Il cadavere impossibile

Archivio rassegna stampa

  • 11Feb2004

    Michela Meloni - Mangialibri.com

    “Egregio signor Editore” è l’incipit della lettera inviata da uno scrittore ignoto ma per nulla modesto: vuole offrire alla Casa Editrice una succulenta storia con avvenimenti straordinari da pubblicare nell’antologia di racconti polizieschi argentini in preparazione. Una storia di vita vissuta e orrore di cui lo scrittore non è il protagonista ma, a suo dire, “il privilegiato testimone”.

    La protagonista del racconto è Anna, la piccola Anna. La piccola Anna ha subito un trauma infantile,  infatti “vedrà fornicare (parola forte, biblica e precisa, Egregio Editore) sua madre con uno sconosciuto”. La rabbia della bambina nel vedere il presunto aggressore di sua madre (la dolce e amata madre) è tale che, preso un coltello dal cassetto della cucina, lo pianta nella schiena dell’aggressore steso sopra sua madre nel tavolo, cambiando per sempre la sua vita…
    Il luogo principe del libro è un Riformatorio Femminile (l’ex Grand Hotel “Colonnello Andrade”)  in cui troviamo personaggi caricaturali e un numero incredibile di aggettivi che Feinmann usa per immergerci nelle atmosfere tipiche dell’horror. La lunga lettera disvela l’intera trama del libro, in cui troviamo inspiegabili scomparse e misteri da risolvere, fino all’ultima pagina in cui l’autore, con una classe da maestro e profondo conoscitore del genere, ci mostra un colpo di scena finale che chiude il racconto lasciando noi e l’editore a riflettere sul fatto che, pur riconoscendo i luoghi comuni dell’horror e una suspense indotta  a tavolino, siamo rimasti a leggere fino all’ultima riga. Lo stratagemma di narrare un romanzo attraverso una lettera è geniale quasi quanto l’intento parodistico dell’autore, che attinge a piene mani dal sacco dei sottogeneri del brivido costruendo una meta-narrazione che piacerà sia ai lettori puri sia agli appassionati dell’arte della scrittura.