Il caso Jane Eyre

Archivio rassegna stampa

  • 14Mar2015
  • 31Lug2012

    Chiara - Libri succulenti

    Immaginate un mondo diverso: una realtà dove i libri vengono letti con passione da tutti e i personaggi dei romanzi, anche quelli marginali, vengono osannati al pari di divinità;

    un mondo in cui l’arte è più importante della politica, e le guerre nascono per divergenze di gusti; un mondo in cui si viaggia sui dirigibili ed è stato inventato un dispositivo in grado di catapultare (letteralmente) le persone comuni all’interno delle opere letterarie, siano esse saggi, poesie o romanzi. Questo è il 1985 alternativo figurato da Jasper Fforde nel suo Il caso Jane Eyre, romanzo che racconta le indagini di Thursday Next, Detective Letteraria – più informalmente “DLett” – impegnata a risolvere il furto del manoscritto del Martin Chuzzlewit di Dickens prima, e quello di Jane Eyre di Charlotte Brontë poi.
    Il suo antagonista, il diabolico Acheron Hades, oscuro e infernale già nel nome, vuole uccidere i personaggi dei classici più amati, modificandone drasticamente la trama. L’Inghilterra entra nel panico e solo la nostra eroina può trovare una soluzione soddisfacente per evitare la catastrofe.
    Il caso Jane Eyre è un romanzo interessante, a partire dallo stile: un racconto in prima persona, ricco di colpi di scena e di citazioni inventate ma funzionali ad una migliore comprensione delle vicende. Fforde costruisce un mondo e una letteratura dal nulla, ma soprattutto crea una storia vivace, illudendo il lettore che gli eventi narrati abbiano influenzato il finale del romanzo della Brontë. Un esperimento che mi ricorda tanto, anche se in prospettiva decisamente più modesta, il meraviglioso Il cimitero di Praga di Umberto Eco, in cui personaggi e situazioni inventate in realtà vanno a spiegare alcuni misteri della Storia con la S maiuscola.
    Fforde confeziona una allostoria o ucronia interessante, forse a tratti eccessivamente lenta e autocelebrativa: allo svolgimento del vero e proprio “caso Jane Eyre” viene concesso meno di metà libro, mentre nella prima parte ci si concentra su incontri marginali ed avanzamenti di carriera della protagonista che hanno poco fascino e distolgono il lettore da un pieno coinvolgimento.
    Geniale, invece, l’espediente di paragonare l’amore di Jane ed Edward Rochester con l’ingarbugliata relazione di Thursday e del suo ex fidanzato Landen.
    In definitiva Il caso Jane Eyre è un libro curioso e divertente, capace di ammiccare al lettore, confondendolo con invenzioni e riferimenti alla realtà, al punto da offuscare i confini tra verità e finzione.

  • 13Set2006

    Annalisa Nicastro - LeggereTU

    Muovendosi tra il surreale, la detective story e la denuncia sociale, lo scrittore gallese riesce a creare nel suo libro un mondo bizzarro dove tutto è veramente possibile.

    Leggi l’articolo completo

  • 27Mag2006

    Mia Peluso - Tutto Libri

    Se riuscite a divertirvi rimbalzando su un avvolgente materasso elastico e a resistere stoicamente alle vertigini, “Il caso Jane Eyre” di Jasper Fforde è il libro per voi.

    Leggi l’articolo completo

  • 21Mag2006

    Renzo S. Crivelli - Il Sole 24 Ore

    Un originale giallo tra furti, macchine del tempo e detective letterari.

    Leggi l’articolo completo

  • 07Mag2006
  • 01Mag2006

    Redazione - Bella

    E’ un ‘sacrilegio letterario’ quello che è stato commesso dal diabolico criminale Acheron Hades: ha rapito Jane Eyre, la protagonista del romanzo di Charlotte Bronte.

    Leggi l’articolo completo

  • 01Mag2006

    Redazione - Flair

    Immaginate un 1985 nel quale la guerra di Crimea dura da 130 anni, il giocattolo di grido di nome dodo è un animale domestico che si clona in casa e il tempo tende a flettersi.

    Leggi l’articolo completo

  • 01Mag2006

    Tullio Avoledo - Giudizio

    Il caso Jane Eyre di Jasper Fforde, un libro così perfetto da aver collezionato 78 rifiuti da parte degli editori inglese che l’avevano avuto in lettura.

    Leggi l’articolo completo

  • 26Apr2006
  • 01Apr2006
  • 01Apr2006

    Gabriele Romagnoli - XL

    Un romanzo che naviga tra fantastico e detective story. “Il caso Jane Eyre” potrebbe essere un giallo scritto da Lewis Carroll. E troppe altre cose…

    Leggi l’articolo completo

  • 01Apr2006
  • 01Apr2006
  • 01Gen2006

    David Frati - Mangialibri

    1985, Inghilterra. Thursday Next è una agente della Divisione Operazioni Speciali della Polizia – divisa in 30 reparti, dal più banale (Liti condominiali, OPS-30) ai segretissimi primi livelli, che si occupano di cose come i viaggi nel tempo, i licantropi e i vampiri o il terrorismo – e più precisamente della OPS-27, il reparto Detective Letterari.

    Un lavoro tranquillo ma non troppo, perché nel mondo di Thursday la gente mostra un interesse enorme per la Letteratura: ci sono persino dei distributori di frasi shakespeariane per le strade e una setta di baconiani che manda gente a domicilio per diffondere la teoria secondo la quale è stato Francis Bacon anziché William Shakespeare l’autore delle famose commedie e tragedie (si viaggia anche in dirigibile invece che in aereo, ma questo è un altro discorso). Ex soldatessa della guerra in Crimea (che va avanti da più di un secolo contro lo Zar di Russia), Thursday ha scarsa fortuna con gli uomini (un suo ex ha perso una gamba nella suddetta guerra, un altro è a quanto pare disperso nel flusso del tempo) e vive da sola con un dodo clonato. Quando le viene affidato il caso del misterioso furto di un manoscritto di Charles Dickens dalla casa-museo di Gad’s Hill la detective letteraria si trova ad affrontare l’ombra minacciosa di un criminale dai poteri sovrumani, Acheron Hades. Promossa ad hoc all’OPS-5, Thursday inizia a dare la caccia al letale individuo…
    Il romanzo d’esordio di Jasper Fforde, cameraman cinematografico e stuntman britannico, è una detective-story ucronica colorata e ricchissima di idee: come se non bastasse l’Inghilterra alternativa che fa da sfondo alle avventure di Thursday Next (a proposito: la sua sarà una saga non breve, c’è da giurarci), un po’ steampunk un po’ vaudeville genetico, ci si mettono anche supercriminali, paradossi temporali, personaggi letterari che ‘evadono’ dalle pagine per interagire con l’esistenza della nostra eroina. Non fosse sommamente divertente e sorprendente, ci sarebbe da farsi venire l’emicrania.

  • 01Gen2006

    il passo del Cammello - Coolclub

    Romanzo colto e surreale, ambientato in un 1985 strampalato, narra di tempi e spazi dalla dimensione elastica, in cui agiscono persoanggi stravaganti, per i quali i libri sono il bene più prezioso.

    Leggi l’articolo completo