Il mio regalo sei tu

Archivio rassegna stampa

  • 01Ago2015

    Letizia Bilella - Grandangolo

    “Quando sei in difficoltà devi pensare a quello che viene dopo”. Lidia ha diciannove anni, quando conosce suo padre. Lo vede per la prima volta alla televisione, glielo indica la mamma. Decide di contattarlo e lui le dà appuntamento nel suo ufficio. Un incontro che può cambiarli a fondo entrambi e che di certo stravolge la vita di Lidia.

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  • 31Lug2013

    Redazione - F

    Lo scrittore Paolo Nori ha creduto in me

    Sarah Spinazzola, 30 anni, vive a Milano, ha pubblicato Il mio regalo sei tu (Marcos y Marcos)

    Come è nata l’idea?

    Dopo due anni di scrittura libera ho preso in mano tutto quello che aveva prodotto e ho deciso di dargli una forma.

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  • 06Mar2013

    Francesca Genti - bookdetector.com

    Sarah Spinazzola
    Il mio regalo sei tu
    Marcos Y Marcos
    Pag. 284, €16

    È un inverno molto freddo quello dove Lidia, una ragazza di diciotto anni, vede per la prima volta suo padre, anzi il suo mezzo busto, che con sicurezza e piglio professionale parla ai telespettatori di un telegiornale del Millenium Bug, quell’incredibile catastrofe informatica che si sarebbe dovuta verificare al passaggio dall’anno 1999 al 2000 e che infine si risolse in un nulla, in una bolla di sapone, esattamente come gli altri avvenimenti all’interno di Il mio regalo sei tu, romanzo d’esordio di Sarah Spinazzola, che come ogni romanzo che si rispetti parla di tanto e di tutto, ma il cui tema di fondo è quello dell’illusione e della delusione, della crescita insomma, e infatti si può ben ascrivere nel glorioso filone del romanzo di formazione.

    Quella di Lidia e di Gian, il padre prima immaginato, poi inseguito e infine conosciuto in tutta la sua deludente realtà è la storia di un disincontro tra due esseri umani lontanissimi tra di loro, uniti “soltanto” da quel filo genetico così misteriosamente fragile e indistruttibile che li porta ad avere lo stesso taglio d’occhi e un identico colore di capelli. Lidia è ingenua e coraggiosa, come ogni ragazza giovane è piena di sogni e non appena vede Gian in TV gli telefona e lo va a trovare sul suo posto di lavoro. È la prima volta che si vedono in diciotto anni e Gian le dice che ha fatto bene a cercarlo, perché lui non lo avrebbe mai fatto. Con queste parole, più gelide e taglienti di una raffica di vento in gennaio, ha inizio il rapporto tra padre e figlia e i delicati, goffi e meravigliosi tentativi della ragazza di farsi accettare e voler bene da chi l’ha messa al mondo in modo tanto distratto. Tutte le energie di Lidia dal primo incontro in poi sono volte a essere il più simile possibile a come lei immagina che il padre la voglia. Più le parole e i gesti di Gian sono casuali e contraddittori, più Lidia li legge come segni e indicazioni di un suo interesse. Così, in un crescendo di equivoci che portano la ragazza a cambiare momentaneamente idea sulla facoltà da scegliere all’Università (perché il padre le dice che la vedrebbe bene a Scienze Politiche e non a Filosofia) e a fare l’animatrice in Francia durante l’estate (perché Gian le suggerisce di trovarsi un lavoretto) e una serie di bugie che cercano addirittura di infangare la figura della madre di Lidia (personaggio descritto da Spinazzola in rari momenti e poche parole, ma reso magistralmente nella sua composta moralità) la ragazza è costretta a smontare pezzo per pezzo il gigantesco sogno di avere un padre, sogno che le ha tenuto compagnia per tutta l’infanzia e la prima adolescenza, ma che alla fine riesce a dismettere come si farebbe con vecchio vestito ormai liso e fuori luogo: con dolore, malinconia e sollievo, tre sostantivi questi, perfetti per descrivere la scrittura e l’atmosfera di questa ottima opera prima.

  • 03Mar2013

    Redazione - Corriere della Sera

    Un amore negato

    In quarta di copertina si dice: «è la storia di un amore negato, l’avventura di una piccola donna nelle spire di un padre serpente».

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  • 06Feb2013

    Angela Failla - sololibri.net

    Il mio regalo sei tu – Sarah Spinazzola

    Si intitola “Il mio regalo sei tu” edito dalla Marcos y Marcos, il libro di Sarah Spinazzola, già autrice di racconti pubblicati nell’antologia “Scontrini”. E’ la storia di Lidia, una giovane ragazza di appena diciotto anni che vede per la prima volta il padre alla tv. Decide così di contattarlo per conoscerlo, per colmare quel vuoto che li ha separati fino ad allora. Un tempo lunghissimo fatto di esperienze ed attimi di vita negati. Un amore incondizionato la spinge a cercare di incontrare quell’uomo che per diciotto anni l’ha ignorata. Una ragazzina piena di sogni, che vuole sembrare grande fumando le sigarette e bevendo alcolici ma che poi interroga le stelline per capire cosa fare.

     

    La protagonista è simpatica, è timida, a tratti quasi una fanciulletta che speranzosa crede ancora nelle favole. “Il mio regalo sei tu” è un ottimo romanzo, a tratti incredibile e Sarah Spinazzola è davvero brava. Racconta la storia con il cuore. Descrive la fatica di una ragazza ad entrare nel mondo degli adulti, la sofferenza, la spasmodica ricerca dell’amore del padre. Le sensazioni sono descritte in modo minuzioso senza cadere nel patetico. C’è molta dignità nel personaggio di Lidia. E la sua storia è incredibile. Ti arrabbi a vedere le batoste che prende da un uomo che potrebbe fare tutto, tranne il padre. Un uomo egocentrico ed egoista che nega la cosa più bella che ha: una figlia. Il libro si legge facilmente, i discorsi sono semplici, i periodi chiari. Sullo sfondo di una Milano fatta di strade, treni e tram si sviluppa la storia.

    Un romanzo che fa pensare, riflettere e talvolta ammutolire. Lo stile è giovane, fresco e originale. In un mondo costruito sulle bugie, sarà la verità a portare la nuova Lidia a casa.

    “Oggi sono rimasta io ad aspettare con una bambina. Dopo mezz’ora arriva il papà. Non lo vedeva da tutto il giorno, e lei gli corre incontro con un regalino in mano. «Questo regalo è per te!» «Grazie!” dice lui “Ma il mio regalo sei tu». Mi sono commossa. Certi giorni io me lo chiedevo che cosa sarebbe stata la mia vita, se avessi avuto un padre. E quando sentivo quello che sentivo, cioè il nulla, era come un uovo che si apriva dentro e mi faceva piangere. Mi sarebbe piaciuto avere un padre. Invece mi sembra di essere stata tagliata fuori. Di non avere avuto la possibilità.”

  • 26Gen2013

    Redazione - angololettura.com

    “Il mio regalo sei tu”: l’esordio letterario di Sarah Spinazzola

    “E poi rido come una bambina.
    Vorrei essere abbracciata. Stretta forte.
    Essere fondamentale.
    Essere il dettaglio che rende tutta la vita una cosa speciale.”
    Sarah Spinazzola, Il mio regalo sei tu, Marcos y Marcos, p. 80.

    Milanese, classe 1983, Sarah Spinazzola ha esordito con Marcos y Marcos pochi mesi fa, con alle spalle la pubblicazione di alcuni racconti nell’antologia Scontrini. Racconti in forma di acquisto (Dalai Editore, 2004) e nell’Accalappiacani. Settemestrale di letteratura comparata al nulla (DeriveApprodi, 2009).
    Il mio regalo sei tu è il suo primo romanzo e racconta la storia, a tratti autobiografica, di Lidia, una studentessa come tante, sognatrice e amante della filosofia.

    Ma Lidia è anche cresciuta senza una figura paterna e ha portato questo vuoto come un peso per diciotto lunghi anni, finché un giorno la madre le indica lo schermo del televisore e lui è lì, un semplice mezzobusto: è un giornalista. Lei lo cerca, corre a incontrarlo e lo lascia entrare nella sua vita pronta a recuperare il tempo perso. Ma il padre di Lidia è un uomo impegnato, chiuso in se stesso, e le prime parole che le rivolge sono chiare “Hai fatto bene a cercarmi tu, perché io non l’avrei mai fatto”. Anche quando sembra intenzionato ad accogliere la ragazza, finisce per avvolgerla lentamente nelle sue spire di serpente e rischiare di soffocarla. Lidia è confusa e in balia degli eventi, vorrebbe fidarsi perché ne ha bisogno, ma sente il fallimento che incombe e il lettore la segue nelle sue insicurezze, mentre dialoga con le sue “stelline” e confida loro le paure e la speranza di riuscire a ricostruire quel nucleo familiare che crede di non aver mai conosciuto.
    Con un linguaggio semplice, che alterna tratti quasi infantili e riflessioni filosofiche, Sarah Spinazzola ha rielaborato alcune esperienze personali per offrire al lettore un racconto delicato, che mescola stupore e ingenuità e viene definito sul web «un libro che attira come una calamita». Il romanzo sa coinvolgere il lettore con la sua immediatezza e Lidia si trasforma in ognuno di noi, perché Il mio regalo sei tu è la storia di quell’amore familiare che tanti sognano, quello che anche con la sua assenza sa lasciare tracce profonde e da cui, in fondo, è necessario imparare a prendere le distanze per sentirsi veramente liberi.
    Per conoscere meglio la storia di questo esordio letterario, vi proponiamo un’intervista all’autrice.
    Il mio regalo sei tu è presente in libreria da pochi mesi e continua a essere accolto con pareri positivi. Nelle interviste dichiari che è un romanzo che parla di te, della tua storia, ma è anche un processo di crescita che riguarda tutti; in particolare, quanto c’è di autobiografico in queste pagine?
    Per raccontare la storia di Lidia ho preso spunto da situazioni che mi sono capitate, emozioni che ho vissuto e che mi hanno lasciato il segno. L’aspetto più autentico e autobiografico di quello che racconto è dentro la forza della protagonista, il suo desiderio di non arrendersi e trovare una strada nella vita.
    Qual è stata la genesi del romanzo? Hai scritto la storia di getto o quello che leggiamo è il frutto di lunghe rielaborazioni?
    Ricordo di essere stata al buio per diverso tempo. Per alcuni anni ho scritto parti del libro senza sapere che erano parti del libro. Il giorno in cui mi sono resa conto di aver raccolto materiale a sufficienza per raccontare una storia, ho iniziato a comporla, tentando più volte di tenere in piedi una storia che potesse funzionare. Finita la stesura della versione che mi sembrava migliore, ho incontrato Marcos y Marcos e con Claudia Tarolo abbiamo cominciato a rilavorarci.
    Quali ingredienti non possono mancare, secondo te, per costruire una bella storia?
    Uno su tutti la presenza. Se c’è, arriva subito al lettore.
    La protagonista del tuo romanzo, Lidia, è una studentessa di filosofia e i suoi ragionamenti le sono d’aiuto per tutto il corso della narrazione. Anche tu ami la filosofia? Quali sono in generale le tue figure di riferimento?
    La filosofia mi ha sempre appassionato. Amo le domande, i perché sulle cose e sul mondo. Desiderare la comprensione dei fatti e delle cose che ci circondando è affascinante. Qualche tempo fa mi piaceva molto Leibniz, poi ho iniziato a leggere narrativa.
    Il mio regalo sei tu è anche una frase molto significativa pronunciata da un padre nelle pagine del libro, che aiuta Lidia a capire un po’ di più il rapporto con il proprio genitore; inizialmente avevi un’idea diversa per il titolo o sei sempre stata sicura che questa sarebbe stata la chiave della storia?
    All’inizio il titolo che avevo pensato era Non vale ridere. A metà della lavorazione ho cominciato ad avere dei forti dubbi, perché avevo la sensazione che quel titolo illuminasse solo una parte della storia. È stata Claudia a propormi Il mio regalo sei tu. Appena l’ho letto ho sorriso e ho pensato, è quello! “Il mio regalo sei tu” è per me come un suggerimento, una speranza, una risorsa, una specie di sollievo per i dolori e le sofferenze che a volte si vivono nelle relazioni umane.
    Si può dire che stai ancora compiendo i primi passi come autore, ma, dopo l’esperienza di BookUp! dello scorso novembre, come definiresti la situazione dell’editoria italiana e il modo in cui vengono accolti gli scrittori esordienti?
    Non ho una visione della situazione dell’editoria italiana. Sto iniziando ora a conoscere i modi e i tempi con cui un libro riesce ad arrivare nelle mani dei lettori. Quello che osservo è che per gli esordienti esistono ancora degli spazi e delle possibilità per essere conosciuti, comprati e letti. In generale è il motore della passione, la passione per le cose belle, che dev’essere alimentato e BookUp! ne è un esempio.
    Che cosa significa per te scrivere? Ritieni che la scrittura sia terapeutica?
    Scrivere spesso mi aiuta a capire quello che mi succede, e mi fa desiderare di condividerlo con gli altri. In generale sì, credo che la scrittura sia terapeutica: ci fa entrare in contatto con le parti di noi che a volte scappano via, e non si sa dove cercarle e come guardarle.

  • 17Gen2013

    Claudia Leporatti - mangialibri.com

    Lidia ha diciannove anni, quando conosce suo padre. Lo vede per la prima volta alla televisione, glielo indica la mamma. Decide di contattarlo e lui le dà appuntamento all’interno degli studi, nel suo ufficio. Un incontro che può cambiarli a fondo entrambi e che di certo stravolge la vita di Lidia. Quanto ha sognato questo momento! Suo padre, Gian, è un bell’uomo, giovane anche e simpatico. S’interessa a lei, al suo futuro. La ragazza va a trovarlo spesso e alla fine lui si offre pure di pagarle gli studi, ma in una materia diversa da quella dei suoi sogni, la filosofia.

    Le scienze politiche non rientrano negli interessi di Lidia, che quindi accetta un lavoro da animatrice in Francia per rafforzare la lingua e mettere da parte il denaro in vista dell’iscrizione alla facoltà desiderata. Un giorno riceve un sms da Gian che le giura di essere cambiato, di sentirsi finalmente pronto ad accoglierla nella sua vita e a fare il genitore. Lidia non sa cosa pensare, ma il padre la incalza andandola a prendere e comunicandole che le comprerà un appartamento dove potrà vivere da sola. Tutto perfetto, troppo perfetto. Lo strano atteggiamento verso di lei della nuova compagna di Gian è un ulteriore motivo di sospetto per Lidia. Quella donna la incolpa a più riprese di aver abbandonato il padre e di essersi rifatta viva solo per scroccare. Chi ha abbandonato chi? Per Lidia è solo l’inizio di una serie di scoperte sconcertanti, destinate a fortificare ancora di più il suo carattere…
    Lidia si muove da piccola filosofa nella grande Milano, subendone tutte le criticità, dal fastidio per il dover stare in pubblico tutto il giorno, sui tram o al supermercato, alla fretta della gente, sempre più affaccendata di lei e degna pertanto di arrivare prima. Un romanzo che affronta il tema della mancanza di paternità in modo insolito, facendo emergere il dolore di Lidia non dall’assenza, ma dall’ingresso del padre nella sua vita. Una storia di gioventù in cui potranno riconoscersi in molti, narrata senza la pretesa di insegnare o di indagare a fondo i traumi psicologici di chi cresce solo in fiduciosa ricerca di riferimenti maschili. Un padre scoperto tardi, per giunta egocentrico e impulsivo, una madre che sembra non darle piena attenzione, la lontananza dell’unica amica, la carenza di rapporti sociali. Lidia è una piacevole compagnia per il lettore, con i suoi ragionamenti sottili e la sua continua attenzione sul mondo, ma per lei vivere non deve essere troppo facile. Sarah Spinazzola, ventinovenne milanese al suo debutto letterario, ha dato voce alle sue impressioni personali sulla società attraverso l’invenzione di una vicenda drammatica, se pur raccontata con la leggerezza di una voce infantile. Lidia, infatti, ha poco meno di vent’anni, ma è una bambina, con tutti i dubbi e le ingenuità tipiche di chi ancora non ha affrontato a mani nude le ingiustizie, pur avendone subite diverse. Con uno stile semplice l’autrice trasmette il modo di pensare logico della ragazza, capace di odiare e di pensare male, se la vita la porta a doverlo fare, ma di indole positiva. La scrittrice ritrae solo alcuni mesi della vicenda di Lidia e lascia scoperti molti degli spunti che ha lanciato: alla fine del libro la figlia abbandonata resterà viva nella nostra mente, in viaggio verso i suoi futuri possibili.

  • 16Gen2013

    Alessandra Allegretti - i-libri.com

    IL MIO REGALO SEI TU – di Sarah Spinazzola
    Titolo: Il mo regalo sei tu
    Autore: Sarah Spinazzola
    Editore: Marcos Y Marcos
    Anno: 2012

    Prima di iniziare a leggere siamo avvisati: “Questo romanzo è opera di fantasia. L’autrice ha elaborato, come spesso succede, esperienze personali: pensieri ed emozioni sono autentici, vicende e personaggi immaginari.”
    Bene – direbbe il lettore – allora non è vero niente! E invece il poverino sarà contraddetto perché la storia raccontata da Sarah Spinazzola avviene nelle migliori famiglie e sempre più spesso. Non è reale, ma è molto realistica!

    Una ragazza vive sola con sua madre e questo è un copione diffuso. Suo padre, un giornalista, le ha abbandonate da sempre. Un bel giorno, a 18 anni, Lidia lo vede in Tv e decide di andarlo a cercare.
    Quando lo trova l’uomo sembra pronto a cambiare: ora è innamorato di una donna e vorrebbe aggiustare tutto.
    Lidia gli crede, ma non riesce a fidarsi fino in fondo.
    Sta cercando gli abbracci che non ha mai avuto, li ottiene ma non sente il calore che si aspettava. Vorrebbe abbandonarsi al suo sogno, alla necessità di colmare il grande vuoto che sente dentro, ma l’istinto l’aiuta a discernere ciò che sarebbe bello da ciò che lo è davvero. Le sue illusioni devono fare i conti con la realtà e ci riescono serenamente.
    Il percorso di consapevolezza la porta a capire che la vita è fatta di concretezza e non conta quello che gli altri si aspettano da noi o ciò che pretendiamo da noi stessi. In questa vicenda di sofferenza e di amore desiderato Lidia impara a vivere e riesce a trovare una sua dimensione.
    Il romanzo si legge piacevolmente: la storia è un po’ triste ma non manca di poesia e romanticismo, perché è frutto della fresca fantasia di una giovane autrice.
    Una nota la merita anche la copertina: il disegno è molto azzeccato e rende l’idea dell’allegra precarietà della ragazza, che fluttua nell’aria ma capisce dove aggrapparsi per non cadere.
    «Oggi sono rimasta io ad aspettare con una bambina. Dopo mezz’ora arriva il papà. Non lo vedeva da tutto il giorno, e lei gli corre incontro con un regalino in mano.
    “Questo regalo è per te!”
    “Grazie!” dice lui “ma il mio regalo sei tu.”»

  • 12Gen2013

    Lidia D'angelo - anemoniblog.com

    Un romanzo d’esordio (e una storia di tecnici, lavatrici, streghe portinaie e strade di Milano)

    Ed eccolo qui: è arrivato sulla mia scrivania qualche giorno fa, promettente e colorato (le copertine dei libri promettono sempre qualcosa).
    Il mio regalo sei tu è il primo romanzo di Sarah Spinazzola, milanese, classe 1983, edito da Marcos y Marcos. Una copertina che si fa notare – circense, fiabesca – e un titolo molto sentimentale – ma va anche bene, purché non parli d’amore. E in effetti, per fortuna, è così.

     

    E’ la storia di un padre e una figlia. Due sconosciuti che non si sono mai visti prima e che, per diciotto anni, della vita dell’altro hanno ignorato tutto: pianti, felicità, cambiamenti improvvisi, tagli di capelli, allergie, piatti preferiti, i nomi degli animali domestici, gatti, cani, mobili rotti e porte che smettono di funzionare. Poi, da un giorno all’altro, hanno deciso di incontrarsi, come se niente fosse successo. Come se tutto fosse colmabile – le distanze, i vuoti – e il dolore e le ferite fossero, comunque siano, superabili.

    E’ una storia (quasi del tutto) vera, e si sente. Ma verità e dolore, invece di rafforzare il racconto, finiscono con l’imbrigliarlo almeno per la metà del tempo: in un personaggio molto ingenuo, e in una storia che tarda a cominciare davvero. Però quando comincia, le cose cambiano, si ingrana la marcia giusta. L’ingenuità diventa stupore e incredulità e l’autrice porta in scena una tragicomica escalation di fatti incredibili e scoperte inaspettate. A un certo punto, insomma, la storia volge al comico e scopre la sua (vera) natura.

    Quello che resta, a libro finito, è una galleria deliziosa e leggera di fatti e personaggi. Una storia di tecnici della lavatrice mischiati a sogni, portinaie cattive e nonne che si spogliano e tentano di lanciarsi da un balcone come se in fondo fosse lo stesso, vivere oppure no. Padri che non ci sono stati, e forse avrebbero fatto bene a continuare a non esserci, e poi ancora telefonate, valigie, e patetiche e comicissime minacce di farla finita.

    Ecco dov’è il potenziale, di un’autrice che sarò molto curiosa di rileggere, quando firmerà il suo secondo romanzo. Il primo è giusto che sia così, ingenuo, un po’ decentrato, sbilanciato, ma con gli ingredienti giusti da tenersi stretti, e la voglia di guardare, sempre, alle cose.

  • 11Gen2013

    Antonio Cangemi - siciliainfromazioni.com

    “Il mio regalo sei tu”, il romanzo d’esordio di Sarah Spinazzola

    Il rapporto tra genitori e figli è spesso difficile. Lo è ancor di più in una società come la nostra che ha ritmi di vita convulsi e che in genere concede pochi spazi alle relazioni umane. In casi per fortuna non frequenti ma non del tutto rari il rapporto è inesistente.

     

    ‹‹ La prima volta che ho visto mio padre è stato in televisione ››, così l’incipit di ‹‹Il mio regalo sei tu››, un romanzo di Sarah Spinazzola edito da Marcos y Marcos che ha come protagonisti una ragazza in cerca di affetto e un padre assente e infido per ben diciotto anni a lei sconosciuto. E’ una storia cruda e nello stesso tempo esemplare quella che ci racconta Sarah Spinazzola, scrittrice trentenne al suo esordio sorprendente per qualità e originalità di scrittura e per la maturità con cui affronta un tema così delicato. Esemplare in quanto ci offre uno spaccato sulla povertà di sentimenti e di autenticità in una realtà metropolitana dove l’apparire conta assai più dell’essere.

    Lidia, l’io narrante della storia, è una ragazza sensibile che sta per concludere gli studi liceali e iscriversi all’Università quando avvia il tentativo di scoprire un padre che sino ad allora non aveva avuto e di creare con lui un legame. Gian, il padre che non c’è, è un mezzobusto televisivo bravo a snocciolare ogni giorno in tv le notizie del telegiornale. E’ famoso, ricco, apparentemente sicuro di sé. All’inizio la ragazza si illude di aver conquistato il padre che non aveva: Gian mostra di interessarsi alla sua vita, ai suoi studi, al suo avvenire. Ma presto Lidia scoprirà quanto artefatta, piena di simulazioni e priva di valori sia la vita di un padre serpente, egocentrico e incapace di donare affetto. Per Lidia sarà una cocente delusione che però non la fa precipitare nel tunnel della depressione per la sua capacità di cogliere anche nella quotidianità routinaria un fascino segreto: ‹‹La pioggia è bella sugli alberi. Sento partire un’amicizia tra me e quegli alberi, davanti all’entrata dell’autobus. Non so cosa darei per stare altri dieci minuti a vedere, poi l’autobus accende il motore e io salgo ››.

    Aldilà della storia, che per quanto aspra è raccontata con uno stile brioso (la ‹‹leggerezza›› calviniana), ciò che colpisce in questo romanzo di esordio è la potenza indagatrice dell’autrice, il suo interrogarsi, attraverso i tanti monologhi di Lidia, sulle piccole e grandi cose dell’esistenza. Nel grigiore di una Milano fredda, e la freddezza si riferisce più che alla meteorologia alla sconcertante superficialità delle relazioni, Lidia-Spinazzola riesce a trovare barlumi di umanità e ad aggrapparsi ad essi come ancora di salvezza.

    Sul risvolto di copertina, nel presentare Sarah Spinazzola, si legge: ‹‹Sulla sua carta di identità, alla voce professione, c’è scritto Segretaria; può anche darsi che tra un po’ non sarà più così››. Ne sono sicuro: tra un po’ vi sarà scritto Scrittrice. Il talento non è acqua.

  • 11Gen2013

    Marta Abbà - omnimilanolibri.com

    IL MIO REGALO SEI TU

    Milano è una città spaventosa e allo stesso tempo stupefacente agli occhi di Lidia, protagonista di “Il mio regalo sei tu” (Marcos y Marcos) e a spiegarlo è l’autrice stessa, esordiente, che di Lidia, con qualche anno in meno di lei, condivide “la voglia di scoprire come è fatto il mondo e di vivere esperienze”. Ecco quindi una ambivalente città, a fare da sfondo alla storia di Sarah Spinazzola: una Milano, “da cui voler scappare ma anche dove compaiono persone piene di umanità che per brevi attimi fanno pensare che non è tutto perduto”.

    Lidia è una adolescente alle prese con l’età, ma soprattutto con un padre che non ha mai visto se non alla tv. Il romanzo prende il via dalla possibilità di incontrarlo. Se Lidia si potesse intervistare, una volta chiusa la copertina posteriore turchese del primo libro di Spinazzola, verrebbe da chiederle? “Ti sei pentita di averlo voluto conoscere?”. La valutazione resta da immaginare a chiunque legga cosa questo padre le combina. Tra le pagine, però, non c’è solo questo: c’è una Lidia è alle prese con la crescita di Lidia, il suo rapporto con la madre, le sue osservazioni sulla città e sul mondo degli adulti e della scuola che la fanno diventare una amica, nella lettura. “Ho conosciuto una adolescente milanese con una famiglia variegata” si potrebbe dire dopo aver letto le pagine fresche, semplici e coinvolgenti dell’autrice milanese che scrive ascoltando pop – Outcast, Madcon, Alicia Keys e Jay z – e quando rilegge Philip Glass, Brian Eno, René Aubry.
    Cambiando tanti cd e tante frasi, Sarah racconta di aver scritto per 4 anni “pezzi di qualcosa che non sapevo cosa fosse”, dalla fine del 2010 ha poi provato a comporlo e alla fine del 2011 ne è venuta a capo ed ecco il contatto, “sorprendente”, con la milanese Marcos y Marcos che ha richiesto un altro periodo di incubazione di 9 mesi prima di sfornare il libro con la bella copertina colorata, con un clown in equilibrio su fili per stendere la biancheria. Accompagnata Lidia ad essere una piccola donna, “milanese”, ora gli appunti di Sarah Spinazzola parlano d’altro, e dopo tanta città è il momento di un po’ di mare, “un sacco di mare”.

  • 04Gen2013

    Annarita Briganti - il mucchio

    Sarah Spinazzola

    Il mio regalo sei tu, Marcos y Marcos, pp. 284, euro 16.

    Piccole donne crescono. Sarah Spinazzola, milanese, classe 1983, traspone nel suo primo romanzo la storia “semivera” della sua vita.

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  • 03Gen2013

    Redazione - Glamour

    In libreria

    Il romanzo coraggioso

    Il mio regalo sei tu di Sarah Spinazzola (Marcos y Marcos, euro 16).

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  • 22Dic2012

    Giulio D'Antona - Blow Up

    Sarah Spinazzola

    Il mio regalo se tu, Marcos y Marcos, pag. 284, euro 16.

    A un certo punto crolla tutto. Il mio regalo sei tu è un libro che ha i toni di una fiaba, ogni pagina è intrisa di sano stupore, di meraviglia, perché ogni pagina è una rivelazione. Per la protagonista e per il lettore.

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  • 21Dic2012

    Andrea Scarabelli - Pulp

    Sarah Spinazzola

    Il mio regalo sei tu, Marcos y Marcos, pp. 284, euro 16,00.

    Quello di Sarah Spinazzola, milanese classe 1983, è un esordio personalissimo. Una storia in odore di autobiografia mascherata, o meglio di elaborazione del proprio vissuto in forma narrativa, che ne trasfigura gli elementi esasperandone l’eco introspettivo.

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  • 13Dic2012

    Redazione - Myself

    Edipico

    Lidia ha 18 anni e sta per incontrare suo padre per la prima volta. Lui lavora in tv, al tg. Si vedono: «Hai fatto bene a cercarmi tu, perché io non l’avrei mai fatto», dice lui.

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  • 10Dic2012

    Cristiana Saporito - flaneri.com

    “Il mio regalo sei tu” di Sarah Spinazzola

    Diciotto anni sono un soffio. Appena il tempo di disobbedire e imparare a camminare. Per accorgersi che accanto non c’è più nessuno a erogare monosillabi. Che non c’è neanche un “no” a cui voltare le spalle.
    Poi ci sono storie ancora più difficili. Ce lo dimostra la protagonista del primo romanzo di Sarah Spinazzola Il mio regalo sei tu.

    Lidia poco prima del 2000 ha raggiunto la soglia, lo ha fatto in fretta, forse più di altri coetanei. Perché il suo stagno era angusto, un’adolescenza stretta, inospitale, da cui è preferibile uscire alla svelta. E la maggiore età è piombata all’improvviso. Maggiore poi rispetto a cosa? Verso ciò che è stato o verso ciò che seguirà?
    Lidia è cresciuta senza un padre, con una macchia grande quanto il suono del suo nome. È cresciuta nella sua casa spellata, tra mura malconce, con le porte per anni senza maniglie, gli asciugamani lontani dal bagno e un letto fraterno in cui spegnere i pensieri. Con una madre che si è sdoppiata tra mille sudori, che ha fatto il possibile per nutrirle il cuore e non avvelenarlo di accuse moleste, di domande spezzate. E poi, nel bel mezzo di una vita placida, abituata così tanto a se stessa, a sentirsi timida e piccola, quella faccia sconosciuta eppure così simile compare su uno schermo. Suo padre Gian è il conduttore del Tg, parla fluido e sicuro per milioni di persone e a lei non ha mai chiesto: «Come stai?» E allora Lidia ha voglia di ripescarlo da quel silenzio cementato. Decide di cercarlo e lui sembra aver saputo proprio in quell’esatto momento di avere una figlia. Sembra cambiato, si è innamorato davvero. Si è aperto agli affetti, anche a quelli lasciati ammuffire. Sembra finalmente aver posto anche per lei nel bagaglio delle cose da fare, dei luoghi in cui andare. Lidia scalcia per salire a bordo. Non vuole più seppellire il cuscino di lacrime, non vuole più pensare di non avere diritto all’amore, guardare un bambina che corre verso il papà con un foglio in mano e struggersi per la risposta: «Il mio regalo sei tu». Come se fosse un film a cui si può solo assistere inerme. Pagando il biglietto a debita distanza. Gian è pronto per accoglierla, salvo poi stroncare bruscamente le chiamate non appena qualcosa lo infastidisce un po’. Lidia vorrebbe partire con lui, vorrebbe una vacanza con suo padre, la prima da quando ha memoria e invece, sotto le spire dei suoi consigli, si ritrova in un villaggio turistico a “fare esperienza”. A scrivergli lettere in cui lo guida a casa sua, in cui suppone che entri mentre lei non c’è, in cui lo immagina schivare lampadine fulminate, pareti sbrecciate. Lettere che colmino uno spazio, le crepe lunari di tutti i giorni persi. E in quelle indicazioni apparentemente futili c’è tutta l’impotenza di una figlia orfana, anche con un padre in vita. L’appello sbracciato a una normalità che forse non le spetta.
    Non come agogna il suo futuro così giovane. Perché la realtà somiglia solo a se stessa, esiste per fuorviare, per smarcare le premesse. Lidia comprende presto che non tutte le sorprese sono carezze gratuite e inaspettate. Suo padre, ovvero l’uomo che le ha prestato i cromosomi, è più figlio di sua figlia. Più fragile, egoista, deragliato di chi ne avrebbe facoltà. E lei si ritrova risucchiata in un vortice nero e surreale. Una vertigine in cui non le piace ballare. Che dovrà interrompere come un incantesimo.

    L’autrice, classe 1983, ci porta attraverso le crepe di questa favola al contrario, con la voce sottile di una bambina ferita, cavalcando una scrittura ingenua, fresca e innocente. Ogni immagine, anche la più dolente, ha il tratto delicato e semplice di un disegno infantile, di colori spontanei che inchiodano i fatti. Parole elementari, ma non sciocche, similitudini frequenti e non scontate. Un uso dei diminutivi ridondante, a tratti fastidioso, volutamente puerile, forse troppo, anche per una diciottenne con una falla emotiva così ampia.
    Il risultato finale è quello di un bicchiere d’acqua, che scorre limpido e leggero, ma dentro cui viaggiano invisibili particelle d’ombra e piombo, sogni marciti, fantasie deluse, promesse fatte galleggiare troppo a lungo. Residui che finiscono in gola, lasciando alla bocca ancora sete e metallo.

    (Sarah Spinazzola, Il mio regalo sei tu, Marcos y Marcos, 2012, pp. 288, euro 16)

  • 07Dic2012

    Ilaria Maietta - iyezine.com

    Il Mio Regalo Sei Tu di Sarah Spinazzola

    Romanzo d’esordio di Sarah Spinazzola, giovane scrittrice milanese, leva 1983. In questo libro viene narrata la storia di Lidia che vede suo padre per la prima volta dopo diciotto anni. Durante il loro incontro, la domanda più importante per Lidia, ovvero perché lui non l’avesse mai cercata, non ottiene risposta.
    Iniziano invece ad insinuarsi nella mente della ragazza dubbi circa la stabilità emotiva di suo padre. Dubbi che trovano conferma nel fatto che la madre non le avesse mai parlato di lui.

    A prescindere dalle vicende narrate, lo stile della Spinazzola risulta interessante e coinvolgente, mostrando le dinamiche della complessa vicenda in maniera quasi cinematografica. Riuscito romanzo d’esordio dove finalmente, pur essendo protagonisti una donna ed i suoi sentimenti, non assistiamo a sdolcinate questioni di anelli, ma viviamo i profondi sconvolgimenti interiori che la scoperta di un padre comporta. ” Il mio regalo sei tu ” non si fa ricordare tanto per la storia o per i suoi protagonisti, quanto per il bello stile nel quale è scritto, finalmente un libro di letteratura punto e basta. Ci auguriamo che il futuro sorrida a questa dotata e giovane autrice che ha dalla sua un ottimo tocco e che si distingue nettamente nella miriade di giovani e meno giovani scrittori degli ultimi tempi.

  • 04Dic2012

    Carlotta Vissani - Rollin Stone

    Sarah Spinazzola

    Il mio regalo sei tu, Marcos y Marcos, pp. 286, euro 16,00.

    C’è che, per una figlia, un padre non è cosa da niente. E non è una panzana quella secondo cui le femmine sono più attaccate ai pantaloni.

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  • 23Nov2012

    Alessandro Beretta - Corriere della Sera

    Esordi. Sarah Spinazzola si ispira a se stessa

    Il padre (immaturo) ritrovato

    A diciotto anni Lidia vede per la prima volta suo papà in televisione, è un giornalista. Glielo dice la mamma con nonchalance: «Guarda, quelli lì è tuo padre».

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  • 22Nov2012

    Alice De Carli Enrico - meloleggo.it

    Ha le gambe, penso, in tv lo avevo visto solo da seduto.
    La voce di Lidia è chiara, limpida, e veicola una semplicità d’animo che spiazza e incanta. Suo padre, lei, non l’ha mai conosciuto, ma un giorno sua madre entra in camera sua, gira per un po’ tra i canali, e poi dice «Guarda, quello lì è tuo padre». Allora Lidia lo contatta e lui, questo padre-fantasma, accetta di vederla. Lidia è contenta, felice, tanto da iniziare a pensare una cosa e dirne un’altra, tanto da finire senza quasi accorgersene tra le montagne della Francia, tanto da capire, alla fine, che forse c’è qualcosa che non quadra in questa sua ricerca di attenzione e amore da parte di un uomo che, forse, proprio uomo non è.

    Perché se da una parte Lidia desidera conoscerlo e comprenderlo, costruirci quel rapporto di fiducia e affetto che dovrebbe essere norma tra un padre e una figlia, dall’altra trova un esempio di egoismo in forma umana, dove i tratti infantili si esacerbano e manifestano in una realtà fatta di bugie, zie che straparlano, madri dallo sguardo umido e folle e fidanzate che, con un po’ di sale in zucca, decidono di fuggire. Per Lidia non è affatto semplice, ma a lei piace pensare, pensare a delle cose, e forse è proprio questa sua attitudine a riflettere su quanto la circonda che la aiuterà a tornare a casa.
    Lidia è la protagonista di “Il mio regalo sei tu”, l’ultimo volume uscito in libreria per le edizioni Marcos y Marcos. L’autrice è Sarah Spinazzola, una giovane donna milanese che ha umorismo e spirito di osservazione da vendere, oltre a uno stile spigliato e originale, corti capelli castani e un gran talento. Ha già pubblicato racconti nell’antologia Scontrini. Racconti in forma di acquisto e nell’Accalappiacani, settemestrale di letteratura comparata al nulla.

  • 10Nov2012

    Elisa - lalettricerampante.blogspot.it

    Oggi vede suo padre per la prima volta. Sono diciotto anni che aspetta questo momento. Una settimana fa l’ha visto in televisione, l’ha cercato e ora eccola lì, che sposta il peso da un piede all’altro nella portineria di uno studio televisivo. Lui ha qualcosa da finire, le chiede soltanto un attimo; diciotto anni e un attimo. “Hai fatto bene a cercarmi tu, perché io non l’avrei mai fatto” le dice poi. Non ci sono abbracci. Gelido freddo invernale, dentro e fuori di lì.

    Ha un bel salire e scendere da autobus e tram, Lidia, per andarlo a trovare. Passano i mesi e non c’è disgelo. Ma il destino è disegnato nel cielo, ha un cappello bianco da cowboy, è da anni che la cerca dappertutto e ancora non l’ha trovata. Aspettami, non ti muovere, gli dice Lidia, ti troverò io. Va a cercarlo lontano, su una montagna a duemila metri, dove il lavoro principale è sorridere, e non fermarsi mai. E proprio lì, di colpo, una pioggia di sms cambia tutto. Per tanto tempo la vita non ha fatto che dirle no no no, dopo dopo dopo, e ora finalmente le dice sì sì sì, ora! ora! ora! Suo padre le scrive sono cambiato, prima non ero pronto e adesso sì. Adesso vuole stare con lei. Ha trovato il grande amore ed è pronto a cominciare una nuova fase della vita. Ecco come si stanno mettendo le cose. Davvero molto bene. Talmente bene che Lidia ogni due minuti si chiede: ma sarà vero? Non ci sarà qualcosa che non va? “Il mio regalo sei tu” è la storia di un amore negato: l’avventura di una piccola donna coraggiosa nelle spire di un padre serpente.

    Ci sono dei libri che per qualche inspiegabile motivo ti attirano come calamite. Non so se sia per la copertina (magnifica in questo caso, come tutte quelle della MarcosyMarcos a mio parere), non so se sia per la trama o per quella simpatia che ho provato a pelle per l’autrice dopo averne visto un paio di foto. O magari potrebbe anche essere per quell’interesse che ultimamente sta crescendo in me verso gli autori emergenti. Fatto sta che ho acquistato questo libro pochissimi giorni dopo la sua uscita, con la sicurezza che avrei letto qualcosa che mi sarebbe piaciuto. E così, ovviamente, è stato.

    C’è chi un papà ce lo ha sempre avuto. Chi lo ha avuto per un po’ e ora non ce l’ha più. Chi per un po’ non ce l’ha avuto ma ora è tornato e chi per un po’ non ce l’ha avuto, ora è tornato, ma forse forse poi così male prima non si stava. Lidia, la diciottenne protagonista di questo romanzo, rientra in quest’ultima categoria: ha vissuto fino a diciott’anni senza padre, senza sapere assolutamente nulla di lui, finché una sera la madre, davanti al TG, ha indicato lo schermo e ha detto: “quello è tuo padre”.
    La prima cosa che fa la ragazza, senza pensarci troppo, è chiamarlo e andarlo a cercare. E l’uomo, Gian, la accoglie come se non fosse successo nulla, come se non fosse stato via diciott’anni senza occuparsi di lei. La ragazza vive un turbinio di emozioni, che a volte nemmeno riesce a controllare: il padre le dice di studiare Scienze Politiche e lei decide di abbandonare i suoi sogni di frequentare invece Filosofia, il padre le consiglia di andare a fare l’animatrice per l’estate e tempo due giorni la ragazza è pronta per partire per la Francia. I sogni però sono sempre un po’ difficili da contrastare e quindi la ragazza, una volta avuto il lavoro, quando chiama il padre per salutarlo prima della partenza, gli comunica che in realtà vorrebbe fare un’altra cosa. E l’uomo riattacca e sparisce. Ricomparirà pochi mesi dopo, quando Lidia è ancora in Francia, dicendole che ha lasciato la ex-moglie, ha trovato l’amore della sua vita ed è pronto a ricominciare: e in questo nuovo inizio c’è posto anche per lei. La ragazza inizialmente è molto contenta, ma a poco a poco scoprirà cose che le fanno crescere dentro una rabbia incredibile nei confronti di quest’uomo: Gian cercherà di farle conoscere un ragazzo, Gian vorrà comprarle una casa, Gian ha detto all’attuale compagna che la madre di Lidia è una violenta ubriacona e che lui l’ha sempre mantenuta senza mai rivelarlo. La goccia, per Lidia. La sua rabbia crescente si placherà solo un pochino quando l’uomo viene operato al cuore, ma alla fine anche la pietà non può nulla di fronte all’egoismo, all’opportunismo e alla pazzia di certe persone.

    E’ un libro di quelli che inizi e non riesci a smettere di leggere. Un libro che ti immerge completamente e che ti da’ tanto da pensare, scritto con uno stile giovane e fresco che a mio avviso, sebbene forse a volte sia un tantino troppo intricato, rappresenta benissimo i pensieri e i turbamenti di una giovane donna alle sue prime esperienze con il mondo degli adulti che alla vita non chiederebbe altro che amore. L’amore della madre, che non viene messo mai in discussione, nemmeno di fronte alle ristrettezze o alle difficoltà tipiche adolescenziali, ma anche quello di un uomo che l’ha privata, senza motivo, di un altro affetto e che sembra essere intenzionato a recuperare.
    Ho amato molto i pensieri di Lidia, il suo modo ingenuo e fiducioso di agire, spinta appunto dalla ricerca di quel pezzo di amore che le è sempre mancato e che ora vorrebbe riempire. Certo, forse questo sentimento l’ha un po’ annebbiata, ma alla fine, in una paradossale e tragicomica scena finale, riesce a far sparire la nebbia e riprendere la sua vita dove l’aveva lasciata.
    Un bellissimo esordio per una giovane autrice che promette davvero bene!

    “Vorrei essere abbracciata. Stretta forte. Essere fondamentale. Essere il dettaglio che rende tutta la vita una cosa speciale” (cit.)

  • 08Nov2012

    Angiola Codacci-Pisanelli - L'Espresso

    Immaginazione? Invenzione? Fantasia? Erano gli ingredienti delle grandi opere letterarie. Oggi invece gli autori più in voga optano per biografie e fatti di cronaca. Ecco chi, dove e perché.

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  • 07Nov2012

    Valentina Colosimo - Vanity Fair

    Libri terapeutici

    Che te ne fai di un padre così?

    Nel romanzo di Sarah Spinazzola una figlia ritrova il genitore. E ne resta delusa. Ma «mai arrendersi al destino».

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  • 06Nov2012

    Monica Piccini - Tu Style

    Ho ritrovato mio padre al tiggì

    Lui sparisce, Sarah è ancora piccolissima, crescendo, lei si ostina a volerlo conoscere. Ne derivano rabbia e delusione che trovano spazio in un libro. A lieto fine.

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  • 03Nov2012

    Marilù Oliva - bugiardino.comunita.unita.it

    Se tuo padre, quello sconosciuto…
    Titolo: Il mio regalo sei tu
    Autore: Sarah Spinazzola
    Editore: Marcos y Marcos
    Collana: Gli Alianti
    Il libro: Questo libro è la storia di un amore negato: l’avventura di una piccola donna coraggiosa nelle spire di un padre serpente. La prima volta che Lidia vede suo padre, lo vede in televisione. Poi avviene l’incontro: sono diciotto anni che aspetta questo momento, l’ha cercato e ora eccola lì, che sposta il peso da un piede all’altro nella portineria di uno studio televisivo. Lui ha qualcosa da finire, le chiede soltanto un attimo; diciotto anni e un attimo.

    “Hai fatto bene a cercarmi tu, perché io non l’avrei mai fatto” le dice poi. Non ci sono abbracci. Gelido dentro e fuori di lì. Ha un bel salire e scendere da autobus e tram, Lidia, per andarlo a trovare. Passano i mesi e non c’è disgelo.
    Poi le cose cambiano, suo padre le scrive che è cambiato: “prima non ero pronto e adesso sì”.
    Adesso vuole stare con lei, ha trovato il grande amore ed è pronto a cominciare una nuova fase della vita. Ecco come si stanno mettendo le cose. Davvero molto bene. Talmente bene che Lidia ogni due minuti si chiede: ma sarà vero? Non ci sarà qualcosa che non va?
    Uscito 2012
    Pag. 286
    Euro  16

    ISTRUZIONI PER L’USO
    Categoria farmacologica:
    Rinfrancanti
    Composizione ed eccipienti:
    Una ragazza, un televisore e il padre lì dentro. Lei lo vede per la prima volta. Poi lo rivede, ma è sempre come se fosse in televisione. Sfuggente, catodico, impermeabile. Dubbi, perplessità, scelte, portati avanti con una forma scorrevolissima, senza giri di parole.
    Qualche nuvola, il Millenium Bug e la famiglia…  che ne facciamo di questa famiglia?
    Indicazioni terapeutiche:
    Rapporti irrisolti parentali e altri sensi di inadeguatezza.
    Consigliato a tutti, benefico per:
    Chi ha avuto la cattiva sorte di un genitore celebre.
    Chi non conosce i genitori (ma crede di conoscerli).
    Chi dal suo sangue ha troppe aspettative.
    Chi non si rassegna ad abbassare il tiro.
    Chi è assuefatto a non chiedere mai.
    Controindicazioni:
    Non leggere se avete in credenza merendine del Mulino Bianco.
    Posologia, da consumarsi preferibilmente:
    Guardando ogni tanto il cielo.
    Effetti indesiderati:
    Potrebbe provocare qualche sbalzo di umore a chi è abituato ad avere sotto controllo ogni situazione.
    Avvertenze:
    Conservare vicino alla lista dei desideri. Magari nei pressi di un bel mazzo di fiori.
    Pillole:
    «Mi sento una matta a fare quello che sto facendo. Voler conoscere un padre mai visto, sparito da quando sono nata. E poi vederlo, immaginare di passare l’estate con lui. E dopo mettersi a cercare lavoro, e finire col partire per un posto sconosciuto.
    Nessun tatuaggio, nessuna famiglia con cui andare in vacanza.
    Alzo gli occhi verso il cielo. Penso che dovrà pur esserci un senso in mezzo a tutte queste cose così strane che mi capitano, un destino, ecco, sì, forse c’è un destino che mi attende da qualche parte.
    Guardo le nuvole e a un tratto, là in alto, riesco a vederlo, questo mio destino.
    È disegnato nel cielo.
    Ha un cappello bianco da cowboy, è seduto in un bar e fissa il suo bicchiere. Poveretto, non sa più cosa fare».
    – – – – – – – – – – – – – – – – –
    «Mi faceva effetto che tante persone parlassero di lui, mentre io non avevo mai sentito niente. Quante notti avevo passato a piangere sotto il cuscino? Avrei potuto riempire laghi interi con la mia disperazione. Passavo le sere a pensare a lui. Mi chiedevo sempre: chissà cosa sta facendo Gian adesso, chissà dov’è nato, dov’è cresciuto, che studi ha fatto, com’era suo padre, cosa voleva fare da grande, cosa gli piace mangiare, qual è il suo colore preferito.
    Ancora adesso non so niente di tutto questo».
    ————————
    L’autrice: Sarah Spinazzola è nata a Milano nel 1983. Da piccola aveva le idee molto chiare; verso i dieci anni le idee si sono confuse un poco, lei ha cominciato a vestirsi di nero ed è diventata timida. Poi ha scoperto che la timidezza non serve e, tra nebbie, misteri e improvvisi colpi di scena ha ricostruito la mappa della sua famiglia variegata. Così ha potuto stabilire, come nelle migliori mappe: Io ora sono qui. Sono qui, e voglio scrivere. E per poter scrivere davvero, ha letto, provato, chiesto, telefonato, imparato, ricevuto dei no, poi dei sì, e finalmente ha pubblicato racconti nell’antologia Scontrini. Racconti in forma d’acquisto, e nell’«Accalappiacani», settemestrale di letteratura comparata al nulla. Sulla sua carta di identità, alla voce professione, c’è scritto Segretaria; può anche darsi che tra un po’ non sarà più così.

  • 25Ott2012

    Redazione - Marie Claire

    Il mio regalo se tu di Sarah Spinazzola (Marcos y Marcos, euro 16).

    Lidia, diciotto anni, vive con la madre. Il padre non l’ha mai conosciuto.

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  • 22Ott2012

    Chiara Bondioli - Elle

    Quell’uomo è mio padre

    Abbandonata dal papà quando è ancora una bambina. Il sogno di ritrovarlo che si realizza. E poi, la delusione: lui sparisce di nuovo, per sempre. Ma lei ha imparato una grande verità…

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  • 19Ott2012

    Redazione - Il venerdì

    Vale la pena ritrovare un padre come Gian?

    La storia semivera di Sarah Spinazzola diventa un romanzo. Provare a rimediare ai disastri familiari? Spesso non conviene, ci dice l’esordiente milanese.

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