Buttarsi

Archivio rassegna stampa

  • 24Gen2011

    Redazione - Liberi di scrivere

    Ciao Dan. Grazie per aver accettato la mia intervista e benvenuto su Liberidiscrivere. Raccontaci qualcosa di te. Chi è Dan Fante?

    Sono uno scrittore di romanzi. Sono un ex ubriacone e degenerato. Mi piacciono la pornografia e gli spot in TV.

     

    Raccontaci qualcosa della tua infanzia.

    Sono nato a Los Angeles.  Ero un ragazzino grasso a scuola e un prepotente. Sono cresciuto vicino al mare a Malibu, con un padre scrittore folle e ho trascorso gran parte della mia infanzia in un mondo di fantasia evitando la scuola il più possibile.

    John Fante, tuo padre. Dimmi qualcosa di divertente su di lui.

    Era solito raccontarci le trame dei suoi libri all’ora di cena, a volte sarebbe andato avanti per un’ora a inventare storie e bere vino. Era un uomo molto poetico e molto divertente.

    Quando hai capito che avresti voluto fare lo scrittore? 
Quando ho fallito in tutto il resto nella mia vita. Quando la mia terza moglie mi ha buttato fuori di casa e quando non avevo lavoro. Stavo cercando il più basso posto di lavoro retribuito in America e ho finalmente scoperto la scrittura.

    C’è stato qualcuno che ti ha incoraggiato?

    No, non ho avuto molto incoraggiamento. Ma ho amato i libri e la poesia e gli spettacoli teatrali. Una mia insegnante, quando avevo tredici anni ha visto una storia che avevo scritto e mi ha detto che un giorno sarei stato un grande scrittore. Ho pensato che fosse pazza e la ho evitata per il resto dell’anno scolastico.

    Raccontaci qualcosa del tuo debutto. La tua strada verso pubblicazione.

    Il mio primo romanzo, Angeli a pezzi, è stato respinto da oltre quaranta editori americani come pornografico e perverso e folle. Questo mi ha confermato che ero un grande scrittore così ho continuato a inviare manoscritti. Infine, in Francia due anni dopo, è stato pubblicato. I francesi hanno un gusto meraviglioso nella letteratura.

    Pensi che alcuni scrittori in particolare, abbiano influenzato il tuo stile, o il  tuo approccio verso la scrittura?

    Eugene O’Neill avuto una grande influenza sul mio lavoro e così come Hubert Selby, e John Fante.

    Pensi che i critici abbiano influenzato il tuo lavoro?

    La maggior parte dei critici sono scrittori frustrati. Quelli che amano il mio lavoro ritengo che siano brillanti. Quello che non amano il mio lavoro ritengo che siano analfabeti degenerati.

    Che tipo di libri leggevi quando eri un ragazzo?

    Ho amato il lavoro di Jack London da ragazzo. Amavo anche romanzi di cowboy. Mi sono sempre identificato con i cattivi.

    Cosa ne pensi di Faulkner?

    Cerco di non pensare a Faulkner. Se mi sveglio e sto avendo un giorno terribile, lo so è perché ho letto una volta William Faulkner.

    Chi sono i tuoi autori viventi preferiti?

    Mi piacciono i libri di detective in questo momento. Sono in una fase da libro di detective ora. Michael Connelly. Mi piace il 50% del lavoro di Michael. Questo è un grande elogio per me.

    Dashiell Hammett e Raymond Chandler?

    Hammett era un maestro, Chandler era un ubriacone, ma ha scritto un paio di cose buone.

    Perché hai deciso di scrivere Buttarsi?

    Buttarsi è l’ultimo episodio della serie di libri su Bruno Dante. Si basa su episodi veri. Volevo porre fine alla saga Bruno Dante con un botto così ho scritto Buttarsi.

    Il finale di questo romanzo è molto triste. Perché è stato scritto così?

    No, non è cupo affatto. E’ pieno di speranza. Rileggilo di nuovo, vedrai.

    Bruno Dante spesso è molto simile a te? Ci sono pezzi autobiografici?

    Certo. Io sono Bruno solo meno matto dopo tanti anni.

    Qual è il tuo consiglio per gli aspiranti scrittori?

    Fate golf o usate un saldatore o diventate un cassiere di banca o un barista o lavorate come postino. Non battete vostra moglie e i vostri figli più di una volta al giorno.

    Se potessi iniziare la sua carriera di scrittore di nuovo, che modifiche apporteresti?

    Vorrei scrivere terribile narrativa popolare e diventare ricco.

    Puoi dirci qualcosa dei tuoi libri? Quale è il tuo preferito?

    Mi piace il mio primo libro, sicuramente il migliore perché è stato scritto quando ero molto pazzo e sul bordo della morte. Mi piacciono anche i miei libri di poesia.

    Sei un autore acclamato dalla critica. Hai ricevuto recensioni negative?

    Non mi considero uno scrittore acclamato dato che ho già avuto due recensioni negative. Mia madre ne ha scritta una e qualche  bastardo su Amazon.com ha scritto l’altra. Sto ancora inseguendo il ragazzo su Amazon.com. Se possiede un gatto giuro glielo avveleno.

    Pensi che la tua scrittura migliori sempre?

    Mi piacerebbe che la mia scrittura migliorasse mentre scrivo. Certi giorni mi considero un genio e qualche giorno penso di tornare a cocaina e whisky.

    Vuoi descriverci una tua tipica giornata di lavoro ?

    Non faccio un duro lavoro. Questo è il segreto. Scrivo sei giorni alla settimana per due ore ogni giorno. In realtà per la maggior parte del tempo mentre scrivo mi diverto.

    Hai una base di fan molto intensa. Qual è il tuo rapporto come con i tuoi lettori?

    Sono ancora stupito di averne di fan. Il genere di libri che scrivo non è adatto alla maggior parte dei lettori. Dico la verità su chi sono io nei miei libri. Alla maggior parte delle persone non piace questo tipo di narrativa. La maggior parte delle persone ama gli scrittori che scrivono di amore e morte e passione e dipendenza. Troppo difficile. La maggior parte delle persone preferisce essere sedata dalla fantasia. Non scrivo per divertire.

    Parlami del tuo prossimo romanzo.
Il mio prossimo libro è un libro di memorie su John Fante & Dan Fante. Sarà pubblicato in America il prossimo agosto.

  • 01Nov2010

    Raffaello Ferrante - Mangialibri

    “Spiacente di essere latore di cattive notizie, Bruno. […] Il tuo libro e tutte le altre antologie di racconti sono slittate alla prima data utile del prossimo anno”. Questo il triste verdetto sbattuto in faccia quella maledetta mattina, senza troppi giri di parole, a Bruno Dante.

    E pensare che solo un istante prima era convinto che i cinque anni e le oltre trecento pagine che gli ci erano volute per mettere insieme il suo romanzo erano stati davvero spesi bene. Persino l’anticipo gli avevano mandato, quegli stronzi. Ma ora era bastata quella dannatissima mail per azzerare tutto in un secondo. Che diavolo gli rimaneva? L’alcol? Gli antidolorifici? Lo Xanax? Le cento telefonate al giorno per strappare sì e no cinque appuntamenti al lavoro? Era decisamente troppo. Oltretutto e come se non bastasse quel mezzo uomo di Kassim, il suo datore di lavoro, qualche giorno dopo lo manda a chiamare per dargli il benservito. E così a Bruno Dante, secondogenito del leggendario Jonathan Dante, non rimane ancora una volta che attaccarsi alla tastiera del suo computer, nella minuscola stanza in affitto della casa di Venice che condivide con lo zio ottantacinquenne della sua ex, sperando di alimentare la sua unica e irrinunciabile ragione di vita. Lo scrivere. Perché anni addietro si è tatuato nella mente una promessa. Deve scrivere sempre, tutti i giorni, in qualunque condizione l’umore, l’alcol o le sue finanze lo abbiano costretto. Una religione a cui si è votato che non ammette deroghe, un mantra da dover onorare tutti i santi giorni della sua malandata esistenza. Ma certo senza lavoro è dura da sfangare. Così dopo una breve scorsa agli annunci sul L.A. Times scova un trafiletto che lo colpisce. La Dav-Ko di New York, azienda di David Koffman per la quale Bruno ha già prestato alcuni anni prima servizio, è in cerca di autisti. Sembra finalmente l’occasione giusta per rimettersi in pista. O no?…
    Dan Fante – secondogenito di John, scrittore cult a cui persino Bukowski ha sempre confessato di ispirarsi – manda in scena il suo alter ego Bruno Dante in una Los Angeles caotica, sporca e dannata  proprio come nella migliore tradizione letteraria e cinematografica, alle prese con l’ennesima botta che l’esistenza gli ha riservato. Capace in un sol colpo di perdere il suo romanzo – che viene improvvisamente “congelato” a data da destinarsi dalla casa editrice che era in procinto di pubblicarglielo – e lavoro al call center in cui da mesi consuma le sue coronarie provando inutilmente a rifilare contratti a malcapitati avventori, Dante non trova di meglio che tornare a sguazzare tra i soliti macabri spettri che lo relegano ad un passo dal baratro. Alcol, sesso malandato e droghe dei più svariati tipi rischiano di diventare ancora una volta i suoi unici e più fedeli compagni di viaggio. Ma stavolta il destino sembra dargli una mano. Un ex datore di lavoro gli concede una seconda opportunità lavorativa e soprattutto l’amata/odiata tastiera del suo computer gli dà come sempre la possibilità di provare a tramutare tutta la rabbia, la delusione, la frustrazione e la stanchezza di una vita vissuta pericolosamente al minimo, in arte. Scrive bene Fante e indubbiamente lo schema scrittore fallito- alcolizzato-cinico ma ironico-puttaniere funziona sempre e diverte. Ma è pur vero che il rischio del già visto e del già ampiamente sentito – oltretutto da qualcuno, Bukowski,  che ne ha fatto talmente un marchio di fabbrica indelebile da risultare il più imitato dagli aspiranti scrittori – aleggia come un avvoltoio per tutto il romanzo impedendo di abbandonarsi pienamente ala storia. Insomma difficile per Dan Fante risultare credibile imitando Bukowski che a sua volta faceva il verso a suo padre John. Il vero buttarsi, semmai sarebbe stato quello di provare a raccontare una nuova e originale America degli ultimi.

  • 10Ott2010
  • 23Lug2010
  • 12Lug2010

    Francesca Frediani - D Repubblica

    Quattro conti con papà. La quarta tappa del confronto romanzesco di Dan Fante con John.

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  • 01Lug2010

    Fabio Donalisio - Pulp

    Con un po’ di sano cinismo, spazientiti dopo le prime pagine, si potrebbe augurare a Bruno Dante, protagonista e alter ego di Dan Fante, figlio di John, di seguire alla lettera il titolo del libro e di “buttarsi” (magari dalla finestra) per porre fine una buona volta alla sua (e nostra) agonia.

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  • 01Lug2010

    Florinda Fiamma - Rolling Stone

    Vuole fare il cattivo, ma non sono sicura che lo sia. Ha un fantasma pesante da digerire ed è il suo geniale e irritabile padre.

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  • 23Giu2010

    Paolo Di Vincenzo - Il Centro

    “Buttarsi”, l’Inferno di Dante: il romanzo di Dan Fante tra alcol, coca e limousine da miliardari.

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  • 16Giu2010

    Antonio Rapisarda - Il Secolo_1

    La cicatrice ha scelto di portarla nero su bianco sull’avambraccio. “Nick Fante. Dead from alcohol” recita quel tatuaggio molto visibile. in ricordo del fratello scomparso e piegato dall’alcolismo.

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  • 16Giu2010
  • 13Giu2010
  • 04Giu2010

    Paolo Di Vincenzo - Il Centro

    Dopo “Angeli a pezzi” e “Agganci” il terzo volume pubblicato in italiano da Marcos y Marcos.

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  • 01Giu2010

    Matteo Sacchi - Il Giornale

    Dal rapporto difficile col padre John alle dipendenze da alcol, risse, macchine e donne. Lo scatenato autore del romanzo “Buttarsi” si racconta: “Mi piace insultare la gente”.

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  • 30Mag2010

    Dan Fante - Il Sole 24 Ore

    L’inverno arriva presto sulle montagne abruzzesi. La neve copre la terra per mesi. Sparisce anche quel poco che si può coltivare in quel terreno sassoso.

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