E’ difficile essere un dio

Archivio rassegna stampa

  • 10Gen2005

    David Frati - mangialibri.com

    Duecentocinquanta osservatori terrestri lavorano in gran segreto sul pianeta Arkanor, i cui abitanti vivono una fase storica paragonabile al nostro Medioevo. Una ferocissima dittatura opprime la popolazione e soffoca nel sangue qualsiasi tentativo di progresso. Don Reba e le sue Milizie Grigie armate di ascia, gli Sturmovik, imprigionano, torturano e uccidono non solo i dissidenti e gli intellettuali, ma persino chiunque sia solo sospettato di saper leggere e scrivere.

    Agli osservatori terrestri, che vivono la difficile condizione di dei in incognito e occupano posti di rilievo nella società di Arkanor, è fatto però rigoroso divieto di influenzare le vicende politiche e storiche del pianeta, ma in passato alcuni hanno infranto il loro giuramento: Stepàn Orlovskij, alias Don Kapada, comandante di un reggimento di balestrieri, ha interrotto con le armi un’esecuzione pubblica di streghe per poi finire ucciso dalle Guardie Imperiali, mentre lo storico Karl Rosenblum, alias Pani-Pas, mercante di tessuti, ha fomentato un’insurrezione armata di contadini soffocata nel sangue poco dopo dai feroci Sturmovik. Ora è il turno di Anton, alias Don Rumata, che non sopporta più di assistere impotente alle sofferenze di un popolo che ha imparato ad amare…
    In questo splendido romanzo del 1964, i fratelli Strugatzki, maestri della science-fiction sovietica, denunciano gli orrori della dittatura e della repressione culturale con un apologo cupo e pessimista, impreziosito però da una descrizione di civiltà aliena a tratti degna del miglior Jack Vance. Cultura contro superstizione, civiltà contro barbarie, buio contro luce: la bandiera della cultura libertaria sventola ancora.