Archivio rassegna stampa

  • 03Feb2012

    Marco Montozzi - Tuttobenenellamiatesta.blogspot.it

    Che se c’è stato un libro che ho letto e che ha compiuto appieno il suo dovere è stato proprio questo Pic nic sul ciglio della strada dei fratelli Strugatzki!
    Sì, sì un nome, un programma quello degli autori, ma come siamo piccoli e pecorecci! Ma questo è un libro di quelli magici in qualche modo.
Questa, grossomodo, la trama : Marmont, una cittadina industriale come tante altre.
    Eppure, poco oltre la periferia, qualcosa è cambiato irreversibilmente.

    Al di là di hangar e capannoni, in mezzo a una natura splendida, si estende un territorio dalle caratteristiche uniche. È la Zona: uno dei sei luoghi del mondo “visitati” dagli extraterrestri. La Zona: un luogo magico e pericoloso, che pullula di fenomeni sconvolgenti, di oggetti dalle qualità straordinarie.
    Come dopo un picnic sul ciglio della strada, a metà del viaggio fra una galassia e l’altra, gli extraterrestri hanno mollato i propri avanzi sul prato. Avanzi che hanno cambiato radicalmente leggi fisiche e natura di quei luoghi. Accumulatori eterni, gusci energetici, antigravitometri sono strumenti di altissimo valore scientifico ed economico, prede prelibate di studiosi e trafficanti.
    A Marmont è nata una nuova professione, quella di stalker.
    Gli stalker entrano nella Zona a caccia di questi oggetti e li rivendono al miglior offerente.
    Tenace “cercatore” dell’Istituto delle civiltà extraterrestri, Red Schouart, in arte Roscio, è sedotto dalla potenza della Zona. Rapido, fortissimo, deciso, è pronto a strisciare su un suolo imprevedibile a temperature insostenibili.
    L’Eldorado sembra a un passo, in quel luogo assoluto, ma non sono né la ricchezza, né il potere, né la verità che premono a Roscio: è il brivido estremo della sfida, il desiderio di “bucare” lo schermo del possibile che lo spingono a trasgredire le leggi – fisiche e morali – di una comunità pavida e corrotta.
E allora cosa avrebbe di così particolare, di magico?
    Di magico ha che è uno di quei libri che leggi tutto anche se non capisci se ti stia piacendo. E una volta terminato, anche se dici che magari è brutto, ti resta lì, nella capoccia, e le sue immagini si rincorrono nel tuo cervello, braccandoti l’immaginazione e facendoti infine capitolare e dire che è un GRAN bel libro.
Se siete di quelli che cercano la fantascienza di pistole e pistolettate, questo potrebbe non fare al caso vostro.
    Molti misteri restano tali proprio a sottolineare l’ignoranza dell’uomo e i suoi limiti.
    E alla fine, o all’inizio se vogliamo, non dovremmo più porci la domada se gli alieni esistono o meno ma, piuttosto: e se non avessero alcun interesse nel conoscerci?