"

w5x7n2 - nur1w8 - vjqnas - 8uabi1 - 30cnu8 - 8dr0z3 - iilud5 - tvqbj1

Delitto al Conservatorio

Archivio rassegna stampa

  • 14Ott2019

    Jacopo Ghilardotti - Mondo Classica

    Delitto al Conservatorio di Franco Pulcini

    Delitto al Conservatorio
    di Franco Pulcini
    412 pagine. 18,00 euro
    Marcos y Marcos, Milano, 2019

    La somma esponenziale di avidità, malesseri e ambizioni che tempesta l’ambiente della musica, e non solo, garantisce al commissario Abdul Calì materiale per indagini infinite. Risolto il Delitto alla Scala di tre anni fa, è uscito in questi giorni Delitto al Conservatorio, il secondo giallo musicale di Franco Pulcini, centrato sulla morte micidiale (c’è un serpente mamba di mezzo) di un chiacchierato maestro di pianoforte, e sui maneggi intorno a un concorso per allievi prodigio in cui, per regolamento, più piccoli si partecipa, meglio è.
    Diversamente da molti personaggi di fantasia, Calì ha una vita propria, e difatti ora aspetta un figlio da Viola, la sua ragazza del primo libro. Stavolta non c’è un’inaugurazione della Scala di mezzo, e nemmeno un’opera ritrovata da mettere in scena (allora, era l’Arianna di Monteverdi), ma non è un male: senza la tentazione di scoprire la chiave che si nasconde dietro i personaggi (chi è davvero quel direttore? Chi è davvero quel giornalista?), cresce la voglia di attaccarsi alle inquietanti personalità dei bambini prodigio e al diabolico intreccio che li coinvolge, che Pulcini racconta in un modo più asciutto e più esperto. S’intende esperto in senso letterario, perché la competenza musicale dell’autore, allora applicata all’opera, qui applicata al pianoforte, proprio non si discute.
    Per la prossima indagine, proponiamo un Delitto in Casa Verdi.

    http://www.mondoclassica.it/community/recensioni/delitto-al-conservatorio-di-franco-pulcini

  • 07Ott2019

    Rachele Fortuni - Il Gufetto Libri

    Dai delitti sulle opere d’arte passiamo al Delitto al Conservatorio di Franco Pulcini.

    Il concorso per bambini prodigio è alle porte, e un membro della giuria, celebre maestro di piano, viene assassinato. Esplorando i retroscena del Conservatorio di Milano, l’ispettore Abdul Calì incontra Maestri troppo deboli, bambini costretti a essere forti e genitori dall’ambizione sfrenata a spese dei figli.

     

    Tra momenti di musica magnifica, Calì tocca il confine labile tra arte e potere, tra dedizione e perversione.

    Zi Ming-Li, straordinaria pianista bambina, lo aiuta a capire che per le grandi potenze anche una sonata di Bach può essere un pretesto per farsi la guerra.Direttore editoriale della Scala di Milano, illustre musicologo, Franco Pulcini si muove sorridente e sicuro in un mondo affascinante e insidioso che conosce, critica e ama. Dopo Delitto alla Scala, ci regala un nuovo giallo musicale pieno di arguzia, umanità e… veleno.

    MARCOYMARCOS, Collana Gli Alianti, 416 pagine, 18 euro

    http://www.gufetto.press/visualizza_articolo-2399-Con_il_cambio_di_stagione_arriva_il_nuovo_freschi_di_stampa.htm

  • 05Ott2019

    Roberto Iasoni - La Lettura

    Mani in alto

    Il giallo dei piccoli pianisti

    Allievo di Massimo Mila, saggista, docente, il musicologo torinese Franco Pulcini ha sperimentato il giallo con l’ottimo Delitto alla Scala (Ponte alle Grazie, 2016). Allora Abdul Calì, commissario arabo-siciliano, doveva salvate l’onore del teatro milanese.

    Leggi l’articolo completo

  • 17Set2019

    Patrizia Debicke - Libro Guerriero

    “Delitto al conservatorio” di Franco Pulcini (Marcos y Marcos)

    Mentre stanno per cominciare le eliminatorie finali del Piano World Cup Prodigy Child, premio internazionale per bambini prodigio del Conservatorio di Milano, uno spaventoso delitto guadagna le prime pagine dei quotidiani. Il celebre maestro di pianoforte austriaco Richard Hadowitz, che per anni ha guidato uno stuolo di allievi a Milano e in Cina dove addirittura ha creato una scuola per giovanissimi, muore in caso sua attaccato dall’implacabile morso di un Manba nero, il più velenoso serpente africano, rettile che può addirittura arrivare a un lunghezza di quattro metri e il cui morso, se non trattato immediatamente con un potente antidoto, è sempre letale. Incaricato di indagare e catturare il sul letale assassino – che purtroppo sfugge a ogni ricerca e continua a muoversi minacciosamente tra l’appartamento di Hadowitz e il vasto giardino condominiale che lo circonda – e il suo mandante ( è evidente che dietro il serpente ci sia la mano e la mente umana) sarà la nostra vecchia conoscenza commissario Abdul Calì (madre tunisina e padre siciliano) già incontrato e imparato ad apprezzare in Delitto alla Scala, prima fatica letteraria di Pulcini, musicologo di fama internazionale prestato alla scrittura.

     

    Ancora una volta infatti Calì sarà il protagonista e deus ex machina del nuovo intreccio “pulciniano” musico – giallo, che lasciamo al lettore il piacere di scoprire e assaporare. Il sicilian arabo Abdul Calì, oggi stimato commissario lombardo d’adozione, ha imparato a imporre senza farsi complessi il suo aspetto esoticheggiante (in barba ai dictat salviniani, dico io), uomo raziocinante, poco esibizionista ma di cervello fino e che nonostante la moglie Viola, ottima famiglia, pianista ed ex dipendente della Scala, fatica ancora a confrontarsi e adeguarsi a certe manie di quel covo di musicisti esaltati. Altrettanto, con sicula, taciturna, testarda ma sicura intelligenza, Calì mette in caccia i suoi aiutanti quali il suo assistente e conterraneo Pippo Sciuto e lo stagista peruviano dai cinque nomi, chiamato con praticità Martino, consulente tecnologico. Insieme individuano possibili scorciatoie ma, a bordo della futuristica auto elettrica in dotazione alla squadra, indagano, imboccano vicoli senza uscita, tipo i continui litigi del maestro con i vicini per il rumore, mentre invece centrano altre ipotesi che vanno a incrociarsi con le giuste piste. E però il commissario Calì scoprirà anche la tristezza di un mondo fatto di infanzie prive di giochi, di sadismo didattico, dominato da fanatici aguzzini veri e propri per i quali conta solo la perfezione, sostenuto ohimé da un’inimmaginabile paranoia genitoriale che mira a una folle competizione tra bambini prodigio. La chiave del mistero infatti va cercata andando a scavare nel più profondo della distorsione della psiche umana. Ma Calì non demorde, senza lasciarsi fuorviare interroga gli sponsor, i combattivi giurati, sente i padri e le madri che sognano solo di far vincere i loro piccoli geni. Resiste alle avances della sensuale maestra di musica e giurata del concorso Stragiotti, adusa a farsi strada con ogni mezzo, si fa alleata Marisol, la solare e onestissima colf peruviana a cui il grande maestro ucciso affidava casa e denaro, e conquistato dalla minuscola Ming-li, la simpatica pianista bambina cinese di sette anni, favorita al Concorso, riesce a strapparle preziose informazioni a colpi di gelato e, con l’aiuto di sua moglie Viola, ne guadagna la confidenza. Musiche ed eccezionali interpretazioni di piccoli geni si vanno però a mischiare e un delittuoso intrico di terrene meschinità. Il nostro commissario Calì per venire a capo dell’intrigo dovrà rifarsi a tutti i dictat di un indagine: seguire ogni possibile pista: sia quelle collegate alla vendetta e anche quelle che portano alle donne. Il piacere avrebbe il suo prezzo? E poi, non ultime, quelle che rimandano al denaro che può infestare e sporcare ogni e qualunque competizione. Anche stavolta la musica fa da padrona e arricchisce lo scenario, ma la grande competenza musicale dell’autore è ben amalgamata con un’interessante trama gialla frequentata da stravaganti personaggi che talvolta si trasformano in macchiette. In macchiette che però,oltre a far sorridere ci rammentano, ci piaccia o no, che il mondo reale è anche questo, fatto di esibizionismo, invidie e brama di successo a ogni costo. Ma Calì non si lascia ingannare, va avanti dritto per la sua strada e prima o poi il vero colpevole cascherà nella sua rete. Intrigante colpo di scena finale per un epilogo decisamente non scontato.

    Franco Pulcini nasce a Torino e la sua famiglia sogna per lui un futuro da ingegnere alla Fiat. Invece lui fin da piccolo si appassiona alla musica, studia chitarra, pianoforte, composizione e infine musicologia con il grande Massimo Mila. Musicologo di fama internazionale, ha insegnato per quarant’anni storia della musica al Conservatorio di Milano ed è direttore editoriale della Scala, dove si occupa di tutte le pubblicazioni, dei programmi di sala, ed è noto e amato anche per le appassionanti conferenze di presentazione delle opere in programma. Come divulgatore ha collaborato con la Rai, Sky Classica e le principali riviste italiane. Oltre a importanti saggi sulla musica ha pubblicato due romanzi e un giallo di successo: Delitto alla Scala (Ponte alle Grazie 2016).

    https://libroguerriero.wordpress.com/2019/09/17/delitto-al-conservatorio-di-franco-pulcini-marcos-y-marcos/?fbclid=IwAR1S7mTUCXm0yinwBS_oLG18LiY8AwVZ7gu8hc05RUFRBsn8zfc-EZO7SlM

  • 14Set2019

    Natalia Aspesi - Robinson

    Piccoli Mozart con delitto

    Una Milano sinfonica e di aspiranti prodigi è sconvolta da un omicidio al conservatorio. Indaga il commissario siculo-tunisino Abdul Calì, inventato dallo storico della musica Franco Pulcini

    Se si trova sulla porta di casa una grande scatola con dentro un sacchettone con la succulenta scritta in nero Hermès, forse è ovvio provare un brivido di curiosità o addirittura di piacere: persino il pur gelido maestro Hadowitz la apre immaginando chissà quale regalo di lusso: invece “scattò qualcosa di viscido e nevrastenico”, quindi non una preziosa borsa di pelle di serpente, ma un serpente vero, “robusto e lungo quasi due metri”. Un giovane black mamba, anzi una giovane femmina di black mamba diranno poi i “serpentologi”, forse la specie più velocemente velenosa. In pochi minuti il maestro muore stecchito ed eccoci nel secondo thriller musicale del musicologo giallista Franco Pulcini.

    Leggi l’articolo completo