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Disastri

Archivio rassegna stampa

  • 06Feb2012

    Francesca Crescentini - tegamini

    Daniil Charms – Disastri

    Io comunque sono una figura stupefacente, anche se non mi piace molto parlarne.

    Daniil Charms
    Disastri
    marcos y marcos

    Poi ce l’ho fatta, a trovare qualcosa di Charms.
    Questo libro l’avremo letto in quattro in Italia. Ci siamo io, la mia collega che ha sempre buongusto, Paolo Nori e il mio amico slavista, quello che ha i baffi belli e la sicura possibilità di stare bene vestito con l’uniforme. A dire la verità, il mio amico vale almeno per dieci, visto che con Charms ci si è laureato.

    Ritoccando la stima, quindi, ad aver letto questo libro saremo più o meno in tredici, più i baffi di Simone. Fa tredici e mezzo – visto che sono baffi serissimi – ma è comunque un po’ poco. Perchè in questo libro c’è confusione. Ci sono zuffe, percosse, sputi e ingiurie. Ci sono strani commerci col burro e pavimenti pieni di polvere. Arrivano personaggi armati di minestra da rovesciare addosso ai principi, ci s’imbatte in onesti cittadini che escono di casa per comprare la colla e finiscono per perdere la memoria – troppi mattoni che cadono – o per rincorrere indumenti smarriti – è sufficiente che sparisca l’orologio, poi è tutta un’inesorabile reazione a catena. C’è autentica passione per le donne rotonde, c’è furioso ribrezzo per i bambini – e per i pastori tedeschi. Ci si tramortisce con cetrioli giganti – perchè è l’articolo che va per la maggiore nei negozi – e si passeggia con una cornacchia sfortunata, zavorrata dal caffè e dal risentimento. S’incontrano i grandi della letteratura russa e si comincia a parlare di gente che non ha nulla di speciale… e giustamente si comincia e basta, perchè per finire un discorso ci vuole sempre qualcosa da dire.
    Questo libro è pieno di scarpate in faccia, stivali che feriscono e tacchi che si conficcano nelle costole.
    E non sembra, ma ogni scarpata è assestata con immenso giudizio.
    http://www.tegamini.it/2012/02/06/daniil-charms-disastri/

     

  • 09Dic2011

    Francesco Bove - IlRecensore

    Charms: “I disastri”

    Il genio permette al lettore di frequentare una scrittura illegittima, perversa e Daniil Charms con “Disastri” (Marcos Y Marcos, 2011) ci riesce con frammenti di testi apparentemente sconclusionati, banali, sicuramente avanguardistici anche per la nostra epoca.

     

    Lo scrittore Paolo Nori cura questa raccolta e offre un ottimo lavoro di traduzione e di scelta dei brani, riportando alla luce tutti quegli scritti che non sono andati perduti. Charms è uno scrittore ancora sconosciuto, nonostante il 1928 – anno in cui si forma un gruppo di scrittori d’avanguardia a San Pietroburgo di cui fa parte il nostro – sia lontano. Charms rifiuta ogni tipo di forma e formalismo di scrittura, ama il paradosso e le situazioni assurde e, come un Lautreamont russo, racconta la crudeltà e la violenza insensata con una disarmante leggerezza. È il poeta dell’ “arrevuoto” totale, della bislaccheria incondizionata, lo scrittore singolare e tragico che odia i bambini, eccentrico, anarchico, rovinosamente anti-intellettuale.

    Ma forse il suo mondo è più reale del nostro, la sua visione più lucida di quella di tanti editorialisti, il suo socialismo meno d’accatto (per questo motivo muore in manicomio nel 1942). “Disastri” può essere il primo punto d’incontro tra scrittore e lettore, un inno alla libertà espressiva, tante macerie riposte su di una pagina bianca a riempire il vuoto delle nostre esistenze frustrate. Il genio è libero dalle forme perché ne crea altre totalmente nuove, come accadde a Beethoven, e se scrivere una storia in cui due persone s’insultano e litigano brandendo cetrioli come spade perché incapaci di comunicare verbalmente, può sembrare eccessivo, allora lo stesso si può dire della nostra cronaca quotidiana. A questo punto, meglio le schegge di Charms che ci proiettano in un non-luogo e in un non-spazio insensato, mine vaganti che fanno paura e divertono. Operazione filologicamente interessante quella di Nori che alterna frammenti di diari alla sua produzione letteraria e che evidenzia il desiderio di fuggire da una realtà socialista fin troppo asfissiante. Da prendere come monito per le nuove generazioni di scrittori, umoristici e non.

    Daniil Charms nasce a Sanpietroburgo nel 1905 e il suo vero nome fu: Daniil Ivanovic Juvacev. Durante la sua vita ha pubblicato solo storie per bambini caratterizzate da una logica assurda e un rifiuto del materialismo. Stalin lo fa rinchiudere in un ospedale psichiatrico dove morirà nel 1945. Charms è noto soprattutto in Italia per i suoi testi per adulti pubblicati da Enaudi, Marcos y Marcos e Adelphi.

    Autore: Daniil Charms
    Titolo: Disastri
    Editore: Marcos Y Marcos
    Anno di pubblicazione: 2011
    Prezzo: 14,50 euro
    Pagine: 206
    http://www.ilrecensore.com/wp2/2011/12/charms-i-disastri/

     

  • 27Mar2011

    La Bottega di Hamlin - Redazione

    «Il futuro della letteratura russa è nel suo passato». Con questa frase di Evgenij Zamjatin si apre Disastri, libro dello scrittore sovietico Daniil Charms, pubblicato recentemente in Italia da Marcos y Marcos. La sapienza e l’accortezza, avute nello scegliere proprio tale pensiero per accogliere il lettore, potranno essere comprese fino in fondo solo dopo aver superato le prime pagine con coraggio e senza scetticismo. L’opera, curata e tradotta da Paolo Nori, si presenta come un puzzle di cui si riesce a capire il disegno solo guardandolo da lontano. Chi cercherà in questo libro una lettura facile, allegra e di compagnia rimarrà deluso, chi invece saprà ascoltare, dimenticando razionalità e convenzioni sociali, culturali e linguistiche, vi riconoscerà una porta di accesso al mondo e alla poetica delle avanguardie.

     

    Charms visse nella prima metà del Novecento, respirando i cambiamenti, le incertezze e le contraddizioni che lo caratterizzavano e che costrinsero l’arte a spostare il suo sguardo verso quelle realtà meno esplorate. Non si cercava più un rapporto logico con il mondo, era ormai tempo di scandagliare le pronfondità più sconosciute e labirintiche dell’Io. Per descrivere e scrivere della realtà si creavano dunque nuove analogie, attraverso l’accostamento di immagini, il cui legame non doveva essere cercato nel canonico meccanismo di causa ed effetto, ma in una realtà superiore, la surrealtà.

    André Breton nel primo manifesto del Surrealismo scriverà: «Surrealismo, n. m. Automatismo psichico puro col quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente, sia per iscritto, sia in qualsiasi altro modo, il funzionamento reale del pensiero. Dettato del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale». Queste parole potrebbero essere usate per una sintetica descrizione di Disastri. Il pensiero surrealista non fu sconosciuto ai futuristi russi, avanguardia di cui anche Charms faceva parte. Il libro si presenta come l’applicazione in letteratura di una delle tecniche usate dai surrealisti per realizzare una pittura automatica, ovvero il collage. Come da un groviglio casuale di ritagli di giornale, di pubblicità, di volantini e quant’altro, nascevano i quadri surrealisti, così questo libro si crea dall’accostamento di passi tratti dal diario dello scrittore, di aneddoti e storie da lui raccontate, di pillole teatrali e di tutto ciò che è appartenuto all’universo narrativo di Charms.

    Disastri rappresenta quel tipo di libro la cui lettura all’inizio non è certamente facile, soprattutto se fatta superficialmente, ma se si ha la pazienza e la sensibilità di capire dove lo scrittore vuole condurci, abbandonando i nostri precetti, le nostre regole e tutto ciò che fa apparire comprensibile e conoscibile il mondo che abbiamo intorno, allora impareremo a guardare la realtà da una prospettiva inusuale, che trova la propria “legge” nel suo essere illogica e assurda. E amara è la sensazione che si prova nello scoprire che forse l’unica verità è davvero quella contenuta nel rovescio di tutte le regole.

    https://www.labottegadihamlin.it/2011/03/27/daniil-charms-disastri/

  • 01Mar2011

    Michele Barbolini - Pulp

    Di Daniil Charms si sono perse le tracce nell’estate del 1941, subito dopo l’invasione nazista in Russia. Alcuni raccontano che fosse uscito dicendo che andava a comprare le sigarette e non sia più tornato. Di certo la sua casa fu bombardata e i suoi scritti si salvarono solo grazie a un amico che per anni portò con sè una valigia con le carte di Charms.

    Leggi qui l’articolo completo

  • 07Feb2011

    Shanmei - liberidiscrivere.com

    Recensione di Disastri di Daniil Charms

    Decisamente non avevo mai letto niente del genere. Daniil Charms è una scoperta che mi ha lasciato decisamente interdetta. Quando ho aperto Disastri, edito da Marcos Y Marcos e tradotto dal russo da Paolo Nori, mi aspettavo un comune libro di racconti, forse bizzarri, forse ironici o parodistici, degni dell’avanguardia letteraria russa del Novecento, ma non ero decisamente pronta ad inoltrarmi in un fitto bosco di nonsense, in cui il senso logico, la banale e ovvia quotidianità, vengono plasmate e divelte portando il lettore a confrontarsi con l’assurdo e il paradossale.

    Disastri raccoglie in ordine sparso, non so se esattamente cronologico, una ridda di racconti brevi, alcuni brevissimi, alternati  a stralci delle sue lettere, a frasi estrapolate come schegge dal suo diario. Nel breve discorso introduttivo Nori segnala che i testi scritti in tondo sono opere di Charms mentre quelli in corsivo sono scritti autobiografici, ma a dire il vero la differenza è davvero minima. Sono testi bislacchi, sconclusionati, grotteschi, divertenti; il racconto che inizia con “C’era una volta un uomo, si chiamava Kuznecov ” mi ha fatto ridere con le lacrime agli occhi, testi che mi hanno incuriosito e spinto a fare ricerche più approfondite sul suo autore. Così ho scoperto che Daniil Charms, autore culto per molte generazioni, era davvero un personaggio singolare, avvolto da un’aura tragica, se pensiamo che visse praticamente in miseria, perseguitato dal regime stalinista che lo accusava di aver tradito la causa socialista e gli procurò carcere, confino e internamenti in manicomio, dove morì nel 1942. Anarchico, beffardo, tragico, eccentrico, geniale, folle, surreale Charms è sicuramente un poeta che ha usato la scrittura per rivendicare il suo diritto alla libertà espressiva totale e senza condizionamenti e compromessi. Avventuroso e casuale il modo in cui si sono salvati i suoi scritti contenuti in una valigia e portati in salvo da un amico, il filosofo Jakov Druskin, che letteralmente la raccolse dalle macerie della sua casa bombardata, durante l’assedio di Leningrado.

    Daniil Charms, nato a Pietroburgo nel 1905 e morto nel 1942, è diventato, a partire dagli anni Settanta, uno degli scrittori russi per adulti piú letti e piú pubblicati. La sua fama si deve a un sodale, Jakov Druskin, che durante l’assedio di Leningrado salvò dalle macerie della casa bombardata di Charms la valigia che conteneva i manoscritti dell’amico.
    https://liberidiscrivere.com/2011/02/07/recensione-di-disastri-di-daniil-charms1/

     

  • 03Feb2011

    Antonio Bozzo - Corriere della Sera

    Le mondine in coro per Charms

    “Ogni tanto lo riprendo in mano e me lo rileggo, è una continua fonte d’ispirazione”. Così Gene Gnocchi intervistato da Cristina Taglietti per il Corriere. Daniil Charms, nella biblioteca di Gene Gnocchi, sta in compagnia di […]

    Leggi l’articolo completo

  • 21Gen2011

    Désirée Paola Capozzo - Elle

    Disastri

    Di quel genio di Daniil Charms

    • Autore: Daniil Charms

    • Casa editrice: Marcos y Marcos
    • Anno: 2011
    • Pagine: 197
    • Genere: Antologia
    • Prezzo: 14,50 euro

     

    «All’affermazione “In quello che ha scritto ci son degli errori”, rispondi: “Sembra sempre così, in quello che scrivo”». Chi, alla faccia di tutte le convenzioni della bella scrittura e del conformismo, oserebbe mai concepire una risposta come questa? O un folle o un genio.

     

    L’ha fatto Daniil Charms, nom de plume di Daniil Ivanovič Juvačëv, lo scrittore di San Pietroburgo geniale ed eccentrico al limite dell’assurdo (esattamente come la sua prosa), che nel 1928 fondò il movimento d’avanguardia OBĖRIU, l’Unione dell’Arte Reale, ispirato dai maestri del Futurismo.

    Un mondo “tutto sottosopra” quello creativo di Charms: dalle storie narrate ai personaggi descritti, fino al linguaggio che si scompone per (ri)creare realtà differenti che non lasciano indifferenti. Paradossale, forse. Coinvolgente, di certo.

    Disastri non è un libro che si può raccontare, descrivere, riassumere o recensire semplicemente. Ogni commento alle storie contenute nell’antologia sarebbe riduttivo e fuorviante, anzi disastroso. Ma Disastri è un libro da leggere e consigliare.

    Un altro consiglio vivissimo: non perdete il reading del 3 febbraio 2011 alle 21.00, presso la Palazzina Liberty di Milano, con l’interpreazione esemplare di Paolo Nori, il romanziere dalla mirabolante scrittura disorganica e sovversiva nonché traduttore italiano di questo e altri capolavori della letteratura russa, accompagnato dal Coro delle mondine di Novi. Brividi e vertigini letterarie assicurate!

    https://www.elle.com/it/magazine/libri/news/a841947/disastri/