Disperato erotico fox

Archivio rassegna stampa

  • 21Lug2014

    Laura Caponetti - finzionimagazine.it

    Cose che capitano mentre leggi un libro che ti piace: l’altro giorno ero al supermercato per fare la spesa e a un certo punto mi ritrovo davanti agli scaffali del tè. Ci arrivo in automatico, non appena realizzo dove mi trovo cerco di capire perché ci sono finita. Controllo la lista, non prevede tè. Allora perché sono lì a guardarne le confezioni colorate? Al limone, deteinato, alla menta, tè verde, tè nero… nemmeno mi piace il tè. Un attimo d’esitazione e capisco, è colpa di Arturo!
    Arturo è il professore cinquantenne protagonista del libro di Bruno Osimo, Disperato erotico fox (Marcos y Marcos). Se il titolo vi ricorda qualcosa non è un caso. Osimo, infatti, s’ispira a Lucio Dalla anche nel dare i titoli ai capitoli del libro che, tra l’altro, sono ordinati usando solo numeri primi. Il sottotitolo del libro è Manuale di ballo liscio e l’intero libro è disseminato qua e là di piccole note tratte appunto da un manuale di ballo liscio.

    Ok, ma che c’entrano un professore, Lucio Dalla, il ballo e il tè? È arrivato il momento di dare qualche spiegazione: Arturo è un prof di lettere che a un certo punto è costretto a cambiar vita, a cambiare casa, lasciare la città e andare a vivere in campagna, vendere la macchina e comprare una vespa scassata. L’iniziale disperazione cede il posto ai problemi pratici, per esempio: come trasportare le migliaia di libri che possiede nella casa nuova?

    Ha fatto questo calcolo: in un sacchetto della Coop, di quelli grandi di plastica grossa trasparente del Salvatempo, stanno due pile da trenta libri l’una. Siccome in totale i libri dal catalogo risultano seimila, occorrono cento sacchettate per trasportarli tutti. Nel bagagliaio si possono mettere otto sacchetti, più altri otto sullo strato superiore. Poi, se si abbattono i sedili, se ne possono mettere altri dodici, più dodici sullo strato superiore. Quindi bastano tre viaggi per portarli tutti a Sant’Ambrogio, anche tenendo il sedile davanti libero se per caso Giovanna lo accompagna.

    Metodico Arturo, soprattutto coi libri. Sono tutti catalogati perché da giovane ha lavorato in una biblioteca, così, appreso il metodo, ha continuato a usarlo anche a casa sua. Tiene libri persino nel bagno, i saggi, gli sembrava il posto più giusto in cui metterli. Sistemato il problema libri, c’è da sistemare il problema vita. Come ci si inventa una vita nuova da soli? Arturo non lo sa, ma ci arriva pian piano, un giorno alla volta, grazie all’aiuto di Emma e Teresa, madre e figlia, le sue nuove vicine. Si sfiorerà per un attimo, davvero solo per qualche pagina, il clichè nabokoviano, ma a Arturo interessa Emma, col suo grembiule e i guanti, che ogni sabato mattina gli pulisce casa prendendosi cura anche di soddisfare igienicamente i bollori inevitabili del professore. Arturo insegna a Teresa come si scrive un buon tema, a Emma fa apprezzare il tè che iniziano a bere insieme in due tazze uguali.

    E il ballo? Arturo vorrebbe imparare a ballare, spesso aveva pregato la sua ex moglie di frequentare insieme un corso di ballo, senza mai riuscire a convincerla, e io ne so qualcosa visto che ho sposato uno che sulla pista fa il palo della luce! Adesso, però, c’è Emma che lo porta e lo guida nel misterioso mondo dei passi di danza: equilibrare il peso, non guardarsi i piedi, su le spalle, alto il braccio e finalmente Arturo balla e non è più solo. Si può dividere una casa piena di libri, ma la danza è un’altra cosa, è camminare insieme seguendo un ritmo, e il ritmo bisogna sentirlo entrambi.

  • 20Lug2014

    Michele Del Vecchio - diariodiunadipendenza.blogspot.it

    Disperato Erotico Fox – Manuale di ballo liscio, di Bruno Osimo

    Questo posto mi piace moltissimo. E non ci sarei mai venuto, finché ero sposato. Non tutti i mali vengono per nuocere. Magari qui la mia vita avrà una svolta in meglio…

    Recensione:
    Cose che non sapevo sui cinquantenni prima di Disperato Erotico Fox – Manuale di ballo liscio.
    1. Non si è mai sposati da troppi anni per aver superato pienamente e pacificamente il pericolo “divorzio”: non si è mai troppo vecchi o saggi per rendersi conto che l’amore di una vita è finito e che la separazione cara costa. 2. Non si smette di pensare al sesso notte e giorno col superamento della pubertà: non si è mai troppo vecchi o saggi anche per questo – ormoni impazziti, decoltè che fanno girare la testa, sogni piccanti a occhi aperti. 3. Gli pseudo triangoli amorosi non sono solo materiale fragile per fragili young adult, ma anche per la buona narrativa italiana. Il primo romanzo che leggo dell’ottimo Bruno Osimo – un frammento dalla sua spassosa biografia per conoscerlo un po': «è nato a Milano e ha cominciato a orientarsi nella vita quando ha capito finalmente che la lingua parlata da sua madre era in realtà mammese, o tamponico, una lingua che non descrive la realta come appare, ma come apparirebbe se non facesse paura» – è pimpante, sveglio, sincero, scritto bene. Una storia che si scrive da sé, coi versi più belli delle canzoni del compianto Lucio Dalla, e che omaggia la commedia sexy anni ’60, i balli di Il lato positivo, le verdeggianti atmosfere british. Ambientato a Genova, infatti, ha viaggi in treno, campagne, lezioni porta a porta di liscio e giardinaggio, lunghi e galanti tè in compagnia, che fanno sì che in lontananza sventolino tricolore e bandiera inglese, almeno per me. Arturo, il protagonista, ha due chiodi fissi: l’ex e il seducente mondo femminile. Vedete che i suoi problemi sempre alle donne sono legati! Nudo come un verme, si presenta ai lettori per come è. Maliziosetto, ma straordinariamente poetico. Insegnante di italiano al liceo, filosofeggia pensando alla vita e all’amore e gira per mercatini in cerca di libri che comprerà anche se poi non è detto li leggerà pure. Ama sfogliarli, adora sparlare delle cattive rilegature ed elogiare quelle perfette, e la prima cosa che monta nella casa nuova è la fedele, solida libreria. Quella ha resistito. Il suo matrimonio no, di pessimo compensato peggio dei mobili dell’Ikea. Rigattiere e pigmalione per caso, come il professore di Lolita, nella sua vita “due punto zero” di orticelli e ripetizioni, sarà felice cavia sentimentale per mamma Emma e sua figlia, la vispa Teresa. La prima, matura e paziente, gli rassetta la casa e il cuore, con le sue mani calde e i suoi modi materni. L’altra, seducente e giovanissima, con la maturità e gli esami alle porte, guarda il più anziano Arturo – così colto, galante, a modo – e pensa che quel divorziato solitario potrebbe essere la sua prima volta. Decisamente.
    Meno di trecento pagine che parlano di un paio d’anni di convivenza, sbronze colossali, massaggiatrici dai profumi esotici, sveltine segrete e grandi amori incontrati nel mezzo del cammin di nostra vita. Osimo, brillante e senza peli sulla lingua, ha la capacità di spararle grosse – grosse perle di saggezza e grosse balle, dico – ma rimamendo padrone di sé anche quando il grottesco potrebbe fagogitare il tutto. L’insegnamento: vivere la vita a passo di danza. Il frac e l’abito lungo, i guanti e i polsi ingioiellati. Impeccabili e senza la paura di pestarsi i piedi l’un l’altro e sbagliare. Scivolare negli anni, scivolare sul parquet lucidissimo fino alla meta: che sia la felicità? Spesso, a piè di pagina, vedi delle noticine, anticipate da asterischi in piena regola: spiegano i passi base, danno dritte sul portamento e il vestirario. Sembrano superflue, aggiuntive. Mi divertivano e non capivo che ruolo svolgessero. Solo alla fine ho realizzato: istruzioni per l’uso. Disperato erotico fox è un inno d’amore a un certo tipo di musica e all’assoluta leggerezza dell’essere. Da parte mia, lo è anche alla Marcos y Marcos. La brossura dei loro volumi, al tocco, è uno dei piaceri di questa vita.

    Il mio voto: ★★★
    Il mio consiglio musicale: Dean Martin – Sway

  • 03Lug2014

    Giuditta Casale - libri.tempoxme.it

    Nel foxtrot la parte del protagonista è affidata in modo alternato a entrambi.

    A passo di danza con godibilità e diletto Bruno Osimo in Disperato erotico fox (Marcos y marcos, 2014) apre il sipario sulle relazioni di coppia, i difficili equilibri, i compromessi. Arturo a cinquantanni si ritrova solo, dopo essere stato lasciato e tradito dalla moglie Alberta. Per non soffrire di gelosia decide di lasciare l’appartamento di Genova e trasferirsi in campagna. Le proprietarie della deliziosa casa che prende in affitto sono tre donne: madre figlia e nipote. Arturo non soffrirà la solitudine perchè sia Emma che la figlia Teresa sono pronte a riempire le sue giornate.
    Un romanzo che fa della leggerezza la nota dominante e dell’ironia la cifra stilistica, che usa il sesso per insaporire la storia, che si serve dei libri per descrivere l’anima dei personaggi. Senza proclami e come in sordina assolve anche un compito etico in questi nostri tempi disastrati:

    Ha senso che l’orgasmo di un divorziato cinquantenne sia condotto a termine in modo così leggero, così superficiale?

    Bruno Osimo ha una grazia sorniona nel guardare all’interno delle relazioni tra uomo e donna, simula l’impaccio di un ballerino alle prime armi attraverso l’ottica dell’io narrante Arturo, ma mostra la perizia di un vero danzatore nell’analizzare atteggiamenti e stati d’animo.

    Non che fossero propriamente fatti l’uno per l’altra – pensa Arturo mentre conta quarantacinque gocce di bromazepam rosa nel bicchiere, opaco di lavastoviglie – di interessi in comune ne hanno ben pochi: a lui piace la quiete della collina per poter leggere, a lei i viaggi organizzati preferibilmente all’estero, a lui i balli da sala che si trovano anche alle feste d’estate, a lei, ultimamente, il tango argentino, che a lui sembra lo strusciamento appiccicoso di due lumache, a lei le cene al ristorante e le feste, a lui l’alba, le passeggiate in silenzio in riva al mare…
    Però hanno trovato molta consonanza di vedute sulla gestione della casa – pensa Arturo mentre svuota il lavello riempiendo la lavastoviglie – e sull’educazione dei figli.
    E infatti sei mesi fa, quando sono partiti tutti e due, uno per l’America – gli Stati Uniti come dice lei con pedanteria – e l’altra per la Svezia, in qualche modo hanno sentito di aver fatto bene il loro lavoro … Lavoro? Ma allora questo è un matrimonio o un’azienda?

    Si sorride, si ride, si prova imbarazzo insieme ad Arturo, ma si riflette e medita sul valore delle relazioni, sull’importanza dei sentimenti e la meccanicità del sesso.
    Brioso e frizzante, con qualche nota di piccante, Bruno Osimo non si erge mai a giudice, ma si abbandona al piacere della narrazione e alla simpatia per i personaggi del romanzo. I “cattivi” come Alberta, la moglie fredifraga di Arturo, o Piero, il marito di Emma, fanno sporadiche apparizioni, su di loro lo scrittore fa scivolare lo sguardo quel tanto che basta a renderci più immediati e adorabili i protagonisti.
    Forse se imparassimo a ballare, seguendo con attenzione i consigli e i dettami del manuale di ballo liscio, anche l’amore ne trarrebbe giovamento e Osimo con Disperato erotico fox insegna che non è mai troppo tardi per calzare scarpine da danza e scendere in pista con la propria dama o il proprio cavaliere. La correttezza dei passi dimostrerà se abbiamo scelto o meno il compagno giusto!

    Col cuore in gola, Arturo s’inchina verso Emma e la invita al bordo della sala in posizione per cominciare a ballare questo valzer lento: partono.

  • 01Lug2014

    Errico Passaro - Il Borghese

    Ci salverà il romanzo erotico?

    Nella nostra ricognizione dei generi letterari, dopo aver parlato della fantascienza, della fantasia eroica, dell’orrore, del poliziesco, della spy-story e dello storico, non possiamo mancare un passaggio a volo radente sul filone erotico. Il successo delle storie a luci rosse, al netto della curiosità morbosa per le avventure boccaccesche di questa o quella protagonista (magari corredate
    delle non meno trasgressive biografie delle autrici), potrebbe essere considerato come sintomo di una preoccupante disaffezione del pubblico per i temi alti e di un non meno preoccupante ripiegamento del pubblico sul privato.
    In realtà, quello che oggi viene definito con l’ennesimo anglismo soft porn (o mommy-porn o chick-ero-lit) non nasce certo con le uscite oggi di gran moda, che vedono intrecciarsi il filone erotico con l’editoria a basso prezzo (es. i tascabili a 5 euro di Mondadori e Rizzoli) e l’editoria digitale (es. la collana Privè di Sperling and Kupfer); ma è un genere consolidato che, come altri in passato, viene alla ribalta in quanto più adatto ad interpretare lo spirito del tempo – in questo caso, il senso di disincanto e il materialismo de una società in cerca di nuove tavole di valori. Esso va, dunque, considerato come fatto di costume, non nel senso deteriore di moda effimera, ma nel rispettabile significato di strumento di interpretazione del presente, di cartina tornasole degli umori profondi della società. Talvolta lo dimentichiamo, ma l’umanità è composta di singoli, le cui pulsioni fisiche condizionano l’esercizio del potere istituzionale, i rapporti di affari, l’attività artistica e le relazioni interpersonali. Non deve stupire, quindi, l’affermazione secondo cui il romanzo erotico è uno
    specchio fedele in cui la nostra identità di contemporanei si riflette senza sconti o distorsioni. Per questi motivi, il romanzo erotico ha, anche oltre le stesse
    intenzioni dei suoi esponenti, una valenza politica e sociale in senso lato. Quali sono i caratteri distintivi del genere e quali sono i suoi autori più rappresentativi? Non è qui la sede per un approfondimento di tipo accademico.
    Ci limiteremo a notare che, in Italia e nel mondo, la maggior parte dei romanzi
    ha per protagoniste donne, è scritto per donne ed è rivolto essenzialmente a donne, che sono messe in condizione di immedesimarsi nelle avventure delle eroine. Il sesso, anche quando è descritto in modi espliciti e non per allusioni, è sempre abbinato da un tocco di più o meno di melenso romanticismo: la mescolanza degli ingredienti, in proporzione variabile, non è pensata per sottrarsi agli stucchevoli distinguo fra erotismo e pornografia, quanto per render conto con precisione realistica delle particolari molle psicologiche che spingono donne «normali» negli abissi della perdizione e della perversione. All’estero, non si è ancora esaurita l’eco dello straordinario (e, per certi
    versi, inspiegabile) successo della trilogia delle Cinquanta sfumature di E. L.
    James (pseudonimo dell’ex autrice self-publisher inglese Erika Leonard) che
    arrivano da oltre frontiera sempre nuove proposte, tra le quali non dispiace quella di Helen Walsh e al suo recente L’albero dei limoni (Einaudi), dove
    l’autrice scava dietro la facciata di rispettabilità di una coppia della classe
    media inglese: che cosa succede se, negli equilibri di una famiglia comune
    rappresentata da Jenn e Gregory, irrompe il magnetico Nathan, il giovane fidanzato della figlia…
    In Italia la pioniera del genere, praticato in tempi non sospetti, è Francesca Mazzuccato, di cui si ricorda il seminale 144. Confessione di una telefonista
    erotica, uscito nel 1995 per Stampa Alternativa, e poi alle prese con temi caldi
    come lo scambismo, il transito di genere, la dominazione e la sottomissione
    sessuale. Poi, è stata la volta di Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire, romanzo di Melissa P. edito da Fazi nel 2003 e tradotto in 40 nazioni
    diverse (oltre che oggetto di una versione cinematografica), ma criticato per la
    sua inconsistenza letteraria. Si giunge, poi, all’ondata dei nostri giorni, che vede in prima fila Claudia Salvatori e il suo La splendente regina della notte,
    per i tipi di Mondadori (amore tra il faraone Akhenaton e la misteriosa Nefertiti), Laura Fioretti e il Uno strano scherzo del destino, presso Sperling &
    Kupfer (storia di Elettra e del gioco ambiguo con uno sconosciuto corteggiatore telefonico), Laura Schiavini con A qualcuno piace dolce, edito da Newton Compton (l’inchiesta di Amy sul mondo dei giocattoli erotici prende decisamentela mano alla protagonista Amy), Rosa Santoro e Io, però , stampato da Arduino Sacco Editore (giovane provinciale alle prese con le malie di un fotografo professionista), e così via, passando per Carolina Cutolo, Isabella Santacroce, Alba Latella, Sonia Rotticchieri, Veronica Q, Rodesia Vichi. Fra i maschietti segnaliamo Francesco Piccolo, più di recente, Bruno Osimo con il suo Disperato erotico fox (Marcos y Marcos ), in cui un marito scopre la moglie in flagrande adulterio, ma trasforma un dramma esistenziale in un’occasione di riscoperta della propria fisicità. Fra tante apprezzate scrittrici di genere, il nome sulla bocca di tutti è quello di Irene Cao, che fa bella figura con
    Per tutti gli sbagli (Rizzoli ). Nella storia del triangolo amoroso fra Linda, giovane architetto vorace di esperienze, Tommaso, raffinato diplomatico, e
    Alessandro, fororeporter idealista, l’autrice sfodera una prosa esatta, caratterizzata da una particolare levità di tocco. Le descrizioni di amplessi non sono mai volgari e non indulgono alla rappresentazione di pose circensi o pratiche estreme. Cao non ripete il carillon di tanti romanzi di nessun conto, con situazioni artificiose ed effettistiche, ma neppure si appiattisce su una quotidianità che rifugge da ogni sperimentazione; più che una narratrice, è un abile ritrattista, capace di tracciare con pochi tratti essenziali i caratteri dei personaggi, impegnati nello scoprire le potenzialità del proprio corpo.

  • 29Mag2014

    Elena Spadiliero - labottegadihamlin.it

    Torna in libreria Bruno Osimo con “Disperato erotico fox”

    Bruno Osimo tornerà in libreria il prossimo mese con Marcos y Marcos, in Disperato erotico fox, «una storia d’amore che insegna a danzare».
    Tornare a casa prima del previsto e senza avvisare non è stata una buona idea per il povero Arturo, che trova la moglie in compagnia di un altro. All’inizio si tratta delle solite fasi che seguono la fine di un matrimonio: traslochi, alimenti da pagare, bicchieri abbandonati nella notte. Poi, per Arturo si apre un mondo nuovo, in cui fanno la loro comparsa Teresa ed Emma. Partendo da una famosa canzone di Lucio Dalla, Disperato erotico stomp, Arturo impara l’arte del ballo, concepito come il movimento di due corpi che diventano uno solo, che imparano a spostarsi senza pestarsi i piedi, a guidare e a lasciarsi guidare.
    Per la casa editrice milanese, Osimo ha già pubblicato Dizionario affettivo della lingua ebraica e Bar Atlantic. Nato a Milano nel 1958, è docente e teorico della traduzione presso la Fondazione Milano.