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Il romanzo di Sant Jordi

Archivio rassegna stampa

  • 16Apr2019

    Federica Velonà - Rai Letteratura

    A Barcellona il 23 aprile si festeggiano i libri e le rose: la città e in particolare le Ramblas si riempiono di banchetti in nome di Sant Jordi. Nel Romanzo di Sant Jordi, pubblicato da Marcos y Marcos nella traduzione di Beatrice Parisi, Màrius Serra si diverte a mettere alla berlina la società letteraria nel suo insieme: autori speranzosi di scalare i vertici delle classifiche, editori disposti a tutto pur di restare a galla, lettori a caccia di autografi, giornalisti vanitosi…

    Tra i personaggi, molti scrittori realmente esistenti, tra cui anche un Màrius Serra che farà una brutta fine, dopo aver brevemente assaporato il successo del suo libro ambientato all’interno del festival; c’è in giro un serial killer che sgonfia gli scrittori come palloncini, facendo svanire il grasso dal loro corpo. Ad aiutare la polizia a venire a capo del mistero (che si svolge tutto in un giorno con un orologio che scandisce le ore dalle 5:55 del mattino alle 23:59) Oriol Comas I Coma, esperto di giochi (è sua l’idea del gioco dell’Ego per cui una frotta di ragazzi misura l’ego degli autori attraverso domande mirate), nella vita consulente di Serra sul versante enigmi. Un modo intelligente per ricordare a tutti che la cultura è gioco e che prendersi troppo sul serio fa male alla letteratura oltre che alla società.
    “La cultura è gioco e chi non si mette in gioco non fa altro che riprodurre gli schemi che critica. La saggezza è flessibilità, non rigidità. Quando scegliamo un percorso, a volte ci intestardiamo a credere che sia l’unica strada possibile e lo blindiamo perché non ci siano vie d’uscita. Ci riempiamo di ragioni per darci ragione e ci dichiaramo fanatici difensori del nostro modo di vedere le cose. Diventiamo adulti solenni e scacciamo il bambino curioso che tutti ci portiamo dentro.”

    Màrius Serra è nato a Barcellona nel 1963. Ha esordito nel mondo letterario pubblicando traduzioni, racconti, romanzi, libri su giochi di parole, cruciverba e articoli su quotidiani e riviste. Come esperto enigmista e ludolinguista collabora con radio, televisione e mediadigitali. Ama la filologia. Ha pubblicato vari romanzi, tradotti in diverse lingue.

    http://www.letteratura.rai.it/articoli/m%C3%A0rius-serra-il-romanzo-di-sant-jordi/43416/default.aspx

  • 15Apr2019

    Giulia Cerqueti - Famiglia Cristiana

    Tra cinema, musica e letteratura, la Catalogna chiama l’Italia

    A Roma dal 16 al 18 aprile si svolge la prima edizione del Festival della cultura catalana. In programma incontri con gli scrittori, proiezioni di film e un concerto jazz, per valorizzare lo stretto legame tra la Comunità autonoma spagnola e il nostro Paese.

    E’ popolarmente conosciuta come la “festa dei libri e delle rose”. Ogni anno, il 23 aprile, le strade di Barcellona, dalla Rambla al Paseo de Gracia, si popolano di una miriade di bancarelle di libri e di fiori e in tutta la città si respira un’atmosfera primaverile di allegria, animata anche dal folclore dei castells (le torri umane, oggi simbolo dell’indentità culturale catalana) e del tipico ballo circolare della sardana.

     

    La tradizione vuole che il 23 aprile gli uomini regalino alle donne una rosa e le donne agli uomini un libro. Anche se, oggi, sempre di più ci si scambia reciprocamente sia libri che rose. E’ la famosa festa di Sant Jordi (San Giorgio in catalano), il patrono della Catalogna, che sconfisse il drago e poi colse una rosa sbocciata dal sangue del mostro ucciso per donarlo a una principessa. E’ una delle celebrazioni più popolari, animate e sentite dai catalani.

    Ed è proprio in onore della festa di San Jordi che in Italia arriva la prima edizione del Festival della cultura catalana, a Roma dal 16 al 18 aprile, promosso dalla delegazione italiana della Generalitat (il Governo) della Comunità autonoma della Catalogna con l’Institut Ramon Llull. La rassegna, che presenterà varie opere di letteratura, cinema e musica espressioni dell’identità culturale di questa regione, vuole promuovere e rafforzare lo storico legame fra la Catalogna e il nostro Paese. Josep Pla, uno dei grandi scrittori in lingua catalana del XX secolo, definiva la Catalogna “la regione più occidentale d’Italia”. Ancora oggi nel Comune di Alghero, in Sardegna, si parla una variante del catalano orientale, l’algherese (oggi compreso dal 60% della popolazione locale, parlato dal 20%, ma tra i più giovani la percentuale è molto più bassa).

    Un altro dato interessante: la prima traduzione in lingua straniera della Divina Commedia – in terzine rimate – fu proprio in catalano, nel 1429, a Barcellona, ad opera del poeta Andreu Febrer che viaggiò molto come funzionario e diplomatico dei sovrani aragonesi e visse per molto tempo in Italia, dove apprese bene la lingua italiana. Parlato da più di 9 milioni di persone – fra Spagna (Catalogna, Comunità valenciana e Isole baleari), Francia meridionale, Italia (Alghero) e il piccolo Stato di Andorra, dove è l’unica lingua ufficiale – il catalano ha influenzato molti dialetti italiani e ha forti somiglianze prima di tutto con l’occitano (o lingua d’oc) e con l’italiano.

    Il festival a Roma si apre il 16 aprile con la presentazione di Il romanzo di San Jordi di Màrius Serra i Roig, che uscirà in Italia il 17 per Marcos y Marcos (appuntamento il 16 aprile alle 18 alla Casa delle letterature in piazza dell’Orologio). Scrittore di narrativa, enigmistica e ludolinguistica, l’autore barcellonese scrive normalmente in catalano e ha vinto numerosi premi. Il romanzo di San Jordi è ambientato a Barcellona e racconta di un assassino letterario proprio durante la famosa festa del patrono. L’incontro con Serra i Roi sarà preceduto, alle 16,30, da una lezione di introduzione alla lingua catalana tenuta da Isabel Turull dell’Università La Sapienza. Il programma letterario prevede anche un incontro con la scrittrice, insegnante e attrice teatrale Coia Valls (Il mercante di stoffe e Amore proibito, Sperling & Kupfer) il 18 aprile (alle 18 in Feltrinelli-Galleria Alberto Sordi). La musica catalana si esprimerà con il trio jazz di Eva Fernàndez, cantante e sassofonista (la sera del 18 al Gregory’s jazz club).

    Fra gli appuntamenti cinematografici, si segnalano Estate 1993 di Carla Simón e Formentera lady di Pau Durà (il 16, dalle 19, al Cinema Farnese in piazza Campo de’ fiori). Il primo lungometraggio – premiato alla Berlinale 2017 come miglior film d’esordio – racconta la storia di Frida, una bambina che, dopo la morte dei genitori, affronta la prima estate con la sua nuova famiglia nella provincia catalana.  Il secondo è ambientato a Formentera, nelle Baleari, durante gli anni Settanta, quando l’isola era patria degli hippie. Il 17, sempre al Cinema Farnese, alle 21, sarà proiettato Incerta gloria di Agustì Villaroga, preceduto dalla presentazione del romanzo omonimo di Joan Sales dal quale il film è tratto (alle 18). Considerato uno dei capolavori della letteratura catalana del ‘900 il libro è ambientato nel giugno del 1937, durante la Guerra civile spagnola.

    http://www.famigliacristiana.it/articolo/festival-cultura-catalana.aspx

  • 15Apr2019

    Redazione - Internazionale

    “È Sant Jordi, e l’assassino dorme ancora”. Così si apre l’ultimo libro di Màrius Serra, un gioco nel gioco che aspira a essere un noir parodistico sul mondo dell’editora e sulla fiera del libro di Sant Jordi che si svolge ogni anno a Barcellona […]”

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