Anime perse

Archivio rassegna stampa

  • 16Apr2018

    Luisa Debenedetti - librierecensioni.com

    “Anime perse” di Umberto Piersanti, scritto grazie alla collaborazione di Ferruccio Giovannetti – amministratore unico del Gruppo Atena -, è la raccolta delle vicende di 18 persone con problemi mentali, ospiti delle strutture di accoglienza dell’alto Montefeltro.
    Le storie sono vere, un po’ romanzate ma scritte con realismo: ogni storia cattura il lettore e lo porta ad essere lì, con Sergio, Cinzia, Enrico, Rodrigo, Valeria… e i loro demoni.

    È un allarmante grido d’aiuto diretto a chi si adopera per superare l’obsolescenza di un sistema che fatica ad essere al passo con l’umanità moderna.
    Tra i protagonisti c’è chi ha commesso reati minori e ci sono autori di crimini efferati, malati mentali gravi che necessitano di cure e attenzioni particolari, che trovano accoglienza in queste strutture residenziali che hanno sostituito i manicomi in genere. Ma emerge forte un interrogativo: qual è stata la riflessione delle istituzioni sulla cura della malattia mentale? Il problema, forse, dopo le zone d’ombra della legge n. 180, la famosa “Legge Basaglia”, non è dove curare ma come.
    L’autore ci accompagna all’interno di queste strutture, rivelando le storie degli internati e talvolta il disagio e l’impotenza degli operatori nei confronti della malattia mentale.
    Il malato non appartiene più ai manicomi, ma non appartiene neanche alla collettività. E’ diventato, invece, un grande peso incombente all’interno delle mura famigliari, dove la sofferenza si amplia in modo esponenziale. Una sofferenza che genera un profondo silenzio sociale, lasciando i personaggi intrappolati nel circolo vizioso creato dall’abbandono e dal senso di impotenza che nella solitudine alimenta se stessa. In questo senso sono Anime Perse, nessuno, nemmeno la famiglia, è disposto a riprendersele mentre loro sognano la vita fuori.
    Sono come uno schiaffo le parole riferite a Sonia: “Che bello vivere libera e disperata! E gettava lo sguardo oltre la siepe, là dove cominciava la vita; quella vera“. Una lettura che fa provare sensazioni che non si pensava di poter sentire, che insinua negli angoli della coscienza nuove parole per domande mai poste, perché alla fine lascia molta amarezza e fa riflettere sul ruolo che la società ha nei confronti di queste persone “disturbate”. E’ proprio solo colpa loro? Forse non sempre.
    Vorrei ancora sottolineare una particolarità lessicale: la scelta dell’Autore di usare i pronomi personali in un’unica forma, “gli” sia per il maschile sia per il femminile; certo è conforme all’etimologia (la forma latina illi era unica per entrambi i generi) e nonostante all’inizio abbia fatto fatica ad accettarlo, alla fine l’ho trovato uno strumento efficace per uniformare e familiarizzare con i personaggi.
    Una lettura consigliata.

    http://www.librierecensioni.com/libri-online/anime-perse-umberto-piersanti.html

  • 12Apr2018

    Tiziano Mancini - Il Resto del Carlino

    «Ho conosciuto le “Anime perse”. Racconto le loro menti spezzate»

    Umberto Piersanti in libreria con 18  storie da episodi veri

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  • 23Mar2018

    Bianca Garavelli - Avvenire

    Vite spezzate nei racconti di Umberto Piersanti

    La narrazione breve, il racconto, è un’arte con cui si apre la nostra storia letteraria e sarebbe una perdita per tutti sottovalutarla.

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