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Memorie di un giovane medico

Archivio rassegna stampa

  • 12Feb2018

    Valentina Marcoli - pulplibri.it

    Potendomi scegliere un compagno d’avventura con cui ritrovarmi al bar per fare quattro chiacchiere, quel qualcuno sarebbe senza alcun dubbio Michail Bulgakov. Poi chiamerei Paolo Nori a fare da interprete, anche perché io il russo confesso di non averlo studiato a scuola.

    La coraggiosa casa editrice Marcos y Marcos nella collana MarcosUltra sceglie di ripubblicare questo piccolo gioiello

    della letteratura russa in un’edizione veramente elegante e piccina, tradotta e curata da Paolo Nori, affermato scrittore e appassionato conoscitore della letteratura russa. Otto racconti, otto aneddoti che vengono raccolti nel 1917 dall’autore, pubblicati tra il 1925 e il 1926, e che segnano l’inizio della sua carriera di scrittore. Appena uscito dalla facoltà di medicina con il massimo dei voti, un ventitreenne Michail Bulgakov si ritrova catapultato in un piccolo villaggio sperduto nella neve che ricopre tutto, implacabile. Lì, in mezzo al nulla, dovrà fare i conti con i malati, quelli veri, i poveri del popolo con le loro credenze e diffidenze. Unici aiuti due ostetriche e un infermiere, ma il giovane dottore incredibilmente riesce non solo ad affrontare con la giusta lucidità i vari casi che gli vengono sottoposti ma anche – con una forte dose di fortuna – a rendersi apprezzato e quasi indispensabile.

    Il Michail che esce da questi racconti è un Michail che spiazza: ironico, brillante ma anche dal lato umano molto forte. Immaginate dunque una situazione difficile in cui si presenta al dottore una ragazza caduta nel maciullo del lino e con una gamba in condizioni critiche. La scelta è dura ma Bulgakov opererà la sua prima amputazione salvando la vita alla paziente. Quella che si dice una partenza col botto. Oppure un caso di parto con rivolgimento. È vero, alcuni termini sono tecnici e senza troppe spiegazioni ma il lettore rimane comunque incantato a seguire l’evolversi della situazione senza distrarsi minimamente.

    E poi ernie, denti cariati, malaria, altre amputazioni…sono molti i casi che il giovane Dott. Bulgakov deve affrontare, in cui la bravura e la capacità d’adattamento dànno dimostrazione di essere ben radicati in lui, ma è con un paziente in particolare che si ride. Questo paziente infatti risolleva inizialmente il morale del dottore. che non avendo giorni di riposo deve visitare un centinaio di persone al dì. L’analfabetismo era però ancora molto diffuso tra il popolo, per cui quando in ospedale si presenta un mugnaio colto a Bulgakov si stringe il cuore. Il risvolto della situazione è però tragicomico: la cura che prevede una dose di chinino ogni quattro ore, viene ingerita per intero in un’unica soluzione dal mugnaio; “per evitare di perdere tempo” è la giustificazione, riportando così il medico alla realtà dei fatti.

    Ovviamente traspare anche il lato umano di un giovane laureato senza una vera e propria esperienza sul campo, per cui quando Bulgakov cerca di far nascere un bambino ma nella fase finale gli rompe un braccio, poco importa se il feto era già morto. Sarà lui a dover fare i conti con il rimorso, perché avrebbe potuto fare di meglio. Oppure combattere con l’ignoranza di un paziente malato di sifilide al secondo stadio che crede che un semplice sciroppo per la gola possa alleviargli le sofferenze, per sentirsi dire “è giovane, cosa vuole saperne”.

    Insomma un’ora lieta in compagnia di un ottimo narratore che sa appassionare anche chi di medicina non ne sa poi molto – per non dire niente.

    https://www.facebook.com/notes/pulp-libri-rivista-di-letteratura/il-senso-di-michail-per-la-neve/2011302822232626/

  • 11Gen2018

    Federica Belleri - liberidiscrivere.com

    Memorie di un giovane medico di Michail Bulgakov (Marcos Y Marcos 2017) a cura di Federica Belleri “Io non ho colpa” pensavo, ostinato e tormentato. “Ho una laurea, ho quindici cinque. Avevo avvisato, fin da quando ero nella grande città, che volevo fare l’aiuto medico. No. Avevo sorriso e avevano detto ‘Si ambienterà’. Eccoti il ‘si ambienterà’. E se mi portano un’ernia? Mi spieghi come mi ci ambiento? E, soprattutto, come si sentirà quello che ha l’ernia sotto le mie mani? Si abituerà all’altro mondo? (qui avevo sentito un brivido alla colonna vertebrale)…”

    Per la casa editrice Marcos Y Marcos, Paolo Nori cura e traduce questa piccola antologia di racconti. Sono memorie di Michail Bulgakov nato a Kiev nel 1891 e morto a Mosca nel 1940. Otto racconti ambientati nei primi anni del ‘900 nei dintorni di Mosca. Un giovane medico viene convocato nella periferia sperduta e deve prendere servizio. Ha solo ventitré anni, e tutti lo scambiano per uno studente. Non ha esperienza e per esercitare deve imparare a prendere confidenza con strumenti chirurgici e medicine a lui sconosciuti. Il tutto è condito dalla diffidenza e dall’ignoranza del popolo contadino e dal clima freddo e ostile. Con i suoi manuali da consultare seguirà l’istinto e la coscienza, senza pretendere di fare miracoli. Sarà aiutato in ospedale da un infermiere e due ostetriche, che formeranno con lui una squadra originale. Fra alti e bassi il suo bilancio sarà tutto sommato positivo, anche se con enormi difficoltà. Riscoprirà il piacere delle abitudini e di quattro chiacchiere attorno alla stufa. Michail Bulgakov, scrittore per caso. Una carriera letteraria durata dieci anni, molti dei quali trascorsi durante il governo Stalin che si mostrava contrario ai suoi scritti. Buona lettura.

    Michail Bulgakov, nato a Kiev nel 1891 e morto a Mosca nel 1940, ha scritto molte cose memorabili, come queste Memorie di un giovane medico (delle quali il critico Vladimir Lakšin ha detto: “Il Bulgakov giovanile è incantevole, irresistibile, è un autore al quale il tempo non ha tolto niente del suo fascino”), o come Il Maestro e Margherita, che quasi tutti conoscono, e altre cose venute così così, come un’opera teatrale che si chiama I figli del Mullah, che Bulgakov ha scritto con Boris Robertovicˇ Boheme, e come l’han fatto lo racconta lo stesso Bulgakov: “L’abbiamo scritta in sette giorni e mezzo, impiegando mezza giornata di più che per la creazione del mondo. Nonostante ciò, ci è riuscita ancora peggio del mondo. Posso dire soltanto che se un giorno ci sarà un concorso per il lavoro teatrale più stupido, insulso e impudente, il nostro otterrà il primo premio”. Bulgakov, qualche anno dopo, nel 1930, scriverà a Iosif Stalin: “Passando in rassegna i miei ritagli di giornale, ho constatato di aver ricevuto dalla stampa sovietica, nei dieci anni della mia attività letteraria, 301 recensioni, di cui 3 favorevoli e 298 ostili e ingiuriose”.

    Paolo Nori è nato a Parma, abita a Casalecchio di Reno e ha scritto un mucchio di libri, tra romanzi, fiabe e discorsi. Gli piace leggere ad alta voce, raccontare varie cose sul suo blog (www.paolonori.it), su alcuni giornali e qualche volta in televisione. Con Marcos y Marcos ha pubblicato o ripubblicato: La meravigliosa utilità del filo a piombo, Disastri di Daniil Charms, da lui curato e tradotto, Si chiama Francesca, questo romanzo, Grandi ustionati – anche in versione AudioMarcos – La banda del formaggio, Si sente?Siamo buoni se siamo buoni, La piccola Battaglia portatileManuale pratico di giornalismo disinformato, Tre matti di Gogol’, Dostoevskij, Tolstoj, Tre giusti di Nikolàj Leskóv, Spinoza, Undici treni, Un eroe dei nostri tempi di Michail Lermontov, da lui curato e tradotto, Sei città, un albo illustrato con la collaborazione di Tim Kostin, Memorie di un giovane medico di Michail Bulgakov, da lui curato e tradotto. Ha inoltre curato l’antologia sui confini Ma il mondo non era di tutti?

    https://liberidiscrivere.com/2018/01/11/memorie-di-un-giovane-medico-di-michail-bulgakov-marcos-y-marcos-2017-a-cura-di-federica-belleri/

  • 24Dic2017

    Brunella Rispoli - rbth.com

    Tra viaggio e rivoluzione, la Russia da leggere a Natale. Il lato ribelle di Mosca, lo splendore di San Pietroburgo. Ma anche turismo, storia e i grandi classici. I migliori libri russi da regalare per le Feste.

    Guide turistiche d’eccezione, spedizioni tra i ghiacci a caccia di criminali, le emozioni di un percorso in Transiberiana. È il viaggio il fil rouge che lega le nuove uscite editoriali degli ultimi mesi. Che si tratti di esplorazioni urbane a Mosca, di passeggiate storico – letterarie tra le strade di San Pietroburgo o di avventure nelle regioni estreme del Paese, questi libri hanno un tratto in comune: trasmettono ai lettori un’irrefrenabile voglia di visitare una Russia dai mille volti. Senza dimenticare il fascino intramontabile dei classici della letteratura russa, alcuni riproposti in nuove traduzioni. Dimenticate i soliti manuali per turisti: “Guida alla Mosca ribelle” (Voland, 336 pagine, 20 euro), testo e foto di Valentina Parisi, offre un’originale chiave di lettura della tentacolare capitale russa: il suo complesso rapporto con il potere. Dalla fermata della metropolitana di Ploshchad Revolyutsii – le cui monumentali statue, omaggio agli uomini e alle donne della Rivoluzione, sono ormai consunte in più punti perché i moscoviti le sfregano come gesto scaramantico – ai luoghi delle proteste antigovernative del 2011-2012, Parisi ci racconta l’anima ribelle di una città che, dopo il crollo dell’Urss, ha dovuto ripensare il suo ruolo politico. Alessandro De Magistris e Umberto Zanetti nella guida “Mosca” (Forma, 224 pagine, 18 euro) si concentrano invece sulle trasformazioni architettoniche della metropoli russa, proponendo un itinerario tra edifici storici e contemporanei; il volume contiene anche informazioni su musei, biblioteche e ristoranti. Jan Brokken ci porta tra i “Bagliori di San Pietroburgo” (Iperborea, 220 pagine, 17 euro), ribelle quanto, o forse più, di Mosca. Prima culla della Rivoluzione d’Ottobre, poi patria degli oppositori al regime sovietico, la città sulle rive della Neva rivive in tutto il suo splendore storico e letterario nelle pagine dello scrittore olandese che la visitò nel 1975. In “Viaggiare controvento” (Keller, 192 pagine, 15 euro) è proprio il viaggio a costituire un atto di ribellione in sé, una sfida all’autorità e alle convenzioni comuni: gli autori del volume, tutti ex cittadini della Ddr, la Germania Est sotto il controllo russo, raccontano le loro incursioni illegali non verso lo scontato Ovest, ma verso la sterminata Unione sovietica, terra vergine da esplorare nei loro ardori giovanili. La “Transiberiana” (Sandro Teti, 208 pagine, 15 euro), con i suoi quasi diecimila chilometri di rotaie, è il simbolo del viaggio per eccellenza, luogo mitico dell’incontro tra Occidente e Oriente: il giornalista Vittorio Russo racconta la sua avventura a bordo del treno più famoso del mondo in un affascinante reportage ricco di foto e illustrazioni. Anche “L’alcol e la nostalgia” (E/O, 120 pagine, 12 euro) è la storia di un lungo percorso in treno attraverso la Siberia, intrapreso da Mathias Enard per accompagnare la salma del suo amico di un tempo, Vladimir, al luogo di sepoltura. Un viaggio estremo, che diviene l’occasione per ricordare l’appassionato triangolo amoroso tra i due uomini e la bella Jeanne. Originario della Siberia, ma naturalizzato francese, è Andrej Makine che, ne “L’arcipelago di una nuova vita” (La nave di Teseo, 234 pagine, 17 euro), ambienta proprio nelle regioni più fredde della Russia l’avventura di Pavel. Orfano, ex soldato di Stalin, in piena guerra fredda gli viene affidata la ricerca di un pericoloso criminale, la cui identità, una volta scoperta, sconvolgerà la sua vita. Tra i classici da mettere sotto l’albero, invece, Marcos y Marcos propone le “Memorie di un giovane medico” (208 pagine, 13 euro) – diario delle prime esperienze di Mikhail Bulgakov come dottore negli sperduti villaggi della Russia rurale. E “Un eroe dei nostri tempi” (256 pagine, 14 euro) di Mikhail Lermontov – ritratto attualissimo del nichilista Pechorin, incarnazione dei valori negativi di ogni epoca – entrambi nella nuova e originale traduzione di Paolo Nori. L’attrice Anna Bonaiuto presta invece la sua voce ad Anna Karenina (tre cd mp3, 22,90 euro), audiolibro pubblicato da Emons, casa editrice specializzata in editoria inclusiva: oltre quaranta ore di ascolto da trascorrere in compagnia dell’eroina di Tolstoj.

    https://it.rbth.com/cultura/79772-tra-viaggio-e-rivoluzione