diventa il mezzo per voler comunicare tematiche delicate in un paese come l’Unione Sovietica, gli alieni sono messi in secondo piano, ai misteri non viene data risposta per valorizzare con maggiore cura il lavoro psicologico (aggiungerei “umano”) di ogni singolo personaggio.
    Come non citare la disperazione di Red, l’amore per la sua famiglia e per gli amici morti, l’avarizia dello stalker Beccamorti, la rassegnazione dello scienziato Noonan e i sogni irreali del giovane Arthur, simbolo di un futuro lontano e potenzialmente luminoso, sono emozioni che dividono le quattro parti in cui è diviso il libro. Quattro parti che non hanno tutte la stessa potenza ma la cui coesione è fondamentale ai fini della trama.

    Quattro atti. Quattro istantanee sul genere umano in un romanzo che usa gli alieni come elemento scatenante. Volete le risposte? Non è il romanzo per voi.
    Abbiamo davanti alta letteratura di genere, intelligente e pungente. Due autori che capirono come fare critica sociale ancor oggi attuale.

    Felicità per tutti, gratis, e che nessuno debba andarsene inascoltato!

    Un grido che continua a bucare il romanzo e la coscienza di molti lettori.

  • 03Apr2015

    Liborio Conca - ilmucchio.it

    Sempre Visite, Ieri e Oggi

    Subito, nel primo paragrafo di Annientamento, il romanzo di Jeff VanderMeer, la biologa/narratrice racconta: «Dietro le pianure salmastre e i canali naturali c’è l’oceano e, un po’ più in là sulla costa, un faro abbandonato. Tutta questa zona del paese è disabitata da decenni, per motivi non facili da raccontare» (corsivo mio). C’è dunque questa vasta superficie di terra, nota come Area X, in cui si verificano strani avvenimenti, e c’è un’agenzia governativa che organizza spedizioni – con tanto di addestramento – per cercare di capire di che accidenti si tratta. La spedizione che viene raccontata in Annientamento è la dodicesima: quattro donne e il loro tentativo di mappare la zona. Essendo scienziate, ed essendo la voce narrante affidata a una di loro, il racconto di quello che incontrano è circostanziato, puntuale, a volte persino asettico, che siano visioni di morte o di luminosità insopportabile.

    Quarantadue anni prima di Annientamento, nell’Urss di Leonid Breznev compariva per la prima volta Picnic sul ciglio della strada, il romanzo dei fratelli Arkadi e Boris Strugatzki ripubblicato da poco in Italia da Marcos y Marcos. Anche qui c’è un ambiente modificato: per la precisione, sul pianeta terra ci sono sei ambienti che hanno subito trasformazioni, noti come “Zone”. Qui si concentrano oggetti misteriosi e dalla forza inconcepibile; qui la natura viene stravolta. Chi vi s’avventura deve combattere nemici invisibili, e molto spesso va incontro a morte sicura. Eppure c’è qualcuno che continua imperterrito a varcare i confini che separano la terra incontaminata dalle Zone: sono i Cacciatori, meglio noti come Stalker, contrabbandieri di quegli oggetti misteriosi che fanno gola a quanti vogliono carpirne segreti e soprattutto poteri.

    Stalker s’intitola il film che dal libro trasse Andreij Tarkovskij, presentato al festival di Cannes nel 1980. Alla sceneggiatura parteciparono anche i due fratelli Strugatzki. È uno dei film preferiti di Geoff Dyer, secondo cui è uno dei grandi monumenti cinematografici del ‘900 e al tempo stesso una grande storia, “umana e avvincente”.

    Arkadi e Boris Strugatzki hanno firmato insieme romanzi e sceneggiature per il cinema e il teatro; Arkadi, il più grande, morto nel 1991, quando l’Urss crollava definitivamente, era un esperto di cultura giapponese; Boris, morto nel 2012, era un programmatore di computer, ricercatore in un Istituto astronomico vicino Leningrado/San Pietroburgo. In una prima fase lavoravano individualmente, studiando ipotesi di trama e possibili sviluppi; quindi, s’incontravano a casa dell’uno o dell’altro, avviando la stesura comune. Malgrado i loro scritti siano stati letti come una critica al potere prima sovietico e poi putiniano, alla morte di Boris persino zar Vlad e il primo ministro Dimitri Medvedev – quest’ultimo con un tweet! – si sentirono in obbligo di ricordare il contributo dei Strugatzki alla cultura russa.

    Picnic è strutturato in diverse sezioni, ognuna affidata a un personaggio differente in un certo anno. Lo sguardo dei fratelli Strugatzki segue in particolare Red Schouart, giovane Stalker. Ma la primissima parte del libro è la trascrizione di un’intervista radiofonica al fisico Valentin Peelman, immaginario premio Nobel. Peelman racconta cosa è accaduto alle sei zone: «Immaginate di far ruotare una grande sfera, e di cominciare a far fuoco contro di essa con una pistola. I fori prodotti sulla sfera si troveranno disposti lungo una curva regolare… tutte e sei le Zone della Visita sono disposte sulla superficie del nostro pianeta come se qualcuno avesse sparato sulla Terra sei colpi di pistola da un qualche punto sulla traiettoria Terra-Deneb». Deneb, aggiunge subito dopo il luminare, «è l’alfa della costellazione del Cigno».

    Dunque, una forza aliena ha “visitato” la Terra, un’apparizione così rapida quanto incomprensibile, tanto che sull’evento fioccano teorie: questi alieni hanno forse lanciato questi oggetti affinché gli uomini possano raccoglierli, studiarli e progredire tecnicamente? Oppure la “Visita” non è ancora finita, e queste creature extraterrestri se ne stanno acquattate nelle Zone studiando gli esseri umani? Come la Southern Reach in Annientamento, anche qui esiste un organismo che si occupa della faccenda, l’Istituto delle civiltà extraterrestri, un nome che riecheggia certe rimpiante strutture sovietiche – sebbene si trovi in una località immaginaria del Nordamerica. Ma al contrario del romanzo di VanderMeer, dove la narrazione è regolare, con una suspense rilasciata con controllo tale da far pensare che lo stesso libro provenga da una forza sovrannaturale, Picnic è un racconto… umano, proprio come  Dyer definisce il film di Tarkovskij; per così dire, addirittura umanissimo. C’è umanità nei contrabbandieri che comprano gli oggetti delle Zone; la intravedi in quel tipo di configurazione dei rapporti – di derivazione chiaramente sovietica – che si manifesta tra poliziotti e stalker e tra gli impiegati dell’Istituto. È umanissimo Red Schouart, tanto coraggioso quanto fuori posto («tu, Roscio, stai male in qualsiasi sistema, stai male in un cattivo sistema, e anche in uno buono stai male lo stesso, per la gente come te non ci sarà mai il regno dei cieli sulla terra») la cui caccia finale, raccontata in un capitolo degno di certi grandi romanzi d’avventura, è scatenata dall’amore per la propria famiglia.

    Quando uscì Avatar, due quotidiani moscoviti accusarono James Cameron di aver scopiazzato qua e là le storie e i paesaggi inventati dai fratelli Strugatzki. Ad esempio, in un loro libro descrivono un pianeta chiamato Pandora, abitato dai “Nave” – in Avatar diventano “Na’vi”. Quando chiesero a Boris cosa ne pensava, rispose: a) di non aver visto il film; b) di trovare difficile che Cameron potesse essersi ispirato ai suoi libri; c) che non intendeva rivolgersi a un avvocato. Per un uomo abituato a lavorare con le stelle e i pianeti, quelle polemiche devono essergli sembrate una sciocchezza.

    In Picnic, i due autori trovano persino il tempo di descrivere la rivalità tra la vecchia e nuova generazione di Stalker. Sentite: «Il vecchio stalker era un uomo infelice e derelitto, che con ostinazione animalesca strisciava a pancia in giù per la Zona a guadagnarsi millimetro dopo millimetro il suo gruzzoletto. Il nuovo stalker è un figurino in cravatta, un ingegnere, se ne sta seduto da qualche parte a un chilometro dalla Zona, una sigaretta tra i denti, accanto al gomito un bicchiere con un miscuglio corroborante, siede e guarda sugli schermi. Un gentleman stipendiato». Non credo di azzardare troppo se leggo in questo passaggio un raffronto tra la vecchia e nuova generazione di funzionari sovietici. Nel dis-umanizzato (apparentemente?) Annientamento, così come nelle Zone dei fratelli Strugatzki, la fantascienza offre sempre livelli di lettura diversi.

    È sempre il fisico Valentin Peelman, nel romanzo, a spiegare la metafora del picnic. «Immagini: un bosco, un paesino, una radura. Dal paesino una macchina va verso la radura. Dalla macchina scendono dei giovani, delle bottiglie, cesti con le provviste, ragazze, radioline, cineprese… si accende il falò, si montano le tende, parte la musica. La mattina dopo se ne vanno. Le bestie, gli uccelli e gli insetti, che per tutta la notte hanno osservato terrorizzati quanto stava avvenendo, sbucano dai loro rifugi. E cosa vedono? Sull’erba c’è del lubrificante versato, benzina… torsi di mele, le carte dei cioccolatini, scatole di conserva… un picnic sul ciglio di una strada cosmica».

    Ancora Peelman, fulminante, sull’abisso che separa Noi da Loro: «Sono assolutamente convinto che nella stragrande maggioranza dei casi utilizziamo microscopi per battere chiodi».

  • 17Mar2015

    David Frati - Mangialibri.com

    Ormai tredici anni fa sei zone del pianeta Terra sono state… colpite? visitate? esplorate? da misteriosi alieni forse provenienti da Deneb, nella costellazione del Cigno. Gli abitanti di quelle zone sono morti o hanno subito danni molto gravi (molti sono diventati istantaneamente ciechi, o sono stati colpiti da una sconosciuta malattia alla pelle).

    In corrispondenza dell’impatto o dell’atterraggio degli alieni si sono formati degli spot di circa 5 km2 nei quali è impossibile vivere a causa di fenomeni fisici inspiegabili, radiazioni, veleni, esseri sconosciuti e letali, probabilmente mutanti. Le zone sono quindi state recintate e sono rigorosamente sorvegliate dalle forze dell’ordine. Eppure, qualcuno entra ed esce furtivamente, a caccia di manufatti extraterrestri. Oggetti la cui vera funzione è sconosciuta, ma che si sono rivelati preziosi per la scienza terrestre, o possono essere considerati delle armi spaventose, oppure sono semplicemente cose bellissime ed enigmatiche. Pochi, temerari stalker raccolgono e vendono al mercato nero questi oggetti accumulando grandi somme in denaro ma rischiando la vita ogni volta (e anche il DNA: si dice infatti che i figli degli stalker nascano deformi). Il giovane Redrich Schouart vive nella cittadina di Harmont, al limitare di una delle zone, e fa lo stalker un po’ in proprio un po’ per l’Istituto Internazionale delle Civiltà Extraterrestri…
    Scritta nel 1971 durante una furiosa tempesta di neve, tradotta nel resto del mondo nel 1977 ma in versione censurata dal regime sovietico – occorrerà attendere il 1990 e la perestrojka per leggere finalmente a versione originale -, diventata celebre con l’uscita al cinema nel 1978 dello sfidante capolavoro di Andrei Tarkovsky Stalker ma arrivata in Italia solo nel 1982, l’opera dei fratelli Strugatzki è una pietra miliare della science-fiction. L’assunto è geniale: scrivere un romanzo sugli alieni senza che gli alieni ci siano mai. Gli autori costringono loro stessi e il lettore rispettivamente a descrivere e a desumere l’immane “estraneità” di una civiltà che ci sfiora senza accorgersi di noi. È come se fossimo scoiattoli impegnati a capire natura e funzione di un mozzicone di sigaretta, una busta di plastica, una forcina per capelli, un profilattico o una bottiglia abbandonati da campeggiatori incivili in un bosco (questo è infatti il senso dell’insolito titolo) e grazie alla scrittura straniante degli Strugatzki ci sentiamo esattamente così. Una curiosità tecnica: le traduzioni inglesi del romanzo fino al 2012 contenevano un errore di continuity interna (assente in questa edizione Marcos y Marcos, che ripropone la traduzaione del 1982 di Luisa Capo per Editori Riuniti) che trasformava un “tredicesimo anniversario” [pag. 14] in “trentesimo anniversario”, rendendo oscura la logica del susseguirsi degli eventi.

  • 23Feb2015

    Pino Cottogni - Fantascienza.com

    Tornano in libreria i fratelli Strugatski con un romanzo di culto da cui è stato tratto il famoso film Stalker.

    La Casa Editrice Marcos y Marcos nella collana miniMarcos ripropone alla attenzione  dei lettori di fantascienza un libro che poco dopo la sua pubblicazione è diventato un romanzo di culto.

    È stato scritto da Arkadi e Boris Strugatski e pubblicato con il titolo di Picnic sul ciglio della strada (Piknik na obocine, 1972) e ne è stato tratto anche un film dal titolo Stalker, diretto dal grande regista Andrej Tarkovski, alla sceneggiatura del film parteciparono anche gli autori del romanzo.

     

    Gli autori, nel romanzo, hanno immaginato che sul nostro pianeta, in un futuro imprecisato, si siano formate “sei” zone, disposte in un preciso ordine geometrico. tre in un emisfero e tre in quello opposto. Una zona si trova esattamente agli antipodi dell’altra.

    Queste “zone” forse sono state visitate da extraterrestri che, dopo averci trascorso qualche tempo, sono ripartiti lasciando molti residui, un poco come fanno gli esseri umani che, dopo un bel picnic fatto su di un vede prato o in riva al mare, ritornano a casa lasciando ogni sorta di avanzi, che magari saranno preda di qualche animale o di formiche.

    Scoperte queste zone e questi interessanti “avanzi” ora sono gli uomini che, comportandosi come formiche, entrano e portano via cose mai viste. Infatti l’umanità è avida di questi oggetti meravigliosi anche se non è facile capirne il loro uso e molti sono assolutamente incomprensibili.

    Tutto il mondo li vuole, ma le “zone” sono anche luoghi ricchi di pericoli dove in alcuni casi accadono cose inspiegabili e in cui le normali leggi fisiche non hanno più valore. Solo uomini particolarmente coraggiosi e ben preparati vi entrano, sono gli Stalker e uno di essi si chiama Redrich Schouart ed è il migliore.

     

    Il lettore seguirà le sue visite nelle zone proibite per recuperare oggetti abbandonati dagli alieni scoprendo di volta in volta i terribili effetti che questa “visita” ha avuto e continua ad  avere sui vivi ed anche sui morti.

    Un romanzo che resta sempre attuale, così interessante che ogni appassionato di fantascienza lo dovrebbe leggere.

    Gli autori

    Da quando, nel 1958, si sono affacciati sulla scena letteraria, i fratelli russi, nati a Batumi, Arkadi e Boris Strugatzki sono i guru incontrastati della narrativa del fantastico russa. Insieme, questi due grandi stalker — spesso messi al bando dal Sistema — hanno ‘visto’ e descritto scenari del presente proiettandoli in un futuro prossimo e lontano. Nel 1972 ci hanno regalato un capolavoro, Picnic sul ciglio della strada; un romanzo epico, scritto in tono quasi fiabesco, in cui un ‘cercatore’ — lo stalker, appunto — viene posto di fronte a sfide assolute; Tarkovskij ne ha tratto un film meraviglioso, Stalker, ed è persino diventato un celebre videogioco (S.T.A.L.K.E.R., Shadow of Chernobyl). Anche da È difficile essere un dio, romanzo visionario, sempre pubblicato da Marcos y Marcos, sono stati tratti ben due film: nel 1989, da Peter Fleischmann (Scene di caccia in bassa Baviera) e nel 2013 da Aleksej German.

    Il libro

    Marmont, una cittadina industriale come tante altre. Eppure, poco oltre la periferia, qualcosa è cambiato irreversibilmente. Al di là di hangar e capannoni, in mezzo a una natura splendida, si estende un territorio dalle caratteristiche uniche. È la Zona: uno dei sei luoghi del mondo “visitati” dagli extraterrestri. La Zona: un luogo magico e pericoloso, che pullula di fenomeni sconvolgenti, di oggetti dalle qualità straordinarie. Come dopo un picnic sul ciglio della strada, a metà del viaggio fra una galassia e l’altra, gli extraterrestri hanno mollato i propri avanzi sul prato. “Avanzi” che hanno cambiato radicalmente leggi fisiche e natura di quei luoghi. Accumulatori eterni, gusci energetici, antigravitometri sono strumenti di altissimo valore scientifico ed economico, prede prelibate di studiosi e trafficanti. A Marmont è nata una nuova professione, quella di “stalker”. Gli stalker entrano nella Zona a caccia di questi oggetti e li rivendono al miglior offerente.

    Tenace “cercatore” dell’Istituto delle civiltà extraterrestri, Red Schouart, in arte Roscio, è sedotto dalla potenza della Zona. Rapido, fortissimo, deciso, è pronto a strisciare su un suolo imprevedibile a temperature insostenibili.

    L’Eldorado sembra a un passo, in quel luogo assoluto, ma non sono né la ricchezza, né il potere, né la verità che premono a Roscio: è il brivido estremo della sfida, il desiderio di “bucare” lo schermo del possibile che lo spingono a trasgredire le leggi — fisiche e morali — di una comunità pavida e corrotta. Questo romanzo è un gioiello della letteratura fantastica di tutti i tempi: lo “Stalker” e la “Zona” sono diventati veri e propri archetipi.

     

    Arkadi e Boris Strugatzki,  Picnic sul ciglio della strada (Piknik na obocine)

    Traduzione Luisa Capo, Marcos y Marcos, collana miniMarcos 24, pag. 330, euro 10,00

  • 12Feb2015

    Marika Bovenzi - Libri&cultura.blogspot

    Picnic sul ciglio della strada. Stalker è il romanzo per eccellenza dei fratelli Arkadi e Boris Strugatzki. Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1972, divenendo capolavoro della fantascienza russa e archetipo di molti degli odierni romanzi appartenenti alla stessa categoria. Il romanzo narra degli avvenimenti accaduti nella cittadina di Marmont. Oltre la periferia vi è un territorio definito la Zona, uno dei sei luoghi del mondo visitati dagli extraterrestri.

    Un luogo tanto affascinante quanto pericoloso, in cui si possono trovare da un lato oggetti straordinari, e dall’altro fenomeni strani e sconvolgenti. Nella cittadina, grazie a questa zona isolata e “contaminata” dal passaggio alieno, nasce un vero e proprio lavoro, lo “stalker”. Tutti gli individui che si definiscono tali, entrano nella Zona a caccia di oggetti estranei appartenuti agli extraterrestri e li rivendono al miglior offerente. Il più impavido tra i cercatori è Red Schouart, detto il Roscio, dell’Istituto delle civiltà extraterrestri. Determinato e forte si lancia nell’impresa senza paura dell’ignoto. Sfide su sfide, situazioni pericolose ed estreme, nulla può arrestare la sua ricerca. Ciò che cerca non è la gloria né la ricchezza, quanto piuttosto il brivido estremo della sfida. Fin dove si spingerà il Roscio?

    L’ambientazione del romanzo è alquanto singolare. Da un lato troviamo Marmont, una cittadina apparentemente normale; dall’altro la Zona, paese delle meraviglie e della morte. I personaggi sono svariati ma non tutti ricoprono un ruolo cardine nella storia. Tra i perni intorno al quale ruota il romanzo troviamo il Roscio, repentino, impetuoso, inarrestabile, e tenace cercatore che più volte si ritrova al confine tra possibile e inimmaginabile; e il prof. Valentin Peelman, premio Nobel, che definisce la Zona come “un picnic sul ciglio della strada”, dove gli accampati alla partenza, lasciano un po’ di tutto, da lattine vuote, a tovaglioli…stesso atteggiamento adottato dagli alieni.

    Alla base del romanzo vi è una forte e chiara tematica, affrontata in modo impeccabile attraverso la storia dei cercatori: la reazione dell’umanità difronte all’ignoto. Dallo stupore, alla paura, allo sconvolgimento, al coraggio, ed infine al desiderio di lucrare su un avvenimento di portata mondiale. Lo stile è semplice, diretto e accattivante. Gli scrittori attraverso le parole riescono quasi ad incitare il lettore ad andare avanti, e a scoprire l’inesplorato insieme ai protagonisti.

    Consiglio assolutamente questo libro, poiché si tratta di un must letterario imperdibile, da cui hanno tratto un film, Stalker, diretto da Andej Tarkovskij.

  • 03Feb2012

    Marco Montozzi - tuttobenenellamiatesta.blogspot.it

    Che se c’è stato un libro che ho letto e che ha compiuto appieno il suo dovere è stato proprio questo Pic nic sul ciglio della strada dei fratelli Strugatzi!
    Sì, sì un nome, un programma quello degli autori, ma come siamo piccoli e pecorecci! Ma questo è un libro di quelli magici in qualche modo.
Questa, grossomodo, la trama : Marmont, una cittadina industriale come tante altre.
    Eppure, poco oltre la periferia, qualcosa è cambiato irreversibilmente.

    Al di là di hangar e capannoni, in mezzo a una natura splendida, si estende un territorio dalle caratteristiche uniche. È la Zona: uno dei sei luoghi del mondo “visitati” dagli extraterrestri. La Zona: un luogo magico e pericoloso, che pullula di fenomeni sconvolgenti, di oggetti dalle qualità straordinarie.
    Come dopo un picnic sul ciglio della strada, a metà del viaggio fra una galassia e l’altra, gli extraterrestri hanno mollato i propri avanzi sul prato. Avanzi che hanno cambiato radicalmente leggi fisiche e natura di quei luoghi. Accumulatori eterni, gusci energetici, antigravitometri sono strumenti di altissimo valore scientifico ed economico, prede prelibate di studiosi e trafficanti.
    A Marmont è nata una nuova professione, quella di stalker.
    Gli stalker entrano nella Zona a caccia di questi oggetti e li rivendono al miglior offerente.
    Tenace “cercatore” dell’Istituto delle civiltà extraterrestri, Red Schouart, in arte Roscio, è sedotto dalla potenza della Zona. Rapido, fortissimo, deciso, è pronto a strisciare su un suolo imprevedibile a temperature insostenibili.
    L’Eldorado sembra a un passo, in quel luogo assoluto, ma non sono né la ricchezza, né il potere, né la verità che premono a Roscio: è il brivido estremo della sfida, il desiderio di “bucare” lo schermo del possibile che lo spingono a trasgredire le leggi – fisiche e morali – di una comunità pavida e corrotta.
E allora cosa avrebbe di così particolare, di magico?
    Di magico ha che è uno di quei libri che leggi tutto anche se non capisci se ti stia piacendo. E una volta terminato, anche se dici che magari è brutto, ti resta lì, nella capoccia, e le sue immagini si rincorrono nel tuo cervello, braccandoti l’immaginazione e facendoti infine capitolare e dire che è un GRAN bel libro.
Se siete di quelli che cercano la fantascienza di pistole e pistolettate, questo potrebbe non fare al caso vostro.
    Molti misteri restano tali proprio a sottolineare l’ignoranza dell’uomo e i suoi limiti.
    E alla fine, o all’inizio se vogliamo, non dovremmo più porci la domada se gli alieni esistono o meno ma, piuttosto: e se non avessero alcun interesse nel conoscerci?

  • 23Set2006
  • 03Set2006

    Redazione - Secolo d'Italia

    Tutti i romanzi dei fratelli Strugatzki hanno ornai l’aureola del “classico”…

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  • 02Apr2003

    Fulvio Panzeri - Letture

    Nel 1979 esce uno straordinario film di Andrej Tarkovskji. S’intitola Stalker

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  • 27Feb2003

    Luigi Ippolito - Corriere della Sera

    Lo «Stalker» è tornato. Ventitré anni dopo il film di Andrej Tarkovskij, Marcos y Marcos ripubblica il libro da cui la pellicola prendeva spunto…

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  • 06Feb2003

    Riccardo Valla - Avanti!

    Ritorna in libreria il romanzo che ha ispirato il film di Tarkovski Stalker. definito talvolta come il migliore del regista, anche se altri preferiscono…

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