Eddy il santo

Archivio rassegna stampa

  • 06Gen2014

    Baba - illibrochepulsa.blogspot.it

    Se camminassimo senza meta per le strade di Berlino, probabilmente inciamperemmo nei Lover’s Rock, la band musicale di cui fa parte Eddy Stein. Tendenzialmente suonano cover, ma proprio Eddy spesso compone dei pezzi originali, con i quali potrebbero fare un discreto successo. Il nostro amico non è più un ragazzino sbarbatello, ma ha un fascino nordico che gli permette di conquistare cuori femminili senza troppi sforzi. Un biondino con lo sguardo irriverente, che suona musica rock e single… ha sicuramente il suo perché. Peccato però che Eddy non possa mantenersi con la sua musica, e debba ricorrere a “impieghi” molto meno onesti per pagare l’affitto: la sua seconda professione è “il truffatore”. E’ un mago dei travestimenti, la parlantina non gli manca e possiede una notevole fantasia.

     

    Non si sbaglia mai, nel quartiere dove abita tutti lo riconoscono come un brav’uomo; i suoi colpi li studia lontano dalla tana, proprio come un professionista affermato.

    Un giorno però, appena terminato un “lavoretto” alquanto redditizio, torna a casa stanco ma con le tasche piene di verdoni. Vedendo due gorilla appostati fuori dal portoncino del suo palazzo, decide di indagare (avendo lui la coscienza sporca ha temuto di aver calpestato i piedi a qualche pezzo grosso della truffa).

    Per sua sfortuna però, il tizio all’interno dell’edificio – il capo degli omoni appostati all’ingresso, tanto per capirci – è nientepopodimeno che Horst Konig, un imprenditore molto famoso con il quale ha un diverbio del tutto casuale e quest’ultimo accidentalmente cade dalle scale e muore sul colpo.

    Come si potrà ben immaginare la vita di Eddy cambierà radicalmente, anche se non andrà a costituirsi o a raccontare l’incidente alla polizia. La coda di paglia però brucia, e, abituato a scappare per i piccoli crimini commessi, decide di liberarsi del cadavere, aggravando notevolmente la sua posizione e complicando la sua esistenza.

    Durante questa storia conoscerà Romy, la figlia dell’uomo deceduto per colpa sua, e se ne innamorerà all’istante.

    Se fossimo in una caffetteria con un’amica a sorseggiare una cioccolata calda e lei ci parlasse del suo vicino di casa Eddy, il primo pensiero che ci balenerebbe in testa probabilmente sarebbe: CHE PERSONA INFAME (devo fingere di essere una persona seria e pezzo di cacca non lo posso scrivere…noooo l’ho appena fatto!!! Scusa Lucrezia).

    Invece se conoscessimo bene il protagonista, il giudizio cambierebbe: potremmo affezionarci a questo mascalzone e riuscire in parte a scusarlo.

    Eddy si fa voler bene, anche se una trentina di pagine verso metà della sua storia sono proprio noiose.

    Non è una persona cattiva, se leggerete il libro lo scoprirete e , a suo modo, crede nella giustizia.

    E’ stata una lettura piacevole, con un allegro altalenarsi di situazioni tragicomiche e bizzarre, forse non è stata una delle mie preferite, ma indubbiamente una storia d’amore diversa dal solito.

    Quando ho terminato la lettura ho pensato che fosse un libro “maschio”. Non avevo mai pensato ad una suddivisione dei libri in questi termini, ma è stata la prima definizione che mi è venuta in mente.

    Perché l’ho comprato? Come al solito la sua copertina: la panchina che c’è raffigurata l’ho vista in una via del centro di Berlino, e già allora mi aveva colpita, quindi, rivedendola disegnata sul volume ho stabilito che il libro sarebbe stato mio senza nemmeno leggere la trama.

  • 25Ago2012

    Redazione - LAltraPagina.it

    La romantica storia del santo truffatore

    Eddy inscena con abilità non sole le truffe con cui si guadagna da vivere, ma persino la sua doppia vita di artista: nel quartiere di Kreuzberg nessuno può immaginare, sebbene sappiano sia un musicista, che quell’uomo elegante e compito faccia parte del duo punk acustico “Lover’s Rock” che si esibisce solitamente in strada indossando «cappelli flosci, occhiali da aviatore e ampi completi gessati»; infatti, per salvaguardare sia la tranquillità del suo «buen retiro» sia l’attività criminosa che gli garantisce incassi sicuri in attesa di raggiungere il meritato successo, la regola di Eddy è di non dare mai nell’occhio rivelandosi estraneo al  contesto.
    In quei giorni, uno che sembra proprio non apprezzare la sua regola d’oro è il ricco imprenditore Horst König, l’uomo più odiato di tutta Berlino per aver comprato e subito smantellato un fabbrica in città causando la perdita di ottomila posti di lavoro. Quando Eddy rientra trionfante nella sua tranquilla palazzina da uno dei tanti misfatti escogitati ad arte, non crede ai suoi occhi, il nemico pubblico dei berlinesi si trova proprio nelle scale di casa sua. Cosa ci fa quel riccastro sul pianerottolo? Purtroppo König, deducendo che quel giovanotto curioso sia l’amante della figlia scapestrata che vive in incognito in quello stesso palazzo, monta su tutte le furie, scivola e muore battendo la testa.
    Il nemico pubblico giace morto ai piedi di un truffatore che spera di rimanere a piede libero ancora per molto tempo. Per uno come Eddy, abituato a padroneggiare le situazioni a costo di arrampicarsi sugli specchi, è facile escogitare immediatamente il piano perfetto per liberarsi indisturbato del cadavere; il rocker della truffa, però, non può ancora minimante sospettare che la donna alla quale lui ha ammazzato incidentalmente il padre è dotata della straordinaria capacità di rubargli il cuore e allora il picaro, a dispetto delle sue regole di sopravvivenza, dovrà scegliere se reprimere l’istinto di conservazione rinunciando alle solite menzogne, o salvare il suo amore dannandosi a causa della verità.
    Jakob Arjouni, l’acclamato inventore dell’etno-thriller, torna nelle librerie con Eddy il santo, edito da Marcos y Marcos, una briosa commedia a sfondo romantico con un indimenticabile protagonista in balia degli scherzi del destino, che farà sicuramente breccia nel cuore dei lettori tanto da non far rimpiangere loro l’assenza dell’irriverente detective Kayankaya.

  • 16Ago2012

    Redazione - Glamour

    Eddy, musicista e truffatore conosce Romy (figlia bellissima e no-global di uno dei più grandi imprenditori di Berlino) al funerale del padre. Eddy è, in qualche modo, coinvolto in questa morte…

     

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  • 09Ago2012

    Matteo Righetto - Sugarpulp

    Chi è stato a Kreuzberg, quartiere cool e alternativo di Berlino, alzi la mano.

    E’ esattamente lì che vive Eddy Stein detto “Il santo”, musicista di talento che divide il suo tempo tra le performances coi Lover’s Rock e le astute truffe che organizza e mette a segno nel resto della città, ovviamente ben lontano dagli sguardi amichevoli e dalle persone ammirate che lo frequentano nella zona trendy dove abita.

    Un bel giorno Eddy scopre che nel suo palazzo si è trasferito uno degli imprenditori più corrotti e prepotenti dell’intera città, Horst König, un vero squalo che ha da poco mandato a casa gli ottomila dipendenti di una sua grande azienda. Durante questo sfortunato incontro i due litigano, lo “squalo” inciampa e muore battendo la testa.
    Così, mentre nei giorni succesivi Eddy tenta di nascondere ogni traccia dell’accaduto e il popolo berlinese saluta la notizia con gioia e simpatia, accade l’imprevisto. Anzi, il piacevolissimo imprevisto: al funerale di König, Eddy vede per la prima volta la no global Romy, avvenente e incantevole figlia dell’odioso industriale defunto. E da lì ha inizio una storia d’amore scanzonata e realmente alternativa.
    Eddy il santo, calato in un territorio berlinese assolutamente trendy e affascinante (lontano anni dagli ambienti ammuffiti delle nostre città), è la storia di un innamoramento del tutto anticonvenzionale, una vicenda sarcastica, raccontata con leggerezza e ricca di risvolti divertenti e spietati sulla nostra società.

  • 09Giu2012

    Elena Spadiliero - SulRomanzo.it

    Eddy Stein vive a Kreuzberg, ai tempi della Guerra Fredda uno dei quartieri più poveri di Berlino Ovest, oggi dimora di intellettuali e artisti, la “Little Istanbul” della città, per la presenza di una consistente comunità turca. É il posto perfetto per uno come Eddy, membro dei Lover’s Rock (in omaggio alla canzone dei Clash) insieme all’amico Arkadi. Non riuscendo a vivere solo della loro arte, i due sono costretti ad affiancare alla militanza nel gruppo un’altra occupazione per arrivare a fine mese. Ma se Arkadi, marito e padre, opta per un lavoro onesto in modo da non mettere in pericolo la stabilità familiare, al contrario Eddy si trasforma in un abile truffatore, con una sola regola: nessun colpo a Kreuzberg, dove gode di stima e fiducia.

     

    Dopo l’ennesimo imbroglio ai danni di un malcapitato di Bochum, appena giunto a Berlino per la fiera dell’informatica, Eddy torna a casa e incontra un uomo che bussa con insistenza alla porta di uno degli appartamenti del palazzo. Con grande sorpresa del nostro protagonista, si tratta di  Horst König, un ricco imprenditore tedesco, proprietario negli Stati Uniti di una catena di fast-food, responsabile di ottomila licenziamenti dopo lo smantellamento dell’azienda Deo-Werke di Tempelhof, in poche parole uno degli uomini più odiati della città. I due hanno un litigio, durante il quale Horst König cade, batte la testa e muore. Si è trattato di un incidente, ma Eddy è lo stesso molto spaventato, anche perché eventuali indagini sulla morte dell’imprenditore rischiano di portare a galla la sua attività di truffatore. Riesce a liberarsi del cadavere, che viene comunque ritrovato poco tempo dopo. Nessuno piange la morte dell’industriale, anzi, lo sconosciuto omicida è considerato un eroe, colui che ha agito in nome dei lavoratori contro i mali del capitalismo: si arriva addirittura a pensare che l’assassinio sia legato a motivi politici.

    Ma cosa ci faceva Horst König a Kreuzberg, chi cercava nel palazzo? La figlia Romy, che Eddy conosce in occasione dei funerali del padre. I due si innamorano, ma il segreto di Eddy è troppo grande e pesante per poterlo nascondere. In più, ci si mette pure Fabian Braake, un giornalista senza scrupoli, deciso a fare carriera sugli scandali della famiglia König…
    Un merito di Jakob Arjouni è sicuramente quello di rendere nel suo racconto Berlino viva, reale. Divisa per ventotto anni dal famoso muro, negli ultimi decenni la città ha conosciuto un rinnovamento strutturale e culturale, diventando uno dei centri più vitali e innovativi d’Europa: leggendo
    Eddy il santo non è difficile immaginarsi per le strade di Kreuzberg, al mercato del quartiere ad ascoltare i Lover’s Rock, nella quiete dei giardini del castello di Charlottenburg, nel tratto di strada percorso da Eddy dalla fermata della metropolitana di Möckernbrücke alla Wartenburgstraße, osservando insieme a lui i cartelloni pubblicitari coi titoli del nuovo numero di “Boulevard Berlin” con Horst König in copertina, fino ad arrivare alla Jebenstraße nei pressi della Bahnof Zoo, dove sembra che Fabian Braake abbia venduto le sue grazie, resa tristemente celebre dal libro Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, pubblicato per la prima volta in Italia nel 1981 da Rizzoli. Pagina dopo pagina, ci immergiamo nel mondo di Eddy e i luoghi a lui di casa diventano familiari anche a noi lettori.
    Eddy il santo è la storia di un riscatto, grazie all’amore che redime, che rende uomini migliori: è di Fabian Braake l’ironica battuta «Eddy il santo», riferita alla maturazione morale del protagonista in seguito all’incontro con Romy, dopo un passato non esattamente esemplare. Jakob Arjouni fonde una trama degna della migliore tradizione giallistica con uno stile di scrittura leggero, divertente, a tratti grottesco, presentando con ironia gli strani scherzi del destino di cui Eddy è vittima. All’amore fra i due protagonisti, lo scrittore affianca la denuncia alla moderna società consumistica e alle sue leggi spietate attraverso il ritratto di Horst König, descritto da Romy come un uomo attento alle apparenze e dimentico dei valori etici, dei sentimenti profondi, sprezzante verso le sue origini e incapace di instaurare un rapporto con la figlia, che sceglie addirittura di mutare il nome in Daphne Miller, nel tentativo di spezzare in modo definitivo ogni legame col genitore.

  • 10Mag2012

    Marco Crestani - MangiaLibri.com

    Eddy ha lo sguardo un po’ ottuso, tra l’amichevole e il conciliante. Ha già superato la quarantina e suona nei Lover’s Rock, che a Berlino sono abbastanza in voga. Non ha l’aria del balordo, ma è un truffatore di quelli bravi, con un talento spiccato.

     

    Eddy ha lo sguardo un po’ ottuso, tra l’amichevole e il conciliante. Ha già superato la quarantina e suona nei Lover’s Rock, che a Berlino sono abbastanza in voga. Non ha l’aria del balordo, ma è un truffatore di quelli bravi, con un talento spiccato. Eddy sta ora tornando a casa in metropolitana al quartiere Kreutzberg. Nel giro di un’ora, con una Visa che ha appena rubato, si è comprato tre orologi IWC Portofino, un anello con rubino, tre vestaglie di cachemire, tre macchine fotografiche Canon, due servizi da dodici di posate d’argento, due scatole di sigari Cohiba Esplendidos e perfino due spazzolini da denti, di quelli elettrici. Il tutto per la bellezza di dodicimila euro. A parte gli spazzolini, Eddy pensa proprio di portare tutta la merce quella sera stessa al suo ricettatore, il signor Schulz, nella Pestalozzistraße. Dovreste vederlo il retrobottega del  negozio di vecchie bambole e giocattoli in latta di Schulz… Lì, in quel buco, si possono trovare beni di lusso di tutti i tipi e, se la merce sarà venduta Eddy si prenderà il sessanta percento del prezzo pagato dal cliente. Eddy si mangia con gli occhi le due borse di pelle da milleduecento euro che ha ai propri piedi. Con quello che dovrebbe ricavare dalla vendita di tutta quella roba, più i tremila euro in contanti che ha trovato nel portafogli rubato, l’incasso di questa stratosferica giornata dovrebbe ammontare a più o meno diecimila euro. Eddy calcola così, su due piedi, che sono duemilacinquecento euro al mese per quattro mesi, un vero stipendio. Oppure duemila al mese per cinque mesi. Se poi riesce ad aggiungerci un paio di trucchi del cieco o di estorsioni a frequentatori di sex shop, Eddy potrebbe tirare avanti anche per sei mesi. Sei mesi in cui non avrebbe avuto bisogno di lavorare e si sarebbe potuto concentrare solo sulla musica. Oppure farsi una vacanza. Non in qualche luogo di villeggiatura mondano dove abbordare ricche signore sposate in preda alla noia, ma in un paesino sperduto, su un’isola oppure in riva a un lago. Nessun turista, solo gente del posto e un bel ristorante. Nuotare, passeggiare, suonare la chitarra e finalmente ricominciare a comporre sul serio…

    Grazie al suo stile leggero e frizzante, Jacob Arjouni mette in scena una storia arguta e divertente che si legge tutta d’un fiato. Una storia di uno strano antieroe, un estroverso e affascinante musicista-truffatore che vive due vite rimanendo fedele, nonostante tutto, ai propri sogni di adolescente. Arjouni è uno scrittore di satira intelligente dallo stile ironico ai limiti del surreale e con Eddy il santo ha voluto anche prendere di mira un certo capitalismo troppo spesso condizionato dalla vigliacca arroganza del potere. Un quadro molto vivido, senza trucchi, della Berlino di oggi.

  • 03Mag2012

    Redazione - Touring

    Se non fosse che il protagonista di questo romanzo si chiama Eddy Stein ed è un piccolo truffatore che vive a Kreuzberg e aspira a diventare un musicista, si direbbe che Eddy il santo sia un libro su Berlino.

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  • 05Apr2012

    Redazione - lettoredisogni.tumblr.com

    Così potremmo definire Eddy Stein, protagonista dell’ultimo romanzo di Jakob Arjouni, inventore del detective Kemal Kayankaya, che si guadagna da vivere truffando tutti i malcapitati che gli capitano a tiro, al di fuori del proprio quartiere, così da non mescolare la vita privata al lavoro e suonando in un gruppo rock – i Lover’s Rock – insieme al suo amico di sempre Arkadi.

    Tutto fila liscio fino a quando due eventi non vanno a sconvolgere la sua vita.

     

     

    Il primo, quando incontra sulle scale del palazzo dove vive Horst Konig – l’imprenditore più potente, odiato e ricco di Berlino – con cui si mette a litigare e che accidentalmente muore battendo la testa dopo essere caduto dalle scale; il secondo episodio è l’incontro, durante i funerali di Konig, con Romy, figlia ribelle del potente industriale di cui si innamora perdutamente e che andrà a rivoltare completamente l’intera esistenza di Eddy.
    Il romanzo è ben scritto e si fa leggere con leggerezza e piacevolezza, perdendo un po’ nella trama pur avendo un protagonista forte… per una serata tranquilla.

  • 03Apr2012

    Redazione - LibreriaMarcoPolo.com

    Un altro autore tedesco e un libro piacevole e leggero.

    Mi è stato consigliato da un cliente, mi ha semplicemente detto che era ambientato a Berlino e per me tanto bastava per leggerlo. Ho una passione per quella città, vorrei viverci per un po’ di anni ma per ora devo accontentarmi di leggere i libri ambientati a Berlino.

    Il libro di Arjouni non solo è ambientato a Berlino ma gran parte delle vicende si svolgono a Kreuzberg 61, uno dei quartieri più fighi di Berlino, uno dei miei preferiti. Consiglio a chiunque visiti questa città di fare almeno un salto da quelle parti. E’ meno famoso di Kreuzberg 36, quello di Kotbusser Tor, dei quartieri turchi, dei locali per gli strafatti.  Kreuzberg 61 è un quartiere di bei locali, di negozi di dischi e librerie, di negozi bio e case ben tenute, del mercato bio con annesso kinderspiele di Chemisso Platz.

     

    Come dice l’autore per descrivere la strada dove abita:
    Il momento clou della Wartenburgstrasse era una festa di strada che gli abitanti organizzavano tutti gli anni a settembre, con succo di mela fatto in casa, insalate e ‘Warten-burger’ di tofu, un mercatino delle pulci gestito dai bambini, un concorso di pittura per i più piccoli, la raccolta di firme per chiedere il limite di velocità a trenta chilometri all’ora nella via e una botte di vino rosso spagnolo offerta dai commercianti di vini.
    Un quartiere tranquillo, abitato da una delle tribù più numerose di Berlino: giovani con buona educazione, buon stipendio, buoni gusti.
    In questo quartiere abita il protagonista del romanzo, Eddy. Lui è musicista di strada (suona all’aperto, per strada, cover rock insieme ad un suo amico, custodia della chitarra aperta per terra per accogliere le offerte: non è un mestiere stupendo?) e come secondo lavoro (chi a Berlino ha un solo lavoro?) fa piccole e grandi truffe. E’ un vero professionista, conosce molto bene i suoi due mestieri e, per vivere tranquillo, entrambi li esercita fuori dal suo quartiere: lì è conosciuto come una persona per bene che lavora nel campo musicale.
    Arjouni ci fa subito diventare simpatico Eddy: è bravissimo nel suo mestiere; va a rubare a persone che, in fondo, se lo meritano; ha successo con le donne; sa cos’è l’amicizia. In fondo è un’ottima persona, che tutti noi vorremmo avere come vicino di casa.
    Il libro è ben congegnato, dopo un capitolo di introduzione dove con un colpo da maestro Eddy si guadagna qualche mese di vita pagata, si arriva subito al momento di svolta del romanzo, un incontro che diventa la svolta nella vita di Eddy, quando il caso è in agguato e anche una persona in gamba e sempre attenta come Eddy non riesce ad evitare la tragedia.
    Tutto il resto del romanzo vedrà Eddy alla ricerca di una soluzione, di una via di fuga. Il finale ce lo farà diventare ancora più simpatico.
    All’interno del libro ci sono delle piccole gemme di autoironia tedesca e berlinese; eccone una che in modo leggero racconta il latente complesso di colpa e di inferiorità di molti tedeschi.
    Dieci anni prima Eddy si era messo a vendere “kit della nonna ebrea” a laureati alla business school e a studenti di management culturale, gente che si presupponeva avrebbe lavorato anche all’estero e avrebbe voluto avere qualcosa di presentabile da rispondere alle domande sulle sue origini e sulla storia tedesca.
    Come è composto il kit non ve lo svelo, sarei perfido. Li vende tutti, e cari, ed erano tanti.
    Tutto questo era accaduto negli anni Novanta, anno d’oro per questo genere di idee, in cui dopo la Riunificazione molti tedeschi cominciavano a desiderare di essere non più soltanto come tutti gli altri cittadini del mondo, ma anche un po’ meglio, finalmente. Peccato per gli antenati che si ritrovavano. Quello che Eddy offriva era una manipolazione genetica quasi morale.
    Geniale!

  • 29Mar2012

    Diletta Parlangeli - notizie.bol.it

    Entusiasta recensione di Eddy il Santo di Jacob Arjouni (di nuovo Marcos y Marcos, che con i personaggi particolari e talvolta scomodi deve avere un’affinità particolare) a firma di Marco Malvaldi su La Stampa. Gli elementi che scatenano l’acquolina, in effetti, non sono pochi.

     

     

    Intanto l’ambientazione a Berlino, e in particolare in quel delizioso quartiere che è Kreutzberg (ma c’è qualcosa di brutto a Berlino???) e poi il protagonista, “Eddy Stein, truffatore part-time e musicista di strada talentuoso ma pigro”. Pare che la forza del testo stia proprio nella caratterizzazione dei personaggi. La trama, poi, sembra promettere svariate sorprese.

    Tag: #siamotuttieddy

    Fonti: La Stampa

  • 29Mar2012

    Silvia Albessano - Pulp

    In un’intervista rilasciata in occasione dell’uscita in Italia di Kismet, quarto romanzo della fortunata serie del detective Kemal Kayankaya, Arjouni ha dichiarato che “per se stesso e per la realtà dei fatti” il suo personaggio, prima che turco o tedesco, “è semplicemente un tizio di Francoforte. Perché Francoforte è la città dove vive, la città che ama, la città dove ha il lavoro che gli dà da mangiare”. Lo stesso vale per Eddy Stein e Berlino in Eddy il santo.

     

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  • 28Mar2012

    Libreria Atlantide - buoneletture.wordpress.com

    Accantonato momentaneamente il detective Kemal Kayankaya, Arjouni sceglie per protagonista del suo nuovo romanzo un cattivo: Eddy e’ un musicista che suona in una band di discreta fama locale ma che per arrotondare si affida a truffe ingegnose e raffinate. Tutto bene, finche’ involontariamente non provoca la morte di un facoltoso ma chiacchierato, per non dire odiato, imprenditore sul pianerottolo di casa sua.

     

    Ideato ancora una volta uno stratagemma per far sparire il corpo ed altre tracce che possano ricondurre a lui, Eddy si rende conto che stampa e popolo berlinese non condannano assolutamente il misfatto: la vittima era infatti il proprietario di un’azienda in procinto di lasciare a casa tutti i dipendenti berlinesi per trasferire la produzione in paesi a basso costo, non molto popolare quindi. Sembra sfangarla Eddy, ma la situazione si complica quando al funerale di Konig, conosce e si innamora di Romy, la figlia della vittima…

  • 27Mar2012

    Redazione - Marie Claire

    Se non conoscete Jakob Arjouni. potete iniziaree ad amarlo da questo pirotecnico romanzo. Il protagonista, Eddy Stain, sa come far fruttare i propri talenti. In veste di musicista raggranella qualche spicciolo suonando con la sua band nelle strade di Berlino. Ma la sua attività più redditizia è quella di truffatore, da esercitarsi rigorosamente lontano da Kreuzberg…

     

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  • 26Mar2012

    Francesco Lubian - Sherwood.it

    Un simpatico musicista-truffatore, la più importante famiglia di imprenditori della Germania, e soprattutto una Berlino vivissima e camaleontica: sono questi gli ingredienti esplosivi di Eddy il santo, con cui Jakob Arjouni, il padre del genere “ethno-noir”, torna in libreria per i tipi di Marcos y Marcos.

     

    Il protagonista, Eddy, è un uomo dalle molte facce: innanzitutto è un musicista di strada che a quarant’anni rimane ancora fedele ai sogni che aveva da ragazzo, e si esibisce con un gruppo rock nelle piazze e nei mercati di Berlino. Per arrotondare, Eddy pratica con successo anche l’attività di truffatore, in cui sprigiona una fantasia da vero artista (la spiegazione del “trucco del cieco” vale il libro). Nel suo quartiere, Kreuzberg, invece, egli mostra il suo lato più rispettabile di cittadino onesto, un po’ noioso e rigorosamente eco-friendly.
    A turbare questo delicato equilibrio irrompe Horst König, il più grande imprenditore di Berlino, con cui Eddy ha un battibecco e che gli muore sotto gli occhi in un banalissimo incidente. Il libro diventa quindi una sorta di Delitto e castigo picaresco e hard-boiled: divorato dai sensi di colpa, Eddy vuole conoscere la figlia di König, che si rivela bellissima e tormentata, mentre la stampa comincia a salutare il presunto assassino del magnate come un eroe popolare, dato che König stava per mettere in piedi un gigantesco taglio di personale nel suo stabilimento berlinese…
    Fra cambi repentini di ritmo narrativo e colpi di scena, Eddy il santo è un romanzo che si legge tutto d’un fiato, mentre Arjouni, con il suo stile frizzante e ironico, non rinuncia come sempre ad una precisa contestualizzazione sociale delle sue storie, stavolta nella Berlino dell’Hartz IV e della mania per il biologico, ma anche della crisi economica e degli inconfessabili rapporti fra politica, mondo imprenditoriale e grandi gruppi editoriali.

     

  • 26Mar2012

    Gianluca Veltri - Il Mucchio

    Nella Berlino rutilante di Arjouni, Eddy tira a campare. Abita nel quartiere alternativo e di sinistra di Krueuzberg. Busker in un duo di punk acustico – Cash eClash – è affabuatore e truffatore, una sorta di Drugo berlinse…

     

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  • 12Mar2012

    Redazione - A Sud Europa

    Inizio forte, finisce un po’ sordina. È “Eddy il santo”, nuovo romanzo del tedesco Jakob Arjouni forse non all’altezza della sua serie di Kemal Kayankaya il detective privato di origini turche,  ma comunque piacevole nel suo dipanarsi narrativo…

     

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  • 10Mar2012

    Marco Malvaldi - Tutto Libri

    Una commedia noir di Arjouni con un geniale e pigro imbroglione

    Ci sono libri che, in corso di lettura, ti fanno venire voglia di conoscere uno dei personaggi che li abitano; non l’autore, badate bene, che a volte può essere una delusione. Ecco, io di questo libro ne vorrei conoscere due. Il primo è l’ineffabile Eddy Stein, truffatore part-time e musicista di strada talentuoso ma pigro; buontempone, cortese ed onestissimo a Kreutzberg, il quartiere di Berlino dove vive, e abilissimo alleggeritore di portafogli e altro nel resto della metropoli.

     

    Una specie di Johann von Allmen in versione beat (per chi conosce il personaggio di Suter, ho già detto molto; per chi non lo conosce, magari se lo va a leggere, e mi ringrazierà). L’altro personaggio notevole è il suo collega Arkadi: collega di note, e non di truffe, perché il buon Arkadi è a conoscenza dell’attività criminale di Eddy, ma non vuole esserci coinvolto neanche lontanamente.

    Conscio di questo, il buon Eddy non lo coinvolgerà affatto in una truffa, bensì in un omicidio.

    Accade infatti che, in modo assolutamente fortuito e involontario, Eddy provochi la morte di un noto ed odiaterrimo industriale della città, Horst Konig, facendolo andare a sbattere contro un mobile; tutto questo nel palazzo dove Eddy abita, e con la simpatica consapevolezza che fuori dall’unica uscita del palazzo ci sono due guardie del corpo del de cuius. Defunto che non è un mostro di popolarità a Berlino, avendo svenduto – dopo averla rilevata – un’industria da ottomila dipendenti, i quali si sono trovati in mezzo alla strada con rapidità tutta teutonica.
    Per trarsi d’impiccio, Eddy farà ricorso ad Arkadi e ad uno dei tre o quattro colpi di genio disseminati lungo il libro; dopodiché, roso nell’animo, tenterà di scaricarsi cercando di spiegare alla figlia del deceduto che la sua uccisione è stata, in tutto e per tutto, una disgrazia.
    Di un libro del genere, meno si parla della trama e meglio è; anche perché la trama stessa riserva qualche sorpresa. E che il fatto sia ambientato a Berlino, a mio avviso, è poco rilevante, a meno che non serva a sottolineare la scarsità di comunicazione e di scambi tra quartieri diversi di una città, al punto che uno come Eddy può permettersi di fare il menestrello sulle strade della capitale del Brandeburgo, pur avendo messo su una solida attività di truffatore nella stessa città. O anche il fatto che una persona possa vendere un’attività da ottomila persone senza che nemmeno un politico emetta un rumore, cosa che a dire il vero ultimamente sta diventando di moda anche da noi.
    Quello che più attrae del libro sono proprio i personaggi, a partire da Eddy, che all’inizio non fa molto per risultare simpatico (difficilmente i truffatori lo risultano) ma che si rivaluta parecchio nel corso della storia; piuttosto azzeccati, in particolare, i soliloqui interni con cui Eddy classifica le sue potenziali vittime. Altro personaggio notevole è un giornalista di gossip, Braake detto Schaabrake, uno di quei personaggi troppo brutti e schifosi per essere veri, ma che in un romanzo del genere ci stanno benissimo, e con cui Eddy si confronterà a distanza variabile per tutta la storia.
    Ecco, questo forse è il punto focale: perché la storia ha un che di poco verosimile, e i personaggi anche. Un poco troppo indovinati, un poco troppo esagerati, un poco troppo perfetti nella loro interpretazione. Ma è mal di poco, intendiamoci: nessuno chiederebbe a James Bond o a Indiana Jones di fare cose credibili, ed è la loro onnipotenza a tutto tondo che li rende attracchi affidabili per i nostri diporti intellettivi.
    Qui Arjouni stabilisce un patto col lettore, e lo mantiene dall’inizio alla fine di duecento pagine di lettura scorrevole e divertente, con una scrittura spigliata ma controllata. Con una storia che, alla fine, ha una soluzione non scontata e non buonista, ma molto realista (che mi ha ricordato un altro bel libro della Marcos, Alla grande, di Cristiano Cavina) e soprattutto logica e coerente con tutto quello che è venuto prima, storia e personaggi inclusi. Il che, in un’epoca di serial killer spietati quanto deliranti, non è poco.

     

  • 09Mar2012

    Brunella Schisa - Il Venerdì

    Il tedesco Arjouni, celebre per gli “etno-thriller” con il detective turno Kemal, torna con un romanzo picaresto: ptotagonista Eddy…

     

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  • 01Mar2012

    Redazione - Vox Roma

    In questo Eddy il santo, Arjouni racconta la storia di Eddy Stein, che vive a Kreuzberg, il quartiere trendy e alternativo di Berlino, la capitale giovane dell’Europa attuale. Suona nei Lover’s Rock una piccola gang sgangherata, famosa a livello locale, ma con questo impiego non riesce a tirare avanti. Allora Eddy arrotonda truffando…

     

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  • 01Mar2012

    Redazione - XL Repubblica

    Lo scrittore più importante del genere etno-thriller ambienta il suo nuovo giallo nel quartiere di Kreutzberg a Berlino, tra musicisti flippati e truffatori maldestri.

     

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  • 18Feb2012

    Redazione - Gioia

    Eddy è un dandy della truffa e cura ogni colpo come un’opera d’arte, crogiolandosi nella sua doppia vita (nell’altra è un musicista rock), finché, per pura casualità, sulle scale di casa sua a Kreuzberg…

     

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  • 08Feb2012

    Barbara Caffi - Provincia

    Musicista di strada in coppia con un amico e piccolo truffatore che si arrabbia spennando provincialotti che arrivano nella metropoli in occasione di qualche fiera del settore: quando non lavora Eddy Stein si ritira nel suo appartamento a Kreuzberg, quartiere intelletual-modaiolo di Berlino, e cerca di mimetizzarsi il più possibile tra vicini con la fissa per i cibi biologici e del succo di mela casalingo.

     

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  • 05Feb2012

    Redazione - L'Unità

    Etno-thriller, il quarto della serie ideata da Jakob Arjouni per il suo detective turco, bullo e spaccone con passaporto tedesco.

     

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  • 02Feb2012

    Virginia Grassi - luukmagazine.com

    L’enfant prodige del giallo tedesco Jakob Arjouni torna in libreria grazie a Marcos y Marcos. Dopo il successo negli anni ’80, conquistato grazie al suo protagonista più noto, il ruvido detective Kemal Kayankaya alle prese con i bassifondi di Francoforte, l’autore abbandona l’etnothriller per dedicarsi ad una commedia tutta scintille.Version:1.0 StartHTML:0000000167 EndHTML:0000002469 StartFragment:0000000664 EndFragment:0000002453

     

    Il truffatore galantuomo Eddy Stein, grazie ad un meticoloso lavoro di fino, è riuscito negli anni a coltivare le sue differenti identità, che lo accompagnano a spasso per una vivacissima Berlino:Il truffatore galantuomo Eddy Stein, grazie ad un meticoloso lavoro di fino, è riuscito negli anni a coltivare le sue differenti identità, che lo accompagnano a spasso per una vivacissima Berlino: talentuoso musicista dei Lover’s Rock raggranella spiccioli nei mercatini e nelle fiere, tra Clash e Sex Pistols; rispettabile professionista musicale nel quartiere bene-alternativo di Kreuzberg aiuta le vecchiette ad attraversare la strada e beve succo di mela fatto in casa; raffinato imbroglione nel resto della città trova sempre un pollo da spennare per arrivare a fine mese.

    Ma questo equilibrio truffaldino non poteva durare in eterno: capita che sul pianerottolo di casa Eddy abbia un alterco con un borioso signore, che scivola, cade e muore. Peccato che il morto non sia altro che Horst Konig, il re del bratwurst, l’imprenditore più ricco di tutta Berlino, il mostro del capitalismo che ha appena mandato a casa ottomila dipendenti. Tra avventure rocambolesche e ingegnosi sotterfugi per cancellare le sue tracce, Eddy viene salutato dall’opinione pubblica come un eroe vendicatore, un santo giustiziere; ma intanto vuole alleggerirsi la coscienza, perché i sensi di colpa lo attanagliano. Proprio in questo modo conoscerà Romy, l’affascinante ribelle di casa Konig: scoppierà l’amore? Eddy verrà perdonato? Con il suo nuovo antieroe – funambolo, pasticcione, attore tragicomico – Arjouni mette in scena una commedia briosa sull’imprevedibilità del destino, che ne approfitta per riflettere sulle ambiguità della società tedesca. Leggero, scherzoso, regala al lettore qualche sana risata e delle gag scoppiettanti.

     

     

  • 01Feb2012

    Manola Lattanzi - wuz.it

    In seguito Eddy si sarebbe chiesto più volte perché mai avesse voluto a tutti i costi conoscere la figlia di König. Forse aveva a che far con lo steso impulso che spinge l’assassino a tornare sul luogo del delitto, il desiderio di alleggerirsi: è successo qui, ma non si vede più niente, il sole splende e gli uccelli volano nel cielo come sempre, va tutto bene. E in effetti immaginando un incontro cordiale con Romy, la nascita di una reciproca simpatia, Eddy si era sentito stranamente meglio, come se in questo modo la morte di König diventasse un po’ meno irrevocabile.

     

    Berlino, quartiere Kreutzberg; Eddy, è un talentuoso musicista squattrinato, furbo e un po’ bohemien, che per sopravvivere è costretto a commettere piccoli furti ai danni di malcapitati idioti. Fin qui nulla di strano, sembrerebbe la storia di un simpatico dottor Jackyll e Mr. Hyde, ben attento a tenere separate le sue due vite: di notte musicista a Kreutzberg, di giorno truffatore negli altri quartieri della città. Tutto fila liscio fino a che…

    Un giorno, dopo aver derubato un onesto signore, Eddy si imbatte nel famoso industriale Horst König, l’emblema del Capitalismo tedesco, venuto a cercare la figlia, da poco trasferitasi nel suo palazzo. Una breve discussione e König scivola dalle scale, batte la testa e muore. Il malcapitato musicista in preda al panico decide di farne sparire il corpo. Intanto la notizia della morte del “nemico pubblico numero uno” viene salutata dalla stampa e dal popolo berlinese come una benedizione e lo sconosciuto omicida osannato come un eroe popolare. Tuttavia Eddy è il solo a conoscere la sconcertante verità, a sapere che il presunto omicidio politico di König è stato in realtà uno sfortunato incidente di cui è in parte autore, in parte vittima.
    Divorato dai sensi di colpa, mette in atto una serie di sotterfugi per poter partecipare al funerale: vuole conoscere Romy, l’affascinante e ribelle figlia di König, prendere atto della sofferenza di cui è responsabile per alleggerire in qualche modo la propria coscienza.
    Complice il destino, il giorno del funerale, i due si conoscono, parlano e decidono di rivedersi. A questo punto il lieto fine prevede che scoppi l’amore, quello vero, che redime. Così “Eddy il santo” deciderà di consegnarsi alla polizia e confessare la verità circa l’omicidio di König?
    Jakob Arjouni torna a scrivere una divertente e leggera commedia che sembra quasi il rovescio carnevalesco del capolavoro dostoevskjiano: in effetti il protagonista ha tutta l’aria di un moderno Raskolnikov che si ritrova a commettere, non volente, un efferato delitto ai danni di un uomo ricchissimo e che, spinto dai sensi di colpa, decide di partecipare al funerale della propria vittima. Alla fine, anche lui, come lo studente russo, si salverà grazie all’amore di una donna. D’altra parte, anche Romy, come Sonja, ha alle spalle un passato torbido e un rapporto conflittuale col padre.
    Arjouni, con lo stile leggero e frizzante che lo caratterizza, mette in scena una critica ironica della società berlinese, indugia sugli scherzi del destino, e ancor più sulle dinamiche imprevedibili e improbabili dei sentimenti, sull’insana follia che spinge il protagonista del libro ad innamorarsi proprio della figlia dell’uomo che ha ucciso per sbaglio. Che sia impossibile farla franca quando si tratta di amore, sarà questo il messaggio dell’autore?

    Jakob Arjouni – Eddy il santo

    Titolo originale: Der heilige Eddy

    Traduzione di Gina Maneri

    pagg. 215, 14,50 € – Edizioni Marcos y Marcos 2012

    ISBN 9788871686080