E tutti i mostri saranno uccisi

Archivio rassegna stampa

  • 01Mag2018

    Jacopo Cirillo - esquire.com

    Storia di Vernon Sullivan, lo scrittore inventato che uccise Boris Vian

    È lo pseudonimo con cui l’autore francese pubblicò hard boiled (E tutti i mostri saranno uccisi,La schiuma dei giorni): lo portò al successo, e a una tragica fine.

    Ad aprile 2018 è uscito in libreria E tutti i mostri saranno uccisi (Marcos y marcos), uno dei quattro romanzi che l’autore francese Boris Vian ha scritto sotto lo pseudonimo Vernon Sullivan, pubblicato originariamente nel 1948. Il libro è fantastico: un hard-boiled all’americana in cui uno scienziato pazzo decide di selezionare e creare una razza di esseri umani bellissimi, prelevando con l’inganno il seme di inconsapevoli adoni come Rocky, il nerboruto ragazzone protagonista che, come nella miglior tradizione del genere, si improvvisa investigatore e prova a sgominare il piano malvagio e le varie bande di gangster. Il consiglio è quello di precipitarsi in libreria e leggere il prima possibile questa piccola perla, ma la storia che sta dietro al suo autore è addirittura più interessante.

    Siamo a Parigi, nel 1946, durante un ozioso pomeriggio da intellettuali francesi. Boris Vian, che non ha ancora pubblicato il suo romanzo più famoso, La schiuma dei giorni, chiacchiera amabilmente con Raymond Queneau, commentando l’incredibile successo della letteratura gialla, noir e hard-boiled americana in Francia, quella à la Raymond Chandler, per capirci, di cui tra l’altro Vian era il traduttore. Stuzzicato dall’amico, Vian propone allora all’editore Jean d’Halluin una scommessa: avrebbe prodotto in soli quindici giorni un romanzo americano migliore dei romanzi americani che passavano continuamente di mano in mano nei salotti parigini.

    Detto, scritto. Nel 1947 esce Sputerò sulle vostre tombe, il primo romanzo firmato come Vernon Sullivan, un fittizio scrittore nero censurato negli Stati Uniti per questioni razziali e per l’esagerata presenza di sesso e violenza nei suoi romanzi. Il libro è accolto tiepidamente ma qualche mese dopo un tal Daniel Parker, leader destrorso del Cartel d’action sociale et morale, condanna l’opera di Sullivan per i suoi contenuti deprecabili e tenta di bandirla dalle librerie di tutto il paese. Il caso si sposta in tribunale, Vian inizialmente non ammette di essere Sullivan ma solo il suo traduttore, poi però è costretto a confessare, si becca 100.000 franchi di multa e tutti a casa.

    Come se non bastasse, poco dopo la polizia di Parigi trova una copia di Sputerò sulle vostre tombe in una scena del crimine, una camera d’hotel dove un uomo aveva appena strangolato la sua amante. Nel libro viene descritta una scena molto simile e, guarda caso, proprio quel passaggio era stato evidenziato dall’assassino. Apriti cielo. Lo scandalo diventa nazionale e, com’è ovvio, il libro inizia a vendere carriolate di copie, garantendo al buon d’Halluin, alle sue edizioni Scorpion e a Vian stesso la tranquillità economica per il futuro.

    Certo, la critica francese non gli perdonerà mai questo scherzetto, legandosela al dito e stroncandogli ogni successiva pubblicazione, tanto che la vera fortuna di Vian come scrittore fu senza dubbio postuma. Ma la parte incredibile della storia arriva adesso. Il 23 giugno del 1959, Vian si trova al cinema Marbeuf di Parigi per assistere alla proiezione privata del film tratto da Sputerò sulle vostre tombe, girato dal regista francese Michel Gast e interpretato da attori francesi che, giocoforza, dovevano fare gli americani.

    Vian aveva già preso le distanze a mezzo stampa dal film, chiedendo addirittura ai produttori di togliere il suo nome dai titoli di coda. La proiezione è appena iniziata, Boris/Vernon è molto agitato e si lamenta in continuazione; a un certo punto si alza, esclama rivolto allo schermo: E questi tizi dovrebbero essere americani? Col cazzo!“. Poi, colto da un infarto, muore all’istante.

    Questa è la fine di Boris Vian, uno dei più grandi scrittori e chansonnieres della Francia del secolo scorso, e di Vernon Sullivan, un pazzo geniale e perverso, avanti vent’anni rispetto ai suoi tempi e ai suoi più blasonati colleghi d’oltreoceano.

    https://www.esquire.com/it/cultura/libri/a20102100/vernon-sullivan-boris-vian/

  • 27Apr2018

    Paolo Di Paolo - Vanity Fair

    L’isola dei bellissimi

    Bulli e pupe. Per una volta, davvero bulli e davvero pupe. Che cosa c’entra uno come Boris Vian (1920-1959) – geniale chansonnier. letterato (suo è il surreale La schiuma dei giorni diventato anche un film diretto da Michel Gondry) e jazzista – con il genere hard boiled, il poliziesco a tinte forti?

    Leggi l’articolo completo

  • 22Apr2018

    Daria Galateria - Robinson

    Tintin & il Maniaco

    “Un pretesto per scene erotiche”. Così i giudici francesi condannarono il romanzo (sotto falso nome) del grande Boris Vian. Che si difese con ironia (“Sono maniaco”). E tirò in ballo i fumetti del figlio. Ma cosa resta dello scandalo 70 anni dopo?

    Leggi l’articolo completo