Invertendo l’ordine dei fattori

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  • 06Apr2013

    Elisabetta Bolondi - Vento nuovo

    “Invertendo l’ordine dei fattori”….il prodotto non cambia. E’ una formula matematica che si apprende alle scuole elementari, e Lello Gurrado ci costruisce un gradevolissimo romanzo tutto basato sullo scorrere del tempo e sull’alternarsi delle stagioni e dei ruoli della vita.

    Il tempo è proprio il concetto chiave intorno al quale lo scrittore organizza la sua storia: Gianni Rocchi, poco più che cinquantenne, marito di Paola e padre di due figli risolti, Marco e Sandra, fa l’orologiaio in una vecchia bottega milanese dove già avevano lavorato suo padre, suo nonno, forse anche il bisnonno….All’inizio quel lavoro gli sembrava inadatto alle sue aspirazioni di filologo, amante delle parole, ostile alle frasi fatte e ai luoghi comuni, poi però, alla morte improvvisa del padre aveva avuto un momento di grazia, quando nel vecchio laboratorio, pieno di pendole, orologi a cucù e vecchie cipolle d’epoca, alle ore 18 di un pomeriggio aveva sentito il suono di un dolcissimo carillon, proveniente da un piccolo pianoforte a coda, un oggetto decisamente kitch, dal cui coperchio fuoriusciva una ballerina di ceramica, che, dopo una piroetta sulle punte, rientrava nella sua piccola tana di tasti bianchi e neri….E questo segno dello scorrere del tempo aveva deciso per trent’anni la sua vita di abile orologiaio, tra lenti, pinzette, bilancieri, custode di una tradizione ormai in estinzione. Nella vita di Gianni però le cose cambiano; la crisi economica morde, il negozio è sempre più vuoto, il conto in banca tragicamente in rosso, il figlio Marco, odioso bocconiano laureato in Economia lo tampina insieme alla sorella e ai loro compagni di vita: deve cedere il negozio ad una grande catena di orologi in serie, la Clock House, lui resterà il padrone ma difatti sarà solo il cassiere del nuovo shop, rilucente di led, scaffali bianchi dell’Ikea, orologi di serie che “tirano” come oggetti usa e getta…La vita di Gianni è sconvolta, la sua testa vacilla, comincia a bere ossessivamente , fino ad un ricovero drammatico per coma etilico, che per poco non lo uccide.
    La storia di Gianni prosegue, ci sono nuovi personaggi e nuove avventure nel corso dell’annus horribils che lo ha quasi portato alla follia…Ma la follia, esaltata da Erasmo da Rotterdam, sarà proprio la chiave di volta della sua guarigione, attraverso i buoni consigli di un medico, vecchio e grato cliente dell’antica orologeria. Un libro spiritoso e intelligente sulle crisi generazionali, sul rapporto tra padri che invecchiano e figli che diventano padri, con tanto di spocchia professionale, e sulla ineluttabilità dei cambiamenti che il trascorrere del tempo impone.
    Uno sguardo ironico ma realistico sulla società odierna, capace di trasformare in peggio quasi ogni cosa….La farmacia dell’amico Giancarlo ormai non vende più solo consigli e tisane artigianali, ma prodotti di bellezza e prodotti da banco che rendono l’attività redditizia, l’orologiaio capace di aggiustare il vecchio congegno non esiste più, al suo posto grandi case svizzere che lanciano prodotti coloratissimi e gadget che durano una stagione…La resistenza di Gianni al degrado gli costa quasi la vita…ma il finale è rassicurante, o almeno rassicura molti di noi che condividiamo età e gusti e scelte del simpatico personaggio creato da Lello Gurrado. La raffinatezza psicologica, l’ironia, il disprezzo per i luoghi comuni e per le frasi fatte sono la parte migliore della sua scrittura e rendono il romanzo di piacevolissima lettura.

  • 07Lug2012

    Redazione - Grillo salterino

    Questo è un libro delicato. 
Propone un tema molto serio in modo apparentemente leggero. 
La scrittura poteva essere drammatica ma non si piega a questa possibilità, si offre come un bicchiere di buon vino da meditazione, perché c’è tanto da meditare, alla fine di ogni piccolo capitoletto.

    Io intanto vi invito a riflettere su queste poche righe:
“Lei è arrivato a un passo dal traguardo. Ha individuato il problema e intende risolverlo. Non è poco, tenga conto che i casi veramente difficili sono quelli in cui il paziente non capisce qual è la sua oppressione. Lei l’ha capito, ma adesso, per vincerla, deve compiere un atto folle e liberatorio. Dopo starà di nuovo bene.”
Forse è proprio così, occorre fare un po’ i pazzi per sentirsi liberi davvero.
Se foste in un momento della vita in cui tutto vi sembra perdere il suo ordine costituito, leggete
Invertendo l’ordine dei fattori – Lello Gurrado – Marcos y Marcos

  • 24Giu2012

    Sara Bauducco - Inchiostro indelebile.wordpress

    Sembra un mantra. Ogni tanto mi torna in mente il titolo di un libro, Invertendo l’ordine dei fattori di Marcos y Marcos.

    E riaffiora anche la storia, sebbene la si sia letta diversi mesi prima: è ciò che accade con tutti quei libri che riportano dei “topoi universali” e un susseguirsi di eventi ed incontri che solo in apparenza si possono dire nascosti dietro il termine “coincidenze”.
Sulla copertina di questo romanzo campeggia un simpatico orologio fatto di frutta e verdura ma, tralasciando l’originalità del disegno che pur non mi ha conquistata, ciò che conta è la rappresentatività dell’oggetto che pare essere uno dei protagonisti della storia. Anzi, quello che detta azioni e reazioni. Gurrado, giornalista di lungo corso e autore di numerosi libri di cronaca ma anche di narrativa, intreccia sapientemente dialoghi e descrizioni: tutto ruota attorno all’Orologeria Rocchi situata nel centro di Milano e al suo titolare Gianni, 50enne che in prima persona racconta la difficoltà di difendere l’attività di famiglia dalla crisi e dall’irrompere sul mercato delle catene e dei grandi magazzini dove si vendono (e mai si aggiustano) orologi in serie. Gianni ha due figli dai quali non si sente compreso: loro non hanno la sua passione verso gli orologi né la voglia di preservare una tradizione e lo spingono a cedere il negozio per trasformarsi in anonimo gestore e commesso di uno dei tanti punti vendita di catena. La figura dell’orologiaio, che ha tentato di salvare la propria bottega con tecniche di mercato che non stanno al passo con i tempi, si contrappone a quella del figlio laureato definito “un insopportabile bocconiano, di quelli che sanno tutto”. Gianni vacilla, professionalmente e umanamente, e alla fine cade. La moglie, capace di regalare libertà ma allo stesso tempo combattuta tra la devozione al marito e la fiducia nei figli, ed altre tre donne (un’amica, una segretaria e una psicologa) lo aiutano però a recuperare l’equilibrio. Chiaramente Gianni si rimette in piedi come uomo, ma trova una via nuova e scopre una comprensione di sé che va oltre i limiti. “Non è stato facile, ho dovuto percorrere un sentiero infido, pieno di trappole e insidie, a volte ho inciampato, sono caduto e mi sono sbucciato le ginocchia, ma alla fine ce l’ho fatta e ora mi sento più forte di prima. (…) E sorrido con grande fierezza” (pag. 221).
Il finale di questa storia è molto gustoso, chiude il cerchio eppure apre mille riflessioni su come l’uomo reagisca di fronte allo scorrere (a volte impetuoso) della vita. Ecco perché spesso si dice che fa bene osservare le cose da un’altra angolazione. Occorre anche ricordarselo e questo libro, che cattura piacevolmente il lettore di pagina in pagina, aiuta a mettere un post-it sull’accumulo dei pensieri: “invertire l’ordine dei fattori”.

  • 08Mag2012

    Redazione - Stravagaria.wordpress

    Ho assistito giorni fa alla presentazione dell’ultimo libro di Lello Gurrado e devo dire che il sorriso intelligente e sornione dell’autore è lo stesso che aleggia nelle pagine del romanzo.

    “Invertendo l’ordine dei fattori” è la storia di Gianni, orologiaio 56enne che si trova a fare i conti con il tempo che passa ed i tempi che cambiano. All’assorbimento della storica orologeria Rocchi da parte di un franchaising che commercializza economici orologi in plastica usa e getta, Gianni precipita in una crisi esistenziale e di ruoli che coinvolge la professione e la famiglia, in primis il suo rapporto con i figli ormai adulti che guardano con affetto ma con decisa opposizione il suo ostinato ancorarsi alle logiche del passato.
    Gianni reagisce puntando i piedi ed entra in una fase di ribellione autodistruttiva e di rabbia infantile che altro scopo non ha se non la negazione dell’evidenza, sperimentando la fuga, il bere e il capriccio autolesionista prima di riuscire a far pace con la realtà.
    Argomenti seri trattati senza seriosità, una scrittura dal ritmo veloce dove il sorriso è sempre in attesa agli angoli della bocca.
    L’intero romanzo per la verità è pervaso da quella leggerezza e giocosità in cui si nasconde il segreto per sopravvivere alle grandi e piccole sventure della vita, quella stessa salvifica follia che per Gianni si concretizzerà in un gesto finale simbolicamente catartico.
    Senza paternalismo la vicenda di questo protagonista recalcitrante ci invita a soffermarci sugli anni che passano e sull’avvicendarsi dei ruoli all’interno della società e della famiglia e ci suggerisce di svoltare l’angolo con coraggio cavalcando i cambiamenti senza autocommiserazione.
    Un romanzo da regalare a genitori e figli perché guarda con la stessa affettuosa ironia le debolezze dei padri e l’impazienza dei figli rammentandoci col sorriso che presto o tardi arriva per tutti il momento in cui la vita -nel bene e nel male- impone l’inversione dei ruoli.

  • 12Apr2012

    Polimena - Trecugggine.wordpress

    Capita nella vita un momento in cui i ruoli si capovolgono, i fattori si invertono, i genitori diventano figli e i figli si prendono cura dei genitori.

    Ma il momento di passaggio non è sempre così indolore e tranquillo, i cambiamenti non passano senza intoppi.
L’inversione dei fattori è proprio quello che accade nella famiglia di Gianni Brocchi, 56 anni, milanese, professione orologiaio. L’orologeria ereditata dal padre è ormai poco produttiva e il figlio bocconiano di Gianni, con la complicità della figlia, decidono che per risollevare le sorti del negozio di famiglia è necessario vendere tutto ad una nota catena di orologerie.
Un cambiamento doloroso che si interseca in una crisi inevitabile legata all’età e al ruolo di Gianni all’interno della famiglia. Il personaggio creato da Gurrado non si arrende così facilmente all’inversione dei ruoli, si arrabbia, si ubriaca, parte, ritorna, piange e si preoccupa. La soluzione arriverà, enorme e ben visibile e di certo non passerà inosservata.
Per tutto il libro mi è sembrato di vedere il sorriso sulle labbra di Gurrado: una argomento delicato trattato con vivacità e divertimento. La crisi di mezza età arriva ma ci sono anche i modi per superarla.
Da parte mia, al solito, è scattata l’immedesimazione ma più che con Gianni con i suoi figli. L’inversione dei fattori è avvenuta  anche nella mia famiglia: mia madre, sempre tanto rigida e autoritaria, è diventata più umana, più golosa, più distratta. Da accudire, da guidare.

    Ma come dice mio figlio di sette anni: ”Presto verrà anche il tuo turno”. Ecco, questo libro ci aiuta a prepararci al nostro turno nel modo migliore: con il sorriso sulle labbra.

    Il libro: Invertendo l’ordine dei fattori

    L’autore: Lello Gurrado

    Il bacino di utenza: genitori e figli, perché i ruoli si invertono e i fattori si capovolgono per tutti. Nonostante le resistenze, nonostante la reticenza, nonostante il nostro orgoglio.

  • 27Feb2012

    Orlando Trinchi - Prismanews

    “Invertendo l’ordine dei fattori”. Il cambiamento, protagonista del libro di Gurrado.

    Uscito nelle librerie il 29 settembre dello scorso anno, Invertendo l’ordine dei fattori è l’ultima fatica letteraria dello scrittore e giornalista Lello Gurrado, pubblicata dalla stessa casa editrice milanese Marcos y Marcos per la quale erano già stati dati alle stampe i suoi due gialli La scommessa e Assassinio in libreria
    Questo nuovo lavoro di Gurrado è incentrato sul rapinoso quanto inevitabile processo di cambiamento che investe Gianni, titolare della prestigiosa orologeria Rocchi, su due piani particolarmente significativi e intimamente correlati: quello familiare, in cui incide la progressiva marcatura decisionale dei due figli (Sandra e il ‘bocconiano’, pragmatico Marco), e quello lavorativo, segnato dall’imporsi delle nuove tecnologie e dalla conseguente trasformazione dell’attività di famiglia in una comune Clock House. Cambiamenti che lasciano il segno, come dimostra il percorso tortuoso e sofferto compiuto dal protagonista all’interno di un tracciato fondamentalmente ciclico, che fa coincidere solo alla fine il tempo della storia con quello propriamente narrativo. Gravitano attorno al protagonista, interagendo in maniera partecipe e attiva, altri personaggi variamente connotati, come la moglie Paola, l’amico Giancarlo (che intrattiene con Gianni un rapporto molto particolare, in quanto anticipa di dieci anni momenti salienti della sua esistenza), lo zingaro ungherese Ferenc, l’audace Marisa, la giovane psicologa Roberta e lo scultore anarchico Pino Zoppetti.
    Il romanzo di Gurrado risulta oltremodo attuale e coinvolgente principalmente per la selezione del tema portante che innerva e struttura il testo. La focalizzazione condotta sulla prima persona sembra inoltre voler evidenziare una particolare intenzione dell’autore di accompagnare e raccontare ‘dall’interno’ le angosce e le (vane) resistenze del protagonista, la cui caratterizzazione risulta tuttavia non del tutto convincente e leggermente monodica, mentre all’opposto gli altri personaggi risaltano e a tratti gli ‘rubano’ spazio, stagliandosi più nettamente sulla pagina per riconoscibilità e centralità nel meccanismo narrativo.
    Lo stile di scrittura si rivela specificamente funzionale alla storia, le conferisce ritmo e espressione, nonostante talune concessioni allegoriche che non brillano per originalità e ispirazione.

  • 26Gen2012

    Glenda Gurrado - Temperamente

    Giornalista e scrittore, Lello Gurrado pubblica per la terza volta con la casa editrice milanese Marcos y Marcos;

    dopo La Scommessa e Assassinio in libreria, due gialli accattivanti e travolgenti, lo scrittore barese trapiantato nel capoluogo lombardo, si dedica ad un romanzo diverso, legato alla quotidianità di un personaggio assolutamente normale.

    Gianni è un orologiaio, occupato nel negozietto che da generazioni permette ai clienti di entrare in un mondo magico, fatto di cucù, pendoli e carillon e respirare l’odore di un passato non ancora scalfito dall’asettica e impersonale tecnologia. Il nostro protagonista ha una moglie e due figli, un maschio e una femmina, e un amico di dieci anni più vecchio, che sembra, stranamente, aver vissuto le esperienze di Gianni, ogni volta, irrimediabilmente, con dieci anni di anticipo. Le lancette dell’orologio, di Gianni, però, cominciano a girare al contrario, ad impazzire e l’ordine dei fattori si inverte: l’orologeria Rocchi diventa una Clock House, rientrando nella globalizzazione, nel prodotto realizzato in serie; i figli diventano genitori e questi si trasformano in adolescenti da tenere a bada, da proteggere dalla follia dell’età. Ma dov’è Gianni? Dove avrà perso gli ingranaggi della sua vita? Il ticchettio della dignità è ancora udibile, in lontananza, ma è ancora udibile: è necessario notare il guasto, maneggiare le lancette con cura e ripararle con un goccio di sana irrazionalità.
    L’autore, ci presenta, quindi, una storia che è la storia di tutti gli uomini che hanno paura di superare lo scoglio di un età in cui si comincia a camminare all’indietro, presi per mano dal futuro.
    Lello Gurrado sperimenta un genere nuovo, che a volte, però, porta a sentire la mancanza dello stile irresistibile dei suoi gialli, romanzi che, a mio avviso, oscurano completamente quest’ultimo lavoro, forse fin troppo lineare, del giornalista pugliese.

  • 15Gen2012

    Giancarlo Montalbini - Lettera.com

    Per trent’anni la storica Orologeria Rocchi è stata tutto il suo mondo, la sua vita, ma le cose cambiano.

    La crisi economica diventa crisi esistenziale e Gianni precipita in un vortice da cui non riesce più a uscire. E non si tratta solo del lavoro, si tratta della famiglia, dei figli, delle amicizie. Mattone dopo mattone, tutto quello che ha costruito sembra crollare. Per salvarsi c’è solo una cosa da fare, ma bisogna avere coraggio. Gianni ne sarà capace?
    Invertendo l’ordine dei fattori: La stanza dei sogni e della nostalgia
    Tutto è incominciato circa un anno e mezzo fa quando, un po’ alla volta, mi sono accorto che nella mia vita era cambiato qualcosa di fondamentale. A quel punto mi sono smarrito e piano piano ho perso tutte le mie certezze. Non so più chi sono, che cosa faccio, qual è il mio ruolo.
    Chi non vorrebbe avere una sua riservatissima “stanza dei sogni e della nostalgia”?
    Magari ce l’abbiamo tutti, anche se molti hanno perso la chiave e se ne sono dimenticati. Magari non è reale ma solo metaforica, nascosta in fondo al cuore, nell’angolo più lontano e più buio del ventricolo destro, o se preferite sinistro.
    Quella di Gianni, il protagonista del romanzo Invertendo l’ordine dei fattori di Lello Gurrado, è una stanza vera, un locale di quaranta metri quadrati destinato all’esposizione degli orologi in vendita. E già, perché il nostro Gianni fa, forse dovremmo dire faceva, l’orologiaio.
    In quella stanza, ogni giorno alle ore 18.00, si compiva il miracolo sonoro che ha segnato in modo indelebile la sua vita.
    “Non era grande più di quindici centimetri, e ancor meno era alto. Nero e luccicante, aveva la forma di un pianoforte a coda. Il quadrante con le ore era collocato al centro esatto della coda che in quel momento, mentre il carillon suonava, si era automaticamente sollevata per permettere a una minuscola ballerina di porcellana di lasciare il vano che conteneva le corde e fare un balletto sulle punte girando lieve come una libellula su un tamburo, al suono della musichetta. Mi parve di riconoscere Il Mattino di Grieg”.
    E quello era stato solo l’inizio di un vero e proprio concerto.
    Gianni sognava di diventare professore di lettere, ma in quel momento aveva deciso che avrebbe riparato e venduto orologi, come suo padre, come il nonno e il bisnonno.
    Ma da allora sono passati trent’anni e tante cose sono cambiate.
    L’abbiamo imparato fin dalle elementari: invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.
    Quello che è vero in aritmetica però non è vero nella realtà.
    Nella vita di Gianni la graduale inversione dei fattori produce cambiamenti epocali e il nostro orologiaio smarrisce la rotta, incapace di adattarsi a un mondo che non gli appartiene e rispetto al quale si sente un corpo estraneo.
    In una situazione del genere c’è chi reagisce negando l’evidenza dei cambiamenti, chi fugge, chi rinuncia a se stesso rassegnandosi alla sconfitta.
    Anche Gianni tenta la fuga, ma non funziona, e allora dovrà esplorare strade nuove senza paura di perdersi, mettendosi in gioco fino in fondo.
    Magari proprio quando crediamo di essere arrivati al capolinea e non intravediamo vie d’uscita, la vita ci riserva una sorpresa, ma dobbiamo essere bravi ad afferrarla al volo.
    Gurrado riesce a coniugare il tema importante, serio, con il tono leggero della commedia, senza peraltro banalizzazioni e senza note caricaturali; in definitiva nei panni di Gianni potremmo facilmente essere noi.
    La stessa leggerezza la ritroviamo nella felice caratterizzazione psicologica dei personaggi, e il risultato è un romanzo godibilissimo e stimolante che induce il lettore al sorriso e alla riflessione, e non è un pregio da poco.

  • 01Dic2011

    Redazione - Solo libri

    Gianni è un esperto orologiaio, come suo padre e suo nonno. Nel suo negozio si circondava di meccanismi eleganti e perfetti, ogni sera alle sei aspettava con il fiato sospeso il magico coro dei cucù.

    Plastica, centri commerciali, orologi usa e getta avanzano irrefrenabili, condannano le sue vetrine alla polvere. Il figlio Marco tesse alleanze con la famigerata Clock House: il negozio diventa uno di tanti, la musica di fondo quella degli outlet, niente più ticchettii, niente più gong. Gianni è ancora il direttore, certo, ma nessuno sembra aver più davvero bisogno di lui. Allora basta, è ora di cambiare. Smontare gli ingranaggi prima che gli ingranaggi smontino te. La strada di Gianni è piena di incontri, scoperte, sorprese. I suoi passi sono sempre più leggeri, lo sguardo più aperto, il cuore più caldo. La sua vita, d’un tratto, semplice e pura, destinata alla gloria. Se arriva il giorno in cui il mondo che conoscevi non esiste più. Se arriva il giorno in cui il tuo lavoro non ha più senso, quello che avevi imparato a fare così bene ha preso altre strade, veloci, economiche, immateriali. Se arriva il giorno in cui tuo figlio ti compatisce e ti protegge, ti tratta con benevola comprensione, entri in crisi, magari sbandi. Poi però ti abbandoni alla vita, esci dalla fila, smetti di correre, scopri sul filo della follia la tua magnifica libertà. (Note di copertina)
    Un romanzo attuale, una storia di oggi, che racconta il disagio di un uomo di 56 anni, orologiaio, che da un giorno all’altro viene travolto dalla crisi economica. Il suo negozio si svuota, non si vede più cliente e bisogna trovare una soluzione. L’orologiaio ci prova, ma le sue idee sono superate, mentre migliori quelle avanzate dal figlio laureato alla Bocconi. Per sopravvivere alla crisi bisogna dar retta a lui. Il protagonista del libro lo capisce ma non ci sta. L’inversione dell’ordine dei fattori – da cui il titolo – tra lui e il figlio ruspante lo fa andare fuori di testa. Incomincerà a bere, avrà le visioni, fino a quando, facendo ricorso a un pizzico di follia, riuscirà a far crescere la propria autostima e supererà la crisi.
    Scritto con grande ritmo, spirito e intelligenza, questo libro di Lello Gurrado, già noto come giallista per “Assassinio in libreria” e “La scommessa”, è stato una delle più gradite sorprese del 2011. Pubblicato da Marcos y Marcos, “Invertendo l’ordine dei fattori” si legge in un fiato.

  • 20Nov2011

    Edyth Cristofaro - Martemagazine

    Invertendo l’ordine dei fattori succede che il mondo intorno a te cambi. E non sempre cambiamento è sintomo di miglioramento.

    Questo in estrema sintesi il concetto espresso dal nuovo romanzo di Lello Gurrado, edito da Marcos y Marcos, Invertendo l’ordine dei fattori.
Gianni, esperto orologiaio (come suo padre e suo nonno prima di lui) si scontra con la crisi imperante e con la nuova logica del mercato che vede nell’usa e getta l’unica soluzione possibile. La nuova Clock House (un marchio in franchising) in cui suo figlio Marco vuole trasformare il negozio tutto ticchettii, gong e cucù è quindi una sorta di tomba dell’orologio, silenziosa, senza la musica di fondo e senza più la magia del tempo che scorre.
La crisi è evidente, la depressione si avvicina inesorabile, così come arriva inesorabilmente lo sbandamento: Gianni non riesce a sfuggirvi e passa dall’alcool a delle fughe improvvisate dal negozio, fino a giungere in uno studio di psicoterapia in cui comincerà a capire che la prima regola in matematica, invertendo l’ordine dei fattori, il prodotto, comunque, non cambia. E da lì l’abbandono, finalmente, alla vita, il ritorno dopo tanto correre e scappare che la magica follia della libertà è sempre stata a portata di mano.
Ancora una volta Lello Gurrado approfitta di una situazione estrema, quasi paradossale, per raccontarci tramite un romanzo le virtù del cambiamento e delle trasformazioni. Immediatezza e realismo sono le virtù portanti di questo romanzo, che lungi dall’essere un trattato filosofico, traccia in maniera quasi indelebile i tratti umani dei personaggi protagonisti della storia. Una perla di saggezza, travestita da romanzo quasi goliardico, in cui la follia si lega alla virtù del saper comprendere che a volte, quando si verificano dei cambiamenti così epocali, forse è bene cominciare a pensare chesi tratti di un inevitabile e logico “scambio di caselle”. Un finale un pò surreale, ma decisamente ottimista, un elogio alla “sana” follia in un romanzo anche divertente, ma che non lascia nulla al caso, neanche la riflessione.

  • 07Nov2011
  • 29Ott2011
  • 21Ott2011

    Guglielmo Paradiso - L'altra pagina

    L‘homo fictus, quello che per intenderci popola i romanzi, è costretto a compiere imprese grandiose, ad affrontare nemici terribili e mostruosi, pericoli insormontabili e mortali;

    l’homo sapiens, alter ego nella realtà di quell’uomo di carta e celluloide, affronta anch’esso ogni giorno delle sfide altrettanto ardue – seppur non spettacolari, approntate come sono dalla quotidianità – e antagonisti meno potenti ma, talvolta, altrettanto diabolici e letali. Le avversità del mondo della fantasia e quelle della realtà, infatti, sono accomunate dall’obiettivo di insidiare e far vacillare i valori prediletti dall’eroe di turno per opprimerlo, sebbene, come la vita ci insegna, occorre più coraggio per affrontare una malattia o un disagio reale che un esercito di fantastiche creature.
    Gianni Rocchi è l’ultimo della sua specie, un artigiano di mezz’età, un esperto orologiaio. Dai tempi del bisnonno, la milanese orologeria Rocchi ripara con devozione infinita i delicati ingranaggi degli orologi; testimoniano l’antichità dell’esercizio: i pendoli, i cucù e i carillon che affollano le vetrine e il magazzino, macchine straordinarie e preziose che ogni sera, puntuali, offrono all’orologiaio uno spettacolo da fiaba schiudendo contemporaneamente alla stessa ora i segreti dei loro meccanismi.
    Da giovane, Gianni era stato costretto ad abbandonare gli studi universitari ed a sostituire il padre, stroncato da un infarto, nell’attività di famiglia, sebbene poi si fosse appassionato ai segreti del mestiere. Adesso, questi si trova nuovamente davanti ad una scelta obbligata: il mondo che conosceva e nel quale aveva costruito la sua tranquilla esistenza appartiene ormai al passato, la crisi ha fatalmente modificato le preferenze dei consumatori che ai prestigiosi orologi della Rocchi preferiscono quelli a buon mercato prodotti in serie dalla Clock House, macchine usa e getta che rendono un artigiano come lui al massimo utile per sostituire la batteria esaurita con una nuova.
    Gianni, come tutti gli eroi, tenta di resistere, si oppone con tutte le sue forze ai cambiamenti, ma la realtà è che ormai nessun avventore chiede più i suoi servizi. La situazione economica della famiglia sembra vacillare, fino a quando il figlio Marco e la figlia Sandra decidono di inserire la Rocchi nel circuito commerciale della Clock House.
    Per l’orologiaio il colpo è terribile, alla congiura ordita contro di lui partecipano, oltreché l’intera società e la banca, persino sua moglie e i suoi figli; inutile per Gianni opporsi ai cambiamenti, tentare di evadere dal senso di impotenza tramite l’autodistruzione, a niente serviranno i consigli di Giancarlo – l’amico che sembra anticiparlo nelle esperienze della vita di dieci anni – la frequentazione di Marisa – amica coraggiosa e contro corrente – nemmeno cercare conforto nella bottiglia o contemplare la vita libera di un clochard cambieranno le cose. Solo accettare serenamente la realtà, lasciando che sia la nuova generazione di Rocchi a prendere in mano le redini dell’azienda, porterà Gianni a scoprire quale è il suo nuovo posto nel mondo. E alla fine della battaglia contro i mulini a vento, anche il protagonista di questa storia come tutti gli eroi avrà il suo monumento alla memoria.
    Lello Gurrado ci regala una prova d’artista notevole: all’ordito della trama innesta le magagne di altri esseri umani che ruotano intorno alla vita di Gianni, appartenenti più alla specie dell’homo sapiens che a quella dell’homo fictus, tutti meritori di divenire veri e propri personaggi con una loro storia, descrivendoli con una resa plastica, pittorica e umana eccezionali; d’altronde, quando i nemici del protagonista sono immateriali come i cambiamenti sociali e i passaggi generazionali non resta ai personaggi del romanzo e ai loro moti del cuore che divenire più reali, più familiari.
    Invertendo l’ordine dei fattori, edito da Marcos y Marcos, un romanzo da consigliare sicuramente alla ormai attempata classe dirigente italiana, augurandoci, però, che almeno lì, nei quadri dirigenti, invertire l’ordine dei fattori possa servire a cambiare qualcosa.
    Lello Gurrado
    Invertendo l’ordine dei fattori
    Marcos y Marcos
    pp. 222, € 14.50

  • 13Ott2011

    Giorgio Maimone - Gioia

    Deve qualcosa a Gogol e al neorealismo e, se l’autore avesse avuto più fiducia nel pessimismo, facendosi beffe dell’happy end, avrebbe potuto volare ancora più alto.

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  • 09Ott2011

    Redazione - L'Unità

    Gianni è un esperto orologiaio. Nel suo negozio si circondava di meccanismi eleganti e perfetti.

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  • 01Ott2011

    Pierluigi Vito - Compagnia del libro

    Cosa ci fa un anziano orologiaio in groppa a un cavallo di cartongesso? È il mistero che apre il nuovo romanzo di Lello Gurrado, “Invertendo l’ordine dei fattori”, edito da Marcos y Marcos.

    Ma di giallo stavolta non si tratta.
Abbandonando i territori dal suo genere prediletto, lo scrittore barese (milanese d’adozione) guida il lettore in un meccanismo implacabile. La rappresentazione della realtà.
Quella che riguarda milioni di uomini di mezza età alle prese con i cambiamenti che il tempo porta con sé. Cambiamenti cattivi, con chi ha dedicato la propria esistenza al lavoro e alla famiglia, mentre la crisi economica (arrivata “prima subdola, poi palpabile”) e il crescere dei figli gli spazzano via ogni certezza.
    Col trascorrere delle pagine, il rapporto di Gianni, il protagonista, con la sua discendenza s’incrina a ogni giro di lancetta. Le relazioni amicali costruite in tanti anni vanno in frantumi. La tenerezza e la nostalgia cedono il posto all’effimera euforia dell’alcool che intossica le giornate dell’orologiaio.
È questo uno dei momenti più intensi della narrazione: negli incontri di Gianni con “il diavolo” e “il vampiro”, emissari della catena Clock House intenzionata ad acquisire il suo negozio, Gurrado mette in scena in modo tangibile il volto perfido del mercato, di un’economia che vuole uomini e prodotti fatti in serie, non più pezzi unici.
Fino a che, a un tratto, arriva il trauma. Due giorni di coma etilico e al risveglio, la percezione definitiva che il suo tempo è passato, come pure il suo spazio. L’orologeria Rocchi non è più la bottega, tramandata per generazioni di padre in figlio, ingombra di pendole, molle e bilancieri carichi di storia; è diventata un luccicante ed effimero emporio di catena. I suoi, di figli, si sono buttati nelle braccia del vampiro e del diavolo.
Ecco allora che Gianni cerca la una via di ribellione; lui, ultracinquantenario, sembra incarnare meglio dei giovani che lo circondano quel mantra dei nostri tempi che è diventato lo “stay hungry, stay foolish” di jobsiana memoria. E se accetterà l’inversione dei fattori (ovvero dei ruoli tra genitori e figli) imposta dalla vita, non rinuncerà a quel gesto di follia, di ribellione verso un tempo che i dozzinali orologi della Clock House possono continuare a segnare, ma non a capire.
“Ora che sono qui, in groppa al mio bel cavallo, con un volto rassicurante di fronte, mi sento più forte di prima. La mia autostima sta tornando ai livelli di sempre, ho ricominciato a ridere e presto rimetterò a posto l’ordine dei fattori. Succederà quando finalmente scenderò di qui”.

  • 01Ott2011
  • 01Ott2011
  • 29Set2011

    Claudio Oxoli - Libreria Lirus, Milano

    Mi fanno male tutte le ossa, quello sacro in particolare, ogni tanto ho un giramento di testa e mi si offusca la vista, ma devo resistere.

    Ormai è fatta, sarebbe da stupidi mollare proprio adesso. Devo tenere duro, anche se il mio equilibrio, su questo cavallo di cartongesso, è sempre più precario.
    Questa frase terrà compagnia al lettore suscitandogli una continua curiosità. Bella questa storia, con semplicità l’autore e il suo protagonista affrontano problemi di grande attualità: la crisi economica, il rapporto padri e figli, il nostro mondo e le nostre tradizioni, culturali familiari, il tutto con humor a denti stretti. Alla fine della lettura ti rimane la speranza per un altro futuro. Da leggere. C’è bisogno di affrontare con intelligente leggerezza certi problemi.
Bello, bellissimo, terapeutico anche.

  • 28Set2011

    Francesca Magni - Letto fra noi

    Una briosa crisi di mezza età
«Mi fanno male tutte le ossa, quello sacro in particolare, ogni tanto ho un giramento di testa e mi si offusca la vista, ma devo resistere.

    Ormai è fatta, sarebbe da stupidi mollare proprio adesso. Devo tenere duro, anche se il mio equilibrio, su questo cavallo di cartongesso, è sempre più precario». Bastano le prime righe per convincersi a continuare. Per scoprire cosa ci fa Gianni in quella posizione, dovete arrivare proprio alla fine, ed è tutt’altro che una fatica. Ma torniamo all’inizio. 
Il protagonista è Gianni Rocchi, 56 anni, orologiaio, moglie coetanea, due figli grandi, uno bocconiano. Gianni ripara e vende orologi da quando suo padre morì prematuramente costringendolo alla scelta di ereditare l’attività avita (era anche del nonno) e facendogli così trascorrere una vita regolare come un orologio, è il caso di dirlo, scandita dai rintocchi delle diciotto, il quotidiano concerto di cucù. Il guaio è che a Milano al giorno d’oggi di orologi del genere di Rocchi se ne vendono sempre meno. Lo storico negozio va in crisi e con lui il suo proprietario, accerchiato da un cambiamento epocale fuori (la gente sostituisce gli orologi da riparare con gli usa e getta) e dentro: per evitare il fallimento, i figli prendono in mano la situazione. Gianni sente invertirsi l’ordine dei fattori, ora è il primogenito Marco a parlargli come se fosse un bambino, è la figlia Sandra a trattarlo come un piccolo capriccioso. È quell’età della vita in cui il testimone passa di mano, e non è facile accettarlo. Gianni, prima di riuscirci, passa attraverso numerose peripezie, sempre raccontate con brio. Il libro è diverte, piacevolissimo, pieno di trovate e di personaggi che poi si ricordano, come l’amico Giancarlo, farmacista, che vive le stesse cose di Gianni con dieci anni esatti di anticipo… Ma c’è una cosa per cui il romanzo di Lello Gurrado mi resterà indelebile: le pagine in cui Gianni, in piena crisi esistenziale e dopo troppi Negroni, scoppia in una irrefrenabile ridarella al solo sentire la parola lenticchia: «Chi non l’ha mai provato non può capire», «l’invincibile ridarella che ci assale nei momenti meno convenienti: ai funerali, durante le lezioni universitarie, mentre sei in visita a un parente in ospedale» (pag. 103).
    E qui mi tocca una nota personale: voglio dire grazie a Lello Gurrado per avermi fatto rivivere il male di pancia e lo slogarsi di mascella di certe ridarelle, le ricordo una per una, praticamente per nome, quella nella hall di un albergo di Gerusalemme, quelle in compagnia dell’amica Raffaella che si divertiva perché rido con la “iiii”, quella prima del primo esame all’università, quelle da piccola, quando i grandi dopo un po’ si arrabbiavano e allora qualche bambino diceva “dai basta, adesso facciamo i seri, pensiamo una cosa triste: è morto il gatto” e si riscoppiava peggio di prima. Dopo la ridarella (no, non ridarola: ridarella!) si stava così bene, e quand’è che ho avuto l’ultima, e ce ne sarà una prossima?
    Grazie a questo romanzo per aver raccontato con intelligenza e leggerezza uno snodo cruciale della vita di ogni uomo (inteso soprattutto come maschio: forse per le donne è un po’ diverso, ma ancora non lo so con esattezza), e per aver dato alla storia una soluzione surreale e geniale insieme. Mi dispiace, per scoprirla dovrete proprio leggerlo.

  • 14Set2011

    Francesca Castellano - Libripostificio

    Lello Gurrado: un grande romanzo sul cambiamento

     

    La dolce fermezza di Paola, una moglie capace di sostenere il marito da lontano, senza invasioni eccessive né insistenze. Le parole profetiche e spesso enigmatiche di Giancarlo, una sorta di alter ego in anticipo di dieci anni rispetto al protagonista. Ferenec, l’uomo dall’animo sensibile e straziato, che diventa la proiezione dei desideri del protagonista. I silenzi comprensivi di Marisa, un’amica coraggiosa e passionale. Il pragmatismo di Marco, all’apparenza insensibile e Sandra, tenera e confusa. Pino Zoppetti, lo scultore anarchico un po’ folle che non scende a compromessi. E poi, Gianni Rocchi.
Sono persone più che personaggi quelli raccontati da Lello Gurrado nel suo nuovo romanzo “Invertendo l’ordine dei fattori“, che uscirà nelle librerie il 29 settembre per la casa editrice Marcos y Marcos. L’immediatezza e il realismo con cui sono delineati li rende individui concreti, quasi tangibili, spesso simili agli amici e parenti che ci circondano. Marisa, seduta di fronte a Gianni in un caffè, è l’amica che vorremmo avere accanto quando scappiamo da una crisi che si profila in maniera sempre più precisa ma della quale, ancora, non conosciamo i confini. E Paola è la moglie capace di lasciare libero il marito proprio nel momento più rischioso, quello che può portarlo a perdersi definitivamente o a ritrovare la strada. “Tu sei matto…ma stai facendo la cosa giusta“, dice Paola quando Gianni decide di lasciare gli studi di lettere per iscriversi alla scuola di orologeria: una frase meravigliosa, sintomo della sua grande intelligenza e del rispetto per le scelte altrui. E anche quando la situazione precipita e la pazienza sta per esaurirsi, Paola conserva il tatto e l’ironia che le permettono di rimanere presente al fianco di Gianni.
    Gianni Rocchi, lo straordinario e complesso protagonista del romanzo, è un uomo di cinquantasei anni, che si è dedicato con grande passione per ben tre decenni all’orologeria di famiglia, l’Orologeria Rocchi: per trent’anni è questo il suo “piccolo regno, un luogo che amavo nel profondo, un luogo che sentivo, che sentivo, che vivevo”, dice. Ma la società cambia e si evolve e in trent’anni le esigenze e le aspettative della clientela si sono completamente trasformate: questa piccola torre d’avorio, magica e incantevole come il suono di un cucù, deve adeguarsi e restare al passo con i tempi; niente più orologi eleganti, niente più riparazioni fatte con maestria, niente materiali pregiati e oggetti dal fascino antico. E’ l’era della plastica, degli orologi usa e getta, dei congegni con una data di scadenza. Ma per Gianni questo cambiamento è inaccettabile. Anzi, tutti i cambiamenti sono difficili e dolorosi per lui, a partire dalla trasformazione che ha subito il rapporto con i suoi figli, adesso adulti e in grado di prendere decisioni per se stessi e per gli altri.
    “Non so più chi sono, cosa faccio, qual’è il mio ruolo“: è questo il nocciolo dell’inversione dei fattori e di tutto il trambusto che ne consegue. E se l’ordine nel quale si sta muovendo adesso fosse invece quello giusto? E se quello che si sta verificando fosse soltanto un logico, inevitabile “scambio di casella”? Dice Roberta, la giovane psicologa, ultimo e meraviglioso personaggio femminile che completa la galleria.

  • 09Set2011

    Camilla Tagliabue e Carlotta Vissani - Saturno

    Parlando del Paese, nessuno di loro pronuncia mai la parola “merda”, con grande imbarazzo per l’intervistatore che deve giustificarsi: “Scusi, credevo che il ‘lemma’ fosse sdoganato.

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  • 09Set2011

    Camilla Tagliabue e Carlotta Vissani - Saturno_2

    Penso all’Italia come a un organismo malato: troppo grasso ha intasato le vene; la mancanza di vitamine l’ha indebolito.

    Leggi l’articolo completo 

  • 01Set2011

    Monica Bellomini - Libreria Fogola

    Molto bello l’ultimo libro di Lello Gurrado “Invertendo l’ordine dei fattori”. Una bella storia della famiglia italiana contemporanea.

    Gianni è un cinquantaseienne orologiaio di terza generazione, che vive “nel” e “per” il suo negozio, circondato da orologi eleganti che scandiscono il tempo.
    Ma la vita moderna e la tecnologia avanzano e Gianni si ritrova a dover fare i conti con la crisi del suo lavoro artigianale, costretto a far posto agli orologi di moda usa e getta.
    Per “invertire l’ordine dei fattori”, dovrà quindi affrontare il cambiamento radicale della sua vita professionale, ma anche familiare.
    Dovrà scegliere se entrare in crisi e sprofondare, oppure abbandonarsi a una nuova vita e scoprire, magari, la libertà.

  • 26Ago2011

    Francesca Castellano - Libripostificio

    ll 29 settembre 2011, per Marcos y Marcos Editore, arriverà nelle librerie il romanzo di Lello Gurrado, Invertendo l’ordine dei fattori.

    La storia è quella di Gianni, orologiaio di grande esperienza, come suo padre e come suo nonno, che vive nel suo negozio, circondato da meccanismi eleganti che scandiscono il tempo a ritmo inesorabile. Fino alle sei della sera, quando sopraggiunge l’attesissimo e magico coro dei cucù.
    Il percorso verso la narrativa di Lello Gurrado
La tecnologia e l’era dell’“usa e getta” avanzano, ma Gianni continua imperterrito a lavorare nel suo negozio di orologi perfetti, eleganti e ormai superati: la plastica, i centri commerciali, gli orologi usa e getta sono dei concorrenti temibili, e i suoi meccanismi sembrano destinati a coprirsi di polvere nelle tristi vetrine della sua bottega. E così, il figlio Marco entra in affari con la famigerata Clock House: il negozio diventa uno di tanti, la musica di fondo quella degli outlet, niente più ticchettii, niente più gong. Gianni resta formalmente il direttore dell’attività, ma nessuno ha più bisogno dei suoi consigli e della sua grande professionalità.
È arrivato, per Gianni, il momento di un cambiamento radicale, quello che si può ottenere soltanto invertendo “l’ordine dei fattori” e smontando quegli ingranaggi che hanno preso il sopravvento. Tutto quello che per Gianni era la quotidianità e tutto il suo bagaglio di conoscenze deve essere messo da parte, per cominciare una nuova avventura.
Il mondo che Gianni conosceva non esiste più: il suo lavoro perde di senso e tutto quello che sapeva fare molto bene ha preso altre strade veloci, economiche, immateriali. Suo figlio lo compatisce e lo protegge, trattandolo con una sorta di benevola comprensione. Quello che puoi fare è soltanto scegliere se entrare in crisi, sbandare, sprofondare oppure abbandonarsi alla vita e scoprire gli aspetti incredibili della propria magnifica libertà.