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Il romanzo di Sant Jordi

Archivio rassegna stampa

  • 28Giu2019

    Enzo D'Andrea - meloleggo.it

    Il romanzo di Sant Jordi, di Màrius Serra

    Sant Jordi cade il 23 aprile. Sant Jordi è il giorno di San Giorgio, e a Barcellona è un evento imperdibile, specie se vi piacciono i libri.

    Il giorno di Sant Jordi è proprio il giorno (inteso davvero come tale, visto che le vicende del romanzo si dipanano a velocità incredibile durante l’arco di una sola giornata, dalle 5:55 alle 23:59) che ispira il romanzo di Màrius Serra.

    Il romanzo di Sant Jordi (Marcos y Marcos, trad. di Beatrice Parisi) è una sorta di giallo atipico, ambientato nella giornata mondiale del libro del 23 aprile, in cui si trova di tutto, dalla critica velata al carrozzone mediatico all’ironica trasposizione di tutti gli aspetti meno conosciuti di quel mondo particolare.

     

    In un’atmosfera di festa, tra eventi e party e convegni e dirette televisive che si susseguono e sovrappongono, si danno appuntamento gli scrittori più famosi, e sciami di lettori curiosi e vogliosi di sapere, di vedere, pronti a ore di fila per un autografo su un libro, anche a rischio di far la fila nel posto sbagliato.

    I personaggi? Sono tanti, a partire dall’assassino che si è messo in testa di uccidere — con un veleno particolare che prosciuga i grassi corporei — gli autori più venduti (“venduti” in tutti i sensi, specialmente quando limitano la propria creatività per creare un prodotto sì facile ma anche ipercommerciale). Ma non solo: c’è un editore che ha chiamato Lorem Ipsum la propria casa editrice, e ha inserito nei propri libri innovative pagine riservate agli inserzionisti; c’è un creatore di giochi, che non a caso affida ogni decisione importante al lancio dei dadi, un imprenditore e un commissario, belle donne e uno scrittore che scopre come le pagine del suo libro diventano realtà, e non può che godere dell’incremento di vendite che questo libro — caso, che parla di scrittori uccisi nel giorno di Sant Jordi — riceve proprio in quella giornata. Peccato, però, che ignori quanto beffardo possa essere il destino.

    E se da un lato proviamo i brividi per la fine prematura di alcuni scrittori famosi — finiscono come semplici involucri di pelle e ossa —, dall’altro sorridiamo per una sottile ironia che permea le pagine, e che Serra riesce a dosare con sapienza per tutto l’arco delle quasi cinquecento pagine del romanzo.

    Se stessimo giocando a battaglia navale, direi “colpito e affondato”.

    Grazie a uno stile ricco di citazioni, scorrevole, divertente e senza ristagni, si scivola nella lettura e, se davvero si avesse modo di dedicarci una giornata intera, non ho dubbi che lo si potrebbe leggere in tempo reale.

    Io ci ho provato. E a voi, non sembra una bella sfida?

     

    https://www.meloleggo.it/il-romanzo-di-sant-jordi-di-marius-serra_1142/

  • 04Giu2019

    Santo Piazzese - Cooperazione

    Scrittori in pericolo

    A Barcellona, nella Giornata mondiale del libro, un serial killer uccide scrittori di successo. Una storia surreale e godibile.

    Sant Jordi – ovvero San Giorgio – è il patrono della Catalogna. La sua ricorrenza, il 23 aprile, corrisponde alla Giornata mandiale del libro, che le coppie festeggiano regalandosi libri e rose.

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  • 23Mag2019

    Francesca Bussi - Elle

    Ditelo coi libri

    Una volta durante la festa di Sant Jordi a Barcellona, i ragazzi regalavano alle ragazze una rosa rossa. Adesso, le ragazze preferiscono qualcosa da leggere. Uno scrittore ci ha spiegato perchè.

    Nella leggenda il cavaliere coraggioso, è un santo, uccide persino un drago: si chiama Giorgio. Nella leggenda la principessa ha il nome di Silene, però questo nessuno se lo ricorda: sta di lato nell’inquadratura, in disparte, e da quel drago aspetta di essere salvata. […]

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  • 29Apr2019

    Elisabetta Bolondi - sololibri.net

    Per gli amanti di libri, fiere, editoria, eventi letterari, scrittori, case editrici, il libro di Màrius Serra sembra scritto proprio su misura. Sant Jordi è una mega festa del libro e delle rose, che si svolge a Barcellona il 23 aprile, giorno dedicato ai libri e occupa con bancarelle, chioschi, eventi, l’intero centro della capitale della Catalogna.
    Da questo evento prende spunto lo scrittore catalano Màrius Serra per regalarci “Il romanzo di Sant Jordi” che è un vero divértissment per amanti di tutto quanto ormai si cela dietro ad un semplice libro: editori e scrittori in feroce competizione, pagine culturali dei giornali, programmi televisivi e radiofonici, uffici stampa, librerie indipendenti, scrittori catalani ed europei autori di best seller che si contendono le classifiche, i riti del firma copie che ormai coinvolgono gli autori dei romanzi assurti al ruolo di star dello spettacolo…

     

    Tutto questo e molto altro nel romanzo di Serra, che occupa una sola giornata, dalle 5:55 del mattino del 23 aprile, quando l’assassino sta ancora dormendo e termina esattamente alle 23:59, alla fine di una gigantesca corsa contro il tempo per scoprire chi sia l’autore dei delitti che si susseguono. Ne rimangono vittime gli scrittori più noti, il cui volto campeggia sul quotidiano Vanguardia: un giallista scandinavo, un brasiliano narcisista, un fanatico francese, un’unica donna, degna erede della creatrice di Harry Potter, lo stesso autore del libro, Marius Serra, che si pone tra le vittime del raffinato assassino che uccide con un potentissimo sconosciuto veleno capace di prosciugare i grassi del corpo umano, rendendo le vittime una sorta di mummie scarnificate.
    I capitoli brevissimi ed incalzanti, il ritmo serrato del racconto che ci fa seguire i personaggi attraverso le strade caotiche di Barcellona, mentre i sospetti su chi sia il feroce assassino non si esauriscono fino alle ultimissime pagine del romanzo. Un editore che ha chiamato le sue edizioni con il misterioso nome latino “Lorem Ipsum”, un creatore di giochi grassissimo, Comas, il rettore dell’università cittadina, Ector (senza acca), dove si tiene una lettura integrale ad alta voce di un classico della letteratura catalana, la giovane Sol, che accompagnerà lo scrittore brasiliano, ma si trova coinvolta nella sua tragica morte, l’imprenditore Pagans, l’ispettore di polizia Carmany e i suoi agenti, girano come insetti impazziti intorno ad una luce nella giornata che dovrebbe essere una grande festa e che si rivela invece una tragica concatenazione di delitti misteriosi, mentre viene allertata la stessa nota polizia catalana perché si teme addirittura che possano esserci altre vittime tra gli scrittori premiati nella serata conclusiva.

    L’ironia con cui gioca l’autore in tutto il libro è sottile e piacevolissima. Satira spietata contro i giochi di potere che circondano il mondo dell’editoria, i luoghi comuni che si susseguono, le banalità che si ripetono, le donne leggono più degli uomini, i primi in classifica sono sempre i romanzi commerciali, tutti scrivono ma i veri autori che hanno qualcosa da dire sono pochissimi, si vendono pochi libri, ma soprattutto quelli che vanno in televisione, “i romanzi storici sono una gran palla”, gli scrittori scrivono sempre lo stesso libro. Ai nomi di fantasia si affiancano quelli di scrittori veri, Falcones e Ruiz Zafon, Jaume Cabré e Javier Cercas, ma non mancano citazioni di personaggi di culto, Umberto Eco, Vasquez Montalban, Mercé Rodoreda, quasi a comporre un gioco di ruoli della letteratura europea contemporanea.
    Gioco mi sembra la parola chiave di questo romanzo divertente e intrigante, che mescola con acuto sarcasmo la mania del giallo, la moda del romanzo storico, l’ossessiva presenza dell’autofiction, tutti tic della narrativa attuale che nevrotiche direttrici di uffici stampa, redattori e critici di inserti culturali, editori in permanente competizione, direttori di festival, conduttori radiofonici, animano in modo spesso scomposto.
    La giornata fiume raccontata da Marius Serra mette insieme tutto questo materiale regalandoci una storia che credo sia migliore in lingua originale, malgrado la puntuale traduzione italiana di Beatrice Parisi. La rivoluzione che vorrebbe l’indipendenza della Catalogna corre tra le righe quasi come un sottotesto, su cui l’autore non sembra prendere una vera posizione, ma resta un punto irrisolto della cultura catalana: lo spagnolo non viene mai menzionato, non a caso!

    https://www.sololibri.net/Il-romanzo-di-Sant-Jordi-Serra.html

     

  • 28Apr2019

    Lara Ricci - La Domenica del Sole24Ore

    Festa dell’amore, delle rose e dei libri

    «Camminando per una via, don Chisciotte alzò gli occhi e vide scritto a grandi lettere su una porta: Qui si stampano libri; ne fu contentissimo, perchè fino a quel momento non aveva mai visto una stamperia e voleva vedere com’era», racconta Miguel de Cervantes nel sessantaduesimo capitolo del Don Chisciotte (la traduzione è di Vittorio Bodini).

    Gli amanti del primo grande romanzo moderno ricorderanno che è proprio in questa stamperia che l’autore si diverte a far trovare al suo eroe un testo, la Seconda parte del fantastico cavaliere don Chisciotte della Mancia, che l’hidalgo crede «già arso e incenerito per la sua impertinenza» […]

    I barcellonesi ricordano invece questo passaggio sopratutto perchè la stamperia si trova nel capoluogo catalano e questo è uno dei molti momenti in cui Cervantes la descrive […]

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  • 28Apr2019

    Sara Gandolfi - Le Lettura - Corriere della Sera

    «Colleghi scrittori, così vi faccio morire»

    Màrius Serra si muove per le Ramblas scansando banchetti di rose e cumuli di libri con la sicurezza di chi queste strade le ha vissute molte volte. Da scrittore in cerca di gloria trent’anni fa, autore baciato dalla fama negli ultimi anni e, oggi, Cicerone per «la Lettura».

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  • 23Apr2019

    Francesca Lazzarato - Il Manifesto

    Dentro le trame gialle e autoironiche a misura di astuti detective

    «Il romanzo di Sant Jordi» edito da Marcos y Marcos, è l’ultimo lavoro dello scrittore spagnolo Màrius Serra

    Chi conosce Barcellona lo sa: il 23 aprile, giorno di Sant Jordi (ovvero San Giorgio, corredato di armatura e drago regolamentare) servono un’infinita pazienza e un’assoluta mancanza di fretta, per farsi largo tra le migliaia di persone e le centinaia di bancarelle e di gazebo che riempiono il centro. Nessuna città, probabilmente, può vantarsi di una festa popolare (non un Salone, non una Fiera e nemmeno un festival) capace di raccogliere una simile folla attorno ai libri e, secondo tradizione, anche alle rose, preferibilmente rosse come il sangue del drago ucciso, dal quale nacque un maestoso rosaio. […]

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  • 16Apr2019

    Federica Velonà - Rai Letteratura

    A Barcellona il 23 aprile si festeggiano i libri e le rose: la città e in particolare le Ramblas si riempiono di banchetti in nome di Sant Jordi. Nel Romanzo di Sant Jordi, pubblicato da Marcos y Marcos nella traduzione di Beatrice Parisi, Màrius Serra si diverte a mettere alla berlina la società letteraria nel suo insieme: autori speranzosi di scalare i vertici delle classifiche, editori disposti a tutto pur di restare a galla, lettori a caccia di autografi, giornalisti vanitosi…

    Tra i personaggi, molti scrittori realmente esistenti, tra cui anche un Màrius Serra che farà una brutta fine, dopo aver brevemente assaporato il successo del suo libro ambientato all’interno del festival; c’è in giro un serial killer che sgonfia gli scrittori come palloncini, facendo svanire il grasso dal loro corpo. Ad aiutare la polizia a venire a capo del mistero (che si svolge tutto in un giorno con un orologio che scandisce le ore dalle 5:55 del mattino alle 23:59) Oriol Comas I Coma, esperto di giochi (è sua l’idea del gioco dell’Ego per cui una frotta di ragazzi misura l’ego degli autori attraverso domande mirate), nella vita consulente di Serra sul versante enigmi. Un modo intelligente per ricordare a tutti che la cultura è gioco e che prendersi troppo sul serio fa male alla letteratura oltre che alla società.
    “La cultura è gioco e chi non si mette in gioco non fa altro che riprodurre gli schemi che critica. La saggezza è flessibilità, non rigidità. Quando scegliamo un percorso, a volte ci intestardiamo a credere che sia l’unica strada possibile e lo blindiamo perché non ci siano vie d’uscita. Ci riempiamo di ragioni per darci ragione e ci dichiaramo fanatici difensori del nostro modo di vedere le cose. Diventiamo adulti solenni e scacciamo il bambino curioso che tutti ci portiamo dentro.”

    Màrius Serra è nato a Barcellona nel 1963. Ha esordito nel mondo letterario pubblicando traduzioni, racconti, romanzi, libri su giochi di parole, cruciverba e articoli su quotidiani e riviste. Come esperto enigmista e ludolinguista collabora con radio, televisione e mediadigitali. Ama la filologia. Ha pubblicato vari romanzi, tradotti in diverse lingue.

    http://www.letteratura.rai.it/articoli/m%C3%A0rius-serra-il-romanzo-di-sant-jordi/43416/default.aspx

  • 15Apr2019

    Giulia Cerqueti - Famiglia Cristiana

    Tra cinema, musica e letteratura, la Catalogna chiama l’Italia

    A Roma dal 16 al 18 aprile si svolge la prima edizione del Festival della cultura catalana. In programma incontri con gli scrittori, proiezioni di film e un concerto jazz, per valorizzare lo stretto legame tra la Comunità autonoma spagnola e il nostro Paese.

    E’ popolarmente conosciuta come la “festa dei libri e delle rose”. Ogni anno, il 23 aprile, le strade di Barcellona, dalla Rambla al Paseo de Gracia, si popolano di una miriade di bancarelle di libri e di fiori e in tutta la città si respira un’atmosfera primaverile di allegria, animata anche dal folclore dei castells (le torri umane, oggi simbolo dell’indentità culturale catalana) e del tipico ballo circolare della sardana.

     

    La tradizione vuole che il 23 aprile gli uomini regalino alle donne una rosa e le donne agli uomini un libro. Anche se, oggi, sempre di più ci si scambia reciprocamente sia libri che rose. E’ la famosa festa di Sant Jordi (San Giorgio in catalano), il patrono della Catalogna, che sconfisse il drago e poi colse una rosa sbocciata dal sangue del mostro ucciso per donarlo a una principessa. E’ una delle celebrazioni più popolari, animate e sentite dai catalani.

    Ed è proprio in onore della festa di San Jordi che in Italia arriva la prima edizione del Festival della cultura catalana, a Roma dal 16 al 18 aprile, promosso dalla delegazione italiana della Generalitat (il Governo) della Comunità autonoma della Catalogna con l’Institut Ramon Llull. La rassegna, che presenterà varie opere di letteratura, cinema e musica espressioni dell’identità culturale di questa regione, vuole promuovere e rafforzare lo storico legame fra la Catalogna e il nostro Paese. Josep Pla, uno dei grandi scrittori in lingua catalana del XX secolo, definiva la Catalogna “la regione più occidentale d’Italia”. Ancora oggi nel Comune di Alghero, in Sardegna, si parla una variante del catalano orientale, l’algherese (oggi compreso dal 60% della popolazione locale, parlato dal 20%, ma tra i più giovani la percentuale è molto più bassa).

    Un altro dato interessante: la prima traduzione in lingua straniera della Divina Commedia – in terzine rimate – fu proprio in catalano, nel 1429, a Barcellona, ad opera del poeta Andreu Febrer che viaggiò molto come funzionario e diplomatico dei sovrani aragonesi e visse per molto tempo in Italia, dove apprese bene la lingua italiana. Parlato da più di 9 milioni di persone – fra Spagna (Catalogna, Comunità valenciana e Isole baleari), Francia meridionale, Italia (Alghero) e il piccolo Stato di Andorra, dove è l’unica lingua ufficiale – il catalano ha influenzato molti dialetti italiani e ha forti somiglianze prima di tutto con l’occitano (o lingua d’oc) e con l’italiano.

    Il festival a Roma si apre il 16 aprile con la presentazione di Il romanzo di San Jordi di Màrius Serra i Roig, che uscirà in Italia il 17 per Marcos y Marcos (appuntamento il 16 aprile alle 18 alla Casa delle letterature in piazza dell’Orologio). Scrittore di narrativa, enigmistica e ludolinguistica, l’autore barcellonese scrive normalmente in catalano e ha vinto numerosi premi. Il romanzo di San Jordi è ambientato a Barcellona e racconta di un assassino letterario proprio durante la famosa festa del patrono. L’incontro con Serra i Roi sarà preceduto, alle 16,30, da una lezione di introduzione alla lingua catalana tenuta da Isabel Turull dell’Università La Sapienza. Il programma letterario prevede anche un incontro con la scrittrice, insegnante e attrice teatrale Coia Valls (Il mercante di stoffe e Amore proibito, Sperling & Kupfer) il 18 aprile (alle 18 in Feltrinelli-Galleria Alberto Sordi). La musica catalana si esprimerà con il trio jazz di Eva Fernàndez, cantante e sassofonista (la sera del 18 al Gregory’s jazz club).

    Fra gli appuntamenti cinematografici, si segnalano Estate 1993 di Carla Simón e Formentera lady di Pau Durà (il 16, dalle 19, al Cinema Farnese in piazza Campo de’ fiori). Il primo lungometraggio – premiato alla Berlinale 2017 come miglior film d’esordio – racconta la storia di Frida, una bambina che, dopo la morte dei genitori, affronta la prima estate con la sua nuova famiglia nella provincia catalana.  Il secondo è ambientato a Formentera, nelle Baleari, durante gli anni Settanta, quando l’isola era patria degli hippie. Il 17, sempre al Cinema Farnese, alle 21, sarà proiettato Incerta gloria di Agustì Villaroga, preceduto dalla presentazione del romanzo omonimo di Joan Sales dal quale il film è tratto (alle 18). Considerato uno dei capolavori della letteratura catalana del ‘900 il libro è ambientato nel giugno del 1937, durante la Guerra civile spagnola.

    http://www.famigliacristiana.it/articolo/festival-cultura-catalana.aspx

  • 15Apr2019

    Redazione - Internazionale

    “È Sant Jordi, e l’assassino dorme ancora”. Così si apre l’ultimo libro di Màrius Serra, un gioco nel gioco che aspira a essere un noir parodistico sul mondo dell’editora e sulla fiera del libro di Sant Jordi che si svolge ogni anno a Barcellona […]”

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