Cinebrivido

Archivio rassegna stampa

  • 30Nov2012

    Dario Pappalardo - il Venerdì di Repubblica

    Kafka diceva che un libro è un’ascia che spezza il mare ghiacciato che è dentro di noi. Gli autori ispano-americani fanno proprio questo.

    Leggi l’articolo completo

  • 01Ott2010

    Angelo Orlando Meloni - Stilos

    Marcos y Marcos ripropone dell’argentino José Pablo Feinmann, docente di filosofia e scrittore, “Cinebrivido”.

    Leggi l’articolo completo

  • 09Set2010

    Cristiana Marra - Milanonera

    Con Cinebrivido dello scrittore argentino Josè Pablo Feinmann la suspense ed i brividi del cinema hollywoodiano dell’età d’oro diventano romanzo.

    Il plot, al limite tra fiction cinematografica e realtà, ruota intorno al protagonista: il cineamatore Fernando Castelli. Commesso nella videoteca Il bacio della morte e impiegato alla casa di produzione cinematografica Todofilm, Castelli diventa sceneggiatore di una true story per accontentare la richiesta della famosa produttrice americana Greta Toland e raggiungere la notorietà.
    La storia thriller che Fernando racconta accade in tempo reale e dietro l’identità del serial killer Van Gogh, Fernando uccide a colpi di rasoio per poi sceneggiare le sue imprese omicide seguendo i consigli del suo alter ego Jack lo Squartatore. Degli omicidi seriali che sconvolgono Buenos Aires si occupa il fanatico commissario Pietri e, suo malgrado, l’esperto ispettore Colombres.
    La finzione cinematografica interferisce con le vite dei personaggi e s’ insinua nelle loro scelte e offre lo spunto all’autore per rendere reali scene e interpretazioni memorabili. Feinmann con ironia scrive un romanzo-sceneggiatura che celebra il grande film d’autore e lo sfrutta per svelare i tratti di una società sopraffatta e spesso vittima di modelli di riferimento sbagliati o distorti.

  • 03Set2010
  • 01Lug2010