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La mia estate fortunata

Archivio rassegna stampa

  • 10Dic2019

    Ombretta Romei - Pulp Libri

    “Prendere il sussidio e avere figli nello stesso tempo era un lavoro”

    Miriam Toews, La mia estate fortunata, tr. Claudia Tarolo, Marcos y Marcos, pp. 302, euro 18,00 stampa

    Lucy van Alstyne ha diciotto anni e un figlio di nove mesi. Chi potrebbe essere il padre proprio non lo sa. Eppure sono trascorsi solo due anni dall’assurdo omicidio della madre, da quel periodo di sbandamento, depressione e sesso promiscuo. Ma a Winnipeg, Manitoba, Canada, dove Lucy si è appena trasferita, poco importa saperlo. Soprattutto quando, come altre donne single, devi ingraziarti ogni mese i servizi sociali per garantirti un tetto sulla testa e sfamare la prole. Un lavoro, insomma. Una lotta (di classe). Che, sin dal primo giorno nella Residenza Half-a-Life – casa popolare per ragazze madri – la giovane protagonista di La mia estate fortunata si appresta a combattere, affiancata dalla generosa e stramba Lish, con le sue quattro figlie, da Terrapin, Mercy, Sarah, Pillar, Teresa: una scombinata bizzosa ma incrollabile sorellanza, levigato controcanto all’assolo di Lucy.

     

    “Fare figli era facile. Non avevamo scelta: ce ne dovevamo occupare e questo decideva per noi (…) prendere il sussidio e avere figli nello stesso tempo era un lavoro. Chi lo dice che non guadagnassimo i nostri soldi?” Tutt’altro che genitrici fataliste e lamentose – tipo soap opera brasiliana che alcune all’Half-a-Life amano sciropparsi – le donne di Miriam Toews non hanno tempo di piangersi addosso, irrigidirsi in un copione scritto per loro dal welfare. C’è da scarrozzare Dillinger su un passeggino traballante, arredare dignitosamente un piccolo appartamento, affrontare, altrettanto dignitosamente, il caldo, le zanzare e un’alluvione che, di lì a poco, si abbatterà sulle regioni centrali del Nord America. E, dulcis in fundo, “cercare” a tutti i costi Gotcha, il padre busker che le due gemelle di Lish non hanno mai conosciuto.

    Lucy, dea ex machina, ha un piano ben preciso. Un viaggio on the road (leit-motiv di altri romanzi successivi della scrittrice canadese) verso il Colorado con amica e bimbi al seguito, una storia inventata, un pegno d’amicizia. O un complicato atto d’amore.

    Gioiosa e travolgente opera prima, con Summer of My Amazing Luck (1996) Miriam Toews gioca squisitamente con i classici della sophisticated comedy hollywoodiana, ribaltando in chiave lower class l’esclusivo gineceo di Donne di George Cukor (dialoghi spumeggianti, come lo champagne a basso costo che Lucy e Lish talvolta si concedono, ma la qualità, si passi la metafora, è da Dom Pérignon d’annata), fatta eccezione per padri distanti e pretendenti impacciati.

    Hart e Geoffrey van Alstyne entreranno in punta di piedi nella nuova vita di Lucy, letteralmente coinvolti (c’è da far nascere un bambino!) in un universo femminile ricco e stravagante. “(…) penso di essere felice, mi sento felice. Non so perché. Ho Dill. Sono giovane. Siamo in viaggio. Succedono cose. Dovrebbe bastare per essere felici” filosofeggia Lucy con l’ottimismo confuso della giovinezza.

    Il conflitto e la fuga – che già hanno marcato la vocazione letteraria della Toews – son di là da venire. La lunga estate calda (e piovosa) di Lucy e Lish è una promessa screziata.

    https://pulplibri.it/prendere-il-sussidio-e-avere-figli-nello-stesso-tempo-era-un-lavoro/?fbclid=IwAR04higZR_e6Ebi7n9e_CO4tD9wzY3Dfl6Mhz1zJ7yDJLdWGqdzj5GQDs68

  • 19Nov2019

    Erminio Fischietti - MangiaLibri

    La mia estate fortunata

    Già da molto prima che scoppiasse il caos con il “Serenity Place” Lish, donna naturalmente teatrale e dall’euforia contagiosa e vivificante, in primo luogo per l’amica Lucy, è una veterana, esperta nel gestire situazioni che hanno a che fare con i diritti e soprattutto i rovesci della vita. Ha quattro figlie, due avute con lo stesso uomo e le altre due, gemelle, concepite assieme a un artista di strada spensierato, un giocoliere un po’ à la Zampanò, per dirla con Fellini, innamoratosi delle sue mani, ritenute a dir poco perfette per le palle. Per palleggiarle in aria, ha poi puntualizzato l’uomo dopo aver detto la frase appena riportata. Perché i giocolieri, come Lish spiega a Lucy, sulle palle non scherzano mai.

     

    E tornando a parlare di teatro, Lish sa tutto sull’argomento, come si accoglie il pubblico, come si attrae, come condurre, come fare coreografie, come gestire la superstizione: l’amore per il palcoscenico, o in generale per ogni luogo in cui si faccia spettacolo, è nato assieme a lei. E dunque con Lish, senza violare le regole del welfare e concedendosi un meritato diversivo dai doveri di madre, si può frequentare gente di teatro e divertirsi un po’…

    Autrice pluritradotta e pluripremiata (il Governor General’s Literary Award e il Rogers Writers’ Trust Fiction Prize, conquistato due volte, sono solo alcuni dei riconoscimenti conseguiti), dottoressa in Lettere, cinema e giornalismo, nonché discendente diretta di uno dei primi coloni che dall’Ucraina giunse nel Manitoba canadese per fondare una comunità mennonita, che ha poi lasciato, da sempre interessata (nonché segnata da tali argomenti, dati i suicidi del padre e, nel dodicesimo anniversario di questa tragedia, della sola sorella) ai temi, che costituiscono lo scheletro delle sue opere, della famiglia – spesso divisa, disfunzionale, lirico microcosmo un po’ à la Little Miss Sunshine, un po’ à la Shameless e fondamento della società in cui, a prescindere dai legami di sangue, ognuno cerca il proprio posto nel mondo – Miriam Toews, anche attrice, torna sugli scaffali delle librerie italiane con il suo romanzo d’esordio, una storia intensa. E non solo: la narrazione è avvincente, lieve, profonda, mai banale né retorica, divertente, ironica, emozionante, capace di parlare con schiettezza con tutta probabilità al cuore di ogni lettore, in modo diverso a seconda delle distinte sensibilità. Al centro le figure molto ben caratterizzate di Lish e di Lucy, due donne alle prese con enormi ed esilaranti fragilità che sono pronte a tutto in particolare per garantire il meglio ai propri figli: una delle due è stata abbandonata dall’uomo con cui ha concepito, un mangiafuoco che dopo anni improvvisamente si fa di nuovo vivo. E queste due Thelma e Louise deliziosamente scalcagnate si mettono in marcia con tutta la brigata per trovarlo.

    http://www.mangialibri.com/libri/la-mia-estate-fortunata

  • 26Ott2019

    Federica Pergola - Giuditta Legge

    Federica consiglia: La mia estate fortunata

    Ci sono testi che all’improvviso illuminano con la loro freschezza anche storie tristi e difficili. Racconti che riescono a rendere leggera e divertente la vita, pur non negando le difficoltà del vivere.

    Questo è il caso del primo romanzo di Miriam Toews (poi affermatasi con I miei piccoli dispiaceri, Donne che parlano – entrambi pubblicati in Italia da Marcos y Marcos).

     

    Winnipeg, Manitoba, Canada, residenza di case popolari Have a Life (ovverosia: prendi una vita, vivi!)

    Qui abitano donne con tante storie diverse: ragazze madri con il sussidio di povertà; e donne dal passato doloroso: come Sarah , che ha deciso di smettere di parlare dopo gli eventi traumatici della sua gravidanza:

    O suo fratello o suo padre l’avevano violentata e poi avevano negato tutto. Secondo Lish, Sarah aveva tentato di parlare con la gente, di convincerla a credere alla sua versione, ma a nessuno interessava ascoltare i dettagli spiacevoli e le davano della pazza. Sarah allora ha detto Andate a farvi fottere, d’ora in poi non dirò più una parola

    O Naomi, che, scioccata dalla morte del primo marito,

    aveva sposato il primo uomo che le era capitato a tiro, un pompiere dalla voce carezzevole, una grande capacità di ascolto e un autentico interesse per Tina. Era già troppo tardi quando Naomi si era resa conto che l’interesse per Tina era sessuale e il suo odio nei confronti di Naomi sconfinato

    E l’euforica,  brillante, spiritosa Lish

    Aveva quattro figlie, due avute con lo stesso uomo e le altre due, gemelle, con un artista di strada spensierato che si era innamorato delle sue mani. (…) Aveva fatto sparire un fazzoletto rosso nel naso di Lish. E poi, naturalmente, riapparire. Cosa che lui invece aveva mancato di fare dopo aver messo Lish incinta quella notte nella sua camera d’albergo (…) Lish lo trovava irresistibile (…) Era romantica, avventurosa. E se le gemelle chiedevano del loro padre, poteva modellarlo a loro uso e consumo, farne un eroe, una canaglia, un poeta, un buffone (…)

    Lish, che tra tutte è quella che ha il “coraggio di abbandonarsi alla possibilità dell’amore” e ancora spera che il padre delle gemelle prima o poi possa fare ritorno…

    E poi c’è Lucy, che narra la storia

    Dicevano che non avevo elaborato il lutto per la morte di mia madre. Per questo andavo a letto con tutti, dicevano. Dicevano che sgusciavo fuori dalla finestra perché avevo bisogno di dimenticare. Avevo bisogno di dimenticare, dicevano, perché non riuscivo a reggere la tristezza di ricordare.

    Con un’ironia pungente ed effervescente, con tenerezza e comicità la Toews riesce a raccontarci tanto sugli uomini e le donne

    per l’assistenza sociale uomini voleva dire sostegno economico. Noi lo trovavamo esilarante

    L’indipendenza che sbandieravamo durante il giorno era il nostro segno distintivo agli occhi degli altri. (…) ci comportavamo come bandite, guerriere, stavamo benissimo, non avevamo bisogno di nessuno, avevamo un compito da svolgere e l’avremmo svolto. Eravamo Ragazze Madri (…) Tutto quel languore e desiderio femminile e lussuria repressa e voglia di avere un uomo non solo come amante ma anche come compagno e padre dei nostri figli. Bè, non era quello che mostravamo

    Ma, soprattutto, tanto ci dice sulla necessità di prendere la vita (have a life) come mostrano di fare le sue protagoniste (che hanno subito ribattezzato la residenza: Half a live, cioè= mezza vita) con leggerezza, brio, ma nello stesso tempo con la forza e la serietà che ci vogliono per crescere dei figli. Per lottare con e per loro. Per resistere. Per esserci.

    Lucy?

    Si?

    La vita non è uno scherzo

    (…) E’ vero che la vita non è uno scherzo. Ma so che la mia vita è divertente. E Dillinger Geoffrey van Alstyne è un bambino fortunato

    http://www.giudittalegge.it/2019/10/26/federica-consiglia-la-mia-estate-fortunata/?fbclid=IwAR3pDuQql2wWH8yWSHONNTqZmdfg4HH8iKCyZdMJHzAnnlNgrC3kD7tMb4E

  • 05Ott2019

    Redazione - Robinson

    Donne senza uomini

    Due donne, tanti figli e uomini pressoché assenti. Potrebbe riassumersi così il contenuto effervescente di questo primo romanzo della canadese Miriam Toews, scritto nel 1996 ma pubblicato solo ora in Italia.

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  • 28Set2019
  • 11Ago2019

    Vanni Santoni - La Lettura - Corriere della Sera

    Il pubblico italiano non si è accorto subito di Miriam Towes. Il primo romanzo a essere tradotto da noi fu il quarto, Un complicato atto d’amore, nel 2005, e nonostante il prestigio del marchio che lo portò in Italia (Adelphi) passò piuttosto inosservato.

    Ci volle la caparbietà di una indie come Marcos y Marcos, che, recuperata l’autrice tre anni dopo il libro libro, In fuga con la zia. The flying Troutmans, continuò nel 2011con l’opera successiva, Mi chiamo Irma Voth, e ancora nel 2013 con Un tipo a posto (in realtà secondo romanzo di Toews), riuscendo infine a imporre l’autrice presso un pubblico più vasto nel 2015, con I miei piccoli dispiaceri…

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  • 06Ago2019

    Elisabetta Bucciarelli - Cooperazione

    Cercando il padre

    Due donne, sole e con cinque figli, partono su un furgone sgangherato alla ricerca di un vecchio amore perduto.

    Che posto strano l’Half-a-Life, in certi momenti sembra un rifugio, in altri una comunità di recupero per vite allo sbando. In realtà, secondo la penna della scrittrice canadese Miriam Toews, si tratta di un luogo dove trovano casa e cura ragazze madri senza un reddito per sopravvivere, donne senza compagni, con figli e figlie a carico.

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  • 31Lug2019

    Lilia Ambrosi - Il Piccolo di Trieste

    La scrittrice canadese narra la vicenda di Lucy che scappa dalla comunità religiosa in cui è cresciuta e finisce in una casa popolare.

     

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  • 26Lug2019

    Laura Pezzino - Vanity Fair

    Due ragazze madri squattrinate, Lucy e Lish, che hanno il coraggio delle guerriere: imbarcano la prole in un furgone e vanno alla ricerca dell’uomo della loro vita.

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  • 19Lug2019

    Giulia Villoresi - Il Venerdì

    Le donne di Toews libere e solidali ma in cerca di uomo

    C’è una casa che si trova al centro di Winnipeg, che è esattamente al centro del Canada, che a sua volta è al centro della Terra. […]

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  • 16Lug2019

    Eleonora Molisani - TuStyle

    Se la vacanza è un on the road con mamme single

    «Sono una ragazza madre con il sussidio e la casa popolare. Non era il mio obiettivo nella vita, ovvio. Non è che da bambina sognassi di fare la mamma povera…»

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  • 16Lug2019

    Veronica Colella - Silhouette Donna

    Libri: 5 storie di amicizia per la tua estate

    C’è la complicità fra donne che cercano di emanciparsi e il legame fraterno fra compagni di collegio, ma anche il rapporto speciale che si crea con un amico a quattro zampe…

    I veri amici sono una seconda famiglia, quella che ti puoi scegliere liberamente e che ti sostiene nella buona e nella cattiva sorte.

    Siccome pensiamo che l’amicizia sia uno dei rapporti più degni di celebrazione, ecco cinque proposte di lettura a tema da condividere con una persona speciale.

    Le ragazze dell’Half-a-Life

    Nelle case popolari di Winnipeg c’è una donna che non può passare inosservata: eccentrica, spiritosa, con una chioma di folti capelli neri e una spilla a forma di ragno appuntata sul cappello. Lish è una romantica con il teatro nel sangue ed è la migliore amica di Lucy, ragazza madre con il sussidio. Sono le protagoniste di La mia estate fortunata di Miriam Toews (Marcos Y Marcos), sognatrici e guerriere. L’unico rimpianto di Lish è il mangiafuoco itinerante da cui ha avuto le sue figlie più piccole, sparito dopo una notte di passione senza sapere di essere padre. Quando si rifà vivo dopo cinque anni, colto dalla nostalgia, a Lish e Lucy non resta che affittare un vecchio furgone e andare all’avventura.

     

    Un classico da riscoprire

    Le signore in nero di Madeleine St John (Garzanti) racconta di quattro commesse di Goode’s, i grandi magazzini più in voga nella Sydney degli anni ’50, alle prese con i primi timidi passi verso l’emancipazione. Nelle vite di Lisa, Patty e Fay non c’è molto spazio per i manicaretti da preparare e le piastrelle da lucidare, anche se la società vorrebbe che si concentrassero sulla ricerca di un buon partito. A portarle sulla “cattiva strada” ci si mette anche Magda, la loro collega, esotica in quanto europea e pragmatica in quanto rifugiata. Secondo la critica, una via di mezzo tra Jane Austen e La fantastica signora Maisel: il sorriso è garantito.

    Ragazzi difficili…

    I ragazzi che non vuole nessuno, quelli “incappati nei guai”, vengono mandati a Goodwin Manor. Una via di mezzo tra un riformatorio e un collegio, sulla soglia del quale il giovane Radford viene scaricato dallo zio senza avere il tempo di protestare. Timoroso e un po’ spaventato, impara velocemente che nella casa sono i ragazzi a prendersi cura gli uni degli altri, con un cameratismo maschile che alterna crudeltà ed empatia. Essenziale per la sua sopravvivenza l’amicizia di West, “un folletto vivacissimo che sorride troppo”. Un’eterna domenica di Robert Lukins (Neri Pozza) è un romanzo d’esordio indimenticabile, candidato a due premi letterari in Australia.

    … e vecchie nient’affatto noiose

    Essere la pensionata più giovane in un gruppo di vecchiette tutt’altro che innocue è difficile anche per una che di nome fa Maria Gioconda: queste belve feroci hanno i capelli rosa o azzurri, si fingono sorde per convenienza, parlano con gatti grassi o mariti defunti ma soprattutto chiacchierano tanto tra di loro. Nella cittadina di Pandora, dove splende sempre il sole e l’età media è over 70, non c’è molto altro da fare se non celebrare l’asteroide che sta arrivando a polverizzare democraticamente tutti quanti, battezzato Buon Vento. Vecchie noiose di Gaia de Beaumont (Marsilio) è un libro che rende la vecchiaia divertente e spietata allo stesso tempo.

    Quando il migliore amico è a quattro zampe

    Io e Lucy di Dave Barry (Piemme) racchiude le lezioni di vita che si possono imparare da un vecchio cane felice. Terrore degli album di foto (che non manca di fare a pezzi ad ogni occasione propizia), nuvola bassa di peli neri che distribuisce su superfici bianche, grande amante delle nonne dispensatrici di biscotti, di Lucy ce ne vorrebbe una nella vita di tutti. È grazie a lei che Dave Barry, vincitore del Premio Pulitzer nel 1988, ha recuperato la voglia di mettersi in gioco, riallacciando i contatti con i vecchi amici e con la sua band, i Rock Bottom Remainders (in cui suona insieme a Stephen King).

     

    https://www.silhouettedonna.it/news/show-e-serie-tv/libri-5-storie-di-amicizia-per-la-tua-estate-33239/

  • 01Lug2019

    Marta Cervino - Marie Claire

    “La madre è certa, il padre, bè… è quello a cui spesso viene tagliata via la faccia nelle foto”

    Lucy ha 18 anni, non ha idea di chi sia il padre di suo figlio Dill e si è appena trasferita all’Have-a-Life (soprannominato Half-a-Life), una casa popolare di Winnipeg, in Canada, in cui vive una strampalata umanità di ragazze madri […]

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  • 15Giu2019

    Caterina Soffici - Tuttolibri

    “Ero una ragazza madre ribelle e ottimista. Per insegnare la felicità son dovuta scappare dalla comunità mennonita”

    La bella estate alla ricerca del papà mangiafuoco

    Marcos y Marcos è un piccolo editore indipendente che fa una cosa bellissima. Costruisce un catalogo. È quello che ogni editore dovrebbe fare: dialogare con i suoi lettori attraverso autori in cui crede, su cui punta, che sostiene. L’abc dell’editoria, insomma. Una cosa che però la maggior parte degli editori – specie i grandi – non fanno più. La lezioncina ci serve per parlare di La mia estate fortunata di Miriam Toews. Si tratta del suo primo romanzo, uscito nel 1996, che Marcos y Marcos ripropone ora, concludendo la pubblicazione delle opere fin qui prodotte dall’autrice canadese, sette romanzi in tutto, veri gioielli di scrittura e di sensibilità. […]

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