Assassinio in libreria

Archivio rassegna stampa

  • 17Mag2012

    Alf76 - Ma se domani

    Oggi vi racconterò di due libraie.
    La prima è l’elegantissima signora che ti accoglie alla Libreria del Corso di Milano, e che mi ha salvato mentre stavo per comprare la seconda copia di un romanzo già letto, pubblicato da un’altra casa editrice (e ci sta) e con un titolo diverso (e ci sta un pochino meno). Avvertita la delusione per un acquisto sfumato e, soprattutto, per un giallo che mi avrebbe fatto compagnia nelle ore a seguire, mi ha indirizzato efficacemente verso “Assassinio in libreria” di Lello Gurrado, titolo che mi ha regalato – come vedremo – veri momenti di purissimo divertimento letterario. Questo è dunque un sentito ringraziamento.
    La seconda libraia è, suo malgrado, protagonista della trama del libro di Gurrado: si tratta di Tecla Dozio, nota per essere stata anima della libreria Sherlockiana che a Milano ha cullato generazione di lettori gialli e di autori prima di concludere qualche anno fa la sua avventura nella tristezza di tutti.
    Nella romanzo di Gurrado – accompagnata da una delle bellissime copertine a cui Marcos Y Marcos ci ha abituato negli ultimi anni – alla povera Tecla è riservato un ruolo sicuramente centrale ma altrettanto scomodo: quello della vittima. Osserveremo infatti un assassino muoversi nel corso di una delle leggendarie feste organizzate in via Peschiera fra semplici lettori ed una larga selezione di giallisti italiani, fra cui un “fumante” Andrea Camilleri (l’unico a cui sia consentito accendere una sigaretta all’interno della libreria), Carlo Lucarelli, naturalmente in nero, e poi ancora Carofiglio, Faletti, Carlotto, Fois, e gli immancabili milanesi Pinketts, Roversi, Biondillo, e via andare. Per una volta, quindi, i nostri amati scrittori diventano essi stessi protagonisti di un libro, e cosa possa accadere nel momento in cui scoprono l’assassinio della loro libraia preferita è intuitivo: si metteranno ad indagare!
    Le indagini degli autori si sovrapporranno a quelle ufficiali (dove gli investigatori, come in ogni giallo che si rispetti, brancolano nel buio) e avranno una svolta che sarà agevolata dal comparire sulla scena di una serie di colleghi altrettanto convinti delle difficoltà in cui si troverà a versare la giustizia: Jeffery Deaver, Michael Connelly, Fred Vargas sono sono alcuni dei colleghi stranieri che daranno man forte ai nostri giallisti nello sviluppo dell’indagine, anche se l’indizio finale verrà colto da un insospettabile protagonista della scena letteraria italiana di cui, ovviamente, non farò il nome neppure dietro lauto compenso.
    Insomma, un romanzo breve delicato e pieno di passione, che non mancherà di divertire gli amanti del genere e che ha il pregio di mostraci – anche se solo in una fiction – il lato più umano degli autori a cui siamo affezionati. Non perdetelo.

  • 01Ago2009

    Redazione - quiTOURING

    Assassinio in libreria di Lello Gurrado
    Se la chiusura della storica Libreria del giallo di Milano fosse un romanzo, e non la triste realtà, sarebbe questo romanzo. Tecla Dozio, da trent’anni anima e cuore della libreria, è stata avvelenata. Chi è stato? Gli amici indagano. E gli amici si chiamano Camilleri, Lansdale, Colaripo, Pinketts, Lucarelli. Ma tra scrivere un giallo e risolverne uno c’è differenza… Paura, eh?

  • 01Ago2009

    Riccardo Sedini - Genovanera

    “Piccolo formato, corporatura snella, copertina accattivante con un signore occhialuto tirato su per un piede a mezz’aria che vuole leggere per forza il librone che sta sfogliando. Visto e preso. Perfetto per gustarmelo tranquillamente nel mio solito posto. In seconda di copertina il nocciolo della questione con la Tecla Dozio (a cui va un saluto riconoscente) della mitica libreria Sherlockiana di Milano a tirare il calzino per un prosecco al cianuro, circondata dal fior fiore della intellighenzia giallistica italiana: Camilleri, Faletti, Lucarelli e via e via e via. I migliori dieci giallisti del mondo, di cui non vi dico il nome, arriveranno dopo. Non è la prima volta che qualcuno spicca il volo contro la sua volontà dal globo terracqueo in una libreria ma insomma vediamo cosa ti inventa il nostro Lello. Intanto l’assassino è uno che scrive gialli. Una caterva di gialli (ventitré) che porta avanti tutti insieme con amore filiale. Per un verso o l’altro non vengono pubblicati e dunque ce l’ha con il mondo intero. Più specificamente con gli editori, gli agenti letterari e i librai. Suo piano divenire famoso per l’uccisione di Tecla, trovare uno pseudonimo, farsi pubblicare e pagare senza uscire allo scoperto (mica semplice…). Classico incontro con la bella giornalista di turno (in un giallo che si rispetti c’è sempre), pedina importante per la soluzione finale. Chi lo deve beccare il sostituto procuratore Luca Cassano (non male) e il commissario Antonio Spadavecchia. Ma i nostri eroi (leggi scrittori italiani, quelli stranieri lo vorrebbero fare ma ne sono impediti) mica stanno con le mani in mano. Indagano prendendo le sembianze dei loro personaggi. Camilleri intuisce ma a risolvere il problema l’enigmista scrittore Stefano Bartezzaghi con grave scorno dei giallisti. Inizio interessante, e poi… e poi viene fuori una certa ingenuità narrativa. Sia nella struttura che in qualche aspetto psicologico magari forzato per osservazioni forzate. Pure scontate come il solito discorso sulla giustizia o il paragone fra la polizia italiana e quella americana. Buona intenzione, tante promesse non tutte mantenute. Prosa agile, ironica, vogliosa di convincere. Un libro in cui trovo una grande passione, praticamente un omaggio a Tecla e a tanti illustri scrittori che l’autore ha amato e ama tutt’ora.”

  • 05Giu2009

    Mario Baudino - La Stampa

    Delitto perfetto
    Assassinio in libreria di Lello Gurrado è un delizioso noir, di quelli, rari ma non rarissimi, ambientati nel mondo dei libri, per l’appunto. Un mondo che nella realtà è a bassissimo tasso di crimine, anche se forse ad altissimo livello di pensieri assassini. Dino Messina lo recensisce sul Corriere della Sera con molto favore, e giustamente. Ma questo libro è stato anche il protagonista di una curiosa, e non piacevole, coincidenza: è uscito proprio mentre la Libreria del giallo, quella in cui è ambientato (la protagonista-vittima del romanzo è Tecla Dozio, anima della libreria di via Peschiera a Milano, da sempre punto d’incontro degli amanti del genere) chiudeva i battenti. Anzi, la presentazione del romanzo (in anteprima qualche tempo fa) è stata anche l’occasione per la festa d’addio. A pensarci, un delitto perfetto.
Troppo perfetto.

  • 03Giu2009

    Redazione - Il Salvagente

    Milano. 2008. Alla festa per il decimo anniversario della libreria del giallo di via Peschiera partecipano tutti i grandi autori del genere (notevoli scrittori in assoluto), italiani come Camilleri, Carlotto, Carofiglio, Faletti, Fois, Lucarelli, milanesi come Biondillo, Canciani, Colaprico, Oliva, Pinketts, Roversi, Vallorani,… e dieci immensi stranieri: Connelly, Crais, Deaver, George, Lansdale, Mankell, Perry, Rendell, Taibo II, Vargas. In un attimo Tecla Dozio viene avvelenata e muore. Costernazione. Era cara, vera amica di tanti, mamma zia suocera sorella nonna, editor distributore consigliere correttore presentatore; era brava, l’aveva fondata e gestita (dopo otto anni di esperienza a piazza San Nazaro), resa un palco multimediale unico; era famosa, girovaga per ogni evento noir della penisola; era amata, una figlia, una nipotina, schiere di clienti conoscenti richiedenti; è una mia cara brava famosa amica. L’ha ammazzata Luigi Cerri, uno inventato, come Luca e Angela. Spero che lo prendano. Lo auspica anche il pugliese giornalista Lello Gurrado (“Assassinio in libreria”, Marcos y marcos 2008, pag. 204 euro 10), autore di un delizioso volumetto, introduzione ai nostri tic, in terza varia, con dialoghi competenti ed interludi romanzeschi. I soliti piatti forti: risotto giallo, polpettine al sugo, bonarda. Segnalo la scrittura a pag. 168. Musica d’addio: Milano 2009, Tecla è con noi, la libreria ci manca. Però: www.gialloandco.it .

  • 07Mag2009

    Redazione - Panorama

    Tecla è viva, ma non nel romanzo
    Si intitola Assassinio in libreria, di Lello Gurrado, il romanzo che inaugura la nuova collana Marcosultra della Marcos y Marcos. L’autore immagina l’assassinio di Tecla Dozio, titolare (viva e vegeta) della Sherlockiana di Milano, libreria che da poco ha chiuso. Esperta di gialli, Dozio ha abbozzato, anche perché a condurre le indagini nel romanzo sono alcuni noti scrittori, fra i quali Andrea Camilleri.

  • 01Mag2009

    Boris Borgato - Mangialibri

    Serata di gala alla Libreria del giallo di Milano. Tra scaffali di libri e tavoli ornati a festa per l’aperitivo a base di tartine e risotto giallo è facile imbattersi in glorie nazionali del calibro di Faletti, Camilleri, Pinketts, Carlotto, Lucarelli e Biondillo, oppure star delle scena internazionale come Jeffery Deaver e Fred Vargas. Tra gli invitati un quarantenne bibliotecario della centralissima Sormani gira per la libreria con in tasca due pastiglie di cianuro: è un attimo… acre odore di mandorla e Tecla Dozio – proprietaria della Sherlockiana e consulente editoriale – finisce stesa sul pavimento priva di vita. Camilleri nervoso accende una sigaretta, Faletti impallidisce, Lucarelli invita tutti alla calma e così partono le indagini della polizia, accompagnata nelle ricerche dall’aiuto di giallisti nostrani e stranieri…
    Carina l’idea di comporre un giallo che ha come protagonista uno scrittore frustrato dai rifiuti editoriali. Carina l’ambientazione all’interno della storica libreria Sherlockiana che – purtroppo per Lello Gurrado e per tutti noi – ha chiuso i battenti poco prima dell’uscita del romanzo. Carina la prefazione della stessa Tecla Dozio che commossa saluta i vecchi lettori, ringrazia per l’affetto e dà il via alla lettura del giallo. Carina la pensata di costruire un libro attorno alla figure di Faletti, Pinketts, Lucarelli & co. Certo, tutto carino, ma il libro – quello vero – dov’è? La chiusura ha un sapore stinto e un realismo vicino allo zero, le indagini sono sospinte da strani suggerimenti per bocca dei vari Camilleri e Pinketts che fanno piuttosto sorridere, sarebbe meglio sorvolare poi sulla figura dell’espertissimo Stefano Bartezzaghi chiamato in causa verso la fine del romanzo per dare una mano alla ciurma. Ma non era meglio scrivere uno di quei gialli  con i protagonisti che si chiamano Sammy, Tommy e Peggy? Sarò io che, in letteratura come per l’arredo, ho i gusti un po’ retrò.

  • 01Mag2009

    Dario Goffredo - Coolclub.it

    CHI HA UCCISO
    TEClA DOZIO?
    L’autore di Assassinio in libreria,
    atipica crime story italiana
    ci racconta come è nato il suo libro
    Lello Gurrado, barese, giornalista di lunga esperienza, ha pubblicato libri di cronaca, cultura e storia (Mamma eroina, Se ho smesso io, Don
    Mazzi, un prete da marciapiede, Gli sdrogati, San Siro, la scala del calcio).
    Con il tempo è scivolato verso la narrativa, e questo romanzo ne è, per ora, la conseguenza più estrema. Una storia divertente, ambientata nella Libreria del giallo di Milano, la mitica Sherlockiana che ora purtroppo ha chiuso i battenti, dove un assassino si aggira tra gli scaffali di libri e tra i migliori giallisti italiani e del mondo. Questo libro inaugura la collana marcosultra, narrativa italiana estrema, paradossale, sovversiva abbinata a una nuova grafica d’artista.
    Ogni anno le copertine ultra saranno firmate da un diverso artista italiano emergente, che verrà promosso insieme ai libri. Il 2009 è l’anno di David Dalla Venezia, pittore veneziano.
    Con Gurrado abbiamo scambiato due chiacchiere divagando sul mondo del giallo.
    Come nasce l’idea di un romanzo con personaggi reali e peraltro famosissimi come quelli che popolano il tuo libro? Non avevi paura di confrontarti con dei mostri sacri della letteratura gialla mondiale?
    Ho voluto scrivere una storia credibile, con luoghi reali e personaggi veri. Non ho scelto gli scrittori famosi per confrontarmi con loro, ma
    semplicemente per rendere più plausibile la vicenda. Per capirci, se avessi scritto un romanzo sul calcio avrei messo tra i protagonisti Buffon, Totti, Del Piero, Cassano, Mourinho… Se l’avessi fatto sul cinema avrei scomodato la Bellucci, Scamarcio, Brad Pitt, Angelina Jolie.
    Sembra che tu ti sia divertito molto a giocare a prevedere le reazioni degli scrittori, come in una sorta di ricerca di plausibilità e verosimiglian- za di ciò che accade. È stato un po’ come giocare a scac- chi provando a immaginare le mosse dell’avversiario, o hai trattato i tuoi personaggi come normali personaggi di un racconto giallo?
    Il mio intento iniziale era quello di trattare Camilleri e compagni come normali personaggi all’interno della storia, ma è vero che, nell’evol-versi della storia, ho subito la loro personalità e mi sono sforzato di intuire quali sarebbero state le loro mosse se la vicenda fosse stata vera. È comunque vero che mi sono divertito.
    Seppur con tutto ciò che comporta la trama insolita che hai scelto di dipanare, il tuo romanzo rispetta molte delle regole del giallo classico, non ultima la trovata, molto simpatica ed efficace, di coinvolgere nella storia un enigmista…
    Il giallista ha l’obbligo di rispettare certe regole, ovviamente non scritte, ma essenziali. Tra queste concedere al lettore la possibilità di risolvere il caso. Altrimenti la sfida scritttore-lettore sarebbe impari. L’ho fatto anch’io, anche se in modo “enigmatico”.
    Come hai effettuato la scelta dei giallisti che entrano nel tuo romanzo? Credo di aver capito che per quanto riguarda gli ita- liani sono effettivamente i migliori amici della Libreria del giallo. È così anche per gli stranieri o hai seguito un po’ il tuo gusto personale nello stilare la classifica dei dieci più grandi scrittori di crime stories del mondo? E se è così non pensi che uno come
    Ellroy avrebbe potuto dare un po’ di verve a tutta la situazione?
    Hai capito bene. I giallisti italiani sono effettivamente quelli più legati alla Libreria del giallo e a Tecla Dozio. Per quanto riguarda gli stra-
    nieri, anche per loro ho fatto un’operazione “pro veritate”. Tutti quelli citati sono realmente stati nella libreria di Tecla Dozio e sono suoi amici. Per capirci meglio: avrei voluto inse- rire anche Patrizia Cornwell, ma Tecla Dozio mi ha chiesto di non farlo perché non la conosceva per- sonalmente (e non la ama, come scrittrice…). Ellroy? Avrebbe dato verve, eccome, ma anche tanti altri, se è per questo.
    Si assiste alla rivincita degli autori di casa nostra di fronte alle star internazionali. Credi che il giallo e il noir italiani abbiano qualcosa da invidiare a quello per esempio americano o ormai anche i nostri autori hanno raggiunto una consapevolezza e una maturità tali da non aver paura dei colleghi stranieri?
    A mio parere siamo ancora indietro. Non soltanto agli americani e agli inglesi, tradizionali leader del genere, ma anche agli spagnoli, ai francesi, ai nordici, vedi la trilogia di “Millennium”, che hanno più inventiva, forse più coraggio di noi.
    E attenzione perché si stanno imponendo anche i greci, i turchi, i sudamericani… Credo che dovremmo darci una mossa lasciando indietro gli stereotipi del giallo tradizionale e inventando qualcosa di diverso. Ovviamente in questa operazione è indispensabile la collaborazione degli editori che, invece, spesso hanno meno coraggio degli stessi scrittori.
    Il Daily telegraph nelle sua classifica dei “cinquanta scrittori gialli da leggere prima di morire” ha incluso Andrea Camilleri,
    unico tra gli italiani. Non credi che forse anche qualcun altro avrebbe meritato di entrare in quella classifica?
    Beh, se prima di morire un lettore del Daily Telegraph leggesse Il nome della rosa di Eco o Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Gadda potrebbe forse morire più contento.
    Ultima domanda. Un romanzo giallo italiano e uno straniero di cui assolutamente non si può fare a meno.
    Quelli italiani li ho appena citati. Per gli stranieri: tra i classici l’inarrivabile Dieci piccoli indiani di Agatha Cristie, tra i contemporanei uno qualsiasi di Fred Vargas, forse L’uomo a rovescio.