La vicina

Archivio rassegna stampa

  • 14Mar2015

    Federica Bruno - MilanoNera

    Sandra scompare nel nulla, di notte. E’ suo marito, Jason Jones, a chiamare la polizia per denunciarne la scomparsa. Jason non crede nell’allontanamento volontario di sua moglie, perchè convinto che Sandra non avrebbe mai spontaneamente abbandonato Ree, la loro figlioletta di quattro anni. Jason, quella notte, ha trovato Ree nel suo letto, addormentata e serena, dopo aver scoperto che invece Sandra non c’era. Il suo telefono, la borsa e tutti i vestiti sono in casa: Sandra non ha portato nulla con sè.
    Ree avrà sentito qualcosa? Avrà visto chi ha portato via la mamma? E per quale motivo Jason ha atteso più di tre ore prima di chiamare la polizia?

    Le indagini portano a galla una serie di segreti e misteri di una famiglia di Boston, da tutti ritenuta tranquilla e serena. Segreti sul passato di Sandra, sulla sua vita infelice e sul pessimo rapporto con i genitori. Della sua fuga di casa, appena diciottenne, in seguito al suicidio della madre.
    Segreti sul passato di Jason Jones, uomo misterioso e imperscrutabile: cosa nasconde la maschera di ghiaccio, di impassibilità estrema che l’uomo mantiene durante le indagini? Quali segreti tremendi ci sono dietro questo personaggio così mite e incomprensibilmente placido? E poi c’è Aidan Brewster, giovane ragazzo con precedenti per violenza sessuale, che vive nella stessa strada della famiglia Jones. I sospetti cadranno anche su di lui, ma quanto sarà coinvolto in questa brutta storia?
    E ancora: il ritorno improvviso di Maxwell Black, padre di Sandra, con il quale la giovane madre scomparsa si rifiuta di avere rapporti ormai da cinque lunghi anni. Il ritorno di Max riporta a galla antichi dissapori e tremende verità, rimaste sepolte sotto strati di silenzi e omertà.
    Il sergente D.D. Warren ha un bel mistero da risolvere, ma il bandolo della matassa risulta sempre più difficile da districare, mano a mano che la storia va avanti. Le domande, nel corso dei capitoli, invece di trovare una risoluzione, sembrano aumentare sempre più, fino all’ultima pagina. Tutti sembrano i potenziali colpevoli, ognuno nasconde abilmente i propri segreti inconfessabili. Il sergente profonde tutte le sue forze nella ricerca di questa giovane e, apparentemente, innocente madre. Chi avrà portato via Sandra? Si tratta di rapimento o di omicidio? Sandra è morta o tenuta prigioniera? E da chi?
    Seguiamo le indagini del sergente D.D. Warren, in un libro carico di tensione, misteri da svelare, domande che tengono il fiato sospeso fino alle ultime pagine di questo intricato romanzo.

  • 19Ott2012

    Redazione - Liberi di scrivere

    Ha chiuso gli occhi, per un attimo ho sentito il suo dolore.”Verità o penitenza”ho intimato.
“Verità”disse quasi in un lamento.
“Quale è la cosa più brutta che hai fatto?”
“Che vuol dire?”
“Quale è la cosa più brutta che hai fatto? Dai. Una bugia? Un furto? Hai sedotto la sorellina del tuo migliore amico? Hai ucciso qualcuno? Dimmelo Jason. Voglio sapere chi sei. Siamo sposati per dio.

    Non puoi negarmelo”.
Mi ha scoccato un’occhiata strana.
“Sandra…”
“No. Non girarci intorno. Rispondimi e basta. Hai mai ucciso qualcuno?”
“Sì”.
“Eh?”ho chiesto sinceramente stupita.
“Sì ho ucciso qualcuno. Ma non è la cosa più brutta che ho fatto”.
    South Boston. Un quartiere tranquillo, pittoresco. I Jones vi abitano vicino al lungomare, in un cottage panna e beige, anni Cinquanta, con un praticello e un acero spoglio. I Jones sono una famigliola felice, che trasmette un senso di rassicuranti valori familiari, di pace, di amore condiviso. Il padre Jason, sulla trentina, bello come un divo della tv, giornalista nel più importante quotidiano cittadino, emana sicurezza, forza, dedizione. La madre Sandra, ventitre anni, insegnate delle medie, dolce, bellissima, amata dai suoi studenti, rispettata dai colleghi, un raggio di sole. Poi c’è Ree, una bambina splendida di quattro anni, molto matura per la sua età, amata, protetta, circondata da tutti i personaggi delle fiabe dell’infanzia, dai suoi giochi, da Coniglietta, golosa di oreo al cioccolato. Infine come dimenticarsi di Mr Smith, il fulvo gatto di casa. Pigro e viziato compagno di giochi della piccola Ree, forse il suo migliore amico.
Questa è l’immagine che la famiglia Jones trasmette, questo è ciò che proietta all’esterno. Luci senza ombre. La classica famigliola americana tutta casa e lavoro. Spesa al supermercato, serate davanti alla tv, partite di basket da guardare sugli spalti, sorrisi e tanta tranquilla convinzione che tutto sia normale, sotto controllo, sicuro. Forse per questo la loro casa ha porte blindate, e perni di sicurezza alla finestra. Forse anche nel tranquillo quartiere in cui vivono esistono mostri, e non sempre si nascondono sotto il letto. Forse il male abita anche lì a South Boston, in quel cottage panna e beige, con un praticello e un acero spoglio. Forse i Jones non sono quello che sembrano, forse nascondono segreti.
Tutto sembra esplodere con la scomparsa di Sandra. La polizia entra nella loro vita con il volto della ruvida e determinata D.D. Warren, sergente della omicidi, pronta a giurare che la bella Sandra sia stata uccisa dal suo recalcitrante marito. Già Jason non fa niente per aiutarli a  ritrovare sua moglie. Oltre al sincero attaccamento per la figlia, non sembra quasi umano. Non si dispera, anzi fa resistenza, li ostacola, nasconde il computer di casa, si comporta da colpevole.
Ma di colpo spuntano come funghi nuovi indiziati: un vicino di casa, ex galeotto per reati sessuali, un poliziotto troppo solerte ad incastrare Jason per presunti crimini perpetrati tramite internet, un alunno di Sandra, esperto informatico, che anche lui sa più cose di quante ne dica alla polizia tutto per coprire la bella Sandra di cui è innamorato. E poi c’è il suocero di Jason, il giudice Maxwell Black, che vuole a tutti i costi la custodia della piccola Ree e Jason in galera. D.D. Warren è sul punto di non capirci più niente, mentre il lettore, conoscendo pian piano i pensieri dei protagonisti, scopre l’orrore sotto la falsa apparenza di una famiglia perfetta.
Ecco a voi La vicina (The Neighbor, 2009) terzo episodio della serie dedicata al personaggio di D.D. Warren dalla scrittrice americana Lisa Gardner. Pubblicato in Italia da Marcos Y Marcos e tradotto da Daniele Petruccioli, La vicina è un poliziesco piuttosto anomalo. Più indagine psicologica che indagine poliziesca, è innanzitutto un romanzo che fa luce sulla violenza perpetrata sui bambini che si ripercuote sulla loro vita da adulti. Violenza di genitori, di maniaci pedofili, di ragazzi cresciuti con il fisico ma non ancora adulti che pagheranno per tutta la vita per il loro crimine.
Lo stile della Gardner è immaginifico e ricco, con un amore assoluto per i dettagli, le descrizioni dei particolari più minuti della vita quotidiana. Costruisce i personaggi dalle loro azioni, con una tecnica molto istintiva che risale da un dettaglio alla percezione di uno stato d’animo, di un ricordo del passato che si fa presente. L’autrice pare avere un profondo interesse per le violenze perpetrate sui bambini e sui meccanismi della giustizia americana che bolla in modo troppo generico i crimini sessuali accomunando pedofili violenti e veri propri criminali a ragazzi che magari hanno avuto rapporti con minorenni consenzienti per fragilità caratteriali. Punto di vista molto critico anche riguardo al sistema mediatico americano, pronto a speculare sulle tragedie per alzare semplicemente gli indici di ascolto.
Seguirò questa autrice, senza dubbio. Un ottimo libro.

  • 01Ott2012

    Caterina Morgantini - Mangialibri

    Il primo (ma avrebbe preferito essere l’ultimo): Jason Jones, marito ineccepibile, padre impeccabile, cronista attento. Il secondo (che, invece, avrebbe voluto non comparire affatto): Aidan Brewster, criminale acclarato sulla spinosa via della redenzione.

    Il terzo (che nessuno avrebbe immaginato): Maxwell Black, vedovo, giudice, nonno preoccupato dagli abiti sempre in ordine. Il quarto (una sorpresa per la stampa): Ethan Hastings, tredici anni di intelligenza superiore alla media e una dura cotta senza speranza. Il quinto, Wayne Reynolds, (l’insospettabile della situazione): esperto informatico della polizia di stato, fisico da modello, anche lui nelle spire di un innamoramento privo di sbocchi. Contro questo sgangherato, infelice e forse colpevole esercito di uomini combatte una donna, sola: il sergente D.D. Warren, sufficientemente scafata per affrontare quotidianamente la morte, non abbastanza per digerire serate senza amore. Le due fazioni, impari ma allo stesso modo agguerrite, combattono sul civile campo di battaglia di South Boston: oggetto, o sarebbe meglio dire “corpo” del contendere, la bella, giovane Sandra Jones, improvvisamente scomparsa senza lasciare tracce. Chi, o che cosa, ha spinto la maestra ventitreenne ad abbandonare la figlioletta Ree nel cuore della notte? Rapita, uccisa, magari fuggita: per vagliare ipotesi e scartare moventi, il sergente Warren deve squarciare il velo di perfezione che Sandra e Jason Jones sono riusciti a tessere in pochi anni districandosi nella giungla di identità fittizie, segreti inconfessabili, esperienze traumatiche, menzogne a prova di collaudo. In una sola parola: mettere da parte un presente al pan di zucchero per sporcarsi le mani in un passato degno solo di essere dimenticato, mentre giornalisti e onesti cittadini attendono con ansia il mostro da sbattere in prima pagina. Nel guazzabuglio di sospetti e accuse reciproche, un’unica, buona notizia dal fronte: Mr Smith, il rosso gatto della famiglia Jones, sembra aver riportato la sua pelliccia sana e salva tra le mura domestiche. Almeno lui… 
Se dai diamanti non nasce niente, figuriamoci dall’impeccabilità del sogno americano: padre, madre, figlia, micio e un cottage curato nel sobborgo tranquillo di una grande città. Così, dalla pubblicità patinata di un’esistenza a regola d’arte, germoglia un’inspiegabile tragedia casalinga: l’orrore nel cuore della tranquillità, il trauma nel mare della serenità. È un giallo dalle più cupe tonalità, senza crepe in cui far filtrare la certezza di una fine scontata, quello che Lisa Gardner, scrittrice del New Hampshire ancora poco nota in Italia, costruisce attorno a due donne, entrambe forti, risolute, pur con sfumature diverse: Sandra Jones, la scomparsa, e D.D. Warren, il sergente, integerrima e caparbia, incaricata di trovare il bandolo ad una matassa fin troppo ingarbugliata. La vicina, giudicato dal «New York Times» il miglior thriller del 2010, è dunque il perfetto risultato di un incontro fatto a regola d’arte: la riuscita, succosa combinazione tra la scrittura perfettamente in bilico tra (mis)fatti e personaggi (le cui personalità e storie si fanno incontro al lettore senza eccessi, né sentimentalismi), una vicenda da manuale che arpiona con battiti rapidi ma non affannati, e dialoghi convincenti costruiti su battute che risuonano come i colpi secchi di una decisiva finale a tennis. La Gardner, in passato autrice di letteratura romantica sotto pseudonimo, mette in tavola tutti gli ingredienti occorrenti al caso, dosandoli con sapienza: non una goccia di sangue stilla da queste pagine coinvolgenti, dove le persone sono educate, i programmi scolastici all’avanguardia, i prati curati. Il malessere, qui, è un gas pestifero che s’insinua sotto gli usci, tra le persiane accostate: la bugia, un virus dilagante senza nessuna diga ad arginarla, il vizio un poco invidiabile compagno di viaggio. Sembrano essere tutti colpevoli in La vicina, perché tutti gli adulti, volenti o nolenti, hanno uno scheletro nell’armadio, una macchia non lavata sulla coscienza: ciascuno, seguendo il proprio naturale istinto di conservazione, cerca di mimare una normalità divenuta liscia e gonfia grazie ad iniezioni di finzione, ad uso e consumo di se stessi, in primis, e della società. La misteriosa dipartita della bella Sandra Jones, la voragine aperta nella favola del “aveva tutto per essere felice”, diventa dunque pretesto per scavare nel torbido, portando a galla le brutture celate dietro la vernice rassicurante della middle class statunitense. Attenzione, però, nel sotterrare scomode verità (e identità): in silenzio, bambini e gatti ci osservano. Se decidessero di rivelare tutto alla polizia?

  • 27Set2012

    Chiara Bonan - Chiaroeforte.com

    “La vicina” di Lisa Gardner- Un giallo con i controfiocchi!
Tuffarsi in un libro e uscirne con la sensazione di avere vissuto con i protagonisti. Passare 20 ore (credo di aver staccato il naso dalle pagine solo lo stretto necessario a vivere) su 460 pagine tessendo ipotesi su ipotesi senza riuscire a sbrigliare un mistero respirato nelle prime righe e infittitosi fino a trasformare lo scenario generale in un garbuglio di sospetti.

    “La vicina” di Lisa Gardner mi è piaciuto davvero tanto. Grazie ad Attilio (consigliere di fiducia, nonché editore a sua volta) ho riscoperto un genere che a tratti mi attrae, a tratti mi infastidisce. D’altronde Marcos y marcos è un editore con cui vado quasi sempre sul sicuro.
Spoiler:
Boston, giorni nostri. Sandra e Jason “Jones” sono una famiglia normalissima: una figlia di 4 anni, tanto lavoro e tanta fatica per far conciliare le esigenze domestiche con gli orari delle rispettive occupazioni. A non essere del tutto normale è il loro rapporto con l’esterno: non hanno amici, non frequentano parenti, non hanno hobby, non praticano sport e non vanno alle feste. E poi, un giorno, durante il suo “turno” a casa con la piccola Ree, Sandra scompare. Jason torna dalla redazione (chissà perché mi capitano sempre libri i cui protagonisti fanno i giornalisti e sono o svitati o sfigati….) e trova la bambina da sola nel suo letto. Una lampada a terra e un plaid in lavatrice. Nessun altro indizio, se non che anche l’amato gatto di casa è sparito.
Con l’arrivo della polizia, cominciano a delinearsi i profili di potenziali coinvolti nel fattaccio, ma la rosa dei sospetti cresce con il dipanarsi della vicenda fino a far guardare letteralmente tutti con occhio clinico…
1. il marito, totalmente freddo e indifferente, poco collaborativo, con un passato poco limpido, un cospicuo conto in banca e una passione per il computer.
2. Aidan Brewster, un giovane vicino di casa con precedenti per violenza sessuale su minorenne (lui aveva 19 anni e lei, a 14, era consenziente).
3. Il padre di Sandra, un giudice in pensione che improvvisamente compare sulla scena dopo decenni di assenza e pretende la custodia di Ree.
4. Ethan Hastings, il giovane e geniale allievo di Sandra, innamorato della docente e deciso a renderle giustizia con le sue armi da hacker.
5. Wayne Reynolds, zio di Ethan, presunto amante di Sandra ed esperto informatico della scientifica.
6. I vari amanti di Sandra…
La conclusione è tutt’altro che scontata: leggere per credere. Risvolti psicologici, crescita dei protagonisti, drammi familiari, umanità e disumanità, non manca davvero nulla.

  • 15Set2012

    Roberta Paraggio - Stato quotidiano.it

    La middleclass non va in paradiso
Sandra Jones è scompasa nella notte. E’ bella, giovane, bionda e americana, come quelle reginette del ballo vestite di rosa con una peonia finta appuntata al polso. E’ la moglie perfetta, l’insegnante solerte, la madre irreprensibile, casa, lavoro, plum cake e sorrisi di cortesia.

    Sandra è una donna senza passato apparente, la sua vita si è adagiata da un giorno all’altro nell’orizzonte del vicinato di un tranquillo quartiere residenziale americano, di quelli con le case in legno dipinte di bianco, con il dondolo sul terrazzino e una limonata sempre fresca servita in bicchieri lunghi e con cordialità formato quattro stagioni. Quelle casettine in cui si sfornano muffin al mirtillo e i cancelletti in abete alti solo un metro restano sempre aperti, come a dire, “venite, entrate, accomodatevi, questa è la nostra America, fate come se foste a casa vostra, ma non rovistate nei nostri cassetti, e non vi azzardate a guardare di cosa è fatta la polvere sotto i nostri tappeti accoglienti e rassicuranti”.
Il sergente D. D. Warren, tutto questo lo sa o lo intuisce, e non si fida di nessuno mentre passa in rassegna la vita di Sandra e di chi le sta vicino. Un marito ermetico, un padre sbruffone e forse bugiardo, una figlia riccioluta e deliziosa, persino un bel gattone rosso per fare da completo all’idillio familiare tutto nido e certezze incrollabili. ”La vicina” di Lisa Gardner edito da Marcos y Marcos, è un romanzo dal ritmo semi serrato, in cui tutto non è assolutamente come sembra. D.D. è una donna tosta nei suoi jeans attillati, non ama fare le pulizie, ma le piace un sacco aprire gli armadi della vita di Sandra e del suo inappuntabile marito Jason, per scoprire che dentro c’è una legione di scheletri ben stipati, sottovuoto, in diversi stati di tumulazione.
E così leggiamo che la middleclass non va in paradiso ma più di sovente dallo psichiatra, che i vicini che tutti vorrebbero avere hanno tristi consuetudini, segreti amari che nessuna bella facciata può riparare, e che la famiglia e il sogno americano sono un coacervo di frustrazioni e strazi da annegare nel margarita, nei barbecue dai sorrisi tirati e nei rilassanti “centri benessere”.
Un romanzo dalla scrittura impeccabile, linda, pulita, priva di sbavature e contrattempi, un ritratto senza censure sulle verità che non piacciono a nessuno. Peccato per l’effetto di già visto in una delle tante serie tv targate Fox.
Lisa Gardner, “La vicina”, Marcos y Marcos 2012 
Giudizio: 3 / 5 – desperate housewife

  • 01Set2012

    Redazione - Elle

    Autrice di gialli che ha già vinto tutto, arriva ora in Italia con questo romanzo tradotto da Marcos y Marcos.

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  • 31Ago2012

    Tiziana Pasetti - IlCapoluogo.globalist.it

    La vicina non suona mai due volte
L’incubo di ogni uomo: tua moglie scompare. L’incubo di ogni figlio: dov’è tua madre? Un libro, quello della Gardner, che non dimenticherete facilmente.

    Adesso che l’estate è finita o quasi posso azzardare il nome del vincitore. Il premio, la giuria sono io soltanto, è il premio Ombrellone. Se lo aggiudica il titolo più avvincente delle letture da spiaggia, ovviamente. Lo scorso anno il premio andò a Zia Mame (Patrick Dennis, Adelphi); questo, a La vicina di Lisa Gardner, Marcos y Marcos.
Se volete shakerare emozioni nere e spunti di riflessione, questo è il romanzo che fa per voi.
La storia di Sandra e Jason comincia così: “Chissà cosa proviamo nelle nostre ultime ore. Sentiamo che sta per succedere qualcosa di tremendo? Avvertiamo l’imminente tragedia, ci stringiamo ai nostri cari? O capita e basta?”. E a voler essere sinceri l’incipit è l’unico punto debole del lavoro dalla regia straordinaria della scrittrice americana. Due maestri del giallo e del thriller come Simenon e Hitchcok ci hanno insegnato che l’elemento imprescindibile di una grande trama è solo uno: l’onestà. E sull’argomento non vado oltre. Leggete questo libro (e va letto, fidatevi!) e capirete da soli il perché.
Sandra, Jason e la piccola Ree sembrano il ritratto della famiglia perfetta. Giovani. Belli. Ricchi. Poi a Sandra accade qualcosa. E dagli armadi di tutti quelli che la conoscono cominciano ad uscire scheletri e fantasmi. Sarà molto dura, per il sergente del nucleo investigativo di Boston D.D. Warren, riuscire a trovare il bandolo della matassa. Impossibile per chi legge capire in anticipo chi si nasconde dietro gli occhi di ghiaccio di Jason: un uomo terrorizzato per la scomparsa della moglie o solo un freddo assassino? E Sandra? La giovane madre e sposa che una volta al mese si regala un week end per tornare in forma (leggete, e scoprirete di quale spa si parla), la brava e amorevole insegnante, chi è? Cosa nasconde il suo computer? E il suo passato?
Pedofilia vera e giuridica, infanzia violata, omicidi familiari, inefficacia delle istituzioni. Il romanzo della Gardner corre veloce più di un treno e affabula e ammalia e fa pensare. Non è che succeda molto spesso, con i contemporanei, sapete? E ancora meno quando in un romanzo c’è tanta trama, tanta storia.
Due piccoli quadri, per voi.
Nel primo, Sandra parla del rapporto tra i suoi genitori:”Se mio padre sopravviveva, non era affatto per volontà di Dio. Era mia madre a volerlo. Era lei a risparmiare papà, non lo voleva morto. No. Lo scopo di mamma era torturarlo. Fargli vivere ogni istante come un’infernale eternità. Mio padre era ancora in vita perché secondo la visione di mia madre la morte sarebbe stata troppo poco”.
Nel secondo, la bionda D.D.Warren interroga il marito della “vittima”, presunto colpevole:
”Non sembra un matrimonio felice”
”Dipende dai punti di vista. Lei è sposata?”
”Perché?”
”Perché se lo fosse, saprebbe che ogni matrimonio vive di fasi alterne. Io e mia moglie tiriamo su una bambina e contemporaneamente gestiamo due lavori. Non siamo nella fase della luna di miele. Qui si fatica. Sergente, se anche l’avessi trovata a letto con un altro non l’avrei uccisa”.
”Non è quel tipo di persona?”
”Non è quel tipo di matrimonio”.
Dai, c’è il primo week end di settembre. Nessun ombrellone, che dicono dovrebbe piovere molto. Però prendetevi di corsa questo libro. Poltrona. Letto. Veranda.
C’è La vicina da cercare.
Una bambina piccola aspetta il suo ritorno.
E le prime ore sono fondamentali, se vogliamo trovarla viva.

  • 24Ago2012

    David J. Montgomery - Internazionale.it

    Il thriller è un genere che è stato a lungo dominato da uomini, ma alcune donne intrepide, tra le quali Lisa Gardner occupa un posto di rilievo, hanno cominciato a guadagnare terreno in questo club maschile. La vicina si apre in modo avvincente, anche se non originale: una bella ragazza – la ventitreenne Sandra Jones, maestra di scuola con una figlia piccola – è scomparsa, e suo marito agisce in modo tremendamente sospetto.

    Per la polizia, Jason Jones non si comporta come ci si aspetterebbe da un marito preoccupato. A parte questo sembra un brav’uomo e un padre affezionato alla figlia di quattro anni, Ree. Ma su di lui ci sono domande senza risposta, molte delle quali sono svelate in una serie di flashback che lo ritraggono come un marito freddo e anaffettivo. Jason non è il solo a destare sospetti: c’è anche il giovane e attraente vicino di casa, Aidan Brewster, all’apparenza alquanto innocuo. Solo quando Gardner rivela il suo passato di condannato per reati sessuali, in carcere per avere stuprato un’adolescente, il lettore comincia ad avere i brividi a ogni sua apparizione. La vicina offre la curiosità intellettuale del giallo e il ritmo energizzante del thriller.
    David J. Montgomery, The Daily Beast

    Internazionale, numero 963, 24 agosto 2012

  • 22Ago2012

    Glenda Gurrado - Temperamente

    “Lisa Gardner ha avuto un’infanzia normale, una casa normale, una famiglia normale”, insomma la parola normalità, nella sua vita, sembra essere diventata un mantra e possiamo immaginare che aleggi nella sua mente in maniera quasi ossessiva.

    Ma si sa, il male, come l’acqua di un fiume, trascina prepotentemente con sé dei detriti irresistibilmente sporchi di pericolo, suspance e sensualità e, forse, sono proprio gli argini di normalità a voler essere inondati e scavalcati da una scrittrice americana troppo attratta da queste acque. La vicina è l’ultimo thriller della Gardner, autrice poco conosciuta in Italia ma conquistatrice di un’America colma di quegli orrori da lei portati alla luce. Qualche anno fa, gli italiani hanno potuto leggere le sue storie attraverso L’altra figlia e Il marito perfetto, mentre nel 2012 si sono trovati di fronte alla copertina gialla di questo thriller di 463 pagine da bere tutto d’un fiato, fino a sentirsi storditi. Il primo capitolo si apre alle parole della vittima, particolarità che diventa carattere specifico di un romanzo che contiene diverse voci narranti, ognuna tesa a portare l’effetto sorpresa sempre più su, anzi, sempre più giù, nella cantina della paura.
    I coniugi Jones vivono in un tranquillo quartiere di South Boston ma, stranamente, in una casa a prova di scasso, particolare che rende ancora più assurda la scomparsa di Sandra Jones, insegnante alle scuole medie, madre della piccola e precoce Ree e seria consorte di Jason Jones, l’uomo dagli occhi e dal passato impenetrabili. Chi avrà rapito questa bella biondina ventitreenne, tutta casa e lavoro? Il sergente D.D. Warren, poliziotta dura e affascinante, inizierà a zigzagare fra le varie piste, senza più riuscire a star dietro agli indiziati, i quali aumentano di giorno in giorno, complicando non poco le indagini.
    Ma questo romanzo non è un semplice thriller, perché le implicazioni psicologiche sono troppe per non permettere al lettore di sentirsi disturbato, oltre che spaventato. La pedofilia aleggia incontrastata fra i personaggi del libro, in diversi piani temporali, nelle sue diverse forme, in diversi sguardi spaventati, in medesimi equilibri mentali rovinati per sempre. Ma oltre a questo, sono i segreti ad insinuarsi fra le righe, nelle pagine, sulla copertina di un thriller che assume le forme di una famiglia, troppo perfetta esteriormente per esserlo anche internamente. Molti dei personaggi diventano dei compagni giornalieri, per un lettore che divora queste 463 pagine, seguendo le indagini, ma anche i percorsi psicologici di chi vive nel buio. Morsi allo stomaco, sguardi sfuggenti, labbra mordicchiate per l’ansia: una scrittura semplice contrasta magistralmente con temi difficili da mandar giù in un’America macchiata di disumanità. Preparate la vostra mente ad affrontare una storia che, come il tronco di un albero, si dirama in tanti altri rami altrettanto coinvolgenti, ma anche pericolosamente contorti, anche se il finale appare, forse, assurdamente semplice come la caduta di una foglia in autunno, quasi a ridere di un lettore che è ormai perso in un labirinto chiamato South Boston.
    Amore, odio, rancore, incubo, mistero, carnalità, dolcezza, mostruosità, ricordo, distruzione e dissimulazione. Tutto questo è la famiglia Jones. Tutto questo è La vicina. Tutto questo è ciò che è nascosto negli occhi e nella penna di Lisa Gardner, una scrittrice “normale”.

  • 22Ago2012

    Glenda Gurrado - Temperamente.it

    “Lisa Gardner ha avuto un’infanzia normale, una casa normale, una famiglia normale”, insomma la parola normalità, nella sua vita, sembra essere diventata un mantra e possiamo immaginare che aleggi nella sua mente in maniera quasi ossessiva. Ma si sa, il male, come l’acqua di un fiume, trascina prepotentemente con sé dei detriti irresistibilmente sporchi di pericolo, suspance e sensualità e, forse, sono proprio gli argini di normalità a voler essere inondati e scavalcati da una scrittrice americana troppo attratta da queste acque.La vicina è l’ultimo thriller della Gardner, autrice poco conosciuta in Italia ma conquistatrice di un’America colma di quegli orrori da lei portati alla luce.

    Qualche anno fa, gli italiani hanno potuto leggere le sue storie attraversoL’altra figlia e Il marito perfetto, mentre nel 2012 si sono trovati di fronte alla copertina gialla di questo thriller di 463 pagine da bere tutto d’un fiato, fino a sentirsi storditi. Il primo capitolo si apre alle parole della vittima, particolarità che diventa carattere specifico di un romanzo che contiene diverse voci narranti, ognuna tesa a portare l’effetto sorpresa sempre più su, anzi,sempre più giù, nella cantina della paura.
    I coniugi Jones vivono in un tranquillo quartiere di South Boston ma, stranamente, in una casa a prova di scasso, particolare che rende ancora più assurda la scomparsa di Sandra Jones, insegnante alle scuole medie, madre della piccola e precoce Ree e seria consorte di Jason Jones, l’uomo dagli occhi e dal passato impenetrabili. Chi avrà rapito questa bella biondina ventitreenne, tutta casa e lavoro? Il sergente D.D. Warren, poliziotta dura e affascinante, inizierà a zigzagare fra le varie piste, senza più riuscire a star dietro agli indiziati, i quali aumentano di giorno in giorno, complicando non poco le indagini.
    Ma questo romanzo non è un semplice thriller, perché le implicazioni psicologiche sono troppe per non permettere al lettore di sentirsi disturbato, oltre che spaventato. La pedofilia aleggia incontrastata fra i personaggi del libro, in diversi piani temporali, nelle sue diverse forme, in diversi sguardi spaventati, in medesimi equilibri mentali rovinati per sempre. Ma oltre a questo, sono i segreti ad insinuarsi fra le righe, nelle pagine, sulla copertina di un thriller che assume le forme di una famiglia, troppo perfetta esteriormente per esserlo anche internamente. Molti dei personaggi diventano dei compagni giornalieri, per un lettore che divora queste 463 pagine, seguendo le indagini, ma anche i percorsi psicologici di chi vive nel buio. Morsi allo stomaco, sguardi sfuggenti, labbra mordicchiate per l’ansia: una scrittura semplice contrasta magistralmente con temi difficili da mandar giù in un’America macchiata di disumanità. Preparate la vostra mente ad affrontare una storia che, come il tronco di un albero, si dirama in tanti altri rami altrettanto coinvolgenti, ma anche pericolosamente contorti, anche se il finale appare, forse, assurdamente semplice come la caduta di una foglia in autunno, quasi a ridere di un lettore che è ormai perso in un labirinto chiamato South Boston.
    Amore, odio, rancore, incubo, mistero, carnalità, dolcezza, mostruosità, ricordo, distruzione e dissimulazione. Tutto questo è la famiglia Jones. Tutto questo è La vicina. Tutto questo è ciò che è nascosto negli occhi e nella penna di Lisa Gardner, una scrittrice “normale”.

  • 08Ago2012

    Redazione - Qlibri.it

    C’è puzza di bruciato nella vita così a posto di Sandra e Jason Jones. Sandra scompare nel cuore della notte lasciando sola in casa Ree, una bimba vispissima di quattro anni. Jason torna a casa dal giornale dove lavora: chiama la polizia con tutta calma, fa l’impassibile, non collabora. D. D. Warren, sergente con i controfiocchi, giacchino in pelle da brivido, linea da modella e troppi arretrati con il sesso, diffida di questo marito impenetrabile, occhi scuri, barba incolta, parlantina da saccente.

    Diffida di Aidan Brewster, biondo ribelle, genere surfista ma più tenero: vive cinque case più in là, ha la sfortuna di essere il vicino con precedenti per reati sessuali, inchiodato dalla legge peggio di un assassino perché a diciannove anni ha fatto l’amore con una minorenne consenziente. Diffida del suocero di Jason che vuole a tutti i costi la bimba in custodia, dell’eccessiva solerzia di un collega poliziotto, per non dire di un allievo cyber cyber di Sandra… Che fine ha fatto questa splendida vicina che ti illumina lo schermo con lo sguardo? Un romanzo lucido, magnetico, un liscio e busso alla middle class USA dove nessuno la racconta giusta, ci sono troppi schiavi di sesso, soldi & sensi di colpa. Una storia di famiglia dai risvolti sconvolgenti, piena di brucianti, amari segreti.

    Lisa Gardner ha avuto un’infanzia normale, una casa normale, una famiglia normale. Quando le chiedono perché mai una donna dolce e bella come lei scrive romanzi così neri, risponde che forse è colpa di tutta questa normalità. Lisa vive nel New Hampshire con due cani, un gatto un marito e una figlia: i suoi thriller da brivido hanno scalato le classifiche dei best-seller USA e le hanno fatto vincere premi prestigiosi in mezzo mondo.

  • 01Ago2012
  • 27Lug2012

    Mary Adorno - wuz

    Lisa Gardner non è autrice nota in Italia. Eppure in patria riscuote molto successo e i suoi romanzi, che poi sono thriller da brivido, hanno scalato le classifiche vincendo molti premi.

    La casa editrice Marcos y Marcos ha pubblicato quest’anno La vicina uscito per la prima volta negli USA nel 2009, una storia di famiglia dai risvolti sconvolgenti ambientata nell’opprimente provincia americana. Ancor prima di iniziare la lettura, colpisce la bella ed enigmatica copertina. Su carta ruvida e sfondo giallo si stagliano le gambe di tre personaggi di cui è difficile intuire completamente l’appartenenza. Il modo figurato più efficace per proiettarci all’interno della vicenda e per illustrare un libro che parla anche di identità nascoste.
Sandra Jones, Jason Jones, la piccola Clarissa Jones, detta Ree, e il gatto rosso Mr Smith sono una famiglia normale. Troppo normale. Lei è una giovane e bella mamma che fa l’insegnante nella scuola vicino casa, lui è giornalista che lavora di notte per il Boston Daily e la bambina è un’incontenibile quattrenne sveglia e spigliata.
Nel pieno della notte Sandra scompare lasciando la figlia sola a casa e rompendo gli equilibri di una consueta quotidianità.
Cosa ne è stato di lei? Sulle sue tracce si mette la detective D.D. Warren, una sergente energica e solerte, che da subito sente odor di bruciato.
Attorno alla vita semplice e all’apparenza normale di Sandra ruotano personaggi che infittiscono il mistero della sua sparizione.
Il marito, volto impassibile e sguardo vacuo, sembra non collaborare e i suoi comportamenti scatenano ragionevoli sospetti.
Cinque case più in là abita un giovane con l’aspetto di un surfista, biondo e magro, con alle spalle reati sessuali.
A scuola, dove lavorava, un ragazzino di tredici anni, eccellente smanettone di computer, ha avuto contatti ravvicinati con la donna.
All’improvviso dopo cinque anni di silenzio, il suocero di Jones, giudice noto e potente, si presenta alla porta reclamando la nipote Ree.
Cosa nasconde il marito?
Che Sandra possa essere stata vittima di un vicino con precedenti?
Che rapporto aveva il tredicenne con la sua insegnante?
Quali conturbanti segreti di famiglia si annidano nel passato e nel presente della coppia?
Quali spettri e fantasmi cela quella pellicola di normalità tanto curata e ricercata?
Le indagini si fanno difficoltose e l’oscura vicenda attira la curiosità della stampa che comincia a circondare la casa in cerca di morbosi particolari.
Due le chiavi del mistero: la piccola Ree ha visto qualcosa e il computer di Jason Jones contiene informazioni occultate abilmente.
Lisa Gardner ha scritto un thriller ben strutturato in cui una storia che sembrava semplice all’inizio si complica non risultando mai scontata o artefatta. La verità si nasconde tra le maglie dei sentimenti, essi stessi di difficile decifrazione, e la detective D.D. Warren si ritroverà ad approfondire e interpretare sguardi fuggevoli, frasi scappate involontariamente ed espressioni dei volti enigmatiche captate per caso. I protagonisti sono delineati giustapponendo tasselli di vita presente e passata, storie inconfessabili di passioni, desideri reconditi e segreti sepolti in qualche antro dell’animo.
Ma in questo quadro terribile e angosciante Lisa Gardner riesce a ritagliarsi lo spazio per renderci i personaggi all’apparenza più truci (come il vicino con precedenti in reati sessuali), goffi e simpatici. Un modo leggero e sottile, in questo caso, per riflettere su una legge che equipara un giovane di diciannove anni che ha fatto l’amore con una minorenne a un pedofilo recidivo.
    E Lisa Gardner, anche grazie a questi interventi, ne La vicina riesce ad evitare ogni banalità e sensazionalismo, quasi in polemica con quella stessa stampa che all’interno del libro diventa protagonista, regalandoci un thriller godibile nella lettura e coinvolgente nella storia.

  • 26Lug2012
  • 22Lug2012
  • 19Lug2012

    Redazione - Donnamoderna.com

    Se vi piacciono i thriller, portate con voi in ferie La vicina e accomodatevi sulle sdraio assieme a lei. Il libro vi trascinerà in un vertiginoso giallo familiare, dove una moglie scompare senza lasciare tracce, e dove tutto si rivela diverso da ciò che sembra.
    Lisa Gardner – ancora non molto famosa qui da noi ma pluripremiata da pubblico e critica in America – è bravissima a tenere i lettori incollati alle pagine.

  • 19Lug2012

    Redazione - Liberidiscrivereblog.com

    Ha chiuso gli occhi, per un attimo ho sentito il suo dolore.”Verità o penitenza”ho intimato.
    “Verità”disse quasi in un lamento.
    “Quale è la cosa più brutta che hai fatto?”
    “Che vuol dire?”
    “Quale è la cosa più brutta che hai fatto? Dai. Una bugia? Un furto? Hai sedotto la sorellina del tuo migliore amico? Hai ucciso qualcuno? Dimmelo Jason. Voglio sapere chi sei. Siamo sposati per dio. Non puoi negarmelo”.
    Mi ha scoccato un’occhiata strana.
    “Sandra…”
    “No. Non girarci intorno. Rispondimi e basta. Hai mai ucciso qualcuno?”
    “Sì”.
    “Eh?”ho chiesto sinceramente stupita.
    “Sì ho ucciso qualcuno. Ma non è la cosa più brutta che ho fatto”.

    South Boston. Un quartiere tranquillo, pittoresco. I Jones vi abitano vicino al lungomare, in un cottage panna e beige, anni Cinquanta, con un praticello e un acero spoglio. I Jones sono una famigliola felice, che trasmette un senso di rassicuranti valori familiari, di pace, di amore condiviso. Il padre Jason, sulla trentina, bello come un divo della tv, giornalista nel più importante quotidiano cittadino, emana sicurezza, forza, dedizione.

    La madre Sandra, ventitre anni, insegnate delle medie, dolce, bellissima, amata dai suoi studenti, rispettata dai colleghi, un raggio di sole. Poi c’è Ree, una bambina splendida di quattro anni, molto matura per la sua età, amata, protetta, circondata da tutti i personaggi delle fiabe dell’infanzia, dai suoi giochi, da Coniglietta, golosa di oreo al cioccolato. Infine come dimenticarsi di Mr Smith, il fulvo gatto di casa. Pigro e viziato compagno di giochi della piccola Ree, forse il suo migliore amico.
    Questa è l’immagine che la famiglia Jones trasmette, questo è ciò che proietta all’esterno. Luci senza ombre. La classica famigliola americana tutta casa e lavoro. Spesa al supermercato, serate davanti alla tv, partite di basket da guardare sugli spalti, sorrisi e tanta tranquilla convinzione che tutto sia normale, sotto controllo, sicuro. Forse per questo la loro casa ha porte blindate, e perni di sicurezza alla finestra. Forse anche nel tranquillo quartiere in cui vivono esistono mostri, e non sempre si nascondono sotto il letto. Forse il male abita anche lì a South Boston, in quel cottage panna e beige, con un praticello e un acero spoglio. Forse i Jones non sono quello che sembrano, forse nascondono segreti.
    Tutto sembra esplodere con la scomparsa di Sandra. La polizia entra nella loro vita con il volto della ruvida e determinata D.D. Warren, sergente della omicidi, pronta a giurare che la bella Sandra sia stata uccisa dal suo recalcitrante marito. Già Jason non fa niente per aiutarli a ritrovare sua moglie. Oltre al sincero attaccamento per la figlia, non sembra quasi umano. Non si dispera, anzi fa resistenza, li ostacola, nasconde il computer di casa, si comporta da colpevole.
    Ma di colpo spuntano come funghi nuovi indiziati: un vicino di casa, ex galeotto per reati sessuali, un poliziotto troppo solerte ad incastrare Jason per presunti crimini perpetrati tramite internet, un alunno di Sandra, esperto informatico, che anche lui sa più cose di quante ne dica alla polizia tutto per coprire la bella Sandra di cui è innamorato. E poi c’è il suocero di Jason, il giudice Maxwell Black, che vuole a tutti i costi la custodia della piccola Ree e Jason in galera. D.D. Warren è sul punto di non capirci più niente, mentre il lettore, conoscendo pian piano i pensieri dei protagonisti, scopre l’orrore sotto la falsa apparenza di una famiglia perfetta.
    Ecco a voi La vicina (The Neighbor, 2009) terzo episodio della serie dedicata al personaggio di D.D. Warren dalla scrittrice americana Lisa Gardner. Pubblicato in Italia da Marcos Y Marcos e tradotto da Daniele Petruccioli, La vicina è un poliziesco piuttosto anomalo. Più indagine psicologica che indagine poliziesca, è innanzitutto un romanzo che fa luce sulla violenza perpetrata sui bambini che si ripercuote sulla loro vita da adulti. Violenza di genitori, di maniaci pedofili, di ragazzi cresciuti con il fisico ma non ancora adulti che pagheranno per tutta la vita per il loro crimine.
    Lo stile della Gardner è immaginifico e ricco, con un amore assoluto per i dettagli, le descrizioni dei particolari più minuti della vita quotidiana. Costruisce i personaggi dalle loro azioni, con una tecnica molto istintiva che risale da un dettaglio alla percezione di uno stato d’animo, di un ricordo del passato che si fa presente. L’autrice pare avere un profondo interesse per le violenze perpetrate sui bambini e sui meccanismi della giustizia americana che bolla in modo troppo generico i crimini sessuali accomunando pedofili violenti e veri propri criminali a ragazzi che magari hanno avuto rapporti con minorenni consenzienti per fragilità caratteriali. Punto di vista molto critico anche riguardo al sistema mediatico americano, pronto a speculare sulle tragedie per alzare semplicemente gli indici di ascolto.
    Seguirò questa autrice, senza dubbio. Un ottimo libro.

  • 18Lug2012

    Redazione - Donna Moderna

    Nella felice famiglia protagonista – padre giornalista, madre insegnante e figlia piccola – niente è come sembra.

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  • 17Lug2012

    Pino Cottogni - Thriller magazine

    La Marcos y Marcos invia in libreria proprio in questi primi giorni di giugno, un nuovo romanzo della scrittrice americana Lisa Gardner. Si tratta di La vicina (The Neighbor, 2009) un thriller che appartiene alla serie D.D. Warren.

    Lisa Gardner ha venduto il suo primo romanzo quando aveva solo vent’anni e attualmente ha al suo attivo quindici romanzi. In Italia ci risulta sia stato pubblicato un solo romanzo dal titolo  Fuga (Sperling & kupfer — 2008) che è il secondo titolo della serie D.D. Warren.
Un giorno dalla sua casa  di South Boston, scompare Sandra Jones, una giovane madre, bionda e carina. La testimone di questa sparizione potrebbe essere sua figlia, ma lei poverina ha solo quattro anni.
Di questa scomparsa, che apre molti scenari, se ne deve occupare il sergente D. D. Warren, corpo da modella, intelligenza acuta e molti arretrati con il sesso.
Quando arriva nella casa dei Jones e conosce Jason il marito di Sandra, lo trova molto “freddo” e sente che nella casa e in particolare nella coppia c’era qualcosa che non andava..
I fatti strani sono molti, Sandra ha lasciato chiavi e borsetta in casa, la bambina forse dormiva nella stanza superiore, il marito, giornalista, non da molto aiuto e risulta il primo sospettato, poi, indagando, si scopre che un vicino di casa, biondo e bello, ha dei pesanti trascorsi per reati sessuali.
Per D.D. Warren sono molti i sospettati, anche il suocero di Jason che vuole a tutti i costi che le sia affidata la bambina rimasta sola.
Troppi possibili colpevoli per una donna scomparsa, il percorso delle indagini fa scoprire segreti nascosti, e ci sono vari colpi di scena, trama resa ancora più interessante da vari flashback dei pensieri della donna scomparsa. La sua rabbia. La sua lussuria. I suoi desideri insoddisfatti.
La detective arriverà alla soluzione. Una soluzione veramente inaspettata.

  • 04Lug2012

    Polimena - Trecugggine.com

    Dopo aver pubblicizzato in lungo e in largo l’acquisto del mio ebook elettronico devo ammettere una cosa: ancora le copertine e le edizioni dei libri mi fanno un certo effetto. La casa editrice milanese Marcos y Marcos è una delle mie preferite, copertine sempre intriganti, carta spessa e ruvida, bel carattere. Inutile dire che per questo libro, La vicina , la copertina ha un suo potere. Tre paia di scarpe su uno sfondo ocra: un uomo una donna e una bambina. Dalle scarpe puoi dedurre probabilmente il sesso di chi le indossa ma non ne conosci niente altro. Copertina azzeccatissima.

     

    Sì, perchè in questo libro si parla di una famiglia come tante nei sobborghi “bene” di Boston: un padre giornalista, una madre insegnante alle medie e una figlioletta. Questo è quello che si vede. Ma sotto la superficie perfetta ci sono passati oscuri e problemi irrisolti. Un notte la moglie scompare mentre il marito è al lavoro. Cosa ne è stato di lei? Omicidio, rapimento, fuga d’amore? La logica della polizia e di tutti i media che si interessano al caso vuole che il primo indiziato sia il marito.

    Ma scavando nelle vite irreprensibili saltano fuori una serie di personaggi che potrebbero avere dei motivi reali per uccidere la bionda insegnante. La bravura della Gartner sta proprio qui, nella capacità di spiazzare il lettore pagina dopo pagina. A ogni capitolo ti pare di aver individuato il colpevole per poi essere subito dopo contraddetta dai fatti. Il colpevole? I colpevoli, perchè a quanto pare sono molti i colpevoli. Proprio come nel libro Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, che non a caso viene citato nel libro.

    Non dico altro ma secondo me vale la pena di leggerlo. E aggiungo che la Gardner ha vinto numerosi premi negli Stati Uniti e i suoi libri sono spesso nella classifica dei bestseller. Una ragione ci sarà.

    Il libro: La vicina
    L’autrice: Lisa Gardner
    Il bacino d’utenza: amanti del giallo psicologico e non del tipo action movie. Qui scordatevi il poliziotto supereroe alla Harry Hole, gli inseguimenti mozzafiato, il giro di droga. E’ tutto più psicologico e intimo, gatti che scompaiono, vicini di casa dall’aspetto tranquillo e dal passato di pedofili, bambine con le ali da fatina, cantine e soffitte, oreo al cioccolato e partite di football.

  • 02Lug2012

    Silvia Leggiamo - Leggiamo-blog.it

    Lisa Gardner è un’autrice poco nota nel panorama italiano, ma molto prolifica in patria. Anni fa uscirono, come Originali Mondolibri, L’Altra Figlia e Il Marito Perfetto e adesso è la Casa Editrice indipendente Marcos y Marcos a riproporla. Secondo me vale la pena scoprirla. Se amate le storie familiari, di provincia, con torbidi segreti celati dietro a tanta finta normalità, sono sicura che l’apprezzerete.

    In una scala da 1 a 10 si merita un 7… ma questo è uno di qui casi in cui la votazione mi mette fortemente in crisi. Non so nemmeno io perchè sono entrata nel circolo vizioso delle stelline, ma a volte ci esco pazza. Spero non capiti solo a me.
    Trama: C’è puzza di bruciato nella vita così a posto di Sandra e Jason Jones. Sandra scompare nel cuore della notte lasciando sola in casa Ree, una bimba vispissima di quattro anni. Jason torna a casa dal giornale dove lavora: chiama la polizia con tutta calma, fa l’impassibile, non collabora. D. D. Warren, sergente con i controfiocchi, giacchino in pelle da brivido, linea da modella e troppi arretrati con il sesso, diffida di questo marito impenetrabile, occhi scuri, barba incolta, parlantina da saccente. Diffida di Aidan Brewster, biondo ribelle, genere surfista ma più tenero: vive cinque case più in là, ha la sfortuna di essere il vicino con precedenti per reati sessuali, inchiodato dalla legge peggio di un assassino perché a diciannove anni ha fatto l’amore con una minorenne consenziente. Diffida del suocero di Jason che vuole a tutti i costi la bimba in custodia, dell’eccessiva solerzia di un collega poliziotto, per non dire di un allievo cyber cyber di Sandra… Che fine ha fatto questa splendida vicina che ti illumina lo schermo con lo sguardo? Un romanzo lucido, magnetico, un liscio e busso alla middle class USA dove nessuno la racconta giusta, ci sono troppi schiavi di sesso, soldi & sensi di colpa. Una storia di famiglia dai risvolti sconvolgenti, piena di brucianti, amari segreti.

  • 01Lug2012

    Massimiliano Jattoni Dall'Asén - Max.it

    10 libri per l’estate, da leggere sulla spiaggia (ma anche in montagna)

    Una mamma scomparsa, una bimba sola nella notte. Un babbo ganzo e molto sospetto, un giovane vicino ancora più sospetto, un suocero ambiguo, esperti cyber cyber reticenti al punto giusto. Una poliziotta bella e sfrenata, la macchina dei media che trita tutti. Ma che fine ha fatto questa splendida vicina? Un romanzo lucido, magnetico. Una storia di famiglia dai risvolti sconvolgenti. Dalla top ten del New York Times un thriller da brivido che ha vinto premi in mezzo mondo.

  • 01Lug2012

    Redazione - Carta bianca - Max - Gazzetta.it

    Se un buon scrittore è quello che riesce a tenerti inchiodato ai libri pur raccontando storie trite e ritrite, allora Lisa Gardner sa fare il suo mestiere. Lo dimostra con La vicina (Marcos y Marcos), uscito ora in Italia ma premiato come miglior thriller del 2010 dal New York Times:

    una donna di Boston scompare misteriosamente, la polizia sospetta del marito che non ha un alibi e si comporta in modo strano. Ma anche i vicini di casa, i parenti e i colleghi della donna hanno  qualcosa da nascondere…
Nulla di nuovo, insomma, la solita storia dell’apparenza perfetta che nasconde tonnellate di spazzatura (e qui si parla di pedopornografia, omofobia, pirati informatici). Eppure La vicina va giù che è un piacere. La Gardner sa tenerti sulla corda, ti svela la verità poco a poco, spariglia le carte ogni volta che pensi di aver capito, inchioda il marito con prove schiaccianti ma ti lascia continuamente il dubbio che l’uomo sia innocente.
E poi c’è lei, la protagonista, la detective D.D. Warren, quarantenne single e stakanovista dai boccoli biondi, sempre in “jeans, camicia bianca e stivali da urlo”. Una dura dal cuore tenero a cui non puoi non voler bene. D.D. Warren è la protagonista anche del nuovo libro della Gardner, Catch me, già in libreria negli States. In attesa di vederlo in Italia, portatevi avanti con il booktrailer americano.

  • 01Lug2012

    Redazione - Leggiamo.altervista.org

    Era da un po’ che non mi addentravo nelle perverse dinamiche di un giallo e farlo con Lisa Gardner mi è sembrata la scelta migliore. Scelta di cui non mi sono affatto pentita, questa donna scrive da Dio!

    Avrei voluto bruciare le pagine, consumarle il più in fretta possibile per scoprire il mistero che avvolgeva non solo Sandy, la protagonista, ma anche suo marito, il  vicino Aidan, il geniale alunno Ethan, e anche Mr Smith il gatto rosso… insomma, in breve ero entrata in un vortice da cui non avevo via di scampo, potevo solo leggere!

    Sandy è giovane, bella, e a soli 23 anni si ritrova già sposata con Jason Jones, di professione giornalista, e con una bellissima bambina di 4 anni per cui stravede. Sono una famiglia discreta che non dà adito a pettegolezzi, con giornate sempre scandite da un’ordinata ripetitività. E allora perchè Sandy è improvvisamente scomparsa?
    Già dall’incipt scorgiamo la normalità di questa ragazza nella semplicità di una serata come tante. La cena, il bagno a Ree, la favola della buonanotte, i compiti da correggere… ma poi succede qualcosa. E non ci sono parole che possano spiegarlo meglio di quelle usate dalla stessa Sandy.

    “Negli ultimi istanti del mondo come lo conosco io, vorrei poter dire di aver sentito il grido di un gufo nella notte, di aver visto un gatto nero saltare oltre lo steccato, o di essermi sentita drizzare i peli sulla nuca. Vorrei poter dire di aver fiutato il pericolo, lottato come una forsennata. Dopotutto, dovrei essere la prima a sapere quanto è facile che l’amore si trasformi in odio, il desiderio in ossessione. Avrei dovuto essere la prima a capirlo. Invece no. Devo ammetterlo. E Dio mi assista, quando la sua faccia si è materializzata nell’ombra della porta il mio primo pensiero è stato com’è bello, come il primo giorno, e avrei voluto ancora accarezzargli la guancia, far scorrere le dita tra i suoi riccioli… Poi, vedendo cosa stringeva in mano, ho pensato di non dover urlare. Devo protegger mia figlia, la mia amatissima figlia che dorme in fondo al corridoio. È entrato in camera. Ha sollevato il braccio. Non ho fiatato. Lo giuro.”

    Cos’è successo a questa giovane insegnante dal sorriso che ammalia? Qualcuno l’ha rapita? Forse uccisa? E perchè?
    Entra in scena D.D. Warren, sergente di polizia, giovane, attraente, in gamba, alle prese con un caso apparentemente semplice. Puntare il dito contro al marito sembrerebbe la cosa più ovvia, d’altronde lui è così freddo, distaccato, non si preoccupa nemmeno di recitare la parte del consorte disperato. Ha sempre la risposta pronta (quando risponde), un’ironia tagliente, quasi provocatoria, e si ammorbidisce solo nell’attimo in cui incrocia gli occhi disperati della piccola Ree. Ma è solo una frazione di secondo, un momento di smarrimento da cui si riprende in fretta, per poi rintanarsi di nuovo in un angolo buio della sua anima.

    I numerosi punti di vista permettono subito al lettore di avere un quadro completo della situazione. Sappiamo che Jason non è effettivamente coinvolto nella sparizione di Sandy, ma non comprendiamo il perchè di certi suoi comportamenti assolutamente inusuali e contraddittori. Scopriamo poi che uno dei suoi allievi è cotto di lei e che il vicino in fondo alla strada è un criminale acclarato per violenze sessuali, ma soprattutto capiamo che la verità è lontana, niente può essere come sembra. Nessuno è chi dice di essere.
    A unire i capitoli la voce di Sandy che ci porta indietro nel tempo, quando prima di essere madre era figlia. Questi sono i passaggi più forti e toccanti di tutto il libro che svelano i mali incurabili di un’infanzia negata. Si possono seppellire certi fantasmi? Il  passato può tornare a bussare alla porta dopo tanti anni? Una cosa è certa, a volte è peggio vivere con tante domande che essere in possesso di tutte le risposte… 

    La Vicina è il terzo romanzo dedicato alle indagini della tosta D.D., ma ogni libro è del tutto autonomo; D.D. non ruba mai la scena agli altri personaggi, non è mai protagonista assoluta, ma fa solo da filo conduttore a quella che è una vicenda intricata, enigmatica e dolorosa.  Peccato il finale un po’ frettoloso, avrei voluto più chiarimenti non su come vengono scoperti i retroscena, ma su come vengono risolti.
    Ma resta un buon libro, non adrenalinico come un thriller, ma indagatore come giallo sociologico e psicologico, un libro che instilla una notevole curiosità, questo è indubbio.
    Lisa Gardner apre uno squarcio di luci e ombre su quella che è la classe media americana, soverchiandone segreti e perversioni, e ci ricorda che i mostri, quelli veri, non abitano sotto il letto.

  • 01Lug2012
  • 01Lug2012

    Redazione - trecugggine.wordpress.com

    Dopo aver pubblicizzato in lungo e in largo l’acquisto del mio ebook elettronico devo ammettere una cosa: ancora le copertine e le edizioni dei libri mi fanno un certo effetto. La casa editrice milanese Marcos y Marcos è una delle mie preferite, copertine sempre intriganti, carta spessa e ruvida, bel carattere. Inutile dire che per questo libro, La vicina , la copertina ha un suo potere.

    Tre paia di scarpe su uno sfondo ocra: un uomo una donna e una bambina. Dalle scarpe puoi dedurre probabilmente il sesso di chi le indossa ma non ne conosci niente altro. Copertina azzeccatissima.
    Sì, perché in questo libro si parla di una famiglia come tante nei sobborghi “bene” di Boston: un padre giornalista, una madre insegnante alle medie e una figlioletta. Questo è quello che si vede. Ma sotto la superficie perfetta ci sono passati oscuri e problemi irrisolti. Un notte la moglie scompare mentre il marito è al lavoro. Cosa ne è stato di lei? Omicidio, rapimento, fuga d’amore? La logica della polizia e di tutti i media che si interessano al caso vuole che il primo indiziato sia il marito.
    Ma scavando nelle vite irreprensibili saltano fuori una serie di personaggi che potrebbero avere dei motivi reali per uccidere la bionda insegnante. La bravura della Gardner sta proprio qui, nella capacità di spiazzare il lettore pagina dopo pagina. A ogni capitolo ti pare di aver individuato il colpevole per poi essere subito dopo contraddetta dai fatti. Il colpevole? I colpevoli, perché a quanto pare sono molti i colpevoli. Proprio come nel libro Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, che non a caso viene citato nel libro.
    Non dico altro ma secondo me vale la pena di leggerlo. E aggiungo che la Gardner ha vinto numerosi premi negli Stati Uniti e i suoi libri sono spesso nella classifica dei bestseller. Una ragione ci sarà.
    Il libro: La vicina

L’autrice: Lisa Gardner

Il bacino d’utenza: amanti del giallo psicologico e non del tipo action movie. Qui scordatevi il poliziotto supereroe alla Harry Hole, gli inseguimenti mozzafiato, il giro di droga. E’ tutto più psicologico e intimo, gatti che scompaiono, vicini di casa dall’aspetto tranquillo e dal passato di pedofili, bambine con le ali da fatina, cantine e soffitte, oreo al cioccolato e partite di football.

  • 15Giu2012
  • 09Giu2012

    Pietro De Viola - Alicesenzaniente.wordpress.com

    Un tweet di qualche giorno fa recita:
Porte chiuse a chiave, finestre sigillate. Niente segni di scasso, né tracce di sangue. La vicina di Lisa Garner.
 L’autore del tweet è l’editore del volume che presentiamo oggi.

     

    Il libro

    C’è puzza di bruciato nella vita così a posto di Sandra e Jason Jones.
Sandra scompare nel cuore della notte lasciando sola in casa Ree, una bimba vispissima di quattro anni. Jason torna a casa dal giornale dove lavora: chiama la polizia con tutta calma, fa l’impassibile, non collabora. D.D. Warren, sergente con i controfiocchi, giacchino in pelle da brivido, linea da modella e troppi arretrati con il sesso, diffida di questo marito impenetrabile, occhi scuri, barba incolta, parlantina da saccente. Diffida di Aidan Brewster, biondo ribelle, genere surfista ma più tenero: vive cinque case più in là, ha la sfortuna di essere il vicino con precedenti per reati sessuali, inchiodato dalla legge peggio di un assassino perché a diciannove anni ha fatto l’amore con una minorenne consenziente.
Diffida del suocero di Jason che vuole a tutti i costi la bimba in custodia, dell’eccessiva solerzia di un collega poliziotto, per non dire di un allievo cyber cyber di Sandra…
Che fine ha fatto questa splendida vicina che ti illumina lo schermo con lo sguardo?
Un romanzo lucido, magnetico, un liscio e busso alla middle class USA dove nessuno la racconta giusta, ci sono troppi schiavi di sesso, soldi & sensi di colpa. Una storia di famiglia dai risvolti sconvolgenti, piena di brucianti, amari segreti.

    L’autrice

    Lisa Gardner ha avuto un’infanzia normale, una casa normale, una famiglia normale. Quando le chiedono perché mai una donna dolce e bella come lei scrive romanzi così neri, risponde che forse è colpa di tutta questa normalità. Lisa vive nel New Hampshire con due cani, un gatto un marito e una figlia: i suoi thriller da brivido hanno scalato le classifiche dei best-seller USA e le hanno fatto vincere premi prestigiosi in mezzo mondo.

    Miglior Thriller del 2010 American Library Association

  • 01Giu2012

    Redazione - MarieClaire

    Un thriller perfetto, disseminato di falsi indizi: farselo scappare sarebbe un delitto.

    Leggi l’articolo completo