La libertà è un passero blu

Archivio rassegna stampa

  • 28Mag2012

    Roberta Paraggio - StatoQuotidiano.it

    Un amore di zucchero e paure
    In casa Carvalhais Medeiros da sempre esiste una stanza per rinchiudervi i matti dell’anno, zii, prozie zitelle, avi di ogni provenienza inciampati nelle pieghe della lucidità, caduti in una follia che ognuno ha voluto esorcizzare a suo modo. Zio Lucas costruendo variopinti aquiloni di carta velina, zia Guiomar fuggendo nuda in giardino. Anche se la sua non era vera follia bensì una fuga dalle grinfie affilate di nonna Menina, donna Menina, femmina centenaria nana e potente, vestita perennemente a lutto, un cordoncino al collo con appeso un cammeo di corallo che si insinua tra i seni celati e avvizziti.

    Dalla sua sedia viennese domina il mondo. E’ un Brasile cupo e liberticida quello che ci racconta Heloneida Studart, scrittrice e personaggio di spicco nella vita civile brasiliana, con una lunga militanza nelle file del Partito dei Lavoratori, e un altrettanta lunga passione per la causa femminista nel suo paese, che, alla sua morte nel 2007 le ha decretato un lutto cittadino di ben tre giorni.
    La casa editrice Marcos y Marcos pubblica postumo il suo “La libertà è un passero blu”. Storia di Marina, ragazza goffa e asmatica, innamorata del cugino Joao, ribelle ed omosessuale, un amore segreto che ha l’odore innocente dello zucchero, che si nutre di speranza e di voglia di libertà. Marina ogni settimana va a trovarlo nel carcere dove è rinchiuso, costretto in una cella con un ragno velenoso che può togliergli la vita da un momento all’altro. Come nel più kafkiano dei casi, Joao è rinchiuso per un unica colpa, per il crimine di avere scritto su un muro che il “passero è un uccello blu” e in questa frase, apparentemente priva di senso , si cela un anelito di libertà che nasce dalla consapevolezza di far parte di un incubo collettivo, di un mondo in cui esistono solo i ricchi e i poveri, e, questi ultimi, come i neri e le donne non contano nulla.
    Marina scopre lentamente la disperazione della sua terra, mentre sta per diventare erede unica della virulenta nonna Menina, lei, l’unica che sa tenerle testa, l’unica delle donne di famiglia a non essere avida, a non avere paura, a non sciogliersi dietro gli uomini, lei che non farà come sua madre, sposata ad un povero per poi tornare nella casa materna a farsi umiliare, o come le zie zitelle perse a cercare dietro le cateratte dell’età amori inconfessabili in gioventù. Marina ha sogni nuovi, ha sogni di riscatto, sogni che sono blu come i passeri dell’immaginazione, che portano fuori, lontano dai feticci della cattiveria, forse…
    Tra donne tanto belle da poter esser portate in processione e uomini dalla pelle di cuoio, indurita dal sole del sertao, questo romanzo lascia una strana sensazione di incompiutezza, di narrazzione stereotipata. Le premesse sono tante, la scrittura scorre veloce, ma il passero resta ingabbiato, all’ombra delle parole.

  • 16Mag2012

    Luca Durante - MeLoLeggo.it

    La libertà è un passero blu, l’opera pubblicata dalla Marcos y Marcos, riconferma la capacità di questa casa editrice di proporre grandi talenti che altrimenti in italiano forse non leggeremmo. Si presenta come un incrocio tra un romanzo breve e un racconto di rara intensità, dove il tema dell’amore perde la banale consuetudine proposta dal romanzo rosa e si innalza per mostrare tutte le sue sfaccettature più profonde: l’amore per l’altro e quello semplicemente platonico, l’amore omosessuale e quello invece per la libertà che si dispiega nel titolo stesso.

    L’autrice, Heloneida Studart, lascia ruotare i suoi personaggi intorno alla figura di Donna Menina, donna di quasi cent’anni che dalla sua ricca residenza in Brasile mantiene il controllo su tutti i componenti della famiglia Carvalhais Medeiros. Dopo aver fatto i conti con la morte del solitario figlio Lucas e della figlia Guiomar, e con l’arresto del nipote Joao che ha imbrattato i muri della città con la scritta “il passero è un uccello blu”, la donna stringe ancor di più la morsa del controllo a discapito delle sue ultime due figlie, che finirà poi per disprezzare quando queste si lasceranno piegare alla sua volontà. Tali figlie, Luciana e Nini, si rivelano infatti quasi impotenti di fronte al volere della donna, arricchendo la storia col tema sotteso dell’ostilità madre-figlia. Diversa è Marina, figlia di Luciana, che si propone come personaggio importante nella sua caparbietà, tanto nel suo contrapporsi alla nonna quanto nel suo amore nei confronti del cugino Joao, difficile e doloroso. Le dinamiche di relazione, spiccatamente femminili, sono in grado di proporre amore e sofferenza, senza mai tralasciare la bellezza.
    Forse solo una scrittrice del calibro di Heloneida Studart poteva riuscire a raccontare così bene l’essere donna, e questo grazie alle lotte che la scrittrice ha portato avanti in vita come esponente di spicco del movimento femminista, attiva e apprezzata a tal punto nel proprio Paese che il governatore di Rio de Janeiro ha disposto tre giorni di bandiere a mezz’asta dopo la sua morte. Quando un tale spessore umano si incontra con la rara eleganza della poetica, non possiamo che rendere luce al messaggio profondo che ci è stato lasciato attraverso i suoi libri.

  • 01Mag2012

    Marco Crestani - LiberEditor.wordpress.com

    La libertà è un passero blu descrive la vita quotidiana di Marina, la nipote di Menina Carvalhais Medeiros, matriarca di una famiglia molto ricca e potente. Leggendolo entriamo nel suo spazio interiore e ne conosciamo la trasparenza e la leggerezza.

    Conosciamo Meméia, la mulatta da denti limati che ha imparato a preparare le tisane più strane in virtù della sua fede nei pajés, per la sua credenza nel regno di Vajucà e negli amuleti invincibili fatti di tele di ragno avvolte in fili di seta ritorti. Incontriamo Dalva e il suo modo di essere, frivolo e distratto, che cerca di imparare tutto, ma non si ricorda mai di niente e dice di avere una testa come un colabrodo. Facciamo la conoscenza con la severa nonna Menina che comanda tutto e tutti dalla sua grande villa e dice che le donne non contano, così come i neri e i poveri. Impariamo soprattutto da João che è in prigione per aver scritto su tutti i muri: il passero è un uccello blu.

  • 29Mar2012

    Diletta Parlangeli - notizie.bol.it

    Se c’è una cosa migliore dei classici, sono i classici in versione economica. Ecco uscire per Marcos y Marcos, nella collana MiniMarcos, La libertà è un passero blu, di Heloneida Studart. E’ la storia di João, imprigionato per aver scritto sui muri che i poveri pagano per tutti,  e che la libertà, appunto, è un passero blu.

    C’è anche Marina, innamorata del protagonista di un amore forte e resistente, costretta sola a combattere contro una famiglia di donne dispotiche e rassegnate. Cambierà qualcosa l’arrivo di un biondo straniero arrivato nella sua cità, perseguitato anch’egli dal regime; lei lo proteggerà, non senza dilemmi interiori. Scrive Paolo Grattarola che nulla manca al romanzo: “Ci sono crudeltà, amore, sofferenza, bellezza incantevole e mostruosità inguardabili”.

  • 07Ago2008

    Chicca Gagliardo - Glamour

    Dentro la passione

    La libertà è un passero blu di Heloneida Studart (Marcos y Marcos, euro 13,90). Quando l’amore ti scorre nelle vene come un vino tiepido, diventa sangue, diventa sogno, diventa la tua vita stessa.

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  • 16Lug2008

    Redazione - Alias

    Heloneida Studart (1932-2007) è stata un personaggio di spicco nella vita civile brasiliana, con una lunga militanza nelle file del Partito dei Lavoratori, di cui fu deputata al parlamento, subì per le sue scelte il carcere e la persecuzione negli anni oscuri della dittatura militare. Femminista appassionata, pioniera del movimento di liberazione delle donne nel suo paese, elabora nei suoi romanzi il mito di una formazione che passa, in primo luogo, dal rifiuto delle imposizioni familiari, dei cupi retaggi che scandirono la sua infanzia nordestina, a Fortaleza, città da cui si separò, giovanissima, per trasferirsi nella tumultuosa Rio de Janeiro.

    Il suo DNA di narratrice sta in una immagine ricorrente nella sua prosa: quella della cucina, carica di aromi di spezie, in cui la domestica nera, che aveva una speciale passione per lei, le raccontava interminabili storie di eros e terrore, mentre svolgeva i minuziosi rituali in cui si articola la preparazione della classica fejoada. Ora Marcos y Marcos manda opportunamente in libreria La libertà è un passero blu (traduzione di Amina Di Munno, pp. 201, € 14,50), saga di controllo e ribellione, narrata in prima persona da Marina, che cerca in ogni modo di sfuggire al controllo imposto dalla tremenda nonna, la malvagia Menina, che domina a bacchetta uomini e cose e crede con la propria sicumera di poter tenere sotto controllo anche il destino. Il libro è quindi la cronaca di una acquisizione di identità che passa in primo luogo dal rifiuto dei comportamenti imposti, in un clima di soffocante conformismo. Impossibile addirittura risulta la relazione con la madre, che non la accetta e infine la teme per la sua volontà di non piegarsi; tutto scorre nella prevedibilità quasi rituale di un luogo fuori dal tempo, finché la Storia non esige il suo prezzo. L’amore di Marina, il cugino João, è omosessuale; le sue scelte politiche lo porteranno in carcere, alla tortura orrenda della convivenza con un ragno velenoso, che spia ogni sua mossa, aspettando che infine venga vinto dal sonno, per pungerlo e dargli la morte. Il suo crimine è avere scritto su un muro che il “passero è un uccello blu” e in questa frase, apparentemente sconclusionata, si cela un complotto per la libertà che nasce dall’aver rifiutato il proprio rango e dall’aver cercato di comprendere le necessità dei più umili. Un pensiero che il potere centrale vuole reprimere ad ogni costo, perché minerebbe la sua stessa ragione di essere. La morte dell’amato blocca il tempo e, come nella replica di una infanzia lontana, la protagonista si trova a ripetere il ritornello magico degli stregoni, che l’anziana Meméia le aveva insegnato: “mio San Benedetto aprimi i cammini”, finché una epifania impossibile blocca il dolore su una ultima immagine lirica. Come in un melanconico samba di Cartola la felicità viene narrata nelle piccole cose del quotidiano, che alimentano i sogni e tengono a bada gli incubi di un tempo che cerca di reprimere ogni slancio di rinnovamento.

  • 16Lug2008

    Sergio Pent - L'Unità

    Romanzi. Il «magico» impegno di Heloneida Studart

    Quel passero blu che sta sul davanzale

    Arriva solo adesso, a morte avvenuta dell’autrice, la prima traduzione italiana di un romanzo della brasiliana Heloneida Studart. Una scrittrice di quelle toste, ci pare, una in grado di coniugare l’ormai mitico realismo magico facente capo a Marquez con l’impegno politico tipico di molti altri autori latinoamericani.

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  • 07Giu2008

    Giulia Borgese - Io Donna

    La scrittrice brasiliana, è stata per sei legislature deputato del Partito dei lavoratori, femminista, è diventata scrittrice “per le tante ore trascorse con la vecchia domestica nera, ad ascoltare leggende favolose, piene di orrori e sensualità”.

    Orrori e sensualità animano anche le pagine di questo libro che è un romanzo politico e una storia d’amore e ha il fascino della letteratura sudamericana. La protagonista è Marina, una ragazza dal carattere forte, che appartiene a una famiglia di donne a cui la matriarca ha trasmesso il disprezzo per i maschi…